I babbei della guerra

Ultimamente sto seguendo meno le “mie” fonti: semplicemente sono stufo di avere cattive notizie, sono stanco di sentire le scemenze che combinano i cialtroni incompetenti che ci guidano in Europa e negli USA (Trump, cioè il Cazzaro Arancione).
Sfortunatamente notizie mi arrivano e non sono mai buone.

Sembra che l’improbabile tregua fra USA e Iran stia per terminare: è durata molto più di quanto pensassi e questo dà la misura della debolezza di Washington non che si cerchi davvero una pace duratura. Del resto Israele vuole la guerra e la distruzione dell’Iran e il Cazzaro Arancione obbedisce.

Peccato che in questo mese l’Iran si sia rafforzato: adesso ha il sostegno ufficiale di Russia e Cina. Non mi stupirei se avesse più lancia missili adesso rispetto all’inizio della guerra. E chissà quanto altro materiale bellico avrà ricevuto. Poi ovviamente c’è tutto il supporto dei servizi segreti di Cina e Russia: del resto Mosca deve avere una gran voglia di aiutare l’Iran a colpire obiettivi statunitensi proprio come Washington ha fatto e sta facendo con l’Ucraina.

Passando all’Ucraina si dice, da più parti, che l’Europa si sta preparando alla guerra con la Russia!!
E io mi chiedo: e chi la combatterebbe questa guerra? chi sarebbe disposto a sacrificare la vita per la Baronessa Tedesca? Per l’Europa della burocrazia, della censura, dei guerrafondai, delle banche?
Io credo che sarebbero pochi, molto pochi gli idioti che credono alle stupidaggini che ci raccontano i media. Si certo i vecchietti seguono ancora il telegiornale: ma i vecchietti non combattano. E gli adulti non sono cosi fessi…
Rimangano i giovani: loro non seguono la tivvù ma in (s)compenso si fanno infinocchiare dalle reti sociali. Ma, come ho ipotizzato anni fa, la manipolazione spudorata della tivvù dovrebbe aver in parte vaccinato anche i più giovani a fidarsi meno anche dei nuovi media. Insomma, in caso di vera guerra, la capacità persuasiva delle reti sociali dovrebbe evaporare molto rapidamente.
Ah, ho capito: i geni dal cervello piccino piccino che guidano l’UE forse puntano sugli immigrati!
Ma figuriamoci se questi: che in teoria scappano da guerre immaginarie hanno voglia di combatterne (e perderne) una reale!

Sì, perché l’Europa perderebbe rapidamente: non riuscirebbe minimamente a resistere una frazione del tempo che l’Ucraina sta resistendo: in Ucraina abbiamo infatti il fanatismo antirusso che, evidentemente è talmente forte da convincere una parte sostanziale degli ucraini a farsi massacrare. In Europa di certo qualche grullo, convinto di combattere il male, ci sarebbe di sicuro ma si tratterebbe di una sparuta minoranza…

Che altro? Volevo scrivere anche di altri argomenti ma al momento non ricordo più di cosa. Ne approfitto per chiudere prima del solito questo pezzo…

Quanto reggerà la tregua fra Iran e USA?

Fino a quando Israele non riuscirà a infrangerla… e prima è meglio è!

Il fatto è che questa guerra è stata voluta da Israele (*1) e in particolare da Netanyahu: come ho spiegato altrove forse Trump è stato perfino ricattato, di sicuro raggirato, per convincerlo a bombardare l’Iran. L’obiettivo era un cambiamento di regime (che al momento non c’è stato) e, preferibilmente, la frammentazione dell’Iran che avrebbe permesso di controllarne facilmente le risorse energetiche.

Inizialmente Trump cantava vittoria ogni giorno ma, lentamente, si è reso conto che la vittoria non era rapida, che l’Iran era in grado di rispondere e di colpire le basi USA della regione, che lo stretto di Hormuz (con tutto ciò che comporta per il costo dell’energia) è controllato/bloccato da Teheran, che le navi statunitense devono stare ben lontane dalle coste dell’Iran perché altrimenti verrebbero attaccate da droni, che le munizioni antimissile scarseggiano, che i missili iraniani colpiscono molto più facilmente del previsto, che solo bombardando non si sconfigge uno stato determinato a resistere (vedi Ucraina), che per invadere l’Iran è necessario un esercito di terra dell’ordine del milioni di uomini…
Insomma potrei proseguire ma il succo è che, sebbene lentamente, Trump ha compreso molte cose e, principalmente, che sconfiggere militarmente l’Iran è tutt’altro che facile e che, comunque, le conseguenze economiche sarebbero terribili per l’Occidente e per il resto del mondo.

Fino a oggi l’Iran non sembrava intenzionato a trattare con gli USA ma ovviamente, non potendo neppure vincere, prima o poi avrebbe dovuto sedersi al tavolo delle trattative. Chiaramente Teheran voleva avere il coltello dalla parte del manico e imporre, almeno come base di partenza, le proprie condizioni. Decisiva sembra essere stato l’intervento dell’alleato cinese, con la mediazione del Pakistan, che inizia a risentire del problema di approvvigionamento di petrolio dalla regione (come anche il Pakistan stesso, l’India e, in pratica, tutto il resto del mondo).

Alla fine Trump da “buon” giocatore di poker, ha tentato un ultimo bluff promettendo tuoni e fulmini (in pratica l’uso dell’arma nucleare) per piegare Teheran, ma poi ha accettato una tregua di due settimane con una trattativa basata sulle 10 condizioni poste dall’Iran.

Ovviamente già non c’è più la certezza su quali siano esattamente questi dieci punti: Teheran fornisce un elenco e la stampa occidentale ne dà un altro. Inoltre Trump sembra stia facendo più di un passo indietro su condizioni che sembrerebbero imprescindibili per Teheran…

Comunque alla fine un accordo sarebbe possibile dato che Trump ha capito di non poter vincere e, anzi, rischia di perdere politicamente e anche l’Iran sa che non può vincere e che quindi, prima o poi, dovrà comunque accordarsi per la pace.
Il problema è Israele: non vuole la pace né si preoccupa della crisi economica mondiale che rischia di scatenare (tanto, male che vada, Washington aumenterà le sovvenzioni).
Già adesso Israele continua a bombardare il Libano: anche qui, come a Gaza, l’obiettivo se non è un genocidio è quello comunque di scacciare la popolazione locale per impadronirsi e colonizzarne i relativi territori.

Come farà saltare l’accordo Israele? Bo… può di nuovo ricattare/fare pressioni su Trump, può continuare ad attaccare il Libano, magari con provocazioni come stragi di civili (vabbè queste già le fa… ma magari potrebbe farle ancora più eclatanti) o distruzione di moschee, magari semplicemente attaccando direttamente l’Iran e provocandone la risposta militare…

Di sicuro Netanyahu tenterà di tutto per far saltare la tregua: il tempo che impiegherà per riuscirci sarà un interessante indicatore del suo livello di controllo, o almeno di influenza, su Trump.
Anzi, sarei sorpreso se non riuscisse a far saltare la tregua molto rapidamente, già nei prossimi giorni od ore…

Insomma vediamo quanto Trump riuscirà a fare gli interessi degli USA (e del resto del mondo) invece che quelli di Israele e capiremo quanto è libero di agire.

Nota (*1): per completezza mi pare giusto segnalare la teoria di Berletic secondo cui non è Israele a controllare gli USA ma il contrario: sarebbero gli USA a sfruttare Israele per controllare la regione facendo ricadere sullo stato ebraico tutte le colpe e il risentimento internazionale. La prova più “forte” di questa teoria è un documento pubblicato già una decina di anni fa da un “Think Tank” in cui già si prefigurava tutta la strategia geopolitica per il Medio Oriente come si è poi realizzata e che specifica, appunto, che Israele è una pedina di Washington.
La mia principale obiezione è che se Israele fosse controllato dagli USA allora che senso avrebbero tutte le influenti lobbi israeliane sulla politica statunitense? Semplicemente il “think tank” avrà scritto che Israele è la pedina nella regione degli USA per rendere il documento accettabile alla popolazione statunitense: tutto qui. Non una grande verità ma solo una piccola bugia.

Aggiornamento: apparentemente mentre scrivevo questo pezzo la tregua sembra già essere saltata: ancora non ne ho la conferma dalle “mie” fonti fidate ma comunque, per i motivi che ho scritto, non mi stupirei se la notizia fosse vera. Ovviamente “grazie” a Israele…
Ma aspettiamo per averne conferma: hai visto mai che l’Iran decida di costringere a osare ancora di più…

Operazione Epstein furioso

Considerazioni a “tiepido” sulla nuova guerra in Iran.

Procedo in ordine sparso dato che non ho voglia di perdere tempo dando un filo logico, più o meno coerente, alle varie idee. Le elenco qui di seguito così come mi vengono in mente…

– Questa nuova fiammata della guerra in Iran me l’aspettavo già da molti mesi e, anzi, sono sorpreso che sia iniziata a fine febbraio.

Il motivo, come spiegato nella mia Epitome, è che lo scopo della prima guerra non era quello di impedire la produzione di armi nucleari (che probabilmente Teheran non stava neppure cercando di ottenere) ma di avere un cambio di regime con una situazione tipo “siriano” o comunque un governo filo-occidentale pronto a disarmare il paese e renderlo vulnerabile agli altri paesi aggressivi della regione.

– In questo contesto vanno inquadrate anche le proteste popolari, nate spontaneamente ma presto cavalcate da servizi esteri, per cercare di ottenere un colpo di stato stile Maidan e simili a Teheran.

Stavolta però con probabilmente l’aiuto russo e cinese sono state presto interrotte le connessioni tramite Starlink che permettevano agli agenti stranieri e locali di coordinarsi insieme. Probabilmente molti agenti stranieri sono stati individuati e arrestati.

– Trump probabilmente non voleva questa guerra che per gli USA sarebbe controproducente forse anche in caso di rapida vittoria. Ma ormai è sempre più evidente che il Presidente USA è ricattabile e ricattato sul caso Epstein ed ecco quindi che ha accettato di farsi coinvolgere in questa guerra assurda ufficialmente per prevenire minacce immaginarie.

– Io credo anche che molti membri neo-conservatori della sua squadra, Marco Rubio per primo, lavorino contro il Presidente convincendolo a intraprendere iniziative rischiose con l’idea che, se ha successo, ne prenderanno parte del merito e se invece le cose vanno male scaricheranno su di lui tutta la responsabilità.

– Ora se gli USA non erano stati capaci di piegare gli Huthi dopo un mese circa di bombardamenti come pensano di poter avere la meglio contro l’Iran?

La Russia è da quattro anni che bombarda l’Ucraina ma come si può constatare i missili da soli non vincono la resistenza di un popolo determinato a resistere.

Credo quindi che questo attacco sia basato su un’unica labile scommessa: probabilmente i servizi segreti USA/Israele avevano segnalato la possibilità di assassinare Khamenei e che la sua morte avrebbe potuto innescare una nuova ondata di rivolte popolari che sarebbe stata cavalcata per portare al potere candidati filo-occidentali.

Nonostante quello che dicono i media occidentali di queste manifestazioni di rivolta al momento non c’è traccia mentre invece c’è stata una grandissima manifestazione per commemorare la scomparsa del leader religioso.

– Gli USA quindi cosa faranno adesso? Senza un esercito di terra non sembra che questa guerra possa venire vinta. I missili disponibili sia per attaccare che per difendersi sono estremamente limitati mentre l’Iran sembra averne in grandi quantità: soprattutto se i droni si rivelano essere efficaci come sembra allora per USA e alleati nella regione sono guai.

– Diversamente dalla precedente guerra del giugno scorso la risposta iraniana (di nuovo probabilmente è determinante l’aiuto russo e cinese) è stata immediata e forte: ora non starò a elencare qui le notizie non confermate da fonti occidentali ma, a naso, mi sembra che la risposta iraniana sia stata molto più dura di quanto gli USA si aspettassero.

– I prossimi giorni saranno necessari per capire l’evoluzione della guerra: io non credo che andrà per le lunghe come viene previsto anche dalle mie fonti. Il motivo è che già lo scorso giugno, pur dopo una risposta militare partita lentamente, già dopo 12 giorni Israele era in grandissima difficoltà e dovette richiedere l’intervento USA. Questa volta la risposta iraniana mi sembra essere significativamente più dura e da subito.

– Che opzioni hanno Israele e USA?

La speranza più concreta è una sollevazione popolare che però, al momento, mi sembra molto irrealistica (poi chiaro, anche io mi barcameno fra la propaganda occidentale e la propaganda iraniana e quindi tendo a basarmi sul mio intuito e buon senso più che su dati concreti: questo significa che magari domani gli iraniani scenderanno in piazza con bandierine americane e sceglieranno un genero di Trump come sultano con pieni poteri…). Un’altra possibilità è usare milizie terze: magari i curdi si faranno prendere per l’ennesima volta per il naso per combattere l’ennesima guerra senza avere in cambio niente? Io non credo…

Perché poi, ricordiamolo, l’Iran ha quasi 100 milioni di abitanti e con una bella fascia di popolazione giovane in grado di combattere…

– L’Iran ha poi la possibilità di minacce maggiori: non ha cioè già bruciato tutte le sue carte (“La minaccia è più forte della sua attuazione”). Chiudere lo stretto di Hormouz non è un problema fino a quando è possibile riaprirlo immediatamente in caso di accordi: non ha bisogno di minarlo ma già la minaccia di attaccare le nave che vi passano è sufficiente per renderle inassicurabili e quindi bloccarle nei porti. Poi vi è la minaccia di colpire i pozzi petroliferi: e questo sarebbe un problema che non si risolverebbe rapidamente. Poi potrebbe usare bombe sporche o, magari, colpire la centrale nucleare israeliana.

– Invece Israele e USA che cosa possono fare più di quanto non stiano già facendo? Beh, Israele potrebbe usare l’arma nucleare contro l’Iran ma sono abbastanza sicuro che questo segnerebbe anche la fine di Israele.

Coinvolgere altri paesi? I vertici europei hanno già detto coccodè ma di più non possono fare; i paesi della regione, sebbene tutti più o meno sotto il controllo americano, hanno la popolazione fortemente favorevole all’Iran e non credo che sarebbero in grado di mettere sul campo una forza militare significativa.

– Alla fine gli USA saranno costretti a cercare un qualche tipo di successo di qualche tipo, tipo bombardare qualche altro fantomatico centro di ricerca nucleare e far dichiarare così ai media di aver vinto e ritirarsi quindi in tutta fretta con la coda fra le gambe.

– MA a questa soluzione, che mi pare l’unica ragionevole possibile, si opporrà Israele che, se la mia ipotesi è corretta, ha Trump completamente ai propri ordini. Possibile quindi che Israele chieda agli USA di usare le loro armi nucleari per chiudere la guerra contro l’Iran e così, magari, far sopravvivere Israele (visto che Washington si prenderebbe gran parte della colpa). Non so… come detto anche gli USA non mi sembrano avere opzioni buone…

– La galline alla UE hanno detto coccodè: mi pare importante e giusto segnalarlo.

– In conclusioni i prossimi due-tre giorni saranno decisivi: se non ci sarà una sollevazione popolare in Iran contro il governo al potere non vedo come Israele e USA possano vincere questa guerra; importante sarà vedere anche se i danni causati dalle armi iraniane, in particolare dai poco costosi droni, diverranno ancor più significativi di quanto già non siano. Sarà anche importante vedere i movimenti delle varie flotte USA e se si allontano dall’Iran: del resto se dei missili o droni vengono lanciati contro la flotta è ovvio che, anche se il rischio che venga colpito qualcosa è basso, le navi di appoggio dovranno usare comunque i loro sistemi di difesa e, una volta terminati, anche se non hanno subito danni, allontanarsi per rifornirsi di ulteriori munizioni (ammesso che siano disponibili dato che ve ne è grande carenza).

– Per concludere secondo me la Cina potrebbe seriamente pensare di invadere Taiwan: io credo che in questo momento potrebbe riuscirci praticamente senza colpo ferire. Si possono realizzare tante cose quando si è forti e, soprattutto, i tuoi avversari sono degli incompetenti incapaci.

Gli Epstein schifi

Ok, mi conoscete: sono super-sospettoso ma l’ultima mandata di files pubblicata dall’FBI (mi pare, ma comunque da fonte ufficiale) mi ha lasciato perplesso.

Paradossalmente, nonostante la censura del materiale per “proteggere” gli innocenti (amici e amiconi con benefici di Epstein), mi sembra ci sia comunque troppo materiale incriminante/imbarazzante per Trump. Mi sarei aspettato che le emails che lo riguardavano venissero censurate un po’ più di quelle di altri personaggi famosi coinvolti: magari lo sono anche ma non abbastanza. Eppure, sebbene indirettamente, Trombetta ha il controllo dell’FBI e alla fine persone di sua fiducia potrebbero verificare il materiale  in cui appare il suo nome prima che venga pubblicato per dare l’ok definitivo alla diffusione.

Invece questo non è avvenuto o, secondo me, non abbastanza…

“Meglio!” direte voi. Sì, sicuramente più verità viene fuori e meglio è: io anzi sarei per la pubblicazione integrale di tutto il materiale del caso Epstein: se poi qualche amichetto di Epstein ci rimane scottato peggio per lui. Perché poi questi files pubblicati recentemente sono solo una parte: il materiale più compromettente non è stato ancora diffuso.

Il mio punto è che questa diffusione di informazioni politicamente autolesionistiche non ha senso: la domanda quindi è cosa possa esserci dietro.

La prima ipotesi che mi viene in mente e al momento l’unica, al di là dell’improbabilissimo errore/svista, è che sia un ricatto: qualcosa del tipo “guarda cosa siamo riusciti a far pubblicare all’FBI: se non fai come vogliamo noi faremo pubblicare il resto…”

E cosa sta facendo Trump adesso? Beh, sta trattando con l’Iran invece di attaccarlo.

Il ricatto potrebbe consistere proprio in questo: no pace ma guerra e distruzione dell’Iran, non importa a quale costo per gli USA e il resto del mondo occidentale. In caso contrario, la minaccia sottintesa è, pubblicheremo materiale così scottante che non potrà venire ignorato da nessun media e sarai costretto a dimetterti nell’infamia e nel disprezzo generale. Cosa che a un evidente narcisista come Trump deve sembrare il peggio del peggio…

Vabbè, queste sono solo delle mie speculazioni: vedremo cosa accadrà…

Iran

Dell’Iran non ho scritto molto: un po’ perché, in generale, sto scrivendo poco ma soprattutto perché è difficile trovare fonti attendibili da cui capire come veramente stiano le cose.

Bisogna infatti destreggiarsi fra la propaganda occidentale statunitense (su suggerimenti israeliani) e quella iraniana.

Quante vittime ci sono state durante le proteste popolari: 40.000 come raccontano in occidente oppure 4.000 (di cui un migliaio di poliziotti uccisi dai manifestanti) come dice l’Iran?

Le proteste sono immediatamente terminate quando fu bloccato Starlink oppure sono continuate per giorni?

L’Iran è debole o forte militarmente? Sarà in grado di difendersi, almeno parzialmente, dall’attacco statunitense?

Russia e Cina hanno fornito aiuti militari e/o potrebbero aiutare più o meno direttamente Teheran?

Quando avverrà l’attacco statunitense, se avverrà?

Non ho risposte certe per nessuna di queste domande comunque:

– sono abbastanza sicuro che le proteste, nate spontaneamente per le proteste seguite alla crisi economica, siano state poi sfruttate dai vari servizi segreti occidentali nel tentativo di rovesciare il governo locale.

– per questo trovo credibile che siano cessate quando si sono interrotte le comunicazioni con l’esterno (sembrerebbe anche che le autorità iraniane abbiano siano riuscite a identificare e quindi arrestare e quindi a uccidere coloro che usavano Starlink fortemente sospettati di essere agenti stranieri o di collaborare con essi).

– per i morti immagino una via di mezzo: diciamo 8.000 civili e 500 poliziotti.

– Russia e Cina hanno probabilmente aiutato militarmente l’Iran ma non credo che si faranno coinvolgere direttamente in caso di attacco statunitense: Putin è stato attentissimo a evitare qualsiasi escalation in Ucraina e Xi mi sembra altrettanto prudente; in più la capacità di proiettare la forza militare a grandi distanze non mi pare comparabile a quella statunitense (basti pensare alle centinaia di basi militari che hanno in tutto il mondo). Molto probabilmente forniranno aiuti di intelligence ma non so quanto potranno essere utili.

– La forza dell’Iran è la mia incertezza maggiore: secondo fonti pro-Teheran adesso l’Iran ha i missili buoni per distruggere Israele, minare lo stretto di Hormuz e affondare la flotta americana.

Secondo me l’Iran ha dei missili capaci di colpire Israele senza che siano intercettati ma ho la sensazione che ne abbia pochi. Per minare lo stretto di Hormuz suppongo ci voglia un po’ di tempo e mi pare ovvio che gli statunitensi cercheranno per prima cosa di affondare le navi iraniane capaci di farlo. Con un po’ di fortuna suppongo che qualche nave statunitense potrebbe essere danneggiata ma dubito affondata.

Ma onestamente queste sono solo mie speculazioni basate però su sensazioni e non dati concreti…

– L’attacco all’Iran ci sarà certamente: è da almeno 20 anni che Israele fa pressioni sugli USA in tal senso e Trump, come ho già scritto, sembra essere particolarmente ricattabile. Ovvio che le ragioni dell’attacco sono tutte pretestuose anzi di preciso non so bene neppure cosa dica la propaganda occidentale al riguardo: per difendere la popolazione che protesta? Per gestire il petrolio iraniano in maniera da arricchire la popolazione locale? Non so…

La verità è che si vuole un cambiamento di regime o, meglio ancora, una situazione tipo quella siriana col paese che si frantuma in maniera da essere facilmente controllato dall’esterno.

Secondo alcune mie fonti l’attacco dovrebbe essere il 31 o forse nella notte fra il 30 e il 31 (cioè stanotte): queste fonti si basano su una nota dell’agenzia israeliana per il traffico aereo che la scorsa settimana aveva anticipato che i cieli sarebbero stati chiusi, per ragioni di sicurezza, tale giorno. A me onestamente sembra strano che una notizia così importante sia filtrata in maniera così stupida ma tutto è possibile…

Non ci resta che aspettare. Io comunque sono molto preoccupato: il rischio che lo stretto di Hormuz venga effettivamente bloccato è reale (anche se non so quanto probabile). Se accadesse il costo dell’energia schizzerebbe alle stelle e l’Europa, guidata dai super bagoli, non ha fonti proprie a cui appoggiarsi e ha rinunciato masochisticamente a quella russa a basso costo…

Dal Venezuela in giù (su)

Pensieri sparsi…

A. Partiamo dal Venezuela che è l’argomento più caldo.

1. Una delle nuove strategie geopolitiche degli USA è quella di arroccarsi sull’emisfero americano aumentando la propria influenza diretta e indiretta sui vari paesi dei due continenti.

2. Come scrissi a suo tempo la Groenlandia è un vero obiettivo e non si tratta di minacce “alla Trump”, parole in libertà dimenticate pochi giorni dopo.

3. Ancora sappiamo poco per esserne sicuri ma sembra che un accordo fra Maduro e gli USA, con esilio dorato, sia saltato e Washington abbia preferito appoggiarsi ad altre figure del suo governo.

4. Questo spiegherebbe come mai le forze speciali americane non abbiano incontrato resistenza militare nell’operazione che ha portato al rapimento di Maduro. In altre parole il vice-presidente del Venezuela, la Rodriguez, sarebbe d’accordo con gli USA.

5. La scusa di bloccare il flusso di droga verso gli USA è patetica: il Fentanyl, che causa la maggioranza delle morti, è prodotto in Messico; la cocaina in Perù, Colombia e Bolivia (la cocaina ha bisogno di un clima andino/tropicale per essere prodotta). In altre parole il Venezuela era FORSE solo uno snodo di passaggio della cocaina che adesso, semplicemente, passerà altrove.

6. Il vero motivo dell’intervento USA è quindi l’appropriarsi del petrolio e delle risorse minerarie del paese. E in effetti l’amministrazione USA neppure si preoccupa di negarlo.

7. Da come la situazione è presentata da Washington, il Venezuela diverrà una specie di colonia statunitense che verrà sfruttata dalle grandi multinazionali a stelle e strisce.

8. Venezuelani, ma anche tutto il resto del Sudamerica, si rende conto dell’ingerenza statunitense visto che non ci si è preoccupati troppo di fingere che si sia trattato di un’operazione per portare “libertà e democrazia” nel paese.

9. Questo significa che se anche nel breve periodo l’operazione si rivelasse un successo, nel medio/lungo termine il crollo della credibilità politica degli USA, che al momento operano come dei mafiosi, è totale. Di questo crollo approfitterà la Cina.

10. Se al contrario gli USA lavoreranno realmente nel tentativo arricchire i normali cittadini venezuelani ridistribuendo, almeno in parte, la ricchezza prodotta sfruttando le loro risorse, allora l’intervento in Venezuela potrebbe indubbiamente trasformarsi in una grande vittoria geopolitica. Ma visto che oggi, neppure negli USA le multinazionali distribuiscono ricchezza, ma anzi la sottraggono al cittadino medio, è semplicemente inconcepibile che il Venezuela non venga sfruttato nella maniera più assoluta facendo così crescere il malcontento popolare.

11. Nelle prossime settimane vedremo poi se la Rodriguez è dalla parte di Washington, come credo, o se verrà rapidamente sostituita da qualche generale evidentemente al soldo degli USA.

12. Un altro obiettivo è colpire Cuba, che tira avanti grazie al petrolio venezuelano, dato che il neoconservatore Marco Rubio è di origine cubana è ha quindi il dente avvelenato verso la classe politica di tale paese.

B. Trump.

1. Io inizio a temere che sia rincoglionito: se si confrontano i video della sua precedente presidenza con quelli dell’attuale non si può non osservare il calo di energie e la difficoltà a parlare. Biden ha dimostrato che un presidente incapace di intendere è una manna per chi gli sta intorno e ha la possibilità di manipolarlo quotidianamente: sembra che a Trump stia avvenendo la stessa cosa.

C. Attacco a Putin.

1. È stato indubbiamente effettuato grazie all’assistenza dei servizi segreti statunitensi.

2. Quindi Trump ha tradito “l’amicone” Putin? Quindi Trump è dalla parte della UE? La mia teoria al riguardo la conoscete: Putin e Trump d’accordo per eliminare politicamente/economicamente i loro nemici in Europa e per farlo devono fingere di essere in contrasto in maniera che l’Europa continui inutilmente a svenarsi. Certo che un tentativo di uccidere Putin dovrebbe dimostrare chiaramente da che parte sta Trump, no? Beh, se Putin fosse stato informato in anticipo dell’attacco allora non sarebbe stato realmente un attentato alla sua vita, no? Insomma dal mio punto di vista ancora questo episodio non è decisivo per chiarire il reale rapporto fra i due presidenti.

3. Anche l’argomento della pressione politica in Russia contro Putin che sta crescendo perché lo si accusa di essere troppo remissivo e prudente nei confronti degli USA, del suo continuare a dialogare con Witcoff, mi sembra incerto: cioè bisognerebbe sapere quanto saldo è il controllo di Putin sulla propria poltrona, quanto cioè si possa permettere di fare di testa propria andando contro le aspettative della popolazione e/o dei suoi massimi dirigenti. Non ne so abbastanza per esserne sicuro ma io credo che da questo punto di vista abbia tutto sotto controllo: lo vediamo in Europa come il controllo dei mezzi di comunicazione permetta di convincere una popolazione ebete che le misure più liberticide servono, per esempio, ad aumentare la libertà. Perché la situazione dovrebbe essere diversa in Russia?

D. Europa

1. Mi diverte notare come alcune “mie fonti” seppure non specializzate/interessate nell’Europa si siano rese conto di chi siano i massimi esponenti politici europei: Asmongold riguardo la Baronessa Tedesca → “La burocrate non eletta”. E WillyOAM (australiano) riguardo ai politici europei in generale → “useless incompetent, fu##ing idiots”. Così, chi ha un minimo di cervello, pur senza seguire con attenzione l’Europa, ha ben capito la deriva democratica in cui si trova il Vecchio Continente.

2. A suo tempo ne volevo scrivere poi non ne ebbi voglia perché mi viene il voltastomaco quando scrivo dei nostri politici europei ma che ne dite dei 90 miliardi di euro buttati nel nuovo prestito all’Ucraina? Sapete chi li ripagherà? Pensate che la Russia, che ormai ha vinto sul fronte militare, accetterà di pagare i danni di guerra all’Ucraina? Ovviamente no: questo debito sarà pagato dai soliti fessi, i cittadini europei. Orsetta e gli altri geni “al massimo” ci guadagneranno qualcosa…

E. Guerra in Ucraina

1. Procede al rallentatore ma come sa chi mi segue la mia teoria è ormai che Putin NON voglia concludere rapidamente la guerra dato che una pace con i veri nemici europei non sarebbe possibile: devono cambiare i governi in Europa per aver una pace duratura in Ucraina.

2. Poi sul fatto che militarmente abbia già vinto mi pare che sia ovvio per tutti, no? Sì, ci raccontano che la Russia stia subendo perdite colossali ma ciò è incompatibile con i dati che abbiamo, soprattutto sulla sempre più ampia potenza di fuoco russa sotto tutti i punti di vista. La Russia ha 10 volte più artiglieria, 10 volte (anche 100) più droni, 10 volte più missili etc… come mai dovrebbe perdere 10 volte più uomini dell’Ucraina? Questo è possibile sono nei microcefali dei nostri politici e di chi crede alla propaganda più sfacciatamente bugiarda (quella che poi, cercando le fonti, si basa su informazioni dei servizi segreti ucraini!).

F. Iran

1. La guerra in Iran si avvicina. Io anzi pensavo che sarebbe scoppiata in autunno a causa dei problemi politici/giuridici di Netanyahu: invece sembra che i primi non fossero così gravi come pensavo mentre che i secondi vengano perdonati.

2. Già delle dichiarazioni fanno pensare che si stia preparando l’imbeccata per i media, per fargli giustificare una nuova guerra come necessaria e giusta: adesso non si parla più solo del pericolo nucleare (ma tale pericolo non era stato eliminato dalle potentissime bombe USA?) ma del pericolo dato dai missili balistici che l’Iran ha già.

3. Sulle proteste in Iran non saprei dire: non ho idea di quanto siano diffuse e significative. Chiaro che l’obiettivo di Israele (a cui gli USA sono subordinati) sarebbe avere un Iran in una situazione siriana, ovvero nell’anarchia e diviso. Ma gli attacchi esterni tendono comunque a compattare un popolo.

Varie dall’Ucraina

Dall’Ucraina la notizia principale che arriva è che sempre più numerose sono le fonti “autorevoli” (che significa “di solito allineate con la narrativa dominante”) che ammettono la sconfitta totale di Kiev.

Sì, lo so: già da un paio di anni scrivevo che l’Ucraina aveva perso e che nel prossimo inverno/primavera/estate sarebbe arrivata una nuova grande offensiva russa che avrebbe dato il definitivo colpo di grazia all’esercito ucraino mettendo così fine alla guerra.

Poi questa offensiva non si è mai verificata e, a dire il vero, io avevo già da anni ipotizzato che la ragione era che la Russia non aveva ragione di affrettare i tempi: meglio vincere dopo un anno o due in più che vincere subito ma perdendo molti più uomini. Gli unici parametri di incertezza erano: 1. quanto avrebbe potuto rinforzarsi l’esercito ucraino nel frattempo: per questo non avevo né dati né conoscenze affidabili per valutarlo; 2. la situazione economica russa che alle mie fonti appariva florida ma che i soliti media definivano “disperata”.

Poi ci fu il periodo di attesa per le elezioni USA, con la possibilità irrealistica ma speranzosa, che vincendo Trump avrebbe portato la pace in “tre giorni”. Saltiamo all’incontro a quattrocchi fra Trump e Putin in Alaska (estate 2025) organizzato non da Rubio, il ministro degli esteri (segretario di Stato) USA guerrafondaio e neoconservatore, ma da Witkoff, “inviato speciale” di Trump e soprattutto suo amico.

Un po’ dopo quell’incontro arrivai a una nuova colonna della mia teoria: i governi europei controllati dai parapoteri economici sono nemici dichiarati sia di Putin che di Trump. Se la guerra fosse finita un anno o due fa questi sarebbero ancora in carica a tramare contro Trump e Putin (dato che la finta democrazia europea non permette di cambiare l’attuale regime eurocentrico). Perché quindi non cercare di farli saltare? E come sarebbe possibile riuscirci?

Con il loro totale fallimento economico e militare. Secondo me il punto di non ritorno per questi governi sarebbe l’invio di truppe in Ucraina e il ritorno di bare.

Ecco, secondo me, a cosa mirano, Trump e Putin: a uno scontro limitato fra UE e Russia senza il coinvolgimento degli USA. Chiaro che Bruxelles dovrebbe essere convinta a tirare la prima pietra in maniera che Washington possa subito dire “noi non c’entriamo niente” facendo un passo indietro e dando carta bianca alla reazione russa.

Chiaro che i microcefali europei non sono così stupidi da attaccare la Russia a testa bassa osservando quello che stanno facendo gli USA e il buon rapporto, almeno umano, fra Putin e Trump: sono sicuro che Trump starà dicendo ai suoi infidi alleati europei “faccio finta di essere amicone di Putin, ma sono dalla vostra parte: però dovrete fare voi la prima possa perché altrimenti XXX” dove XXX è una scusa che non conosco e comunque non ha senso tentare di immaginare.

Le vere notizie quindi giungono da Bruxelles, dal covo di burocrati eurinomani guerrafondai al soldo delle lobbi. Tutti i maggiori governi (Francia, Germania e UK) traballano e stanno in piedi solo perché non vi sono elezioni. In giro per l’Europa poi si sabotano come si può le elezioni per non far vincere chi vorrebbe la pace (vedi Romania). Si ricattano gli altri governi per costringerli all’obbedienza. Si censura chi è contro la guerra.

Sì, proprio bella la vostra democrazia e libertà.

Al momento gli USA hanno chiuso i rubinetti del denaro a Kiev (e questo la dice lunga sui reali interessi di Washington) e i fessi europei hanno deciso che pagheranno loro (cioè noi cittadini europei). Chiaramente una guerra costa cara e i soldi non ci sono. Gli USA possono inventarseli dal nulla, l’Europa no. Quindi o si aumentano le tasse e parecchio (facendo però incazzare i propri cittadini) oppure si rubano. Ecco quindi tutta la polemica intorno ai soldi russi congelati in Europa.

La UE li vorrebbe rubare per finanziare (per un anno, non durerebbero di più e poi si sarebbe punto e a capo) il regime di Kiev ma Bruxelles (stavolta inteso come Belgio, dove la maggior parte del denaro è depositato) è ben consapevole che se una banca ruba i soldi a un cliente con una scusa evidentemente fasulla allora gli altri clienti se ne vanno e la banca/Belgio (ma Europa in generale) fallisce. La “democratica” UE è quindi passata alla sua usuale strategia mafiosa di ricattare il governo di Bruxelles/Belgio e contemporaneamente di inventarsi nuove regole per aggirare il veto dell’Ungheria e della Slovacchia (mi sembra).

L’altra riflessione maturata non troppe settimane fa è che se i politici europei non sono troppo svegli per capire i disastri che stanno combinando, per non capire che l’Ucraina ha perso la guerra, che non si sa solo quando i soldati getteranno le armi per scappare via dal fronte, che quindi rubare i soldi russi non serve assolutamente a niente, se sono troppo ignoranti per rendersi conto di queste elementari verità c’è però da dire che le lobbi che li comandano sanno come andrà a finire questa vicenda. E allora perché insistono?

Perché evidentemente hanno un modo, sfruttando i meccanismi della grande finanza, per arricchirsi notevolmente dal fallimento economico dell’Europa: non dovremmo stupirci quindi quando questa bolla di pus marcio, che sta crescendo sul corpo putrefatto dell’UE, esploderà i media ci verranno a raccontare quanto siano stati intelligenti e previdenti alcuni grandi finanzieri globalisti ad aver investito in XXX ad approfittarsi della legge YYY per aver guadagnato centinaia di miliardi mentre noi (cittadini comuni, avremo perso tutto).

Insomma l’esercito ucraino adesso è sull’orlo del tracollo e, secondo me, la Russia invece di chiudere la guerra sta bene attenta a non spingere troppo per non farlo crollare: si vuole appunto che l’Europa dei governi nemici a Putin e Trump affondi con Kiev.

La grande truffa

Che succede nel mondo? Difficile dirlo…

I media ci raccontano tutti la stessa versione ma poi vediamo che, almeno spesso, gli eventi si evolvono in maniera diversa da quanto anticipato. E ormai i media non si prendono più neppure la briga di spiegare cosa c’era di sbagliato in quanto avevano detto o quale sia stato l’elemento imprevisto che ha cambiato l’evoluzione dei fatti.
Vabbè, ormai la narrativa dei media non ha più niente a che fare con la realtà e i vari editori si sono resi conto che il loro pubblico, quello che gli è rimasto, è così fesso che non vale la pena ammettere di aver sbagliato in passato perché tanto la memoria degli spettatori e così debole che non si accorgono delle eventuali discrepanze. Anzi il pubblico è facile da gas lighting (che mi piace rendere col neologismo “gasbagliare”) ovvero convincerlo che la realtà non è come la vedono ogni giorno con i propri occhi ma come la raccontano alla tivvù…

Scusate la premessa, forse inutile dato che sono concetti che ripeto un articolo sì e l’altro pure, ma credo sia bene ribadire che cercare di capire la realtà attraverso la narrazione dei media è tempo perso. Anzi, probabilmente non solo descrivano i fatti in maniera inesatta ma volutamente fuorviante (*1).

Quindi a chi si vuole informare, in mancanza di fonti attendibili, suggerisco di pensare con la propria testa sui pochi fatti concreti e certi di cui viene a conoscenza.

Allora il vertice a Budapest è saltato e di nuovo Trump appare ostile alla Russia.
La mia teoria già la conoscete: Trump e Putin sono segretamente d’accordo per far fallire la UE e i principali governi che la sostengono e che sono, sostanzialmente, ostili a entrambi i presidenti. Inoltre Trump non potrebbe riappacificarsi apertamente con la Russia a causa della forte opposizione interna, trasversale al partito repubblicano e democratico, che sostiene invece la guerra e, soprattutto i vari interessi a essa annessi.
Il punto più debole di questa mia ipotesi è che Trump sta facendo la figura del mezzo scemo e del completo inaffidabile: e a nessun politico, soprattutto se chiaramente narcisistico come lui, piace fare brutte figure.
Ma Trump sta facendo davvero questa brutta figura?
Secondo me dobbiamo distinguere fra USA e resto del mondo.
Negli USA seguono con scarso interesse la politica estera e quel che conta è la politica interna: da questo punto di vista mi pare che il sostegno a Trump, soprattutto grazie alla lotta all’immigrazione illegale, sia alto (sebbene invece la mancata trasparenza sul caso Epstein l’abbia danneggiato sensibilmente).
In Europa e nel resto del mondo invece si guarda maggiormente alla sua politica estera ed è qui che appare ondivago e inaffidabile. Soprattutto i media europei, che non perdono occasione di istigare l’ostilità contro la Russia non perdono l’occasione per esaltare e amplificare ogni parola di Trump vagamente aggressiva verso Mosca. Quando poi i fatti vanno in direzione opposta ecco che i media giustificano il tutto non spiegando che probabilmente avevano frainteso Trump ma che è questo che cambia idea in base al piede con cui si alza al mattino… Questo perché i governi europei, come spiegato, sono sostanzialmente ostili a Trump e quindi sono ben felici di farlo passare per cretino.

Riassumendo quindi la mia teoria mi pare ancora credibile: da una parte a Trump interessa il giusto di ciò che si dice o crede di lui all’estero se non va a influenzare il sostegno della propria base politica statunitense. In particolare i media USA non riescono a farlo passare per un completo cretino come appare invece in Europa.
L’altro fattore decisivo sono invece i fatti: al di là delle varie minacce, che come detto sono amplificate all’eccesso dai nostri media, ancora di concretamente ostile verso la Russia Trump non ha fatto niente.

L’idea di fondo sarebbe, come ripetuto in altri articoli, quella di convincere gli stati europei a farsi coinvolgere militarmente in Ucraina: senza l’aiuto di Washington (che secondo la mia teoria sarebbe forse promesso ma poi nei fatti completamente assente) il tutto si tradurrebbe in un disastro militare e porterebbe alla caduta dei vari governi guerrafondai alla guida della UE.

“Fermo lì!” mi potreste obiettare “in altri pezzi e nella tua Epitome sostieni che a guidare le decisioni politiche della UE vi sono dei parapoteri economici o una loro associazione: perché questi parapoteri economici dovrebbero volere la guerra/sanzioni che stanno evidentemente danneggiando l’economia europea? Oramai questi parapoteri, che fessi non sono, avranno di sicuro capito che la guerra fra Ucraina e Russia è una causa persa! Perché quindi spingerebbero i vari politici che controllano a insistere con essa se è contro ai loro interessi?”

Fermo restando che i politici al momento al comando nei principali stati europei (Germania, Francia e Regno Unito) sono dei prodotti: creati per piacere al pubblico degli elettori, promossi dai media ma senza alcun spessore politico e completamente fedeli non ai propri elettori ma a coloro che hanno permesso la loro elezione. La questione dell’intelligenza e della capacità di discernimento di queste figure politiche neppure si pone: ciò che conta e li distingue è solo la loro cieca obbedienza ai propri veri padroni (*2).
Tenendo inoltre presente che i vertici di questi parapoteri economici sopravvalutano di molto le proprie capacità, bene che vada di pochissimo sopra quelle della media della popolazione, ma sono anche accecati da un hybris provocato dalla loro ricchezza e dal proprio effettivo potere (basato sulla manipolazione della democrazia al di fuori delle sue regole).
Ebbene, tenendo conto di questi due elementi, anch’io credo che ormai anche i parapoteri economici si siano resi conto che l’Ucraina, sanzioni o non sanzioni, sia destinata alla sconfitta.
Mi sono però altresì convinto che questo non andrà contro il loro interesse economico, almeno nel breve termine, ma che in qualche modo, con un qualche meccanismo finanziario, riusciranno a trarre un gigantesco beneficio dal fallimento della UE e degli stati che la compongono.
Ricordate come Soros guadagnò quando l’Italia fu costretta a svalutare la lira negli anni ‘90? Ecco mi aspetto qualcosa di questo genere ma enormemente più in grande.
Non seguo l’economia e non ne capisco niente ma sono sicuro che questi parapoteri si sono tutelati non solo per non perdere dalla sconfitta dell’Ucraina ma, addirittura, per guadagnare dal fallimento dell’UE.

Poi, magari, i soliti media che a questi parapoteri obbediscono, ci racconteranno che è giusto e normale che i super ricchi si arricchiscano ancora di più mentre il resto della popolazione si impoverisce notevolmente. Cercheranno di dar a intendere che questi parapoteri sono stati più intelligenti, che hanno colto l’occasione: non ammetteranno che l’hanno provocata fraudolentemente approfittando del proprio controllo sulla politica, che sapevano dall’inizio che la popolazione sarebbe divenuta più povera e loro più ricchi…
Questa sarà la grande truffa.

Nota (*1): almeno per le cose importanti: la cronaca sportiva, le telenovelle politiche nostrane e quella nera (se non coinvolge immigrati) è affidabile. È invece per politica estera, geopolitica, economia, UE che i telegiornali seguono una narrativa imposta altrove e sono completamente inattendibili.
Nota (*2): per esempio Macron si distingue da Starmer e Mercz a causa della sua personale ambizione che sfortunatamente (o fortunatamente?) è molto superiore alle sue effettive capacità.

Varie ed eventuali

Scusatemi il titolo del pezzo assolutamente non ispirato ma ogni tanto anche io non ho idee…

Sono da mio padre e quindi mi sta toccando di ascoltare una dose abnorme dei programmi politici e di “informazione” della 7: che poi, suppongo, la 7 non sarà peggio di RAI o Mediaset ma io sento praticamente solo essa. Per mio padre (87 anni e con un principio di demenza) un balsamo di verità, per me una specie di diarrea di disinformazione. A me Mentana non piace ma in confronto a certi suoi colleghi che ho avuto la sfortuna di ascoltare finisce per sembrare quasi bravo.

Già Mentana: circa 40 anni fa mio padre stabilì che Mentana fosse affidabile perché dava una visione delle cose spesso contraria a quella del suo editore Berlusconi. Insomma Mentana bravo perché contrario a Berlusconi senza considerare quanto fosse bravo Berlusconi a tenere un direttore contrario alla sua politica. Vabbè: inutile spiegargli che Mentana, se licenziato da Berlusconi, non sarebbe finito a dormire sotto un ponte ma sarebbe caduto in piedi e che quindi il suo “coraggio” gli era utile e funzionale al prepararsi un CV che avrebbe poi facilmente rivenduto.

Vabbè dovrei ormai essermi abituato alla mancanza di logica delle persone: a come l’odio (anche quello instillato artificialmente e immotivato) possa essere forte e avere la meglio sulla razionalità. Eppure è sconcertante quando accade a mio padre: vabbè, ora pensa al 50% delle sue passate capacità, ma anche quando stava bene…

Altro passo nella comprensione della guerra in Ucraina come spiegare il comportamento dei parapoteri economici, soprattutto di quelli europei, che spingono i politici europei (e Trump ma con molto meno successo) a continuare una guerra persa?

Sicuramente non per ragioni di principio, non perché sia la cosa giusta da fare (argomento che ho sentito ventilare in questi giorni dalla tivvù), non perché vi sia la speranza di vincere. E allora non rimane altra possibilità che questi signori, che manovrano la politica da dietro le quinte, abbiano da guadagnarci  che dal tonfo economico/sociale dell’UE . Un po’ come fece il filantropo Soros quando l’Italia fu costretta a uscire dallo SME e svalutare la lira: ovviamente stavolta il meccanismo economico sarà un altro ma sospetto che mentre il 99,999% degli europei andranno a stare peggio, lor signori troveranno il modo di arricchirsi (e molto) dal fallimento della UE.

Dichiarazioni all’ONU di Trump. Sembra abbia fatto una capriola all’indietro di 180 gradi, vero? Adesso sembra di nuovo pro guerra, anti Russia e anti Putin.

I casi sono due: o Trump è effettivamente di mente labile, incapace di mantenere una qualsiasi linea politica con fermezza ma direi pure una sorta di demenza senile o no (i suoi cambiamenti di direzioni politica sono troppo bruschi per poter essere spiegati in maniera logica) oppure la mia teoria (vedi i pezzi precedenti) è corretta.

Qual è la mia teoria (rimando ai pezzi precedenti per un maggior approfondimento)?

Gli USA e la Russia, quindi Trump d’accordo con Putin, vogliono che gli stati europei a loro (a Putin e a Trump) ostili finiscano a gambe all’aria nel tentativo destinato a fallire di aiutare l’Ucraina con la speranza che, al posto degli attuali governi venduti ai poteri economici, ne arrivino altri più favorevoli agli interessi della popolazione.

Ecco quindi che (a differenza di molte delle “mie” fonti) sospetto che le provocazioni che i media oggi attribuiscano a Mosca siano veramente tali e non mi stupisco che Trump inciti gli stati europei a reagire con la forza fingendo di essere dalla loro parte, ovvero che avranno il sostegno militare degli USA. Trump lo fa apparire implicito con le sue dichiarazioni ma, guarda caso, non lo dice mai apertamente…

E perché Russia e USA vorrebbero un intervento militare diretto e ufficiale dell’Europa? Perché far tornare dall’Ucraina molte bare piene di giovani europei sarebbe la maniera più sicura per mandare a casa gli attuali governi.

Poi, ovviamente, questa è una mia ipotesi “esclusiva”: ancora non la ho sentita altrove. Eppure l’alternativa a questa mia teoria è che, in pratica, Trump sia un debole di mente.

Decida il lettore cosa creda sia più probabile.

Ah, in un prossimo pezzo, lo scrivo adesso per cercare di non dimenticarmelo, voglio buttare giù delle idee sul perché spesso i grandi “capi” si scelgano degli eredi non all’altezza: anzi, o il vuoto o la persona sbagliata.

Gli aeroplanini telecomandati

Normalmente non avrei scritto dei droni russi che hanno “invaso” la Polonia ma sono da mio padre e quindi vengo rimbecillito da telegiornali che invece di informare cercano di causare allarme ingiustificato con un episodio di scarsa o nulla rilevanza militare.

Non è neppure chiaro infatti se si sia trattato di un errore, di un malfunzionamento (dovuto alla guerra elettronica) o una “falsa bandiera”. Ma in verità anche l’ipotesi di una provocazione russa è plausibile.

Qui è forse interessante sottolineare come per i media occidentali le continue provocazioni, quando non vere e proprie escalation, siano normali e giustificate quando compiute contro Mosca però quando qualcosa di analogo ma in scala molto minore, forse addirittura un semplice errore, colpisce l’Occidente ecco che allora diviene un caso montato come panna che va a guarnire riempiendoli tutti i telegiornali. Ecco che se gli aeroplanini radiocomandati russi, di quelli senza esplosivo ma usati solo come bersagli per attirare il fuoco della contraerea, svolazzano oltre il confine polacco allora è giustificata la folle corsa al riarmo della UE e rilanciata la narrativa sgangherata di Putin che vuole conquistare l’intera Europa.

Proprio la risposta isterica dei nostri media, ovviamente voluta e sostenuta dal potere politico, mi fa pensare che si sia effettivamente trattata di una provocazione russa: se fosse corretta la mia teoria (v. Riflessioni estemporanee, Addendum e Piccolo mistero o indizio?) che Mosca voglia usare la guerra in Ucraina, magari anche prolungandola artificialmente, per far svenare e fallire gli stati europei che sostengono Kiev, allora questa provocazione avrebbe proprio lo scopo di spingere Francia, UK e Germania a compiere altri passi falsi che, quando inevitabilmente falliranno, renderanno ancora più probabile un crollo dei rispettivi governi guerrafondai. Intanto Trump, che sempre secondo la mia ipotesi, è d’accordo con Putin e favorevole a cambi di regime in tutta Europa (che del resto sono suoi nemici), se la ride e, ovviamente, da una parte incita i pollastri europei a correre in su e giù per il pollaio e a chiocciare minacciosi ma dall’altra lui si guarda bene da impegnarsi in azioni concrete verso la Russia.