I babbei della guerra

Ultimamente sto seguendo meno le “mie” fonti: semplicemente sono stufo di avere cattive notizie, sono stanco di sentire le scemenze che combinano i cialtroni incompetenti che ci guidano in Europa e negli USA (Trump, cioè il Cazzaro Arancione).
Sfortunatamente notizie mi arrivano e non sono mai buone.

Sembra che l’improbabile tregua fra USA e Iran stia per terminare: è durata molto più di quanto pensassi e questo dà la misura della debolezza di Washington non che si cerchi davvero una pace duratura. Del resto Israele vuole la guerra e la distruzione dell’Iran e il Cazzaro Arancione obbedisce.

Peccato che in questo mese l’Iran si sia rafforzato: adesso ha il sostegno ufficiale di Russia e Cina. Non mi stupirei se avesse più lancia missili adesso rispetto all’inizio della guerra. E chissà quanto altro materiale bellico avrà ricevuto. Poi ovviamente c’è tutto il supporto dei servizi segreti di Cina e Russia: del resto Mosca deve avere una gran voglia di aiutare l’Iran a colpire obiettivi statunitensi proprio come Washington ha fatto e sta facendo con l’Ucraina.

Passando all’Ucraina si dice, da più parti, che l’Europa si sta preparando alla guerra con la Russia!!
E io mi chiedo: e chi la combatterebbe questa guerra? chi sarebbe disposto a sacrificare la vita per la Baronessa Tedesca? Per l’Europa della burocrazia, della censura, dei guerrafondai, delle banche?
Io credo che sarebbero pochi, molto pochi gli idioti che credono alle stupidaggini che ci raccontano i media. Si certo i vecchietti seguono ancora il telegiornale: ma i vecchietti non combattano. E gli adulti non sono cosi fessi…
Rimangano i giovani: loro non seguono la tivvù ma in (s)compenso si fanno infinocchiare dalle reti sociali. Ma, come ho ipotizzato anni fa, la manipolazione spudorata della tivvù dovrebbe aver in parte vaccinato anche i più giovani a fidarsi meno anche dei nuovi media. Insomma, in caso di vera guerra, la capacità persuasiva delle reti sociali dovrebbe evaporare molto rapidamente.
Ah, ho capito: i geni dal cervello piccino piccino che guidano l’UE forse puntano sugli immigrati!
Ma figuriamoci se questi: che in teoria scappano da guerre immaginarie hanno voglia di combatterne (e perderne) una reale!

Sì, perché l’Europa perderebbe rapidamente: non riuscirebbe minimamente a resistere una frazione del tempo che l’Ucraina sta resistendo: in Ucraina abbiamo infatti il fanatismo antirusso che, evidentemente è talmente forte da convincere una parte sostanziale degli ucraini a farsi massacrare. In Europa di certo qualche grullo, convinto di combattere il male, ci sarebbe di sicuro ma si tratterebbe di una sparuta minoranza…

Che altro? Volevo scrivere anche di altri argomenti ma al momento non ricordo più di cosa. Ne approfitto per chiudere prima del solito questo pezzo…

Quanto reggerà la tregua fra Iran e USA?

Fino a quando Israele non riuscirà a infrangerla… e prima è meglio è!

Il fatto è che questa guerra è stata voluta da Israele (*1) e in particolare da Netanyahu: come ho spiegato altrove forse Trump è stato perfino ricattato, di sicuro raggirato, per convincerlo a bombardare l’Iran. L’obiettivo era un cambiamento di regime (che al momento non c’è stato) e, preferibilmente, la frammentazione dell’Iran che avrebbe permesso di controllarne facilmente le risorse energetiche.

Inizialmente Trump cantava vittoria ogni giorno ma, lentamente, si è reso conto che la vittoria non era rapida, che l’Iran era in grado di rispondere e di colpire le basi USA della regione, che lo stretto di Hormuz (con tutto ciò che comporta per il costo dell’energia) è controllato/bloccato da Teheran, che le navi statunitense devono stare ben lontane dalle coste dell’Iran perché altrimenti verrebbero attaccate da droni, che le munizioni antimissile scarseggiano, che i missili iraniani colpiscono molto più facilmente del previsto, che solo bombardando non si sconfigge uno stato determinato a resistere (vedi Ucraina), che per invadere l’Iran è necessario un esercito di terra dell’ordine del milioni di uomini…
Insomma potrei proseguire ma il succo è che, sebbene lentamente, Trump ha compreso molte cose e, principalmente, che sconfiggere militarmente l’Iran è tutt’altro che facile e che, comunque, le conseguenze economiche sarebbero terribili per l’Occidente e per il resto del mondo.

Fino a oggi l’Iran non sembrava intenzionato a trattare con gli USA ma ovviamente, non potendo neppure vincere, prima o poi avrebbe dovuto sedersi al tavolo delle trattative. Chiaramente Teheran voleva avere il coltello dalla parte del manico e imporre, almeno come base di partenza, le proprie condizioni. Decisiva sembra essere stato l’intervento dell’alleato cinese, con la mediazione del Pakistan, che inizia a risentire del problema di approvvigionamento di petrolio dalla regione (come anche il Pakistan stesso, l’India e, in pratica, tutto il resto del mondo).

Alla fine Trump da “buon” giocatore di poker, ha tentato un ultimo bluff promettendo tuoni e fulmini (in pratica l’uso dell’arma nucleare) per piegare Teheran, ma poi ha accettato una tregua di due settimane con una trattativa basata sulle 10 condizioni poste dall’Iran.

Ovviamente già non c’è più la certezza su quali siano esattamente questi dieci punti: Teheran fornisce un elenco e la stampa occidentale ne dà un altro. Inoltre Trump sembra stia facendo più di un passo indietro su condizioni che sembrerebbero imprescindibili per Teheran…

Comunque alla fine un accordo sarebbe possibile dato che Trump ha capito di non poter vincere e, anzi, rischia di perdere politicamente e anche l’Iran sa che non può vincere e che quindi, prima o poi, dovrà comunque accordarsi per la pace.
Il problema è Israele: non vuole la pace né si preoccupa della crisi economica mondiale che rischia di scatenare (tanto, male che vada, Washington aumenterà le sovvenzioni).
Già adesso Israele continua a bombardare il Libano: anche qui, come a Gaza, l’obiettivo se non è un genocidio è quello comunque di scacciare la popolazione locale per impadronirsi e colonizzarne i relativi territori.

Come farà saltare l’accordo Israele? Bo… può di nuovo ricattare/fare pressioni su Trump, può continuare ad attaccare il Libano, magari con provocazioni come stragi di civili (vabbè queste già le fa… ma magari potrebbe farle ancora più eclatanti) o distruzione di moschee, magari semplicemente attaccando direttamente l’Iran e provocandone la risposta militare…

Di sicuro Netanyahu tenterà di tutto per far saltare la tregua: il tempo che impiegherà per riuscirci sarà un interessante indicatore del suo livello di controllo, o almeno di influenza, su Trump.
Anzi, sarei sorpreso se non riuscisse a far saltare la tregua molto rapidamente, già nei prossimi giorni od ore…

Insomma vediamo quanto Trump riuscirà a fare gli interessi degli USA (e del resto del mondo) invece che quelli di Israele e capiremo quanto è libero di agire.

Nota (*1): per completezza mi pare giusto segnalare la teoria di Berletic secondo cui non è Israele a controllare gli USA ma il contrario: sarebbero gli USA a sfruttare Israele per controllare la regione facendo ricadere sullo stato ebraico tutte le colpe e il risentimento internazionale. La prova più “forte” di questa teoria è un documento pubblicato già una decina di anni fa da un “Think Tank” in cui già si prefigurava tutta la strategia geopolitica per il Medio Oriente come si è poi realizzata e che specifica, appunto, che Israele è una pedina di Washington.
La mia principale obiezione è che se Israele fosse controllato dagli USA allora che senso avrebbero tutte le influenti lobbi israeliane sulla politica statunitense? Semplicemente il “think tank” avrà scritto che Israele è la pedina nella regione degli USA per rendere il documento accettabile alla popolazione statunitense: tutto qui. Non una grande verità ma solo una piccola bugia.

Aggiornamento: apparentemente mentre scrivevo questo pezzo la tregua sembra già essere saltata: ancora non ne ho la conferma dalle “mie” fonti fidate ma comunque, per i motivi che ho scritto, non mi stupirei se la notizia fosse vera. Ovviamente “grazie” a Israele…
Ma aspettiamo per averne conferma: hai visto mai che l’Iran decida di costringere a osare ancora di più…

Operazione Epstein furioso

Considerazioni a “tiepido” sulla nuova guerra in Iran.

Procedo in ordine sparso dato che non ho voglia di perdere tempo dando un filo logico, più o meno coerente, alle varie idee. Le elenco qui di seguito così come mi vengono in mente…

– Questa nuova fiammata della guerra in Iran me l’aspettavo già da molti mesi e, anzi, sono sorpreso che sia iniziata a fine febbraio.

Il motivo, come spiegato nella mia Epitome, è che lo scopo della prima guerra non era quello di impedire la produzione di armi nucleari (che probabilmente Teheran non stava neppure cercando di ottenere) ma di avere un cambio di regime con una situazione tipo “siriano” o comunque un governo filo-occidentale pronto a disarmare il paese e renderlo vulnerabile agli altri paesi aggressivi della regione.

– In questo contesto vanno inquadrate anche le proteste popolari, nate spontaneamente ma presto cavalcate da servizi esteri, per cercare di ottenere un colpo di stato stile Maidan e simili a Teheran.

Stavolta però con probabilmente l’aiuto russo e cinese sono state presto interrotte le connessioni tramite Starlink che permettevano agli agenti stranieri e locali di coordinarsi insieme. Probabilmente molti agenti stranieri sono stati individuati e arrestati.

– Trump probabilmente non voleva questa guerra che per gli USA sarebbe controproducente forse anche in caso di rapida vittoria. Ma ormai è sempre più evidente che il Presidente USA è ricattabile e ricattato sul caso Epstein ed ecco quindi che ha accettato di farsi coinvolgere in questa guerra assurda ufficialmente per prevenire minacce immaginarie.

– Io credo anche che molti membri neo-conservatori della sua squadra, Marco Rubio per primo, lavorino contro il Presidente convincendolo a intraprendere iniziative rischiose con l’idea che, se ha successo, ne prenderanno parte del merito e se invece le cose vanno male scaricheranno su di lui tutta la responsabilità.

– Ora se gli USA non erano stati capaci di piegare gli Huthi dopo un mese circa di bombardamenti come pensano di poter avere la meglio contro l’Iran?

La Russia è da quattro anni che bombarda l’Ucraina ma come si può constatare i missili da soli non vincono la resistenza di un popolo determinato a resistere.

Credo quindi che questo attacco sia basato su un’unica labile scommessa: probabilmente i servizi segreti USA/Israele avevano segnalato la possibilità di assassinare Khamenei e che la sua morte avrebbe potuto innescare una nuova ondata di rivolte popolari che sarebbe stata cavalcata per portare al potere candidati filo-occidentali.

Nonostante quello che dicono i media occidentali di queste manifestazioni di rivolta al momento non c’è traccia mentre invece c’è stata una grandissima manifestazione per commemorare la scomparsa del leader religioso.

– Gli USA quindi cosa faranno adesso? Senza un esercito di terra non sembra che questa guerra possa venire vinta. I missili disponibili sia per attaccare che per difendersi sono estremamente limitati mentre l’Iran sembra averne in grandi quantità: soprattutto se i droni si rivelano essere efficaci come sembra allora per USA e alleati nella regione sono guai.

– Diversamente dalla precedente guerra del giugno scorso la risposta iraniana (di nuovo probabilmente è determinante l’aiuto russo e cinese) è stata immediata e forte: ora non starò a elencare qui le notizie non confermate da fonti occidentali ma, a naso, mi sembra che la risposta iraniana sia stata molto più dura di quanto gli USA si aspettassero.

– I prossimi giorni saranno necessari per capire l’evoluzione della guerra: io non credo che andrà per le lunghe come viene previsto anche dalle mie fonti. Il motivo è che già lo scorso giugno, pur dopo una risposta militare partita lentamente, già dopo 12 giorni Israele era in grandissima difficoltà e dovette richiedere l’intervento USA. Questa volta la risposta iraniana mi sembra essere significativamente più dura e da subito.

– Che opzioni hanno Israele e USA?

La speranza più concreta è una sollevazione popolare che però, al momento, mi sembra molto irrealistica (poi chiaro, anche io mi barcameno fra la propaganda occidentale e la propaganda iraniana e quindi tendo a basarmi sul mio intuito e buon senso più che su dati concreti: questo significa che magari domani gli iraniani scenderanno in piazza con bandierine americane e sceglieranno un genero di Trump come sultano con pieni poteri…). Un’altra possibilità è usare milizie terze: magari i curdi si faranno prendere per l’ennesima volta per il naso per combattere l’ennesima guerra senza avere in cambio niente? Io non credo…

Perché poi, ricordiamolo, l’Iran ha quasi 100 milioni di abitanti e con una bella fascia di popolazione giovane in grado di combattere…

– L’Iran ha poi la possibilità di minacce maggiori: non ha cioè già bruciato tutte le sue carte (“La minaccia è più forte della sua attuazione”). Chiudere lo stretto di Hormouz non è un problema fino a quando è possibile riaprirlo immediatamente in caso di accordi: non ha bisogno di minarlo ma già la minaccia di attaccare le nave che vi passano è sufficiente per renderle inassicurabili e quindi bloccarle nei porti. Poi vi è la minaccia di colpire i pozzi petroliferi: e questo sarebbe un problema che non si risolverebbe rapidamente. Poi potrebbe usare bombe sporche o, magari, colpire la centrale nucleare israeliana.

– Invece Israele e USA che cosa possono fare più di quanto non stiano già facendo? Beh, Israele potrebbe usare l’arma nucleare contro l’Iran ma sono abbastanza sicuro che questo segnerebbe anche la fine di Israele.

Coinvolgere altri paesi? I vertici europei hanno già detto coccodè ma di più non possono fare; i paesi della regione, sebbene tutti più o meno sotto il controllo americano, hanno la popolazione fortemente favorevole all’Iran e non credo che sarebbero in grado di mettere sul campo una forza militare significativa.

– Alla fine gli USA saranno costretti a cercare un qualche tipo di successo di qualche tipo, tipo bombardare qualche altro fantomatico centro di ricerca nucleare e far dichiarare così ai media di aver vinto e ritirarsi quindi in tutta fretta con la coda fra le gambe.

– MA a questa soluzione, che mi pare l’unica ragionevole possibile, si opporrà Israele che, se la mia ipotesi è corretta, ha Trump completamente ai propri ordini. Possibile quindi che Israele chieda agli USA di usare le loro armi nucleari per chiudere la guerra contro l’Iran e così, magari, far sopravvivere Israele (visto che Washington si prenderebbe gran parte della colpa). Non so… come detto anche gli USA non mi sembrano avere opzioni buone…

– La galline alla UE hanno detto coccodè: mi pare importante e giusto segnalarlo.

– In conclusioni i prossimi due-tre giorni saranno decisivi: se non ci sarà una sollevazione popolare in Iran contro il governo al potere non vedo come Israele e USA possano vincere questa guerra; importante sarà vedere anche se i danni causati dalle armi iraniane, in particolare dai poco costosi droni, diverranno ancor più significativi di quanto già non siano. Sarà anche importante vedere i movimenti delle varie flotte USA e se si allontano dall’Iran: del resto se dei missili o droni vengono lanciati contro la flotta è ovvio che, anche se il rischio che venga colpito qualcosa è basso, le navi di appoggio dovranno usare comunque i loro sistemi di difesa e, una volta terminati, anche se non hanno subito danni, allontanarsi per rifornirsi di ulteriori munizioni (ammesso che siano disponibili dato che ve ne è grande carenza).

– Per concludere secondo me la Cina potrebbe seriamente pensare di invadere Taiwan: io credo che in questo momento potrebbe riuscirci praticamente senza colpo ferire. Si possono realizzare tante cose quando si è forti e, soprattutto, i tuoi avversari sono degli incompetenti incapaci.

Gli Epstein schifi

Ok, mi conoscete: sono super-sospettoso ma l’ultima mandata di files pubblicata dall’FBI (mi pare, ma comunque da fonte ufficiale) mi ha lasciato perplesso.

Paradossalmente, nonostante la censura del materiale per “proteggere” gli innocenti (amici e amiconi con benefici di Epstein), mi sembra ci sia comunque troppo materiale incriminante/imbarazzante per Trump. Mi sarei aspettato che le emails che lo riguardavano venissero censurate un po’ più di quelle di altri personaggi famosi coinvolti: magari lo sono anche ma non abbastanza. Eppure, sebbene indirettamente, Trombetta ha il controllo dell’FBI e alla fine persone di sua fiducia potrebbero verificare il materiale  in cui appare il suo nome prima che venga pubblicato per dare l’ok definitivo alla diffusione.

Invece questo non è avvenuto o, secondo me, non abbastanza…

“Meglio!” direte voi. Sì, sicuramente più verità viene fuori e meglio è: io anzi sarei per la pubblicazione integrale di tutto il materiale del caso Epstein: se poi qualche amichetto di Epstein ci rimane scottato peggio per lui. Perché poi questi files pubblicati recentemente sono solo una parte: il materiale più compromettente non è stato ancora diffuso.

Il mio punto è che questa diffusione di informazioni politicamente autolesionistiche non ha senso: la domanda quindi è cosa possa esserci dietro.

La prima ipotesi che mi viene in mente e al momento l’unica, al di là dell’improbabilissimo errore/svista, è che sia un ricatto: qualcosa del tipo “guarda cosa siamo riusciti a far pubblicare all’FBI: se non fai come vogliamo noi faremo pubblicare il resto…”

E cosa sta facendo Trump adesso? Beh, sta trattando con l’Iran invece di attaccarlo.

Il ricatto potrebbe consistere proprio in questo: no pace ma guerra e distruzione dell’Iran, non importa a quale costo per gli USA e il resto del mondo occidentale. In caso contrario, la minaccia sottintesa è, pubblicheremo materiale così scottante che non potrà venire ignorato da nessun media e sarai costretto a dimetterti nell’infamia e nel disprezzo generale. Cosa che a un evidente narcisista come Trump deve sembrare il peggio del peggio…

Vabbè, queste sono solo delle mie speculazioni: vedremo cosa accadrà…

Iran

Dell’Iran non ho scritto molto: un po’ perché, in generale, sto scrivendo poco ma soprattutto perché è difficile trovare fonti attendibili da cui capire come veramente stiano le cose.

Bisogna infatti destreggiarsi fra la propaganda occidentale statunitense (su suggerimenti israeliani) e quella iraniana.

Quante vittime ci sono state durante le proteste popolari: 40.000 come raccontano in occidente oppure 4.000 (di cui un migliaio di poliziotti uccisi dai manifestanti) come dice l’Iran?

Le proteste sono immediatamente terminate quando fu bloccato Starlink oppure sono continuate per giorni?

L’Iran è debole o forte militarmente? Sarà in grado di difendersi, almeno parzialmente, dall’attacco statunitense?

Russia e Cina hanno fornito aiuti militari e/o potrebbero aiutare più o meno direttamente Teheran?

Quando avverrà l’attacco statunitense, se avverrà?

Non ho risposte certe per nessuna di queste domande comunque:

– sono abbastanza sicuro che le proteste, nate spontaneamente per le proteste seguite alla crisi economica, siano state poi sfruttate dai vari servizi segreti occidentali nel tentativo di rovesciare il governo locale.

– per questo trovo credibile che siano cessate quando si sono interrotte le comunicazioni con l’esterno (sembrerebbe anche che le autorità iraniane abbiano siano riuscite a identificare e quindi arrestare e quindi a uccidere coloro che usavano Starlink fortemente sospettati di essere agenti stranieri o di collaborare con essi).

– per i morti immagino una via di mezzo: diciamo 8.000 civili e 500 poliziotti.

– Russia e Cina hanno probabilmente aiutato militarmente l’Iran ma non credo che si faranno coinvolgere direttamente in caso di attacco statunitense: Putin è stato attentissimo a evitare qualsiasi escalation in Ucraina e Xi mi sembra altrettanto prudente; in più la capacità di proiettare la forza militare a grandi distanze non mi pare comparabile a quella statunitense (basti pensare alle centinaia di basi militari che hanno in tutto il mondo). Molto probabilmente forniranno aiuti di intelligence ma non so quanto potranno essere utili.

– La forza dell’Iran è la mia incertezza maggiore: secondo fonti pro-Teheran adesso l’Iran ha i missili buoni per distruggere Israele, minare lo stretto di Hormuz e affondare la flotta americana.

Secondo me l’Iran ha dei missili capaci di colpire Israele senza che siano intercettati ma ho la sensazione che ne abbia pochi. Per minare lo stretto di Hormuz suppongo ci voglia un po’ di tempo e mi pare ovvio che gli statunitensi cercheranno per prima cosa di affondare le navi iraniane capaci di farlo. Con un po’ di fortuna suppongo che qualche nave statunitense potrebbe essere danneggiata ma dubito affondata.

Ma onestamente queste sono solo mie speculazioni basate però su sensazioni e non dati concreti…

– L’attacco all’Iran ci sarà certamente: è da almeno 20 anni che Israele fa pressioni sugli USA in tal senso e Trump, come ho già scritto, sembra essere particolarmente ricattabile. Ovvio che le ragioni dell’attacco sono tutte pretestuose anzi di preciso non so bene neppure cosa dica la propaganda occidentale al riguardo: per difendere la popolazione che protesta? Per gestire il petrolio iraniano in maniera da arricchire la popolazione locale? Non so…

La verità è che si vuole un cambiamento di regime o, meglio ancora, una situazione tipo quella siriana col paese che si frantuma in maniera da essere facilmente controllato dall’esterno.

Secondo alcune mie fonti l’attacco dovrebbe essere il 31 o forse nella notte fra il 30 e il 31 (cioè stanotte): queste fonti si basano su una nota dell’agenzia israeliana per il traffico aereo che la scorsa settimana aveva anticipato che i cieli sarebbero stati chiusi, per ragioni di sicurezza, tale giorno. A me onestamente sembra strano che una notizia così importante sia filtrata in maniera così stupida ma tutto è possibile…

Non ci resta che aspettare. Io comunque sono molto preoccupato: il rischio che lo stretto di Hormuz venga effettivamente bloccato è reale (anche se non so quanto probabile). Se accadesse il costo dell’energia schizzerebbe alle stelle e l’Europa, guidata dai super bagoli, non ha fonti proprie a cui appoggiarsi e ha rinunciato masochisticamente a quella russa a basso costo…

Dal Venezuela in giù (su)

Pensieri sparsi…

A. Partiamo dal Venezuela che è l’argomento più caldo.

1. Una delle nuove strategie geopolitiche degli USA è quella di arroccarsi sull’emisfero americano aumentando la propria influenza diretta e indiretta sui vari paesi dei due continenti.

2. Come scrissi a suo tempo la Groenlandia è un vero obiettivo e non si tratta di minacce “alla Trump”, parole in libertà dimenticate pochi giorni dopo.

3. Ancora sappiamo poco per esserne sicuri ma sembra che un accordo fra Maduro e gli USA, con esilio dorato, sia saltato e Washington abbia preferito appoggiarsi ad altre figure del suo governo.

4. Questo spiegherebbe come mai le forze speciali americane non abbiano incontrato resistenza militare nell’operazione che ha portato al rapimento di Maduro. In altre parole il vice-presidente del Venezuela, la Rodriguez, sarebbe d’accordo con gli USA.

5. La scusa di bloccare il flusso di droga verso gli USA è patetica: il Fentanyl, che causa la maggioranza delle morti, è prodotto in Messico; la cocaina in Perù, Colombia e Bolivia (la cocaina ha bisogno di un clima andino/tropicale per essere prodotta). In altre parole il Venezuela era FORSE solo uno snodo di passaggio della cocaina che adesso, semplicemente, passerà altrove.

6. Il vero motivo dell’intervento USA è quindi l’appropriarsi del petrolio e delle risorse minerarie del paese. E in effetti l’amministrazione USA neppure si preoccupa di negarlo.

7. Da come la situazione è presentata da Washington, il Venezuela diverrà una specie di colonia statunitense che verrà sfruttata dalle grandi multinazionali a stelle e strisce.

8. Venezuelani, ma anche tutto il resto del Sudamerica, si rende conto dell’ingerenza statunitense visto che non ci si è preoccupati troppo di fingere che si sia trattato di un’operazione per portare “libertà e democrazia” nel paese.

9. Questo significa che se anche nel breve periodo l’operazione si rivelasse un successo, nel medio/lungo termine il crollo della credibilità politica degli USA, che al momento operano come dei mafiosi, è totale. Di questo crollo approfitterà la Cina.

10. Se al contrario gli USA lavoreranno realmente nel tentativo arricchire i normali cittadini venezuelani ridistribuendo, almeno in parte, la ricchezza prodotta sfruttando le loro risorse, allora l’intervento in Venezuela potrebbe indubbiamente trasformarsi in una grande vittoria geopolitica. Ma visto che oggi, neppure negli USA le multinazionali distribuiscono ricchezza, ma anzi la sottraggono al cittadino medio, è semplicemente inconcepibile che il Venezuela non venga sfruttato nella maniera più assoluta facendo così crescere il malcontento popolare.

11. Nelle prossime settimane vedremo poi se la Rodriguez è dalla parte di Washington, come credo, o se verrà rapidamente sostituita da qualche generale evidentemente al soldo degli USA.

12. Un altro obiettivo è colpire Cuba, che tira avanti grazie al petrolio venezuelano, dato che il neoconservatore Marco Rubio è di origine cubana è ha quindi il dente avvelenato verso la classe politica di tale paese.

B. Trump.

1. Io inizio a temere che sia rincoglionito: se si confrontano i video della sua precedente presidenza con quelli dell’attuale non si può non osservare il calo di energie e la difficoltà a parlare. Biden ha dimostrato che un presidente incapace di intendere è una manna per chi gli sta intorno e ha la possibilità di manipolarlo quotidianamente: sembra che a Trump stia avvenendo la stessa cosa.

C. Attacco a Putin.

1. È stato indubbiamente effettuato grazie all’assistenza dei servizi segreti statunitensi.

2. Quindi Trump ha tradito “l’amicone” Putin? Quindi Trump è dalla parte della UE? La mia teoria al riguardo la conoscete: Putin e Trump d’accordo per eliminare politicamente/economicamente i loro nemici in Europa e per farlo devono fingere di essere in contrasto in maniera che l’Europa continui inutilmente a svenarsi. Certo che un tentativo di uccidere Putin dovrebbe dimostrare chiaramente da che parte sta Trump, no? Beh, se Putin fosse stato informato in anticipo dell’attacco allora non sarebbe stato realmente un attentato alla sua vita, no? Insomma dal mio punto di vista ancora questo episodio non è decisivo per chiarire il reale rapporto fra i due presidenti.

3. Anche l’argomento della pressione politica in Russia contro Putin che sta crescendo perché lo si accusa di essere troppo remissivo e prudente nei confronti degli USA, del suo continuare a dialogare con Witcoff, mi sembra incerto: cioè bisognerebbe sapere quanto saldo è il controllo di Putin sulla propria poltrona, quanto cioè si possa permettere di fare di testa propria andando contro le aspettative della popolazione e/o dei suoi massimi dirigenti. Non ne so abbastanza per esserne sicuro ma io credo che da questo punto di vista abbia tutto sotto controllo: lo vediamo in Europa come il controllo dei mezzi di comunicazione permetta di convincere una popolazione ebete che le misure più liberticide servono, per esempio, ad aumentare la libertà. Perché la situazione dovrebbe essere diversa in Russia?

D. Europa

1. Mi diverte notare come alcune “mie fonti” seppure non specializzate/interessate nell’Europa si siano rese conto di chi siano i massimi esponenti politici europei: Asmongold riguardo la Baronessa Tedesca → “La burocrate non eletta”. E WillyOAM (australiano) riguardo ai politici europei in generale → “useless incompetent, fu##ing idiots”. Così, chi ha un minimo di cervello, pur senza seguire con attenzione l’Europa, ha ben capito la deriva democratica in cui si trova il Vecchio Continente.

2. A suo tempo ne volevo scrivere poi non ne ebbi voglia perché mi viene il voltastomaco quando scrivo dei nostri politici europei ma che ne dite dei 90 miliardi di euro buttati nel nuovo prestito all’Ucraina? Sapete chi li ripagherà? Pensate che la Russia, che ormai ha vinto sul fronte militare, accetterà di pagare i danni di guerra all’Ucraina? Ovviamente no: questo debito sarà pagato dai soliti fessi, i cittadini europei. Orsetta e gli altri geni “al massimo” ci guadagneranno qualcosa…

E. Guerra in Ucraina

1. Procede al rallentatore ma come sa chi mi segue la mia teoria è ormai che Putin NON voglia concludere rapidamente la guerra dato che una pace con i veri nemici europei non sarebbe possibile: devono cambiare i governi in Europa per aver una pace duratura in Ucraina.

2. Poi sul fatto che militarmente abbia già vinto mi pare che sia ovvio per tutti, no? Sì, ci raccontano che la Russia stia subendo perdite colossali ma ciò è incompatibile con i dati che abbiamo, soprattutto sulla sempre più ampia potenza di fuoco russa sotto tutti i punti di vista. La Russia ha 10 volte più artiglieria, 10 volte (anche 100) più droni, 10 volte più missili etc… come mai dovrebbe perdere 10 volte più uomini dell’Ucraina? Questo è possibile sono nei microcefali dei nostri politici e di chi crede alla propaganda più sfacciatamente bugiarda (quella che poi, cercando le fonti, si basa su informazioni dei servizi segreti ucraini!).

F. Iran

1. La guerra in Iran si avvicina. Io anzi pensavo che sarebbe scoppiata in autunno a causa dei problemi politici/giuridici di Netanyahu: invece sembra che i primi non fossero così gravi come pensavo mentre che i secondi vengano perdonati.

2. Già delle dichiarazioni fanno pensare che si stia preparando l’imbeccata per i media, per fargli giustificare una nuova guerra come necessaria e giusta: adesso non si parla più solo del pericolo nucleare (ma tale pericolo non era stato eliminato dalle potentissime bombe USA?) ma del pericolo dato dai missili balistici che l’Iran ha già.

3. Sulle proteste in Iran non saprei dire: non ho idea di quanto siano diffuse e significative. Chiaro che l’obiettivo di Israele (a cui gli USA sono subordinati) sarebbe avere un Iran in una situazione siriana, ovvero nell’anarchia e diviso. Ma gli attacchi esterni tendono comunque a compattare un popolo.

Rapido

Una mia riflessione rapida sulla centrale di Fordow, bombardata con i missili speciali capaci di penetrare una sessantina di metri nella roccia prima di esplodere, e sulla sua sorte.

Già dopo poche ore dal bombardamento Trump assicurava la totale distruzione dell’impianto e iniziava a parlare della necessità di una tregua.
Però, non troppo dopo, sono cominciate a uscire le voci secondo le quali i danni erano invece stati minimi. Non solo le fonti pro-Iran e le “mie” fonti più o meno neutrali ma addirittura i grandi media statunitensi mettevano in dubbio il totale successo del bombardamento.

In realtà io credo che ancora non si possa sapere con certezza, almeno in occidente, quali siano stati i reali danni subiti dall’impianto. Non so: forse gli iraniani ne hanno almeno un’idea ma l’Occidente, se non ha spie sul posto o ha conoscenza delle stime iraniane, non può avere alcuna certezza.

Il motivo è che il complesso nucleare era, si dice, a ben più di 60 metri di profondità; le bombe americane non erano mai state usate sul campo quindi i 60 metri potrebbero essere più teorici che reali e sicuramente variabili in base al tipo di terreno (bo… sabbia, granito e cemento armato suppongo non offrano la stessa identica resistenza!); il satellite mostra la situazione al suolo non nel sottosuolo; sono stati bombardati i punti di accesso all’impianto ma chi ci dice che esso fosse esattamente sotto di questi e non spostato lateralmente? Infine la mancanza di fughe radioattive che, se presenti, avrebbero potuto confermare la distruzione del sito…

Però alla propaganda iraniana fa comodo poter dire “anche gli USA non sono riusciti a danneggiarci seriamente; siamo fortissimi e guai a Israele!” e quindi minimizzare i danni subiti a Fordow.

Contemporaneamente, come ho spiegato nei pezzi precedenti, Israele non era tanto interessato a distruggere la capacità nucleare iraniana (dato che si sapeva che non vi era alcun programma nucleare per arrivare a produrre armi atomiche) ma si voleva invece un cambiamento di regime a Teheran.
Tale cambiamento non vi è però stato e anzi il pericolo nucleare, che prima era scarso o assente, adesso diviene reale: l’Iran ha infatti sicuramente compreso che solo l’arma atomica potrebbe impedire altri attacchi israeliani o statunitensi.

Questo significa che Israele non può permettersi una pace duratura con l’Iran perché questo, senza il cambio di regime, in poco tempo (diciamo un anno) sarà più forte e pericoloso di prima e, magari, con armi nucleari che in precedenza non era interessato a ottenere.

Che Israele attacchi di nuovo di propria iniziativa l’Iran mi pare improbabile (come spiegato i colpi di Israele causano più danni ma ha anche molta meno capacità di assorbire quelli iraniani) almeno che non vi siano grandi opportunità tattiche.
Più probabile invece che si cerchi di ricorrere agli USA: da una parte tramite pressioni lobbistiche su senatori e congressisti (e magari ricattando Trump) dall’altra preparando l’opinione pubblica statunitense.
E come la si prepara? Beh, in primo luogo martellando sull’idea, vera o falsa che sia, che gli impianti nucleari iraniani sono quasi intatti e che quindi sia necessario colpirli nuovamente. Poi, ovviamente, vi è sempre la possibilità di “false bandiere”, ovvero di attacchi o attentati contro gli USA attribuiti, tanto volutamente quanto erroneamente, all’Iran per suscitare l’indignazione della popolazione americana. Con tutti i maggiori media dalla propria parte non sarebbe difficile…

Una volta che gli USA tornassero a colpire l’Iran, da cosa nasce cosa e magari questa volta Teheran potrebbe rispondere colpendo duramente le basi statunitensi della regione e provocando così un coinvolgimento più massiccio di Washington.

Ho scritto questo per spiegare perché, sebbene sia la propaganda pro-Iran che quella pro-Israele dicano sostanzialmente la stessa cosa (impianto Fordow non gravemente danneggiato), non è detto che sia vera ma, semplicemente, per motivi diversi fa comodo a entrambi affermarla.

La tregua

Quando la situazione stava per precipitare è arrivata la tregua!
Gli USA avevano infatti bombardato le strutture nucleari iraniane e Teheran aveva risposto lanciando missili contro almeno una base statunitense della regione…

Ma proprio che si sia arrivati così inaspettatamente a questa tregua ci dà molte informazioni.

– La risposta iraniana è stata chiaramente dimostrativa, anche per il numero di missili lanciati (pari al numero di quelli usati da Washington) e gli USA erano stati preavvertiti.
– Questo rende credibile che anche l’Iran fosse stato avvisato proprio dagli USA dell’imminente bombardamento delle strutture nucleari. Credo che sia risaputo infatti che Teheran aveva già nascosto l’uranio arricchito altrove.

Ma soprattutto chiarisce la mia incertezza maggiore: i danni che stavano subendo Israele e Iran in questi giorni.
Secondo la vulgata dei nostri media Israele stava distruggendo tutto mentre dei missili iraniani non ne raggiungeva il bersaglio quasi nessuno. Analogamente per la propaganda filo iraniana sembrava che Israele fosse impotente e che Teheran invece avesse già distrutto tutti i bersagli più importanti.

Se Israele avesse veramente dominato però non avrebbe avuto bisogno degli USA e di sicuro non avrebbe concesso la tregua ma semplicemente avrebbe continuato a colpire l’Iran.
Viceversa però anche l’Iran se avesse avuto abbondanza di missili, soprattutto di quelli più moderni, veloci e potenti, difficilmente avrebbe accettato a sua volta la tregua.
La mia conclusione è che Israele stesse colpendo più duramente ma che l’Iran avesse una maggiore capacità di assorbire i colpi: sebbene meno forti i colpi di Teheran rischiavano di mettere al tappeto Tel Aviv.
Insomma direi che il conflitto era pari ma con entrambi i paesi che stavano subendo molti più danni del previsto. Ai punti forse era addirittura in vantaggio l’Iran ma Israele aveva comunque la minaccia nucleare sempre presente quindi…

…quindi la tregua sta bene a entrambi i paesi ma forse per Israele era necessaria mentre per l’Iran era forse più utile: la tregua darà infatti la possibilità all’Iran di riorganizzarsi magari con una cooperazione militare con la Russia. Ovviamente anche Israele riceverà nuovi armamenti da parte degli USA ma ormai sappiamo che l’Occidente tutto, grazie all’inutile e stupida guerra in Ucraina, è a corto di armi e munizioni e rimane quindi poco da spedire in aiuto.
Insomma la tregua rafforzerà molto più l’Iran che Israele.

Quanto potrà reggere questa tregua?
Difficile prevederlo…
Io credo che all’Iran la tregua sia più utile che a Israele e quindi non credo che la violerà senza motivo. Invece Israele, soprattutto considerando le difficoltà politiche e legali di Netanyahu, potrebbe essere tentata di romperla per sfruttare vantaggi tattici a brevissimo termine e magari, dopo un’adeguata pressione lobbistica, coinvolgere più direttamente gli USA.

È chiaro infatti che, al di là delle dichiarazioni bellicose e talvolta strafottenti di Trump (*1), gli USA hanno fatto il minimo possibile e contro voglia nel loro attacco all’Iran.
A Trombetta sta venendo attribuita tutta la colpa per una gestione ridicola e cialtronesca della crisi e, in effetti, ha la sua parte di responsabilità (a partire dal non aver licenziato chi gli scrive i commenti da bullo pubblicati a suo nome su TrueSocial (*1)). Per giudicarlo oggettivamente però si dovrebbe sapere esattamente quanto sia forte la lobbi pro-Israele legata ai neo conservatori/neo liberali o neoXXX come li chiamo io…

Certo fa paura pensare che anche il presidente degli Usa sia così influenzato da forze fuori dal controllo democratico e che, evidentemente, hanno a cuore altri interessi molto diversi da quelli della popolazione statunitense.

Alla fine Trump ha combinato una frittata ma, fortunatamente, non è immangiabile: certo non è salata (*2) ma poteva andare molto molto peggio.
Sicuramente gli USA e Trump ne escono indeboliti perdendo, dopo la presidenza Biden, ulteriore credibilità e prestigio. Anche presso i suoi elettori non credo che l’operazione abbia aumentato la loro approvazione dell’operato del presidente…

Vedremo già nelle prossime ore se la tregua reggerà…

Nota (*1): ma chi gli scrive i commenti su TrueSocial? Un ragazzino delle medie non troppo maturo per la sua età?
Nota (*2): è sciocca quindi!

Bombe sugli impianti nucleari

Premetto che stamani sono particolarmente stordito perché ho dormito malissimo seguendo le ultime notizie oltre a tutti gli altri inconvenienti di cui soffro qui in città.

Allora gli USA, come previsto, hanno bombardato stanotte i siti nucleari iraniani e, al momento (ore 10:00 di domenica) si attende ancora l’eventuale risposta iraniana. Nessun commento ancora, almeno di cui io sia a conoscenza, da Cina e Russia.
Io credo che prima che succeda qualcosa l’Iran vorrà verificare i danni subiti, soprattutto a Fordow l’impianto sotto la montagna: non è infatti assolutamente sicuro che sia stato distrutto come invece annunciato da Trump.
Colpisce poi il “…e ora facciamo la pace…” con cui Trombetta conclude il suo comunicato su TrueSocial: la frase di per sé è stupida ma la si può anche leggere come un “se non ci attaccate noi abbiamo fatto”. E per adesso l’Iran non ha attaccato gli USA prendendo tempo: frasi minacciose ma poi i missili hanno colpito solo Israele.
E oggi il ministro degli esteri iraniano vola in Russia dove avrà un incontro con Putin…

Secondo l’AIEA non ci sono fuoriuscite di radioattività dalle centrali colpite: in alcune il materiale radioattivo potrebbe essere stato trasferito altrove però la notizia è anche compatibile con danni NON catastrofici. Di sicuro ne sapremo di più nei prossimi giorni.
A proposito di radiazioni forse vale la pena ricordare che bombardare una centrale nucleare è un crimine di guerra soprattutto se mette in pericolo la popolazione civile: ovvio che sia gli USA che Israele non si preoccupano di questi “dettagli” insignificanti.

Si moltiplicano le voci che (come avevo già scritto giorni fa) sospettano che Trump sia ricattato: nelle ultime 12 ore ho sentito formulare questa ipotesi da ben due fonti diverse. Ovviamente è solo un sospetto che però spiegherebbe bene il cambiamento netto di politica sull’Iran di Trump.

La Gabbard ha goffamente smentito la sua dichiarazione del marzo 2025 secondo cui l’Iran non aveva intenzioni di procurarsi l’arma nucleare: letteralmente lei diceva solo che l’Iran non l’aveva al momento ma dal contesto risulta abbastanza evidente che non aveva neppure intenzione di ottenerla.

La UE, la stupida schiavetta degli USA, si è subito riallineata col proprio padrone: nelle trattative di Ginevra con l’Iran sono state infatti riproposte le stesse condizioni di resa incondizionata per Teheran.

La censura dei video che mostrano i danni subiti da Israele ha avuto successo nel far credere all’opinione pubblica più superficiale e meno attento che il paese non subisse danni o quasi: mentre io tuttora mi sforzo di farmi un’opinione oggettiva della situazione basandomi su notizie di propaganda contraddittoria, per molte “anime semplici” invece il non vedere video di esplosioni e contraerea in azione significa che non ci sono state né esplosioni né uso di contraerea…

Che poi adesso Israele dovrà un po’ correggere questa politica nel caso che l’Iran non attacchi direttamente le forze USA ma continui a martellare Israele.
Come già scritto in passato infatti il vero obiettivo di questa guerra non erano le centrali nucleari (sia Israele che gli USA sapevano che l’Iran non aveva intenzione di procurarsi l’arma nucleare) ma il cambiamento di regime a Teheran: e questo, indipendentemente dai danni effettivi subiti dai diversi impianti nucleari colpiti, non sembra in procinto di avvenire.
Si torna quindi alla situazione in cui Iran e Israele si scambiano colpi a distanza e che, come detto, favorisce di gran lunga l’Iran nel medio lungo termine.
Chiaro che, se questa è la situazione, la prossima mossa di Netanyahu sarà andare a piagnucolare da Trump chiedendo altri bombardamenti ma per far questo dovrà giustificare (essenzialmente all’opinione pubblica americana) la richiesto mostrando come gli iraniani stiano danneggiando Israele.
Ecco quindi la contraddizione (che io avevo evidenziato da subito) ma che rischia di divenire palese: da una parte Israele vuole presentare un’immagine di successo militare praticamente completo ma da un’altra, per chiedere ulteriore aiuto agli USA, dovrà ammettere di star subendo danni insostenibili. Vabbè i nostri media bugiardi sono abituati a contorsionismi di questo tipo: troveranno di sicuro il modo di sciogliere l’aporia in qualche maniera più o meno assurda.

Comunque secondo me una possibile via d’uscita da questa crisi sarebbe effettivamente un cambio di regime: ma non in Iran bensì in Israele!
Netanyahu non è amato in patria e, anzi, sta cercando di salvare la propria carriera politica (e forse anche la sua libertà) creando emergenze che distolgano l’opinione pubblica israeliana dai suoi presunti misfatti. Per adesso ha vinto le scommesse in Libano e Siria (su Gaza non mi pare) ma se questa con l’Iran va male, ovvero se Israele continua a essere duramente colpito, allora l’opposizione interna nel paese potrebbe trovare la maniera di rimuoverlo.
Ecco allora che un nuovo primo ministro dalla “fedina” morale pulita (per quanto possibile a un politico!) potrebbe trattare la pace con l’Iran.

Riepilogo:
In base ai danni effettivamente subiti a Fordow, magari anche ai colloqui con Putin, vedremo quale sarà la risposta dell’Iran all’aggressione statunitense.
A me pare che la strategia più promettente sarebbe quella di NON attaccare le forze USA nella regione ma continuare gli scontri a distanza solo con Israele.
Questo forzerebbe quindi Netanyahu ad ammettere i danni subiti e, forse, ne accelererebbe la sostituzione con, come detto, possibilità di pace.
Facendo un passo ulteriore vi è però un pericolo: Netanyahu è disposto a tutto per salvare se stesso e quindi, invece di limitarsi ad aspettare la propria sconfitta che si potrebbe concludere con un umiliante arresto, potrebbe provare l’azzardo di gettare nuova benzina sul fuoco.
A parte quindi qualche “falsa bandiera” per provare a coinvolgere maggiormente gli USA, una possibilità potrebbe essere quella di lanciare un missile nucleare sulla centrale di Fordow sperando in una reazione dell’Iran che coinvolga decisamente gli USA. Ovvi i pericoli di un escalation di questo tipo…

Minaccia tempesta

Solito “aggiornamento” sulla guerra fra Israele e Iran e, presto, USA.
Come al solito osservazioni/notizie/deduzioni e previsioni alla rinfusa.

Premesso che è difficile capire come vanno le cose sul campo militare, ovvero quanto male si stanno facendo le varie parti, mi sono convinto che Israele ha subito molto più di quanto non sembri seguendo i media tradizionali occidentali. Poi, a livello di assassini mirati, di sicuro Israele ha fatto più male ma è anche vero che sta subendo colpi anch’esso. Ma Israele è territorialmente molto più piccolo dell’Iran e i bersagli sono proporzionalmente meno.
Questo mi porta a concludere che, scorte di missili iraniani permettendo, la guerra diverrà insostenibile prima per Israele che per l’Iran.

Più o meno a questa mia stessa conclusione deve anche essere giunta l’amministrazione Trump: Israele ha bisogno di aiuto immediato e gli USA, fortemente influenzati dalle lobbi guerrafondaie, non possono astenersi dall’intervenire anche se questo va completamente contro i suoi interessi (non solo nel breve ma anche nel lungo termine) e le promesse di Trump in campagna elettorale.

Ora gli “esperti” si aspettano l’intervento americano proprio in questo fine settimana: l’intervento dovrebbe consistere nel lancio di bombe pesanti contro l’impianto atomico sotterraneo iraniano. Se queste non bastassero, come è possibile, non si esclude l’uso di armi nucleari tattiche. Sui pericoli che potrebbe comportare il ricorrere all’arma atomica ho già scritto: in breve potrebbe essere un passo verso la terza guerra mondiale che, se l’umanità dovesse sopravvivere, sarà chiamata “guerra nucleare” ma nel caso credo più probabile una distruzione totale: del resto se non c’è abbastanza intelligenza per evitarla è molto probabile che non la si sappia neppure contenere.

Ricordiamoci però qual è il VERO obiettivo della guerra: il cambio di regime in Iran, la sostituzione del governo teocratico e nazionalistico attuale con uno filo-occidentale e globalista. Non dispiacerebbe poi una “soluzione siriana”, ovvero una frammentazione dell’Iran in tanti staterelli deboli e facilmente manipolabili.
La spiegazione geopolitica è che così si colpirebbe indirettamente la Cina togliendole un’importante fonte di petrolio (non so se la maggiore ma quasi).

Il rischio per gli USA, al di là della guerra atomica, è di non raggiungere il proprio scopo e di rimanere infognati in una guerra dove hanno tutto da rimetterci e pochissimo da guadagnarci. E più il tempo passa e maggiori saranno gli aiuti russi e soprattutto cinesi di cui gli iraniani potranno servirsi per difendersi.

Cosa farà Teheran se (quando) gli USA attaccheranno?
1. attacco alle basi USA nella regione con loro distruzione visto che non hanno modo di essere protette.
2. blocco dello stretto di Hormuz e magari attacco ai campi petroliferi degli stati vicini.
3. attacco alle portaerei statunitensi (?): non so però se questo è fattibile dato che queste si possono muovere.

Poi bisognerebbe sapere cosa si è detto, e che non è stato reso pubblico, fra Washington Mosca e Pechino. Per esempio Pechino potrebbe approfittare dell’occasione per prendersi Taiwan visto che gli USA non hanno nemmeno la capacità di fingere di difenderla. Potrebbe essere una minaccia bella forte. Putin invece potrebbe dire “se voi usate le tattiche nucleari in Iran allora noi le useremo in Kiev”. E anche questa minaccia è molto credibile.

La logica, la razionalità cioè, dovrebbe convincere gli USA che non è il caso di intervenire in Iran ma, come detto, questa decisione di Trump va al di là della ragione.
Un commentatore ha ipotizzato che Trump sia stato “intimidito”, cioè minacciato, da Israele: è una possibilità ma, secondo me, Trump non è il tipo da farsi intimidire e rimango quindi più dell’idea che sia ricattato (vedi l’ipotesi Musk/Epstein di cui scrissi in un articolo precedente) e che, col suo innegabile narcisismo, tema più per la sua immagine che per la sua persona.

Tulsi Gabbard poi, a capo dei servizi segreti, sembra essere stata messa da parte per le questioni riguardanti l’Iran. Ma lei non pare abbia intenzione di dimettersi: secondo me fa bene, se si dimette perderebbe visibilità così invece resta significativa e tutti sanno che ha preso le distanze dal presidente se, come probabile, l’intervento in Iran si trasformerà in un disastro.

E Zelensky, il Goblin Verde?
Rischia grosso: come detto sospetto fortemente che se gli USA useranno armi nucleari in Iran allora Putin farà lo stesso in Ucraina…
Di positivo c’è che la guerra (in Ucraina) finirebbe rapidamente e che si scoprirebbe dove scapperà il Goblin Verde con i milioncini guadagnati col sangue dei suoi concittadini.
Comunque, anche in caso che la situazione in Iran non degeneri, è ovvio che Kiev è messa sempre peggio: già di armi e munizioni ce ne erano poche e ora tutto il disponibile andrà a Israele…

Non ho pensato a cosa potrebbe succedere se l’atomica l’usasse Israele: ma ormai è una questione irrilevante dato che l’intervento statunitense appare inevitabile…

Suppongo che quella di stanotte sarà una lunga nottata con i media USA che ci racconteranno della potenza dell’attacco americano e delle tonnellate di bombe sganciate in lungo e in largo… e in attesa delle possibili “complicazioni” internazionali…