Dal Venezuela in giù (su)

Pensieri sparsi…

A. Partiamo dal Venezuela che è l’argomento più caldo.

1. Una delle nuove strategie geopolitiche degli USA è quella di arroccarsi sull’emisfero americano aumentando la propria influenza diretta e indiretta sui vari paesi dei due continenti.

2. Come scrissi a suo tempo la Groenlandia è un vero obiettivo e non si tratta di minacce “alla Trump”, parole in libertà dimenticate pochi giorni dopo.

3. Ancora sappiamo poco per esserne sicuri ma sembra che un accordo fra Maduro e gli USA, con esilio dorato, sia saltato e Washington abbia preferito appoggiarsi ad altre figure del suo governo.

4. Questo spiegherebbe come mai le forze speciali americane non abbiano incontrato resistenza militare nell’operazione che ha portato al rapimento di Maduro. In altre parole il vice-presidente del Venezuela, la Rodriguez, sarebbe d’accordo con gli USA.

5. La scusa di bloccare il flusso di droga verso gli USA è patetica: il Fentanyl, che causa la maggioranza delle morti, è prodotto in Messico; la cocaina in Perù, Colombia e Bolivia (la cocaina ha bisogno di un clima andino/tropicale per essere prodotta). In altre parole il Venezuela era FORSE solo uno snodo di passaggio della cocaina che adesso, semplicemente, passerà altrove.

6. Il vero motivo dell’intervento USA è quindi l’appropriarsi del petrolio e delle risorse minerarie del paese. E in effetti l’amministrazione USA neppure si preoccupa di negarlo.

7. Da come la situazione è presentata da Washington, il Venezuela diverrà una specie di colonia statunitense che verrà sfruttata dalle grandi multinazionali a stelle e strisce.

8. Venezuelani, ma anche tutto il resto del Sudamerica, si rende conto dell’ingerenza statunitense visto che non ci si è preoccupati troppo di fingere che si sia trattato di un’operazione per portare “libertà e democrazia” nel paese.

9. Questo significa che se anche nel breve periodo l’operazione si rivelasse un successo, nel medio/lungo termine il crollo della credibilità politica degli USA, che al momento operano come dei mafiosi, è totale. Di questo crollo approfitterà la Cina.

10. Se al contrario gli USA lavoreranno realmente nel tentativo arricchire i normali cittadini venezuelani ridistribuendo, almeno in parte, la ricchezza prodotta sfruttando le loro risorse, allora l’intervento in Venezuela potrebbe indubbiamente trasformarsi in una grande vittoria geopolitica. Ma visto che oggi, neppure negli USA le multinazionali distribuiscono ricchezza, ma anzi la sottraggono al cittadino medio, è semplicemente inconcepibile che il Venezuela non venga sfruttato nella maniera più assoluta facendo così crescere il malcontento popolare.

11. Nelle prossime settimane vedremo poi se la Rodriguez è dalla parte di Washington, come credo, o se verrà rapidamente sostituita da qualche generale evidentemente al soldo degli USA.

12. Un altro obiettivo è colpire Cuba, che tira avanti grazie al petrolio venezuelano, dato che il neoconservatore Marco Rubio è di origine cubana è ha quindi il dente avvelenato verso la classe politica di tale paese.

B. Trump.

1. Io inizio a temere che sia rincoglionito: se si confrontano i video della sua precedente presidenza con quelli dell’attuale non si può non osservare il calo di energie e la difficoltà a parlare. Biden ha dimostrato che un presidente incapace di intendere è una manna per chi gli sta intorno e ha la possibilità di manipolarlo quotidianamente: sembra che a Trump stia avvenendo la stessa cosa.

C. Attacco a Putin.

1. È stato indubbiamente effettuato grazie all’assistenza dei servizi segreti statunitensi.

2. Quindi Trump ha tradito “l’amicone” Putin? Quindi Trump è dalla parte della UE? La mia teoria al riguardo la conoscete: Putin e Trump d’accordo per eliminare politicamente/economicamente i loro nemici in Europa e per farlo devono fingere di essere in contrasto in maniera che l’Europa continui inutilmente a svenarsi. Certo che un tentativo di uccidere Putin dovrebbe dimostrare chiaramente da che parte sta Trump, no? Beh, se Putin fosse stato informato in anticipo dell’attacco allora non sarebbe stato realmente un attentato alla sua vita, no? Insomma dal mio punto di vista ancora questo episodio non è decisivo per chiarire il reale rapporto fra i due presidenti.

3. Anche l’argomento della pressione politica in Russia contro Putin che sta crescendo perché lo si accusa di essere troppo remissivo e prudente nei confronti degli USA, del suo continuare a dialogare con Witcoff, mi sembra incerto: cioè bisognerebbe sapere quanto saldo è il controllo di Putin sulla propria poltrona, quanto cioè si possa permettere di fare di testa propria andando contro le aspettative della popolazione e/o dei suoi massimi dirigenti. Non ne so abbastanza per esserne sicuro ma io credo che da questo punto di vista abbia tutto sotto controllo: lo vediamo in Europa come il controllo dei mezzi di comunicazione permetta di convincere una popolazione ebete che le misure più liberticide servono, per esempio, ad aumentare la libertà. Perché la situazione dovrebbe essere diversa in Russia?

D. Europa

1. Mi diverte notare come alcune “mie fonti” seppure non specializzate/interessate nell’Europa si siano rese conto di chi siano i massimi esponenti politici europei: Asmongold riguardo la Baronessa Tedesca → “La burocrate non eletta”. E WillyOAM (australiano) riguardo ai politici europei in generale → “useless incompetent, fu##ing idiots”. Così, chi ha un minimo di cervello, pur senza seguire con attenzione l’Europa, ha ben capito la deriva democratica in cui si trova il Vecchio Continente.

2. A suo tempo ne volevo scrivere poi non ne ebbi voglia perché mi viene il voltastomaco quando scrivo dei nostri politici europei ma che ne dite dei 90 miliardi di euro buttati nel nuovo prestito all’Ucraina? Sapete chi li ripagherà? Pensate che la Russia, che ormai ha vinto sul fronte militare, accetterà di pagare i danni di guerra all’Ucraina? Ovviamente no: questo debito sarà pagato dai soliti fessi, i cittadini europei. Orsetta e gli altri geni “al massimo” ci guadagneranno qualcosa…

E. Guerra in Ucraina

1. Procede al rallentatore ma come sa chi mi segue la mia teoria è ormai che Putin NON voglia concludere rapidamente la guerra dato che una pace con i veri nemici europei non sarebbe possibile: devono cambiare i governi in Europa per aver una pace duratura in Ucraina.

2. Poi sul fatto che militarmente abbia già vinto mi pare che sia ovvio per tutti, no? Sì, ci raccontano che la Russia stia subendo perdite colossali ma ciò è incompatibile con i dati che abbiamo, soprattutto sulla sempre più ampia potenza di fuoco russa sotto tutti i punti di vista. La Russia ha 10 volte più artiglieria, 10 volte (anche 100) più droni, 10 volte più missili etc… come mai dovrebbe perdere 10 volte più uomini dell’Ucraina? Questo è possibile sono nei microcefali dei nostri politici e di chi crede alla propaganda più sfacciatamente bugiarda (quella che poi, cercando le fonti, si basa su informazioni dei servizi segreti ucraini!).

F. Iran

1. La guerra in Iran si avvicina. Io anzi pensavo che sarebbe scoppiata in autunno a causa dei problemi politici/giuridici di Netanyahu: invece sembra che i primi non fossero così gravi come pensavo mentre che i secondi vengano perdonati.

2. Già delle dichiarazioni fanno pensare che si stia preparando l’imbeccata per i media, per fargli giustificare una nuova guerra come necessaria e giusta: adesso non si parla più solo del pericolo nucleare (ma tale pericolo non era stato eliminato dalle potentissime bombe USA?) ma del pericolo dato dai missili balistici che l’Iran ha già.

3. Sulle proteste in Iran non saprei dire: non ho idea di quanto siano diffuse e significative. Chiaro che l’obiettivo di Israele (a cui gli USA sono subordinati) sarebbe avere un Iran in una situazione siriana, ovvero nell’anarchia e diviso. Ma gli attacchi esterni tendono comunque a compattare un popolo.

La grande truffa

Che succede nel mondo? Difficile dirlo…

I media ci raccontano tutti la stessa versione ma poi vediamo che, almeno spesso, gli eventi si evolvono in maniera diversa da quanto anticipato. E ormai i media non si prendono più neppure la briga di spiegare cosa c’era di sbagliato in quanto avevano detto o quale sia stato l’elemento imprevisto che ha cambiato l’evoluzione dei fatti.
Vabbè, ormai la narrativa dei media non ha più niente a che fare con la realtà e i vari editori si sono resi conto che il loro pubblico, quello che gli è rimasto, è così fesso che non vale la pena ammettere di aver sbagliato in passato perché tanto la memoria degli spettatori e così debole che non si accorgono delle eventuali discrepanze. Anzi il pubblico è facile da gas lighting (che mi piace rendere col neologismo “gasbagliare”) ovvero convincerlo che la realtà non è come la vedono ogni giorno con i propri occhi ma come la raccontano alla tivvù…

Scusate la premessa, forse inutile dato che sono concetti che ripeto un articolo sì e l’altro pure, ma credo sia bene ribadire che cercare di capire la realtà attraverso la narrazione dei media è tempo perso. Anzi, probabilmente non solo descrivano i fatti in maniera inesatta ma volutamente fuorviante (*1).

Quindi a chi si vuole informare, in mancanza di fonti attendibili, suggerisco di pensare con la propria testa sui pochi fatti concreti e certi di cui viene a conoscenza.

Allora il vertice a Budapest è saltato e di nuovo Trump appare ostile alla Russia.
La mia teoria già la conoscete: Trump e Putin sono segretamente d’accordo per far fallire la UE e i principali governi che la sostengono e che sono, sostanzialmente, ostili a entrambi i presidenti. Inoltre Trump non potrebbe riappacificarsi apertamente con la Russia a causa della forte opposizione interna, trasversale al partito repubblicano e democratico, che sostiene invece la guerra e, soprattutto i vari interessi a essa annessi.
Il punto più debole di questa mia ipotesi è che Trump sta facendo la figura del mezzo scemo e del completo inaffidabile: e a nessun politico, soprattutto se chiaramente narcisistico come lui, piace fare brutte figure.
Ma Trump sta facendo davvero questa brutta figura?
Secondo me dobbiamo distinguere fra USA e resto del mondo.
Negli USA seguono con scarso interesse la politica estera e quel che conta è la politica interna: da questo punto di vista mi pare che il sostegno a Trump, soprattutto grazie alla lotta all’immigrazione illegale, sia alto (sebbene invece la mancata trasparenza sul caso Epstein l’abbia danneggiato sensibilmente).
In Europa e nel resto del mondo invece si guarda maggiormente alla sua politica estera ed è qui che appare ondivago e inaffidabile. Soprattutto i media europei, che non perdono occasione di istigare l’ostilità contro la Russia non perdono l’occasione per esaltare e amplificare ogni parola di Trump vagamente aggressiva verso Mosca. Quando poi i fatti vanno in direzione opposta ecco che i media giustificano il tutto non spiegando che probabilmente avevano frainteso Trump ma che è questo che cambia idea in base al piede con cui si alza al mattino… Questo perché i governi europei, come spiegato, sono sostanzialmente ostili a Trump e quindi sono ben felici di farlo passare per cretino.

Riassumendo quindi la mia teoria mi pare ancora credibile: da una parte a Trump interessa il giusto di ciò che si dice o crede di lui all’estero se non va a influenzare il sostegno della propria base politica statunitense. In particolare i media USA non riescono a farlo passare per un completo cretino come appare invece in Europa.
L’altro fattore decisivo sono invece i fatti: al di là delle varie minacce, che come detto sono amplificate all’eccesso dai nostri media, ancora di concretamente ostile verso la Russia Trump non ha fatto niente.

L’idea di fondo sarebbe, come ripetuto in altri articoli, quella di convincere gli stati europei a farsi coinvolgere militarmente in Ucraina: senza l’aiuto di Washington (che secondo la mia teoria sarebbe forse promesso ma poi nei fatti completamente assente) il tutto si tradurrebbe in un disastro militare e porterebbe alla caduta dei vari governi guerrafondai alla guida della UE.

“Fermo lì!” mi potreste obiettare “in altri pezzi e nella tua Epitome sostieni che a guidare le decisioni politiche della UE vi sono dei parapoteri economici o una loro associazione: perché questi parapoteri economici dovrebbero volere la guerra/sanzioni che stanno evidentemente danneggiando l’economia europea? Oramai questi parapoteri, che fessi non sono, avranno di sicuro capito che la guerra fra Ucraina e Russia è una causa persa! Perché quindi spingerebbero i vari politici che controllano a insistere con essa se è contro ai loro interessi?”

Fermo restando che i politici al momento al comando nei principali stati europei (Germania, Francia e Regno Unito) sono dei prodotti: creati per piacere al pubblico degli elettori, promossi dai media ma senza alcun spessore politico e completamente fedeli non ai propri elettori ma a coloro che hanno permesso la loro elezione. La questione dell’intelligenza e della capacità di discernimento di queste figure politiche neppure si pone: ciò che conta e li distingue è solo la loro cieca obbedienza ai propri veri padroni (*2).
Tenendo inoltre presente che i vertici di questi parapoteri economici sopravvalutano di molto le proprie capacità, bene che vada di pochissimo sopra quelle della media della popolazione, ma sono anche accecati da un hybris provocato dalla loro ricchezza e dal proprio effettivo potere (basato sulla manipolazione della democrazia al di fuori delle sue regole).
Ebbene, tenendo conto di questi due elementi, anch’io credo che ormai anche i parapoteri economici si siano resi conto che l’Ucraina, sanzioni o non sanzioni, sia destinata alla sconfitta.
Mi sono però altresì convinto che questo non andrà contro il loro interesse economico, almeno nel breve termine, ma che in qualche modo, con un qualche meccanismo finanziario, riusciranno a trarre un gigantesco beneficio dal fallimento della UE e degli stati che la compongono.
Ricordate come Soros guadagnò quando l’Italia fu costretta a svalutare la lira negli anni ‘90? Ecco mi aspetto qualcosa di questo genere ma enormemente più in grande.
Non seguo l’economia e non ne capisco niente ma sono sicuro che questi parapoteri si sono tutelati non solo per non perdere dalla sconfitta dell’Ucraina ma, addirittura, per guadagnare dal fallimento dell’UE.

Poi, magari, i soliti media che a questi parapoteri obbediscono, ci racconteranno che è giusto e normale che i super ricchi si arricchiscano ancora di più mentre il resto della popolazione si impoverisce notevolmente. Cercheranno di dar a intendere che questi parapoteri sono stati più intelligenti, che hanno colto l’occasione: non ammetteranno che l’hanno provocata fraudolentemente approfittando del proprio controllo sulla politica, che sapevano dall’inizio che la popolazione sarebbe divenuta più povera e loro più ricchi…
Questa sarà la grande truffa.

Nota (*1): almeno per le cose importanti: la cronaca sportiva, le telenovelle politiche nostrane e quella nera (se non coinvolge immigrati) è affidabile. È invece per politica estera, geopolitica, economia, UE che i telegiornali seguono una narrativa imposta altrove e sono completamente inattendibili.
Nota (*2): per esempio Macron si distingue da Starmer e Mercz a causa della sua personale ambizione che sfortunatamente (o fortunatamente?) è molto superiore alle sue effettive capacità.

L’isola ungherese

Ieri Trump e Putin hanno, a sorpresa, concordato un nuovo incontro fra un due settimane circa a Budapest, la capitale dell’Ungheria sede del “terribile” Orban. Orban infatti non è allineato alla UE e invece di essere un guerrafondaio cerca di favorire la pace.

Sull’incontro niente di speciale da dire: nei giorni scorsi abbiamo visto come Trump sembrasse deciso a concedere i missili Tomahawk all’Ucraina e i leoncini europei avevano preso a ruggire minacciosi. Come però da mia ipotesi Trump, dopo il colloquio con Putin (almeno due ore e mezzo), ha cambiato idea: “I Tomahawk sono potentissimi, precisissimi e ne abbiamo in abbondanza: ma ci servono e non possiamo darli all’Ucraina”.

Ecco semmai la mia teoria dell’accordo segreto anti-europei guerrafondai viene un po’ messa in difficoltà dal fatto che Trump fa sempre la figura del fesso che cambia continuamente idea: nessun politico vuole fare volutamente la figura dello stupido, anche se fa parte di un piano più complesso.

C’è da dire che questa sua inconsistenza politica viene particolarmente esaltata in Europa dove i media si affrettano a rilanciare e amplificare ogni affermazione vagamente a favore/contro l’Ucraina/Russia nell’interpretazione più bellicosa possibile. Credo che negli USA, e soprattutto nei media più favorevoli ai repubblicani (una minoranza in realtà ma sono quelli seguiti dalla base di Trump), questa sua inconsistenza sia meno avvertita.

Magari c’è da mettere in conto anche una certa dose di rincoglionimento senile e una particolare leggerezza nel fare affermazioni avventate: non l’ideale per un politico di cui ogni singola parola viene ascoltata e analizzata al microscopio…

Comunque l’argomento di oggi più che politico è semplicemente logistico.

Come farà Putin a raggiungere l’isola di pace ungherese circondata dal mare bellicoso della UE?

Dubito che volerà sopra l’Ucraina e la Romania, a occhio il tragitto più breve, ma anche passare dal nord, sopra la Polonia, non mi pare l’idea migliore…

Allora la mia previsione è un giro di visite (necessarie per giustificare un tragitto arzigogolato visto che il legittimo timore di attentati verrebbe letto come paura e debolezza): prima una bella visita in Turchia da Erdogan, poi volo sul Mediterraneo per raggiungere l’Italia con incontro col Papa (e inevitabilmente Meloni) e, infine, o volo diretto sopra la teoricamente neutrale Austria o magari visita anche in Serbia…

Vedremo: comunque un viaggio rischioso per Putin. UE e Ucraina sono abbastanza disperati da tentare azioni folli e un aereo non militare che passa sopra le loro teste è un bersaglio piuttosto appetitoso…

Varie ed eventuali

Scusatemi il titolo del pezzo assolutamente non ispirato ma ogni tanto anche io non ho idee…

Sono da mio padre e quindi mi sta toccando di ascoltare una dose abnorme dei programmi politici e di “informazione” della 7: che poi, suppongo, la 7 non sarà peggio di RAI o Mediaset ma io sento praticamente solo essa. Per mio padre (87 anni e con un principio di demenza) un balsamo di verità, per me una specie di diarrea di disinformazione. A me Mentana non piace ma in confronto a certi suoi colleghi che ho avuto la sfortuna di ascoltare finisce per sembrare quasi bravo.

Già Mentana: circa 40 anni fa mio padre stabilì che Mentana fosse affidabile perché dava una visione delle cose spesso contraria a quella del suo editore Berlusconi. Insomma Mentana bravo perché contrario a Berlusconi senza considerare quanto fosse bravo Berlusconi a tenere un direttore contrario alla sua politica. Vabbè: inutile spiegargli che Mentana, se licenziato da Berlusconi, non sarebbe finito a dormire sotto un ponte ma sarebbe caduto in piedi e che quindi il suo “coraggio” gli era utile e funzionale al prepararsi un CV che avrebbe poi facilmente rivenduto.

Vabbè dovrei ormai essermi abituato alla mancanza di logica delle persone: a come l’odio (anche quello instillato artificialmente e immotivato) possa essere forte e avere la meglio sulla razionalità. Eppure è sconcertante quando accade a mio padre: vabbè, ora pensa al 50% delle sue passate capacità, ma anche quando stava bene…

Altro passo nella comprensione della guerra in Ucraina come spiegare il comportamento dei parapoteri economici, soprattutto di quelli europei, che spingono i politici europei (e Trump ma con molto meno successo) a continuare una guerra persa?

Sicuramente non per ragioni di principio, non perché sia la cosa giusta da fare (argomento che ho sentito ventilare in questi giorni dalla tivvù), non perché vi sia la speranza di vincere. E allora non rimane altra possibilità che questi signori, che manovrano la politica da dietro le quinte, abbiano da guadagnarci  che dal tonfo economico/sociale dell’UE . Un po’ come fece il filantropo Soros quando l’Italia fu costretta a uscire dallo SME e svalutare la lira: ovviamente stavolta il meccanismo economico sarà un altro ma sospetto che mentre il 99,999% degli europei andranno a stare peggio, lor signori troveranno il modo di arricchirsi (e molto) dal fallimento della UE.

Dichiarazioni all’ONU di Trump. Sembra abbia fatto una capriola all’indietro di 180 gradi, vero? Adesso sembra di nuovo pro guerra, anti Russia e anti Putin.

I casi sono due: o Trump è effettivamente di mente labile, incapace di mantenere una qualsiasi linea politica con fermezza ma direi pure una sorta di demenza senile o no (i suoi cambiamenti di direzioni politica sono troppo bruschi per poter essere spiegati in maniera logica) oppure la mia teoria (vedi i pezzi precedenti) è corretta.

Qual è la mia teoria (rimando ai pezzi precedenti per un maggior approfondimento)?

Gli USA e la Russia, quindi Trump d’accordo con Putin, vogliono che gli stati europei a loro (a Putin e a Trump) ostili finiscano a gambe all’aria nel tentativo destinato a fallire di aiutare l’Ucraina con la speranza che, al posto degli attuali governi venduti ai poteri economici, ne arrivino altri più favorevoli agli interessi della popolazione.

Ecco quindi che (a differenza di molte delle “mie” fonti) sospetto che le provocazioni che i media oggi attribuiscano a Mosca siano veramente tali e non mi stupisco che Trump inciti gli stati europei a reagire con la forza fingendo di essere dalla loro parte, ovvero che avranno il sostegno militare degli USA. Trump lo fa apparire implicito con le sue dichiarazioni ma, guarda caso, non lo dice mai apertamente…

E perché Russia e USA vorrebbero un intervento militare diretto e ufficiale dell’Europa? Perché far tornare dall’Ucraina molte bare piene di giovani europei sarebbe la maniera più sicura per mandare a casa gli attuali governi.

Poi, ovviamente, questa è una mia ipotesi “esclusiva”: ancora non la ho sentita altrove. Eppure l’alternativa a questa mia teoria è che, in pratica, Trump sia un debole di mente.

Decida il lettore cosa creda sia più probabile.

Ah, in un prossimo pezzo, lo scrivo adesso per cercare di non dimenticarmelo, voglio buttare giù delle idee sul perché spesso i grandi “capi” si scelgano degli eredi non all’altezza: anzi, o il vuoto o la persona sbagliata.

Riflessioni estemporanee

Da tempo pensavo a come potesse finire la guerra in Ucraina ed ero giunto alla conclusione che gli ucraini per primi dovrebbero rendersi conto che non ha senso combattere una guerra persa di cui, oltretutto, i promotori e beneficiari sono solo i produttori di armi occidentali.
Chiaro che la propaganda moderna, che sfrutta tutta la potenza tecnologica, sembra se possibile ancora più efficace di quella che permise le due guerre mondiali (*1).
Cosa fare per riuscire a far sentire agli ucraini la verità della situazione sopra lo strepitio rintronante della propaganda di regime?
Io pensavo che sarebbe stato efficace e istruttivo usare i missili Oreshnik su Kiev: ovviamente il loro scopo non avrebbe dovuto essere quello di provocare vittime civili (questo sarebbe stato addirittura controproducente) ma di dare una vera e propria dimostrazione di forza. La Russia (pensavo) avrebbe dovuto, dando ampio preavviso (diciamo una settimana) informare la popolazione di Kiev che avrebbe distrutto la sede del parlamento ucraino o qualche altro edificio altamente simbolico; avrebbe dovuto anche consigliare di evacuare i quartieri limitrofi perché essendo armi sperimentali vi è sempre un certo margine di errore.
Poi avrebbe dovuto colpire a un’ora prestabilita, magari qualche ora dopo il tramonto del sole dato che i lampi provocati da questi missili mi sembrano più impressionanti la notte, in maniera che tutti a Kiev vedessero l’effetto di queste armi e l’impotenza di Kiev (e dell’occidente) di fermarle.

Io credo che una dimostrazione di questo genere avrebbe avuto un effetto devastante sul morale degli ucraini e neppure i media bugiardi avrebbero potuto negare l’evidenza dei crateri là dove prima vi erano degli edifici.
Qualche giorno fa ho però scoperto che un generale russo aveva in effetti suggerito di usare gli Oreshnik su Kiev ma che lo stesso Putin aveva posto il veto. Come mai?

Una ragione può essere che questi missili siano, magari solo potenzialmente, poco precisi: non so, magari l’80% delle volte colpiscono il bersaglio esattamente ma nel 20% dei casi vanno fuori traiettoria di un chilometro: chiaro che in questo caso si sarebbe rischiata la strage di civili innocenti con un effetto estremamente controproducente sia per l’immagine internazionale della Russia che per il morale degli ucraini dato che la sete di vendetta gli avrebbe dato coraggio.

Ma proprio oggi mi sono reso conto che vi potrebbe essere un motivo ben diverso e apparentemente paradossale: Putin potrebbe non avere alcuna fretta di terminare la guerra.
Al momento le vittime militari russe sono pochissime: ovvio che è difficile esserne sicuri ma a me pare attendibile. L’economia, nonostante quello che blaterano i media occidentali, va bene. Quindi non ci sono fattori negativi pressanti che spingono a una conclusione rapida del conflitto.
E la pace cosa porterebbe di vantaggio alla Russia? certo il prestigio internazionale della vittoria sull’Occidente non sarebbe male ma poi Mosca si ritroverebbe con un vicino, alleato sì al momento, ma sempre più forte a sud, ovvero la Cina, mentre a ovest, invece del potenziale alleato che avevo ipotizzato io stesso qualche anno fa prima della guerra, un Europa ostile e decisa a ottenere una rivincita.
D’altra parte se continua la guerra cosa succederà all’Europa?
Lo iniziamo a vedere nel Regno Unito, in Germania e in misura minore in Francia: nei paesi i cui governi hanno maggiormente tradito i propri cittadini sostenendo una guerra non solo inutile ma addirittura controproducente e che ha reso tutti (a parte i ricchissimi) più poveri si è visto il tentativo della popolazione di cambiare democraticamente la direzione della politica estera: non guerra ma pace, pace e prosperità per la gente comune: questo è ciò che, non sorprendentemente, vorrebbe la maggioranza del popolo.
E allora in Germania gli elettori hanno votato contro “zerbino” Scholz, socialdemocratico finendo dalla padella nella brace ottenendo “Blackrock” Merz, cristiano democratico: non è cambiato un fico secco perché entrambi i cancellieri se ne infischiano dei tedeschi e seguono pedissequamente gli interessi delle oligarchie che vogliono la guerra.
Nel Regno Unito c’è stata la sequenza di buffoni conservatori: “Mastrociliegia” Johnson, la “Triglia” (non ricordo neppure il nome) poi il miliardario Sunak. E allora gli elettori inglesi hanno provato a eleggere un laburista e si sono ritrovai col buffone (oltretutto fascistoide) Starmer. Non è cambiato nulla perché laburisti e conservatori sono due facce della stessa moneta nel salvadanaio delle oligarchie economiche.
Bruciate le proprie marionette ora queste democrazie sono alla ricerca di alternative ovviamente spacciate per pericolosi estremismi dai media corrotti.
E in Italia ci è andata bene che avevamo la Meloni che si è sì piegata ai diktat della UE guerrafondaia della Baronessa Tedesca ma facendo il minimo possibile di quello che le veniva richiesto: avessimo avuto la Schlein, ennesima marionetta delle oligarchie economiche internazionali, adesso saremmo nelle condizioni di Germania o Regno Unito se non peggio!

Ma torniamo a Putin: con la pace si ritroverebbe una UE col dente avvelenato contro la Russia e la sua persona…
Ma se la guerra continua e questi fessi dei nostri leader europei proseguono a buttare denaro nel pozzo senza fondo della guerra, a indebitarsi, a ridurre i diritti e i servizi ai cittadini del proprio paese (emblematica la Germania) si rischia il vero e proprio collasso di questa UE marcia.

E se al posto degli attuali governi europei che, lo ripeto, sono schierati dalla parte dei poteri economici e contro i propri cittadini, ci fossero dei nuovi governi indipendenti e onesti ecco che con questi Putin potrebbe effettivamente instaurare dei buoni rapporti.
Insomma alla Russia converrebbe aspettare ancora qualche anno in maniera che l’Europa si autodistrugga nella speranza che dalle sue ceneri possa nascere un qualcosa di diverso, non completamente asservito agli interessi dei fautori della guerra.

Al momento non ho alcun elemento che suggerisca che Putin voglia prolungare “artificialmente” la guerra invece di arrivare rapidamente alla sua vittoriosa conclusione ma non mi stupirei di notare, prima o poi, qualcosa di questo genere…

Nota (*1): e non sono il solo a pensarla così: «Come dice Ernst Posse? La guerra ha rivelato quale potere abbia in mano il giornalista moderno. Si provi a immaginare, se si può, dice Ernst Posse, che i giornali non esistano in questo subbuglio internazionale degli spiriti; senza di loro sarebbe stata possibile la guerra, nelle sue cause non meno che nel suo svolgimento?» tratto da “Gli ultimi giorni dell’umanità” di Karl Kraus, (E.) Adelphi, 2022, a cura di Ernesto Braun e Mario Carpitella, pag. 416-417. Oppure di sicuro lo pensava Einstein: «I giornali di un paese possono, in due settimane, portare la folla cieca e ignorante a uno stato di esasperazione e di eccitazione da indurre gli uomini a indossare l’abito militare per uccidere e farsi uccidere allo scopo di permettere a ignoti affaristi di realizzare i loro ignobili piani.» “Come io vedo il mondo” di Albert Einstein, (E.) Newton, 1975, trad. R. Valori, pag. 16.

Chiacchiere in Alaska

Witcoff è stato in Russia e, come avevo ipotizzato, portava nel becco un ramoscello di olivo.

Da una parte quindi Trump mostra al mondo, e soprattutto al pubblico americano, di essere un presidente forte, capace di ventilare minacce e spostare sottomarini nucleari; dall’altra il suo inviato sussurra parole di pace a Putin.

Di nuovo si ha la netta sensazione che Trump voglia la pace ma non abbia le mani completamente libere e che l’opposizione guerrafondaia interna al partito repubblicano lo spinga in direzione opposta. Tutta per la guerra c’è poi anche l’UE ma questa, grazie a una classe politica che definire mediocre è un esaltarne meriti e capacità, riesce solo a ridicolizzarsi (penalizzando indirettamente la propria popolazione).

Ecco quindi l’incontro, programmato per la prossima settimana (il 15 agosto mi sembra di ricordare), fra Trump e Putin in Alaska, lontano dalle interferenze uggiose dell’Europa e del goblin verde…

A cosa porterà tale vertice?

Principalmente a una scusa per Trump per evitare le sanzioni da lui stesso minacciate contro i paesi che acquistano il petrolio russo e che, complessivamente, sarebbero molto dannose per gli USA.

La Russia ha vinto e non ha interesse ad accettare una tregua, per non dire una pace, che NON raggiunga tutti gli obiettivi che si era ripromessa. Ma perché irritare Trump se è possibile tenerlo buono con un incontro?

Ci penserà la propaganda occidentale a trasformare un nulla di fatto in una piccola o perfino grande vittoria per Trump.

Chiaramente i guerrafondai americani lo sanno ma, visto che anche loro non possono ammettere di volere la guerra perché ci guadagnano sopra, sono costretti a fare buon viso a cattiva sorte. Pure Zelensky lo ha capito ma non può farci niente. Probabilmente solo la Baronessa Tedesca, che ancora pensa di essere stata brava a trovare l’accordo (punitivo per l’Europa) con Trump, non ha capito niente se non glielo hanno spiegato con dei disegnini.

In cosa consisterà la pseudo vittoria di Trump?

Non ne ho idea: il punto è che si dovrà leggere il risultato di questo incontro internazionale alla luce della politica interna americana: guerrafondai contro Trump. I guerrafondai diranno che è una resa, un tradimento dell’Ucraina, che il goblin verde avrebbe dovuto partecipare; Trump dirà che è un risultato eccezionale, che era “la guerra di Biden” e che lui, da grande mercanteggiatore (“avete visto con quei fessi di europei, no?”), ha ottenuto il massimo e che Zelensky sarebbe folle a non accettare. Questa sarà la diatriba sui media americani ripresa poi, dalla parte dei guerrafondai ovviamente, anche in Europa.

Perché Terraverde ora

Da piccolo (<10), quindi negli anni ‘70-’80 mi chiedevo come mai gli USA non conquistassero la Groenlandia. Non ricordo però di aver chiesto a nessuno il motivo. Se nel 2016-2019 (quando ho iniziato a interessarmi di geopolitica) fossi tornato indietro nel tempo incontrando il mio più giovane me allora mi sarei risposto qualcosa di questo tipo: “La Groenlandia è già praticamente degli USA: formalmente appartiene alla Danimarca ma la Danimarca è nella NATO e fa tutto ciò che Washington ordina. Contemporaneamente non può ufficialmente sottrarla alla Danimarca perché altrimenti l’imperialismo statunitense sarebbe troppo apparente e, probabilmente, indisporrebbe l’intera Europa”.

In realtà la mia risposta non sarebbe stata più corretta già negli anni 2016-2019 soprattutto nell’affermazione finale della preoccupazione di non irritare gli alleati europei. Il “Fuck the UE” della Nuland (presidenza Obama) è del 2014. L’Europa all’epoca aveva già perso rilevanza politica ed economica e nel quadro globale stava rapidamente perdendo posizioni.
Però negli anni a cavallo del 1980 sarebbe stata perfetta: eravamo in piena Guerra Fredda e l’URSS faceva paura. L’Europa occidentale non era solamente un partner commerciale ma un prezioso alleato militare mentre il resto del mondo contava poco o nulla. Difendere l’Europa conveniva anche agli USA perché così potevano contenere l’URSS senza farle raggiungere uno sbocco sull’Atlantico. L’Europa occidentale, pur ridimensionata militarmente ed economicamente, era l’ago della bilancia fra le due superpotenze mondiali.
In una situazione di tale equilibrio gli USA non si sarebbero mai azzardato a irritare gli alleati europei prendendo il controllo di un’isola, la Groenlandia, che nella pratica era già loro. Vabbè, volendo c’era anche l’aspetto climatico: è con l’innalzamento della temperatura e con l’apertura della rotta artica che la Groenlandia potrebbe avere una funzione di “posto di blocco” statunitense. Ma sono convinto che questo aspetto è secondario: se si guarda una cartina se ne capisce il perché…

E nel frattempo cosa è successo negli anni ‘90-’00?
1. L’Europa occidentale si è unita economicamente ed è divenuta la UE: una grande mercato con una piccola piccola democrazia rapidamente caduta sotto il controllo delle lobbi economiche.
2. La Guerra Fredda è finita e la Russia, l’erede dell’URSS, ne è uscita particolarmente indebolita sia militarmente che, soprattutto, economicamente.
3. La Cina è cresciuta esponenzialmente economicamente.
4. La democrazia statunitense perde colpi: aumentano le disparità economiche, diminuiscono le libertà e le lobbi economiche prendono il controllo della Casa Bianca (direi con la presidenza Clinton; 1993-2000).

In questi due decenni di trasformazione le tendenze erano già piuttosto chiare. In pratica la presidenza Obama (2009-2016), che inaugura il decennio del 2010, si limita a prendere atto della situazione. Ed ecco spiegato il “Fuck the UE” della Nuland: non si tratta del pensiero di una politica squilibrata che si lascia andare ma è evidentemente la sintesi di una visione geopolitica cinica e imperialista ormai prevalente fra gli alti papaveri neo-dem e neo-lib (stessa “neo-roba”).

Dei veri motivi della guerra in Ucraina ho già ampiamente scritto nel mio vecchio blog (v. Da qui) ma uno dei più importanti era scindere il legame sempre più forte fra una Russia indipendente e una UE al momento ridotta a colonia statunitense perché guidata da politici mediocri alle dipendenze delle stesse lobbi economiche che influenzano la politica di Washington.

Ecco quindi che si arriva all’inizio del 2022.
Negli USA abbiamo un presidente che, per motivi di salute, è letteralmente un burattino guidato dalla sua squadra di governo a sua volta a braccetto con qualsiasi lobbi possa garantirle potere e denaro (spesso interscambiabili).
Il panoramica politico dei leader europei è poi particolarmente desolante con tutta una serie di personaggi deboli, stupidi e incapaci (Scholz è l’esempio perfetto: un sindaco inesperto improvvisamente catapultato nella più grande crisi politico-militare-globale da dopo la seconda guerra mondiale). Persone non interessate al bene della popolazione europea e, probabilmente, neppure in grado di capire in che cosa essa possa consistere.
Pochi anni prima c’era poi stata la grande esperienza della pandemia di covid-19 che aveva dimostrato ai politici occidentali come il controllo totale dell’informazione potesse convincere facilmente una popolazione ottusa, ignorante, egoista e priva di ideali (diversi dal culto del denaro e del profitto) che il bianco è nero e che il nero è bianco.
Ecco quindi la grande idea: scatenare la guerra contro la Russia usando l’Ucraina come proxy.
Facilmente convinti dal leone USA le iene europee si fanno ammaliare dall’idea di un facile bottino costituito dalle spoglie di una Russia divisa e frammentata in vendita, anzi in regalo, ai grandi gruppi economici occidentali. Ovviamente all’Europa sarebbero toccati gli avanzi del leone ma gli incapaci e gli idioti si convincono facilmente a comprare anche dei fagioli magici…
Calcoli occidentali militari/politici/economici completamente sbagliati sulla reale forza della Russia: ma di questo ho scritto e riscritto nel mio blog e non ho voglia di ripetermi.

Già la Russia…
L’avevamo lasciata in declino totale negli anni ‘90 guidata dall’alcolizzato Eltsin (1991-1999). Tutto faceva pensare che il declino sarebbe continuato anche negli anni a seguire ma al potere è salito Putin.
Putin, soprattutto a chi si abbevera alla tetta siliconata della disinformazione occidentale, potrà non piacere ma di sicuro non è pazzo ma al contrario è molto intelligente e, soprattutto, ha a cuore gli interessi della Russia. Nel corso degli anni ha risollevato le sorti del paese, che grazie alle sue risorse energetiche e non solo aveva comunque un potenziale immenso, rafforzando l’economia e razionalizzando e ammodernando le forze militari. In pratica senza che l’occidente se ne rendesse pienamente conto ha riportato la Russia al rango di una potenza regionale e, forse, qualcosina in più. L’idea strategica di Putin era chiara e semplice, avvicinare la Russia alla UE, in funzione anticinese a antistatunitense: ovviamente avrebbe avuto un ruolo egemone all’interno dell’unione ma personalmente credo che l’Europa si sarebbe complessivamente rafforzata.

Ma arrivando al 2025, a causa del sostegno indefesso alla guerra in Ucraina, l’Europa ha tagliato i ponti con la Russia e con il resto del mondo (leggi BRICs).
Non solo l’Europa è sempre più irrilevante sul piano militare ed economico ma non è più l’ago della bilancia di niente.
Gli USA possono adesso operare qualsiasi sopruso ai danni dell’Europa e questa non potrà più minacciare di “spostarsi” verso la Russia. Gli USA vogliono che l’Europa aumenti la spesa per la NATO/difesa al 5% del PIL, soldi che andranno in gran parte alle aziende americane, e Bruxelles ringrazia.

Soprattutto ecco spiegato perché la Groenlandia ora.
Negli equilibri geopolitici di questa nuova era l’Europa si è politicamente schiacciata, sovrapposta, agli USA privandosi così della possibilità di una politica indipendente e credibile. La conseguenza è che l’Europa guidata da burocrati incapaci è costretta a ingoiare qualsiasi rospo Washington getti loro: non è assolutamente detto infatti che Groenlandia e spese militari siano il solo prezzo che ci costerà la politica dissennata e autolesionistica dei nostri leader.