Cosa va a fare Witcoff a Mosca?
Cioè tutte le “mie” fonti concordano che la sua missione, più o meno, in concomitanza con l’ultimatum di 50 prima, poi 12 e infine 5 giorni, è completamente inutile dato che la Russia sta vincendo sempre più chiaramente e non ha interesse in un cessate il fuoco il cui unico scopo sarebbe quello di riarmare l’Ucraina per far proseguire ancora la guerra.
Ebbene, secondo la “mia” teoria (v. [E] 16.6), Witcoff è il vero “mezzo” non il Segretario di Stato, per comunicare in maniera fidata il proprio pensiero. La mia teoria era quindi che quando Trump, a parole, gettava benzina sul fuoco Witcoff aveva nel frattempo spiegato che non si trattava di benzina ma di… bo… Coca Cola.
Una commedia insomma a uso interno, per gli USA e per gli “alleati” più tonti (cioè l’UE), ma di cui il supposto bersaglio, in questo caso Putin e la Russia, sarebbe invece informato della totale finzione.
A che scopo quindi la visita di Witcoff? Io ipotizzo quindi che sia per informare la Russia che Trump abbaierà ancora di più ma che non ha nessuna intenzione di mordere. Probabilmente dando anche qualche prova di buona fede: questo perché dopo il vero e proprio tradimento dei colloqui con l’Iran sia Trump che il suo inviato speciale hanno perso molta credibilità.
Ormai, per spiegare il cambiamento di strategia di Trump, anche molte delle “mie” fonti ipotizzano apertamente un ricatto basato sui famosi archivi Epstein. Altri ancora ci aggiungono un improvviso decadimento cognitivo sebbene meno appariscente ed evidente di quello del suo predecessore.
Entrambe le teorie mi sembrano credibili: quella del ricatto io stesso l’ipotizzai poche ore dopo l’attacco all’Iran e anche al calo cognitivo avevo già pensato sebbene, mi pare, senza metterlo nero su bianco. Spesso ho la sensazione che Trump non ricordi cosa aveva detto il mese prima…
Da notare anche il basso, anzi bassissimo profilo di Jack Vance che pochi mesi fa si era permesso di “sculacciare” (dicendo parole sacrosante) la politica europea. Kennedy prosegue a testa bassa nel suo lavoro mentre la Gabbard ha confermato il suo sostegno al presidente e gli ha fornito le basi per cercare di distogliere l’opinione pubblica con gli intrighi di Obama e le chiacchiere sulla Clinton.
Io credo che nell’amministrazione Trump sia in corso una guerra interna: adesso i neo-xxx hanno preso il sopravvento ma non hanno vinto. Non mi stupirei se fra qualche mese, o magari molti mesi, ci fosse un contrattacco dalla parte sana della squadra di Trump: soprattutto la Gabbard se riesce a prendere veramente il controllo delle agenzie avrebbe un grande potere di scoprire gli effettivi rapporti di forza e alleanze, probabilmente spesso illegali, fra politica, economia e governi esteri che influenzano la presidenza Trump (e le precedenti ovviamente!). Da questa conoscenza può dipendere molto.
È difficile prevedere cosa accadrà nei prossimi mesi: se infatti Trump è veramente ricattato dall’esterno non possiamo stabilire cosa sia pronto a fare di quanto gli chiede il suo ricattatore.
Il governo Netanyahu è adesso in minoranza e quindi a settembre, quando riapre il parlamento israeliano, sarà cruciale per il suo destino politico: nei momenti di crisi Netanyahu è sempre ricorso a un inasprimento dei conflitti per risollevare il proprio sostegno interno. Non è quindi da escludersi che, magari verso fine agosto, chieda/ricatti Trump di riaccendere il conflitto con l’Iran.
E comunque già adesso parla di una nuova fase, di “occupazione totale”, della striscia di Gaza mentre la pressione internazionale di sdegno per il genocidio palestinese inizia a farsi sentire.
Sì, credo che ad agosto/settembre si aprirà in Medi oriente un nuovo capitolo: speriamo che Trump, sebbene a suo modo, sappia spegnere l’incendio prima che divampi in tutto il mondo.
Perché in effetti, col senno di poi, si deve anche ammettere che col suo intervento diretto in Iran Trump ha impedito a Israele di usare l’atomica contro l’Iran e a Teheran di bloccare lo stretto di Hormuz con crisi economica globale (soprattutto occidentale) per l’aumento esponenziale del costo del greggio.
Ah! poi ci sarebbero i dazi minacciati ai paesi che continueranno a fare affari (comprandone il petrolio essenzialmente) con la Russia. Non so: forse Trump pensava che alle sue parole almeno l’India facesse un passo indietro accettando, almeno formalmente, di non comprare il petrolio russo ma in realtà è successo il contrario: l’India ha formalmente confermato che continuerà a farlo.
A questo punto i dazi minacciati da Trump potrebbero risolversi in un pericoloso boomerang proprio per l’economia USA.
In effetti, per adesso, gli unici tonti a credere alle minacce economiche di Trump sono stati gli idioti alla guida della UE (v. Cretini allo sbaraglio).