La novità di queste ore/giorni è l’“ultimatum” dell’Europa alla Russia che richiede a Mosca una tregua incondizionata di 30 giorni. Perché proprio ora? Perché Trump, dopo il breve colloquio con Zelensky ai funerali di Francesco, sembra orientato sulla linea dura contro Putin.
Però, stranamente, nell’“ultimatum” gli USA non sono coinvolti direttamente. C’è, sembra, il loro assenso al piano ma senza la partecipazione diretta di Washington.
Scrivo poi “ultimatum” fra virgolette perché è curioso che sia la parte perdente a lanciarlo: se infatti avesse la forza per imporre la propria volontà non sarebbe la parte perdente. Vabbè ma dalla banda dei rallentati europei che ci guidano non mi stupisco più di niente.
In uno dei pezzi precedenti avevo ipotizzato (propriamente mia ipotesi, non basata sulle ipotesi/teorie delle mie fonti) che Trump avesse fatto uno scambio con i neo-con del partito repubblicano: niente guerra con l’Iran (che dopo la fallimentare prova contro lo Yemen è ancora meno attraente di prima) ma, per saziare l’avidità di chi ci guadagna con la guerra, sia politici che finanziatori dei politici, si continuerà a buttare denaro nella guerra in Ucraina.
Mi sembrava una spiegazione ragionevole e negli ultimi giorni sono uscite più voci di come Trump abbia improvvisamente preso le distanze da Netanyahu ma anche dallo stesso Israele: per esempio oggi circola la notizia che che gli USA sarebbero pronti a riconoscere lo stato palestinese.
Io, per prudenza, fino a quando non ho una bella dichiarazione inequivocabile di Trump (non un cinguettio ma almeno un’intervista) non prenderò per vera, definitiva e assodata la cosa.
Intendiamoci: già nella versione dell’Epitome di marzo avevo scritto che per quanto Trump sembrasse vicino a Israele e pronto a scatenare la guerra contro l’Iran io nutrivo ancora speranze e che si trattasse di una sua manovra per confondere le acque (soprattutto contro gli uomini del suo partito).
Concludevo infatti la mia analisi sulla politica di Trump nel Medio Oriente con queste parole: «Comunque in questo ambito, sebbene le parole [a favore di Israele/Netanyahu] siano state piuttosto inequivocabili, ancora è prematuro dare un giudizio definitivo sulla politica di Trump: per quanto improbabili non me la sento di escludere del tutto sorprese anche nei futuri rapporti fra USA e Israele.»
Basta questa idea dello “scambio” fra mancata guerra contro l’Iran e il proseguimento della guerra contro l’Ucraina a spiegare l’improvviso cambiamento di strategia geopolitica di Trump?
Inizio ad avere dei dubbi: certo i media ci presentano Trump come un mezzo matto, innamorato di se stesso, che dice una cosa al mattino e cambia idea alla sera. Questa rappresentazione di Trump, chiaramente falsata per ragioni ideologiche, non deve però alterare la nostra oggettività nell’analizzare la situazione. Trump non è matto, come ho spiegato altrove (v. La logica dell’accordo che scontenta tutti), ama depistare i suoi avversari e stupire con clamorosi colpi di scena: certo a volte ha preso degli abbagli e altri ne prenderà in futuro ma c’erano sempre delle ragioni logiche ai suoi errori.
Sapete quindi che cosa sospetto? Di nuovo una “mia” idea, non delle “mie” fonti…
Penso che stia preparando una trappola agli alleati europei che del resto, tranne poche eccezioni, sono suoi avversari politici e alleati dei globalisti democratici e trasversali. Vance ha detto chiaramente quello che pensa dell’Europa ed è difficile credere che anche Trump non sia sulla stessa linea di pensiero.
E allora che fare? Collaborare con questi rallentati o cercare di metterli in difficoltà per favorire le opposizioni nei rispettivi paesi?
Io credo che l’amministrazione Trump possa aver optato per questa trappola: ha convinto l’Europa ad andare avanti con il loro ultimatum, che ovviamente Putin ha già respinto al mittente, e adesso le minacce implicite in esso andranno messe in atto. I rallentati europei probabilmente credono di avere le spalle protette dagli USA: ma cosa succede se cercheranno di fare il passo più lungo della gamba e, contemporaneamente, Washington si tirasse indietro sul più bello?
Io credo che farebbero una bella figura da idioti: figuraccia che penalizzerà i rispettivi governi europei che si sono così baldanzosamente esposti guidati dal galletto Macron. Non escludo poi, come scrissi tempo fa, che ci siano già degli accordi segreti fra Mosca e Washington (Witkoff, l’inviato di Trump a Mosca per gestire la crisi, non è un politico di professione ma è amico del presidente: secondo me è possibilissimo che si sia accordato con Putin)
Sui dettagli di come gli USA possano fregare l’Europa non ho dettagli sufficienti: mi aspetto o minacce che non possano mantenere, decisioni autolesionistiche e controproducenti fino, magari, all’invio di truppe sul suolo ucraino e che Mosca farà prontamente tornare indietro: sì quest’ultima possibilità credo che metterebbe davvero in crisi i governi europei coinvolti.
Il risultato sarebbe comunque quello di far rimanere l’Europa col cerino in mano mentre Russia e USA siglano accordi e fanno affari insieme…
Da questo punto di vista un piccolo plauso alla Meloni che non si è accodata (come avvenuto in passato con Draghi) a questa scampagnata a Kiev di rallentati. Come ho scritto in passato il più furbo degli imbecilli è sempre un imbecille.
Avrebbe potuto (sarebbe stato politicamente possibile cioè) prendere una posizione più netta: io, che sono una persona di principi e che sarei un pessimo politico, l’avrei fatto. Capisco però anche che politicamente (v. Il mio “loro” punto sulla tregua etc.) forse non aveva sufficiente autonomia per denunciare la demenza delle decisioni dei colleghi europei…
Come sempre: vedremo. Io, oggi come oggi, la mano sul fuoco non la metterei su niente…
Aggiunta 13-5: Poche ore dopo vi è stata la controproposta di Putin di un incontro in Turchia e Trump mi sembra abbia preso la palla al balzo dicendo di volervi prendere parte: potrebbe essere questo il pretesto con cui Trump lascerà i rallentati europei con la pagliuzza corta in mano? Tipo “La proposta di Putin era ottima, ora noi USA ce ne tiriamo fuori, voi europei fate quello che volete…”