La grande truffa

Che succede nel mondo? Difficile dirlo…

I media ci raccontano tutti la stessa versione ma poi vediamo che, almeno spesso, gli eventi si evolvono in maniera diversa da quanto anticipato. E ormai i media non si prendono più neppure la briga di spiegare cosa c’era di sbagliato in quanto avevano detto o quale sia stato l’elemento imprevisto che ha cambiato l’evoluzione dei fatti.
Vabbè, ormai la narrativa dei media non ha più niente a che fare con la realtà e i vari editori si sono resi conto che il loro pubblico, quello che gli è rimasto, è così fesso che non vale la pena ammettere di aver sbagliato in passato perché tanto la memoria degli spettatori e così debole che non si accorgono delle eventuali discrepanze. Anzi il pubblico è facile da gas lighting (che mi piace rendere col neologismo “gasbagliare”) ovvero convincerlo che la realtà non è come la vedono ogni giorno con i propri occhi ma come la raccontano alla tivvù…

Scusate la premessa, forse inutile dato che sono concetti che ripeto un articolo sì e l’altro pure, ma credo sia bene ribadire che cercare di capire la realtà attraverso la narrazione dei media è tempo perso. Anzi, probabilmente non solo descrivano i fatti in maniera inesatta ma volutamente fuorviante (*1).

Quindi a chi si vuole informare, in mancanza di fonti attendibili, suggerisco di pensare con la propria testa sui pochi fatti concreti e certi di cui viene a conoscenza.

Allora il vertice a Budapest è saltato e di nuovo Trump appare ostile alla Russia.
La mia teoria già la conoscete: Trump e Putin sono segretamente d’accordo per far fallire la UE e i principali governi che la sostengono e che sono, sostanzialmente, ostili a entrambi i presidenti. Inoltre Trump non potrebbe riappacificarsi apertamente con la Russia a causa della forte opposizione interna, trasversale al partito repubblicano e democratico, che sostiene invece la guerra e, soprattutto i vari interessi a essa annessi.
Il punto più debole di questa mia ipotesi è che Trump sta facendo la figura del mezzo scemo e del completo inaffidabile: e a nessun politico, soprattutto se chiaramente narcisistico come lui, piace fare brutte figure.
Ma Trump sta facendo davvero questa brutta figura?
Secondo me dobbiamo distinguere fra USA e resto del mondo.
Negli USA seguono con scarso interesse la politica estera e quel che conta è la politica interna: da questo punto di vista mi pare che il sostegno a Trump, soprattutto grazie alla lotta all’immigrazione illegale, sia alto (sebbene invece la mancata trasparenza sul caso Epstein l’abbia danneggiato sensibilmente).
In Europa e nel resto del mondo invece si guarda maggiormente alla sua politica estera ed è qui che appare ondivago e inaffidabile. Soprattutto i media europei, che non perdono occasione di istigare l’ostilità contro la Russia non perdono l’occasione per esaltare e amplificare ogni parola di Trump vagamente aggressiva verso Mosca. Quando poi i fatti vanno in direzione opposta ecco che i media giustificano il tutto non spiegando che probabilmente avevano frainteso Trump ma che è questo che cambia idea in base al piede con cui si alza al mattino… Questo perché i governi europei, come spiegato, sono sostanzialmente ostili a Trump e quindi sono ben felici di farlo passare per cretino.

Riassumendo quindi la mia teoria mi pare ancora credibile: da una parte a Trump interessa il giusto di ciò che si dice o crede di lui all’estero se non va a influenzare il sostegno della propria base politica statunitense. In particolare i media USA non riescono a farlo passare per un completo cretino come appare invece in Europa.
L’altro fattore decisivo sono invece i fatti: al di là delle varie minacce, che come detto sono amplificate all’eccesso dai nostri media, ancora di concretamente ostile verso la Russia Trump non ha fatto niente.

L’idea di fondo sarebbe, come ripetuto in altri articoli, quella di convincere gli stati europei a farsi coinvolgere militarmente in Ucraina: senza l’aiuto di Washington (che secondo la mia teoria sarebbe forse promesso ma poi nei fatti completamente assente) il tutto si tradurrebbe in un disastro militare e porterebbe alla caduta dei vari governi guerrafondai alla guida della UE.

“Fermo lì!” mi potreste obiettare “in altri pezzi e nella tua Epitome sostieni che a guidare le decisioni politiche della UE vi sono dei parapoteri economici o una loro associazione: perché questi parapoteri economici dovrebbero volere la guerra/sanzioni che stanno evidentemente danneggiando l’economia europea? Oramai questi parapoteri, che fessi non sono, avranno di sicuro capito che la guerra fra Ucraina e Russia è una causa persa! Perché quindi spingerebbero i vari politici che controllano a insistere con essa se è contro ai loro interessi?”

Fermo restando che i politici al momento al comando nei principali stati europei (Germania, Francia e Regno Unito) sono dei prodotti: creati per piacere al pubblico degli elettori, promossi dai media ma senza alcun spessore politico e completamente fedeli non ai propri elettori ma a coloro che hanno permesso la loro elezione. La questione dell’intelligenza e della capacità di discernimento di queste figure politiche neppure si pone: ciò che conta e li distingue è solo la loro cieca obbedienza ai propri veri padroni (*2).
Tenendo inoltre presente che i vertici di questi parapoteri economici sopravvalutano di molto le proprie capacità, bene che vada di pochissimo sopra quelle della media della popolazione, ma sono anche accecati da un hybris provocato dalla loro ricchezza e dal proprio effettivo potere (basato sulla manipolazione della democrazia al di fuori delle sue regole).
Ebbene, tenendo conto di questi due elementi, anch’io credo che ormai anche i parapoteri economici si siano resi conto che l’Ucraina, sanzioni o non sanzioni, sia destinata alla sconfitta.
Mi sono però altresì convinto che questo non andrà contro il loro interesse economico, almeno nel breve termine, ma che in qualche modo, con un qualche meccanismo finanziario, riusciranno a trarre un gigantesco beneficio dal fallimento della UE e degli stati che la compongono.
Ricordate come Soros guadagnò quando l’Italia fu costretta a svalutare la lira negli anni ‘90? Ecco mi aspetto qualcosa di questo genere ma enormemente più in grande.
Non seguo l’economia e non ne capisco niente ma sono sicuro che questi parapoteri si sono tutelati non solo per non perdere dalla sconfitta dell’Ucraina ma, addirittura, per guadagnare dal fallimento dell’UE.

Poi, magari, i soliti media che a questi parapoteri obbediscono, ci racconteranno che è giusto e normale che i super ricchi si arricchiscano ancora di più mentre il resto della popolazione si impoverisce notevolmente. Cercheranno di dar a intendere che questi parapoteri sono stati più intelligenti, che hanno colto l’occasione: non ammetteranno che l’hanno provocata fraudolentemente approfittando del proprio controllo sulla politica, che sapevano dall’inizio che la popolazione sarebbe divenuta più povera e loro più ricchi…
Questa sarà la grande truffa.

Nota (*1): almeno per le cose importanti: la cronaca sportiva, le telenovelle politiche nostrane e quella nera (se non coinvolge immigrati) è affidabile. È invece per politica estera, geopolitica, economia, UE che i telegiornali seguono una narrativa imposta altrove e sono completamente inattendibili.
Nota (*2): per esempio Macron si distingue da Starmer e Mercz a causa della sua personale ambizione che sfortunatamente (o fortunatamente?) è molto superiore alle sue effettive capacità.

Le “provocazioni” russe

Stasera il TG7 è isterico perché dei MIG russi hanno sconfinato nello spazio aereo estone e un paio di F35 italiani li hanno “intercettati”.

Beh, non credo sia un caso: voglio dire che la provocazione era effettivamente voluta, dubito si sia trattato di un errore…

La domanda quindi diviene: perché? Qual è l’obiettivo di Putin?

Personalmente rimango della mia idea: la Russia vuole provocare i non capenti europei affinché nel loro disperato tentativo di sostenere Kiev si svenino e si autodistruggano: il processo è già ben avviato nel Regno Unito e in Germania, forse anche in Francia, e se saltano questi paesi salta l’intera UE.

I non capenti europei fanno la voce grossa, felici di poter giustificare nuove spese militari al posto di servizi, pensioni, sviluppo etc.

Questi “statisti” credono/sperano che ora Trump rompa con Putin ma, come ho già scritto, sono piuttosto sicuro che Trump e Putin siano d’accordo per far fuori (politicamente) i disagiati mentali alla guida dell’Europa che, del resto, sono nemici di entrambi.

Il risultato? L’Europa avrà la scusa per spendere di più, per indebitarsi e magari fallire. Ma, in verità, credo che la Russia speri in un qualche passo falso di altro tipo, ancora non saprei quale.

Proprio azzardando potrei ipotizzare l’invio di truppe europee in Ucraina che, al momento opportuno, sarebbero prontamente eliminate: la ragione di questa mia ipotesi è che la morte totalmente inutile di soldati occidentali darebbe probabilmente il colpo di grazia finale ai governi europei pseudo-democratici ma, in realtà, al servizio delle lobbi. Ma, come detto, è la prima ipotesi che mi è venuta in mente, non so quanto realistica.

E gli USA? Se le cose stanno come penso io allora Trump farà la voce grossa per invogliare gli europei a sbilanciarsi e fare il passo più lungo della gamba (qualunque esso sia) ma in realtà non ha intenzione di far nulla: insomma si tratta di un gioco fra Putin e Trump per fregare i pollastri europei.

Oppure non ho capito niente io e fra qualche giorno Trump imporrà sanzioni a destra e manca contro Mosca, gli attuali governi europei ne usciranno rafforzati, l’Ucraina vincerà la guerra, Putin verrà defenestrato, l’Occidente si impadronirà delle risorse energetiche russe e poi manderà a gambe all’aria l’economia cinese…

Qualche risposta

Un paio di risposte rapide a domande più o meno indirette che avevo posto in precedenti articoli.

In Ma la Meloni perché?  mi chiedevo come mai la Meloni si fosse fatta coinvolgere nella buffanata della processione di buffoni che aveva accompagnato il buffone verde… ehm… il Goblin Verde volevo dire… da Trump.

Alla risposta arrivai qualche giorno dopo da solo ma mi fece fatica scriverne.

Credo che la Meloni abbia accompagnato Zelensky da Trump insieme alla banda degli utili idi###… volevo dire ai compagni di merende… ehm… cioè dei volenterosi incapaci o come amano farsi chiamare… a causa degli accordi segreti firmati con Kiev qualche anno fa come molti altri paesi europei.

Sfortunatamente le cazzate si pagano. In questo caso la figuraccia era comune agli altri politici europei e comunque la Meloni sapeva che i media l’avrebbero comunque trasformata in una specie di “vittoria” politica qualunque fosse stato il risultato dell’incontro con Trump e quindi, alla fine, le è forse convenuto prendervi parte…

Nel più recente Gli aeroplanini telecomandati mi chiedevo come spiegare l’isteria collettiva per dei droni bersagli, forse russi forse no, caduti in Polonia senza provocare né vittime né danni (non avevano esplosivo erano solo bersagli per far sprecare colpi alla contraerea).

Il motivo come al solito è economico: si solleva un polverone per nulla, si schierano forse europee sul confine polacco a non fare nulla perché comunque, anche volendo, non si potrebbe fare nulla senza l’aiuto degli USA per giustificare future spese militari, per costruire una narrativa falsa e bugiarda, ovviamente propalata dai media, che c’è bisogno di maggior spese militari anche al costo di dolorosi tagli.

Del resto anche l’Aiace Olandese alla guida della NATO ha detto che l’Europa dovrà spendere di più in armamenti tagliando sui servizi: perché tanto non hanno già tagliato abbastanza ma i cretini al potere tanto hanno le assicurazioni private più costose e se si fanno la bua a un ditino vengono comunque coccolati e curati.

Gli aeroplanini telecomandati

Normalmente non avrei scritto dei droni russi che hanno “invaso” la Polonia ma sono da mio padre e quindi vengo rimbecillito da telegiornali che invece di informare cercano di causare allarme ingiustificato con un episodio di scarsa o nulla rilevanza militare.

Non è neppure chiaro infatti se si sia trattato di un errore, di un malfunzionamento (dovuto alla guerra elettronica) o una “falsa bandiera”. Ma in verità anche l’ipotesi di una provocazione russa è plausibile.

Qui è forse interessante sottolineare come per i media occidentali le continue provocazioni, quando non vere e proprie escalation, siano normali e giustificate quando compiute contro Mosca però quando qualcosa di analogo ma in scala molto minore, forse addirittura un semplice errore, colpisce l’Occidente ecco che allora diviene un caso montato come panna che va a guarnire riempiendoli tutti i telegiornali. Ecco che se gli aeroplanini radiocomandati russi, di quelli senza esplosivo ma usati solo come bersagli per attirare il fuoco della contraerea, svolazzano oltre il confine polacco allora è giustificata la folle corsa al riarmo della UE e rilanciata la narrativa sgangherata di Putin che vuole conquistare l’intera Europa.

Proprio la risposta isterica dei nostri media, ovviamente voluta e sostenuta dal potere politico, mi fa pensare che si sia effettivamente trattata di una provocazione russa: se fosse corretta la mia teoria (v. Riflessioni estemporanee, Addendum e Piccolo mistero o indizio?) che Mosca voglia usare la guerra in Ucraina, magari anche prolungandola artificialmente, per far svenare e fallire gli stati europei che sostengono Kiev, allora questa provocazione avrebbe proprio lo scopo di spingere Francia, UK e Germania a compiere altri passi falsi che, quando inevitabilmente falliranno, renderanno ancora più probabile un crollo dei rispettivi governi guerrafondai. Intanto Trump, che sempre secondo la mia ipotesi, è d’accordo con Putin e favorevole a cambi di regime in tutta Europa (che del resto sono suoi nemici), se la ride e, ovviamente, da una parte incita i pollastri europei a correre in su e giù per il pollaio e a chiocciare minacciosi ma dall’altra lui si guarda bene da impegnarsi in azioni concrete verso la Russia.

Piccolo mistero o indizio?

Praticamente dall’inizio della guerra c’è un piccolo mistero: ogni tanto se ne accenna ma poi viene dimenticato e/o passa in secondo o terzo piano.

Se si guarda una mappa dell’Ucraina si nota subito l’importanza del fiume Dnepr che rappresenta un confine naturale fra il Donbass e il resto del paese.

Chiaramente tutti i rifornimenti per il fronte devono attraversare i suoi ponti che non sono numerosissimi.

Ecco quindi il mistero di cui da almeno un paio di anni sento parlare: perché la Russia non li distrugge rendendo così molto più difficoltoso il rifornimento delle truppe ucraine sul fronte?

La capacità militare ci sarebbe: probabilmente già i missili kinzal potrebbero farcela ma, in caso contrario, potrebbe essere usato il missile oreshnik…

Quindi?

La “spiegazione” tradizionale è che i russi non vogliono distruggerli perché vogliono usarli loro per invadere il resto dell’Ucraina. Il problema è che in casi analoghi, quando l’esercito ucraino è stato costretto a ritirarsi, ha sempre minato e fatto saltare i ponti alle proprie spalle: difficile quindi pensare che, in caso di necessità, non farebbero lo stesso con i ponti sul Dnepr.

Ma ecco le MIE ipotesi.

La prima è militare: l’obiettivo della Russia non è solo quello di occupare il territorio delle nuove repubbliche unitesi alla federazione ma anche quello di demilitarizzare l’Ucraina. Probabilmente il distruggere questi ponti strategici avrebbe facilitato la conquista militare ma reso più ardua la demilitarizzazione: se infatti il fronte fosse spostato sul Dnepr i problemi logistici sarebbero tutti dei russi: difficile infatti avanzare senza il rischio che le teste di ponte sull’altra riva del fiume non vengano accerchiate e ricacciate indietro con grandi perdite.

Non so, non essendo un militare non so quanto questa mia ipotesi sia credibile: a me pare comunque ragionevole e migliore di quella “ufficiale” (dei russi che vogliono conservare i ponti per usarli loro in futuro).

La seconda ipotesi potrebbe invece essere un indizio alla mia teoria dell’interesse di Mosca a prolungare la guerra in maniera che i governi europei fortemente ostili si autodistruggano economicamente/finanziariamente (v. ) con il loro scellerato sostegno all’Ucraina. Il fenomeno è già evidente in Germania e nel Regno Unito e in misura minore in Francia (ciò che accade negli altri paesi è molto meno importante).

In questa ipotesi la Russia non avrebbe distrutto i ponti perché non ha interesse a terminare la guerra in tempi rapidi.

Se così fosse allora bisognerebbe ammettere che la visione strategica/geopolitica di Putin sarebbe stata estremamente lungimirante perché avrebbe capito con un paio di anni di anticipo cosa sta avvenendo adesso in Europa.

Addendum

Ho continuato a pensare alla mia teoria di cui ho scritto in Riflessioni estemporanee e mi sto sempre più convincendo che sia corretta.

Essenzialmente perché spiega in maniera logica (nonostante gli evidenti errori di calcolo politico) i comportamenti di USA, Russia ed UE.

Il succo della mia idea è la seguente: proprio la Russia non è interessata a una rapida fine del conflitto in Ucraina perché la UE, ostile a Mosca, si sta dissanguando (finanziariamente ed economicamente) nel suo cieco sostegno a Kiev. In questa maniera i partiti che hanno governato in Europa hanno perso legittimità agli occhi degli elettori che hanno capito che partiti al governo e presunta opposizione tradizionale sono la “stessa roba” perché hanno perseguito la stessa identica politica.

Questo è stato evidente nel Regno Unito e in Germania e, in misura minore in Francia (dove però l’opposizione a Macron già da anni era in crescita). Adesso sia in UK con Reform di Farage che in Germania con AfD dei partiti alternativi sono in testa alle preferenze degli elettori.

Soprattutto più la guerra continua e più i governi al potere nella maggioranza degli stati europei perdono consenso.

Detto questo si capisce quindi quale sia l’interesse della Russia a prolungare la guerra: vi è la possibilità concreta che, continuando la guerra, vari governi ostili nella UE (comprese le rispettive opposizioni farlocche) vengano ribaltate e che invece con governi diversi possa tornare a cooperare.

Non solo.

Qual è l’interesse di Trump: aiutare i governi a lui ostili in Europa a sopravvivere alla sconfitta inevitabile dell’Ucraina o, invece, sperare in governi totalmente diversi e potenzialmente non asserviti alle lobbi economiche globali?

Mi rispondo da solo: anche a Trump converrebbe che gli attuali governi della UE (o almeno molti di essi) venissero ribaltati.

Chiaramente questa è solo una mia ipotesi (che oltretutto NON ho sentito formulare a nessuna delle mie fonti) e sarà difficile, praticamente impossibile, ottenerne a breve conferma: magari fra 20-30 anni, non so… dipende anche dall’evoluzione storica futura e dall’utilità per il potere del tempo che la verità venga palesata…

Comunque qualche giorno fa ho scoperto un nuovo elemento che mi pare molto indicativo: lo scorso 20 luglio la Gabbard, a capo delle agenzie della sicurezza, ha tolto la condivisione di qualsiasi informazione relativa ai negoziati di pace tra Russia e Ucraina con i “five eyes”.

Per chi non lo sapesse i “five eyes” sono Canada, UK, Nuova Zelanda, Australia e USA le cui agenzie di solito condividono fra loro tutte le notizie di intelligence.

Chiaramente quando si decide che qualcosa non venga condiviso significa che vi è una differenza di obiettivi strategici: in questo caso fra quelli degli USA e quelli degli altri quattro paesi (in particolare UK e Canada).

Curiosamente chatGPT (statunitense), a cui avevo chiesto per avere conferma dell’informazione, non mi ha saputo suggerire nessun elemento concreto di possibile divergenza fra obiettivi USA e UK/Canada. Invece Deepseek (cinese) mi ha correttamente risposto:

Posizione degli USA: L’amministrazione Trump ha mostrato una volontà di avvicinamento alla Russia, sospendendo l’aiuto militare e l’intelligence all’Ucraina e esprimendo fiducia in Putin . Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha sospeso le operazioni informatiche contro la Russia .

  • Preoccupazioni degli altri Five Eyes: Gli alleati vedono la Russia come una minaccia strategica e temono che la condivisione di intelligence con gli USA possa essere compromessa se i dati finissero nelle mani russe. Regno Unito e Francia hanno già annunciato che continueranno a fornire intelligence all’Ucraina indipendentemente dalle decisioni USA.

Personalmente io leggo invece in maniera leggermente diversa la notizia: gli USA vogliono ricercare la pace e accordi economici con la Russia (magari in funzione anti-cinese) mentre l’Europa (che avrebbe più da guadagnarci da buoni rapporti ma i cui governi non fanno gli interessi dei propri cittadini) ne vorrebbe la sconfitta.

Evidentemente vi era il timore di Washington che UK/Canada usassero le informazioni riservate per sabotare le eventuali trattative di pace.

Come ho spesso scritto Trump ha abbaiato spesso contro la Russia ma di concreto ha fatto il minimo possibile di concreto, ovvero solo quel tanto che basta per tenere a bada, placandole, le frange più guerrafondaie sia fra i democratici ma anche nelle fila dei repubblicani. Ovvero che segretamente gli USA si accordano con la Russia ma “ufficialmente” sostengono con convinzione la guerra.

Io credo che questa mia ipotesi spieghi bene la situazione: da una parte Trump fa credere ai gonzi europei che vuole continuare a supportare l’Ucraina e arrivare alla vittoria finale; magari sono proprio gli USA che forniscono informazioni fuorvianti sull’andamento della guerra e dell’economia russa proprio per incoraggiare i fessi a continuare ad affondare i propri rispettivi paesi… da un’altra sia Mosca che Washington sarebbero contenti se diversi governi europei ostili venissero ribaltati.

Perché, forse è bene ribadirlo, Macron, Starmer e Mercz sono espressione delle oligarchie economiche occidentali ostili a Russia e Trump (mentre Biden e la Harris erano loro burattini negli USA).

Che l’interesse della Russia a prolungare la guerra sia superiore a quello di finirla vittoriosamente? Probabilmente no ma di sicuro Mosca non si strappa i capelli se la vittoria arriverà un po’ meno rapidamente del previsto.

Riflessioni estemporanee

Da tempo pensavo a come potesse finire la guerra in Ucraina ed ero giunto alla conclusione che gli ucraini per primi dovrebbero rendersi conto che non ha senso combattere una guerra persa di cui, oltretutto, i promotori e beneficiari sono solo i produttori di armi occidentali.
Chiaro che la propaganda moderna, che sfrutta tutta la potenza tecnologica, sembra se possibile ancora più efficace di quella che permise le due guerre mondiali (*1).
Cosa fare per riuscire a far sentire agli ucraini la verità della situazione sopra lo strepitio rintronante della propaganda di regime?
Io pensavo che sarebbe stato efficace e istruttivo usare i missili Oreshnik su Kiev: ovviamente il loro scopo non avrebbe dovuto essere quello di provocare vittime civili (questo sarebbe stato addirittura controproducente) ma di dare una vera e propria dimostrazione di forza. La Russia (pensavo) avrebbe dovuto, dando ampio preavviso (diciamo una settimana) informare la popolazione di Kiev che avrebbe distrutto la sede del parlamento ucraino o qualche altro edificio altamente simbolico; avrebbe dovuto anche consigliare di evacuare i quartieri limitrofi perché essendo armi sperimentali vi è sempre un certo margine di errore.
Poi avrebbe dovuto colpire a un’ora prestabilita, magari qualche ora dopo il tramonto del sole dato che i lampi provocati da questi missili mi sembrano più impressionanti la notte, in maniera che tutti a Kiev vedessero l’effetto di queste armi e l’impotenza di Kiev (e dell’occidente) di fermarle.

Io credo che una dimostrazione di questo genere avrebbe avuto un effetto devastante sul morale degli ucraini e neppure i media bugiardi avrebbero potuto negare l’evidenza dei crateri là dove prima vi erano degli edifici.
Qualche giorno fa ho però scoperto che un generale russo aveva in effetti suggerito di usare gli Oreshnik su Kiev ma che lo stesso Putin aveva posto il veto. Come mai?

Una ragione può essere che questi missili siano, magari solo potenzialmente, poco precisi: non so, magari l’80% delle volte colpiscono il bersaglio esattamente ma nel 20% dei casi vanno fuori traiettoria di un chilometro: chiaro che in questo caso si sarebbe rischiata la strage di civili innocenti con un effetto estremamente controproducente sia per l’immagine internazionale della Russia che per il morale degli ucraini dato che la sete di vendetta gli avrebbe dato coraggio.

Ma proprio oggi mi sono reso conto che vi potrebbe essere un motivo ben diverso e apparentemente paradossale: Putin potrebbe non avere alcuna fretta di terminare la guerra.
Al momento le vittime militari russe sono pochissime: ovvio che è difficile esserne sicuri ma a me pare attendibile. L’economia, nonostante quello che blaterano i media occidentali, va bene. Quindi non ci sono fattori negativi pressanti che spingono a una conclusione rapida del conflitto.
E la pace cosa porterebbe di vantaggio alla Russia? certo il prestigio internazionale della vittoria sull’Occidente non sarebbe male ma poi Mosca si ritroverebbe con un vicino, alleato sì al momento, ma sempre più forte a sud, ovvero la Cina, mentre a ovest, invece del potenziale alleato che avevo ipotizzato io stesso qualche anno fa prima della guerra, un Europa ostile e decisa a ottenere una rivincita.
D’altra parte se continua la guerra cosa succederà all’Europa?
Lo iniziamo a vedere nel Regno Unito, in Germania e in misura minore in Francia: nei paesi i cui governi hanno maggiormente tradito i propri cittadini sostenendo una guerra non solo inutile ma addirittura controproducente e che ha reso tutti (a parte i ricchissimi) più poveri si è visto il tentativo della popolazione di cambiare democraticamente la direzione della politica estera: non guerra ma pace, pace e prosperità per la gente comune: questo è ciò che, non sorprendentemente, vorrebbe la maggioranza del popolo.
E allora in Germania gli elettori hanno votato contro “zerbino” Scholz, socialdemocratico finendo dalla padella nella brace ottenendo “Blackrock” Merz, cristiano democratico: non è cambiato un fico secco perché entrambi i cancellieri se ne infischiano dei tedeschi e seguono pedissequamente gli interessi delle oligarchie che vogliono la guerra.
Nel Regno Unito c’è stata la sequenza di buffoni conservatori: “Mastrociliegia” Johnson, la “Triglia” (non ricordo neppure il nome) poi il miliardario Sunak. E allora gli elettori inglesi hanno provato a eleggere un laburista e si sono ritrovai col buffone (oltretutto fascistoide) Starmer. Non è cambiato nulla perché laburisti e conservatori sono due facce della stessa moneta nel salvadanaio delle oligarchie economiche.
Bruciate le proprie marionette ora queste democrazie sono alla ricerca di alternative ovviamente spacciate per pericolosi estremismi dai media corrotti.
E in Italia ci è andata bene che avevamo la Meloni che si è sì piegata ai diktat della UE guerrafondaia della Baronessa Tedesca ma facendo il minimo possibile di quello che le veniva richiesto: avessimo avuto la Schlein, ennesima marionetta delle oligarchie economiche internazionali, adesso saremmo nelle condizioni di Germania o Regno Unito se non peggio!

Ma torniamo a Putin: con la pace si ritroverebbe una UE col dente avvelenato contro la Russia e la sua persona…
Ma se la guerra continua e questi fessi dei nostri leader europei proseguono a buttare denaro nel pozzo senza fondo della guerra, a indebitarsi, a ridurre i diritti e i servizi ai cittadini del proprio paese (emblematica la Germania) si rischia il vero e proprio collasso di questa UE marcia.

E se al posto degli attuali governi europei che, lo ripeto, sono schierati dalla parte dei poteri economici e contro i propri cittadini, ci fossero dei nuovi governi indipendenti e onesti ecco che con questi Putin potrebbe effettivamente instaurare dei buoni rapporti.
Insomma alla Russia converrebbe aspettare ancora qualche anno in maniera che l’Europa si autodistrugga nella speranza che dalle sue ceneri possa nascere un qualcosa di diverso, non completamente asservito agli interessi dei fautori della guerra.

Al momento non ho alcun elemento che suggerisca che Putin voglia prolungare “artificialmente” la guerra invece di arrivare rapidamente alla sua vittoriosa conclusione ma non mi stupirei di notare, prima o poi, qualcosa di questo genere…

Nota (*1): e non sono il solo a pensarla così: «Come dice Ernst Posse? La guerra ha rivelato quale potere abbia in mano il giornalista moderno. Si provi a immaginare, se si può, dice Ernst Posse, che i giornali non esistano in questo subbuglio internazionale degli spiriti; senza di loro sarebbe stata possibile la guerra, nelle sue cause non meno che nel suo svolgimento?» tratto da “Gli ultimi giorni dell’umanità” di Karl Kraus, (E.) Adelphi, 2022, a cura di Ernesto Braun e Mario Carpitella, pag. 416-417. Oppure di sicuro lo pensava Einstein: «I giornali di un paese possono, in due settimane, portare la folla cieca e ignorante a uno stato di esasperazione e di eccitazione da indurre gli uomini a indossare l’abito militare per uccidere e farsi uccidere allo scopo di permettere a ignoti affaristi di realizzare i loro ignobili piani.» “Come io vedo il mondo” di Albert Einstein, (E.) Newton, 1975, trad. R. Valori, pag. 16.

Leoni e promesse

Un aggiornamento sulla guerra Israele-Iran.

Iran ha reagito la notte scorsa: io pensavo che avrebbe aspettato più a lunga ma in effetti il mio ragionamento era superficiale: dato che Israele ha affermato che i suoi attacchi continueranno non aveva senso aspettare e subire altri danni senza reagire.

L’Iran non ha attaccato le basi americane che “era” la linea rossa e che avrebbe automaticamente fatto entrare gli USA in guerra: che è l’obiettivo di Israele.

L’attacco iraniano “a occhio”, basandomi quindi solo sui video disponibili, mi è sembrato meno massiccio del precedente (quello dell’anno scorso intendo). Però i danni sono stati di sicuro maggiori quindi probabilmente è solo “un’illusione ottica” provocata dal sottoinsieme di immagini che ho potuto vedere.

Sembra che Putin abbia avuto una dura telefonata con Nethayahu e la Cina ha usato insolite parole dure: ma queste sono chiacchiere diplomatiche. Bisognerà vedere cosa verrà fatto di concreto (oppure sapere cosa effettivamente è stato detto).

Ieri sera si parlava di due F-35 israeliani abbattuti ma non è chiaro se sia una bufala.

Poi è stato spiegato il motivo per cui i caccia israeliani hanno potuto attaccare l’Iran senza problemi: un attacco informatico aveva disabilitato le difesi antiaeree: il problema però sembra essere stato risolto e già ieri notte le difese iraniani sembravano funzionare bene.
Ah! e con il cambio di regime in Siria adesso gli aerei israeliani hanno un tragitto più breve per raggiungere l’Iran: anche questo di sicuro ha aiutato l’attacco.

Riflettevo però su un “insegnamento” della guerra in Ucraina: gli attacchi missilistici o di aerei da soli non vincono le guerre. E da questo punto di vista né Israele né l’Iran hanno la possibilità pratica di invadere il reciproco avversario. E allora quando finirà questa guerra?
1. Una possibile fine, e probabilmente era quella auspicata da Israele-USA, era che il governo iraniano cascasse e venisse sostituito da uno filo-occidentale.
2. Oppure un lungo scambio di attacchi missilistici: certo Israele riceverà missili dagli USA ma sono convinto che anche la Russia e la Cina non faranno mancare il loro sostegno. E ormai sappiamo, ammissione NATO, che la Russia produce in tre mesi quello che i paesi NATO producono in tre mesi (figuriamoci poi la Cina!).
Poi Israele è più piccola, territorialmente, dell’Iran: da una parte la si protegge meglio ma da un’altra i bersagli sono più fitti e non c’è posto dove nascondersi. Soprattutto la popolazione civile israeliana, isolata dalle guerre provocate dal proprio paese, si troverà in una situazione molto difficile e a cui non è abituata. Alcuni mie fonti ipotizzano già un esodo verso i paesi occidentali.
3. Intervento diretto degli USA:
3A. Intervento diretto Russia e Cina → guerra nucleare: fine di questo blog e dell’umanità.
3B. Potranno gli aerei USA avere la meglio sulle difese antiaeree iraniane (probabilmente rifornite da Russia e Cina)? Non lo so: io credo che se non ce la facessero a sfondare nei primi giorni di attacco poi si metterebbe male per gli USA. Soprattutto le portaerei mi sembrano vulnerabili se attaccate da missili ipersonici: vedi gli yemeniti che con i loro mezzi, sicuramente inferiori a quelli iraniani, ci sono andati vicini a danneggiarne una…

A che ne sappia Trump non ha rinnegato il messaggio pubblicato a suo nome (ne sono convinto!) su True Social: da un punto di vista politico quindi è come se fossero effettivamente parole sue. Secondo me è semplicemente e banalmente ricattato (vedi le accuse di Musk e, comunque, la maggioranza di senatori filo guerra pro Israele che lo potrebbe mettere di sicuro in difficoltà e, forse, anche in stato di accusa).
Una prima conseguenza è che adesso anche la Russia non ha più alcun motivo per credere a Trump nei suoi negoziati sulla guerra in Ucraina.
Ah! e un’altra conseguenza della guerra fra Israele e Iran è che ora a Kiev toccheranno solo le briciole degli armamenti già scarsi disponibili in occidente.
Dovrei guardare Asmongold per cercare di capire quale sia l’umore dei suoi sostenitori: ma da quello che ho capito Trump perderà sostegno in patria se si fa coinvolgere nella guerra, lui che si era presentato agli elettori statunitensi come il presidente della “pace”.
A proposito di guerra nucleare bello il discorso della Gabbard sui suoi pericoli: non ho voglio di cercare il collegamento al video su YouTube ma per chi fosse interessato non dovrebbe essere difficile trovarlo.

Infine New Atlas di Berletic, che da tempo seguo solo saltuariamente, afferma che non è Israele a volere la guerra con l’Iran ma gli USA che vogliono usare Israele come proxy così come hanno fatto con l’Ucraina.
La “prova” di Berletic è documento, liberamente scaricabile, pubblicato ormai dieci anni fa da un Think Tank (mi sembra Radeon o qualcosa del genere) in cui si affermava che la guerra sarebbe stata iniziata da Israele in maniera che questa si prendesse tutta la colpa e, contemporaneamente, che l’Iran facesse saltare le trattative per regolamentare il suo nucleare. La prima condizione si è verificata ma la seconda no.
Ma, secondo me, la teoria di Berletic non regge perché gli USA non hanno interesse a una guerra contro l’Iran mentre Israele sì.

Infine c’è la spada di Damocle dei pozzi petroliferi: al momento Israele non li ha bombardati e l’Iran non ha colpito quelli dei paesi vicini né ha bloccato lo stretto di Hormuz.
Che prima o poi accada temo sia inevitabile e allora ecco che il costo del petrolio schizzerà alle stelle. Da questo punto di vista Putin sarà contento ma per l’occidente e, soprattutto, per l’Europa sarà un disastro.

Ah! mi manca di sapere cosa hanno starnazzato le oche di Bruxelles. Forse stanno ancora aspettando gli ordini su cosa dire, non so…
La mia è solo una curiosità per farmi quattro risate e per capire dove soffia la propaganda: di certo sarebbe stupido aspettarsi dichiarazioni minimamente significative o intelligenti dai pennuti microcefali.

Infine aggiungo solo che i video delle “mie” fonti vengono in genere pubblicati nel tardo pomeriggio e trattano gli eventi della mattinata quindi solo staserà avrò i commenti sulla risposta iraniana di stanotte. Io seguirò questa guerra al mio ritmo senza farmi condizionare troppo dal susseguirsi degli eventi…

Teorie e realtà

Come INTP in genere non mi accontento di una semplice risposta: voglio una teoria che spieghi tutta una vasta categorie di problemi non il singolo caso…

Poi, sempre per forma mentale, mi viene naturale generalizzare: cioè non è che mi sforzo di inventarmi teorie!

Ultimamente sto cercando di dare un senso logico al comportamento politico di Trump: in essenza spiego la usa politica ondivaga su Ucraina e Iran con il barcamenarsi di chi non vuole la guerra ma cerca di dare la sensazione ai propri “alleati” (Israele e neo-xxx) di volerci arrivare ma alla propria velocità mentre, in realtà, mira all’accordo sia con Russia che con Iran. Da notare infatti come ai progressi verso la pace ottenuti su un fronte seguono immediatamente dichiarazioni bellicose verso l’altro.

Che io sappia sono l’unico ad aver dato questa lettura di Trombetta: le “mie” fonti, con diverse gradazioni di giudizio, lo ritengono un debole che ama atteggiarsi a forte ma che si fa persuadere facilmente dall’ultimo consigliere/politico che incontra. A me però un Trump così intellettualmente modesto non convince.

Il problema della mia teoria (che potrebbe venire smentita immediatamente da un coinvolgimento maggiore in Ucraina o da un effettivo attacco militare all’Iran da parte degli USA) è che Trump fa la figura dell’idiota e i politici (ma credo anche i miliardari!) tengono molto alla propria immagine.

Quindi non so: è possibile che Trump si preoccupi soltanto dell’immagine che dà alla propria base elettorale ma anche questa possibilità non mi convince molto.

L’altro fattore da tenere presente è dove vorrebbe arrivare, ovvero fino a quando, Trombetta porterà avanti questa strategia ambivalente.

Riguardo l’Iran, suppongo, fino a quando non verrà firmato un accordo per il nucleare che permetta a Trump di dire a Israele: “problema risolto, non c’è più bisogno di una guerra preventiva”.

Riguardo l’Ucraina, suppongo, fino a quando non sia evidente la vittoria militare di Mosca sul campo. Qui infatti la propaganda occidentale può ancora elaborare le proprie fantasiose bugie sfruttando il fatto che i progressi russi su tutto il fronte sono molto lenti e i guadagni territoriali minuscoli. Però questa estate la situazione potrebbe cambiare: i problemi strutturali di Kiev (mancanza di uomini e armi) non sono stati risolti e il punto di rottura sembra si stia avvicinando. Questa indicazione proviene dall’accelerazione dei guadagni territoriali ottenuti da Mosca.

Più volte avevo dato notizia di grandi forze militari russe pronte a entrare in azione mentre poi non è successo niente (sono cioè state usate essenzialmente per rotazioni di personale) ma stavolta potrebbe essere diverso. Vedremo.

Per quanto riguarda l’Iran invece è molto più difficile prevedere i tempi per un possibile accordo: non escludo provocazioni e falsi attacchi ideati da Israele per far saltare o ritardare l’accordo.

Poi ci sarebbe anche la variabile Gaza, che è un fronte tutto a se stante ma che può comunque influenzare le dinamiche politiche con l’Iran…

Insomma tutto questo per dire che anch’io non sono convinto al 100% della mia ipotesi sul comportamento di Trump che però, almeno a oggi 28 maggio 2025, mi pare tenere.

Che poi, appunto, nonostante tutti i limiti della mia teoria la sua principale alternativa, ovvero un Trump dalla mente labile e manipolabile, mi sembra ancora meno credibile…

Previsioni meteo-Trombetta

Mi sento un meteorologo!
“Continua il clima di instabilità e incertezza a causa della depressione temporalesca in Ucraina e Medio Oriente…” o roba del genere!

Il meteo-Trump infatti sembra sempre più imprevedibile: io la mia ipotesi su come interpretare il comportamento del presidente statunitense l’ho spiegata nei pezzi precedenti. Ma si tratta di una teoria che verrà confermata nei prossimi mesi o smentita nei prossimi giorni.

In breve: Trump vuole effettivamente la pace e ricucire lo strappo con la Russia soprattutto in funzione anti-cinese ma…
1. Le lobbi israeliane vogliono la guerra contro l’Iran.
2. I neo-con repubblicani, ma trasversalmente anche i neo-lib democratici, vogliono una guerra: si sono abituati al “foraggio” delle industrie delle armi e l’appetito vien mangiando…

La mia ipotesi è che Trump stia cercando di barattare la guerra contro l’Iran col proseguimento dei finanziamenti per la guerra in Ucraina: questo per tenere buoni i neo-XXX.
Una volta però firmata la pace con l’Iran, a sua volta disponibile a trattare sul nucleare, ipotizzo che Trump cercherà quindi anche di fare la pace con la Russia abbandonando l’Ucraina e i babbei europei che la sostengono: nel pezzo precedente ho infatti spiegato che Trump è consapevole che i governi europei (intendo Francia, Germania e UK) sono tutti contro di lui (e Trump, per bocca di Vance, gli ha anche fatto sapere che li considera poco democratici) e quindi facendogli fare la figura dei cogli### aiuterebbe le opposizioni democratiche in quei paesi.
Ipotizzo anche che la Russia ai massimi livelli (Putin) sia stata informata di questo piano e che, proprio per questo, Trump si permetta di fare la voce grossa contro la Russia.

Ovviamente è solo una mia ipotesi che si basa su speranza (!!), che Trump non sia un cretino, la qualità di alcuni collaboratori che ha scelto (la Gabbard, Vance, Musk e Kennedy). Inoltre ho considerato la psicologia del presidente che vedo come un affarista, nel senso che è sempre alla ricerca magari nel breve-medio termine del profitto, e che ama bleffare ovvero confondere le acque e i propri avversari.
In questo caso sarebbe d’accordo con Putin e starebbe prendendo per il naso gli “alleati” europei e Netanyahu (*1).

Per smentire questa mia teoria basterà che nei prossimi giorni/settimane/mesi attacchi militarmente l’Iran o che dalle parole (minacciose ma di per sé irrilevanti) passi ai fatti contro la Russia.
Per confermarla dovremo vedere cosa accadrà dopo un eventuale accordo con l’Iran: fino a quel momento mi aspetto che anche la pace in Ucraina resti in sospeso. Una volta relativamente sicuro che i suoi “facinorosi” neo-con non scatenino una guerra contro l’Iran potrà raggiungere anche un accordo con la Russia.

Questa è la mia lettura attuale della situazione geopolitica.

Aggiungo:
– guerra contro lo Yemen → errore di calcolo.
– guerra dei dazi → errore di calcolo.
– sulla Groenlandia penso invece che vorrà andare avanti.

Nota (*1): Alcune “mie” fonti dicono che l’antipatia (reciproca) di Trump per Netanyahu sia reale ma che comunque il presidente abbia veramente a cuore gli interessi di Israele. Questo non sarebbe in contrasto con il NON voler scatenare una guerra contro l’Iran (ovvero essa non sarebbe nell’interesse di Israele ma solo di Netanyahu).