La tregua fra Israele e Hamas non può reggere ed è una farsa: Netanyahu ha ribadito che uno stato palestinese è inaccettabile; altrettanto chiaro che Hamas non ha alcuna intenzione di deporre, anzi distruggere, le armi e fidarsi degli israeliani o degli USA.
Israele e palestinesi lo sanno, tutti coloro con un minimo di buon senso lo sanno; anche gli USA lo sanno e, probabilmente, anche Trump.
Allora per capire la vera ragione di questa farsa, esclusa l’ipotesi ufficiale di una vera pace, dobbiamo chiederci cosa hanno da guadagnarci le varie parti coinvolte.
Io credo che Hamas speri, dopo aver consegnato gli ostaggi e durante le trattative per la fase successiva, che vengano riaperti i corridoi per rifornire di cibo e medicine la popolazione. Insomma Hamas cercherebbe di far sopravvivere i palestinesi. Contemporaneamente gli ostaggi non si sono rivelati molto utili dato che l’esercito israeliano ha bombardato tutto il bombardabile (e oltre) infischiandosene dell’incolumità dei propri concittadini: del resto se bombardi ospedali e campi profughi hai parecchio pelo sullo stomaco. Al contrario gli ostaggi vengono usati dai media occidentali per giustificare i bombardamenti israeliani: senza più il fattore ostaggi in gioco i media dovranno trovare un’altra scusa e non sarà facile trovarla un minimo credibile.
Israele ci guadagna il ritorno dei propri ostaggi cosa che, probabilmente, non farà male al consenso interno di Natanyahu. Poi, comunque, si dà per scontato la ripresa dei bombardamenti e dell’occupazione di Gaza dato che Hamas non consegnerà le armi.
Gli USA non ci guadagnano niente ma Trump sì sebbene poco: la tregua, finché durerà, potrà giustificare la sua immagine di pacifista e giustificare così la sua aspirazione, credo reale (!!), al Nobel per la Pace. Contemporaneamente la sua base elettorale sta prendendo una posizione sempre più anti-israeliana e quindi la tregua potrà anche essere sfruttata per dimostrare il suo impegno attivo non solo nel fornire le armi a Tel Aviv ma anche nel ricercare una soluzione pacifica.
Chiaro che in questo scambio sono gli USA a ottenere poco o nulla: ma questo riflette i rapporti di forza fra Netanyahu e Trump che, ormai ne sono convinto, sta venendo ricattato perché presente sulla lista Epstein (quindi video e documenti compromettenti) o roba del genere. In pratica questa tregua sarebbe solo un “contentino” che avrebbe lo scopo di indorare la richiesta israeliana di guerra contro l’Iran. La tregua sarebbe una moneta di scambio per far andar giù a Trump l’ordine di attaccare Teheran dandogli l’illusione di aver ottenuto qualcosa di concreto.
Quando sarà l’attacco contro l’Iran?
Io credo presto perché il tempo gioca a suo vantaggio grazie agli aiuti militari russi e cinesi. Probabilmente si tratterà di una data che andrà a sovrapporsi con le vicissitudini giudiziarie di Netanyahu o con scadenze politiche che possano mettere in pericolo la sopravvivenza del suo governo (da inizio estate senza la maggioranza in parlamento).
Aggiungo poi che iniziano a circolare voci su un calo della salute, mentale e non solo, di Trump: specialmente sospetti il discorso all’ONU e quello ai generali che, io non l’ho ascoltato, ma sembra sia stato interminabile e pronunciato con voce monotona. Chiaro che ancora non sarebbe nelle condizioni di Biden ma questo aiuterebbe anche a comprendere la debolezza della sua guida del paese soprattutto in politica estera che lo fa apparire come una banderuola in balia del vento. Un giorno sventola da una parte e il successivo da un’altra.