Umorismo cinese

Ogni volta che un mio conoscente va in Cina gli chiedo poi di come sia l’umorismo cinese: prevedibilmente non ricevo risposte soddisfacenti.

Oggi ho però scoperto dei meme che sbeffeggiano Trump e la disastrosa guerra contro l’Iran.

Non so cosa raccontano i media italiani, che suppongo allineati alla propaganda dettata da Washington, ma quando dico che nel resto del mondo vedono le cose in maniera diversa non scherzo. I seguenti meme cinesi ne sono la dimostrazione.

Veramente me ne ricordo solo due (i più divertenti però!):

1. Nel primo si vede Trump con un elmo da antico generale cinese e accanto la didascalia “Se non sai quello che fai nemmeno il tuo nemico lo saprà” firmato Don Tzu.

2. Nel secondo c’è la stessa immagine di Trump con la scritta “Se non hai un obiettivo non potrai venire sconfitto”, firmato Don Tzu.

Ovviamente si scherza sull’Arte della guerra di Sun Tzu che, in pratica, è una raccolta di consigli su come condurre una guerra. I consigli di Sun Tzu sono ricchi di buon senso e tuttora validi, questi di Don Tzu sono assurdi ma paradossalmente contengono anche un briciolo di verità.

È chiaro che è importantissimo non far capire al nemico quello che si intende fare e, in effetti, se si agisce in maniera casuale si raggiunge tale obiettivo.

Allo stesso modo se non si ha un preciso obiettivo allora potremo di volta in volta dire, in base a ciò che si è ottenuto, che lo si è raggiunto: sfortunatamente questi obiettivi non corrispondono alla vittoria!

O, da un altro punto di vista, si vince quando si raggiunge il proprio obiettivo e si perde quando non lo si raggiunge: il meme propone una doppia negazione della precedente affermazione che però non equivale più all’originale!

Insomma una rondine non fa primavera ma se questo è un esempio tipico di umorismo cinese allora mi piace moltissimo!

Aggiornamento Epstein schifi

Nel mio pezzo di ieri (v. Gli Epstein schifi) evidenziavo una palese stranezza nella recente pubblicazione di nuovo materiale proveniente dal caso Epstein: ovvero l’FBI, controllata dal Presidente Trump, aveva divulgato del materiale quanto meno imbarazzante per Trump stesso.

La mia unica spiegazione era stata quella del ricatto verso Trump da parte di… e qui avevo volutamente sorvolato preferendo aspettare di saperne di più…

Stamani ho avuto una nuova intuizione: non avevo notato ciò che avrebbe dovuto apparirmi ovvio.

Ciò che ieri non avevo scritto è che una quantità impressionante di email puntavano il dito verso Israele e, in particolare, il Mossad. È vero che i media occidentali adesso suggeriscono un collegamento fra Epstein e Putin ma in questo caso la relazione è estremamente labile (per non dire basata sul niente).

Non solo: se riesaminiamo la storia degli ultimi venti anni circa e cerchiamo di capire chi abbia avuto da guadagnare dal potenziale ricatto dei massimi vertici politici USA ci accorgiamo che non può trattarsi della Russia…

Ma eccoci al mio punto: se supponiamo, come avevo fatto io ieri, che il Mossad stia ricattando Trump, riuscendo in qualche modo a bypassare il suo controllo dell’FBI, allora perché avrebbe lasciato così tanti indizi che puntano contro Israele? Sono sicuro che sarebbe stato possibile pubblicare materiale ancor più imbarazzante per Trump senza che il nome di Israele venisse fatto.

Ecco quindi la mia teoria aggiornata: questa pubblicazione di materiale potrebbe essere la mossa non del Mossad ma di Trump!

La minaccia di Trump sarebbe questa: voi avete materiale che potrebbe far saltare la mia presidenza costringendomi a dimettermi ma io, a mia volta, posso far pubblicare i documenti che dimostrano il ruolo precipuo di Israele nell’organizzare questa trappola di ricatti.

Come detto i media stanno glissando sul ruolo di Israele nella vicenda ma il materiale pubblicato parla chiaro e se non ci limitiamo a seguire gli organi di informazioni ufficiali si scopre che il coinvolgimento di Tel Aviv è ovvio. E quale sarebbe la reazione della popolazione occidentale se questa verità venisse risaputa? Beh, io credo che dall’antisemitismo illusorio spesso denunciato in malafede si rischierebbe di avere una vampata di antisemitismo reale: questo sarebbe molto pericoloso per Israele.

Perché poi, così come sicuramente c’è del materiale più incriminante per Trump, lo stesso è probabilmente vero per Israele: la minaccia di Trump sarebbe quindi quella di provocare un danno di immagine a Israele molto grande e non facilmente riparabile in breve termine. Insomma paradossalmente anche il ricattatore potrebbe venire ricattato.

Il vantaggio di questa teoria è che elimina il problema del controllo israeliano dell’FBI: semplicemente sarebbe stato il Presidente a approvarne la pubblicazione. E il materiale imbarazzante su se stesso? Beh, dà un tocco di maggior credibilità a tutto il resto…

Ovviamente questa è solo una teoria che mi è venuta in mente stamani: solo intuizioni tenute insieme dall’esile colla della mia fantasia!

Ora sto riflettendo su come potrebbe evolvere la vicenda nel caso questa mia ipotesi fosse corretta: per il momento non anticipo niente perché devo ancora soppesare i molteplici fattori e, soprattutto, vi è una sostanziale parte di non noto che offusca ancor di più il tutto. Per esempio quanto sarebbe incriminante il materiale che denuncia il coinvolgimento di Israele?

Gli Epstein schifi

Ok, mi conoscete: sono super-sospettoso ma l’ultima mandata di files pubblicata dall’FBI (mi pare, ma comunque da fonte ufficiale) mi ha lasciato perplesso.

Paradossalmente, nonostante la censura del materiale per “proteggere” gli innocenti (amici e amiconi con benefici di Epstein), mi sembra ci sia comunque troppo materiale incriminante/imbarazzante per Trump. Mi sarei aspettato che le emails che lo riguardavano venissero censurate un po’ più di quelle di altri personaggi famosi coinvolti: magari lo sono anche ma non abbastanza. Eppure, sebbene indirettamente, Trombetta ha il controllo dell’FBI e alla fine persone di sua fiducia potrebbero verificare il materiale  in cui appare il suo nome prima che venga pubblicato per dare l’ok definitivo alla diffusione.

Invece questo non è avvenuto o, secondo me, non abbastanza…

“Meglio!” direte voi. Sì, sicuramente più verità viene fuori e meglio è: io anzi sarei per la pubblicazione integrale di tutto il materiale del caso Epstein: se poi qualche amichetto di Epstein ci rimane scottato peggio per lui. Perché poi questi files pubblicati recentemente sono solo una parte: il materiale più compromettente non è stato ancora diffuso.

Il mio punto è che questa diffusione di informazioni politicamente autolesionistiche non ha senso: la domanda quindi è cosa possa esserci dietro.

La prima ipotesi che mi viene in mente e al momento l’unica, al di là dell’improbabilissimo errore/svista, è che sia un ricatto: qualcosa del tipo “guarda cosa siamo riusciti a far pubblicare all’FBI: se non fai come vogliamo noi faremo pubblicare il resto…”

E cosa sta facendo Trump adesso? Beh, sta trattando con l’Iran invece di attaccarlo.

Il ricatto potrebbe consistere proprio in questo: no pace ma guerra e distruzione dell’Iran, non importa a quale costo per gli USA e il resto del mondo occidentale. In caso contrario, la minaccia sottintesa è, pubblicheremo materiale così scottante che non potrà venire ignorato da nessun media e sarai costretto a dimetterti nell’infamia e nel disprezzo generale. Cosa che a un evidente narcisista come Trump deve sembrare il peggio del peggio…

Vabbè, queste sono solo delle mie speculazioni: vedremo cosa accadrà…

Dal Venezuela in giù (su)

Pensieri sparsi…

A. Partiamo dal Venezuela che è l’argomento più caldo.

1. Una delle nuove strategie geopolitiche degli USA è quella di arroccarsi sull’emisfero americano aumentando la propria influenza diretta e indiretta sui vari paesi dei due continenti.

2. Come scrissi a suo tempo la Groenlandia è un vero obiettivo e non si tratta di minacce “alla Trump”, parole in libertà dimenticate pochi giorni dopo.

3. Ancora sappiamo poco per esserne sicuri ma sembra che un accordo fra Maduro e gli USA, con esilio dorato, sia saltato e Washington abbia preferito appoggiarsi ad altre figure del suo governo.

4. Questo spiegherebbe come mai le forze speciali americane non abbiano incontrato resistenza militare nell’operazione che ha portato al rapimento di Maduro. In altre parole il vice-presidente del Venezuela, la Rodriguez, sarebbe d’accordo con gli USA.

5. La scusa di bloccare il flusso di droga verso gli USA è patetica: il Fentanyl, che causa la maggioranza delle morti, è prodotto in Messico; la cocaina in Perù, Colombia e Bolivia (la cocaina ha bisogno di un clima andino/tropicale per essere prodotta). In altre parole il Venezuela era FORSE solo uno snodo di passaggio della cocaina che adesso, semplicemente, passerà altrove.

6. Il vero motivo dell’intervento USA è quindi l’appropriarsi del petrolio e delle risorse minerarie del paese. E in effetti l’amministrazione USA neppure si preoccupa di negarlo.

7. Da come la situazione è presentata da Washington, il Venezuela diverrà una specie di colonia statunitense che verrà sfruttata dalle grandi multinazionali a stelle e strisce.

8. Venezuelani, ma anche tutto il resto del Sudamerica, si rende conto dell’ingerenza statunitense visto che non ci si è preoccupati troppo di fingere che si sia trattato di un’operazione per portare “libertà e democrazia” nel paese.

9. Questo significa che se anche nel breve periodo l’operazione si rivelasse un successo, nel medio/lungo termine il crollo della credibilità politica degli USA, che al momento operano come dei mafiosi, è totale. Di questo crollo approfitterà la Cina.

10. Se al contrario gli USA lavoreranno realmente nel tentativo arricchire i normali cittadini venezuelani ridistribuendo, almeno in parte, la ricchezza prodotta sfruttando le loro risorse, allora l’intervento in Venezuela potrebbe indubbiamente trasformarsi in una grande vittoria geopolitica. Ma visto che oggi, neppure negli USA le multinazionali distribuiscono ricchezza, ma anzi la sottraggono al cittadino medio, è semplicemente inconcepibile che il Venezuela non venga sfruttato nella maniera più assoluta facendo così crescere il malcontento popolare.

11. Nelle prossime settimane vedremo poi se la Rodriguez è dalla parte di Washington, come credo, o se verrà rapidamente sostituita da qualche generale evidentemente al soldo degli USA.

12. Un altro obiettivo è colpire Cuba, che tira avanti grazie al petrolio venezuelano, dato che il neoconservatore Marco Rubio è di origine cubana è ha quindi il dente avvelenato verso la classe politica di tale paese.

B. Trump.

1. Io inizio a temere che sia rincoglionito: se si confrontano i video della sua precedente presidenza con quelli dell’attuale non si può non osservare il calo di energie e la difficoltà a parlare. Biden ha dimostrato che un presidente incapace di intendere è una manna per chi gli sta intorno e ha la possibilità di manipolarlo quotidianamente: sembra che a Trump stia avvenendo la stessa cosa.

C. Attacco a Putin.

1. È stato indubbiamente effettuato grazie all’assistenza dei servizi segreti statunitensi.

2. Quindi Trump ha tradito “l’amicone” Putin? Quindi Trump è dalla parte della UE? La mia teoria al riguardo la conoscete: Putin e Trump d’accordo per eliminare politicamente/economicamente i loro nemici in Europa e per farlo devono fingere di essere in contrasto in maniera che l’Europa continui inutilmente a svenarsi. Certo che un tentativo di uccidere Putin dovrebbe dimostrare chiaramente da che parte sta Trump, no? Beh, se Putin fosse stato informato in anticipo dell’attacco allora non sarebbe stato realmente un attentato alla sua vita, no? Insomma dal mio punto di vista ancora questo episodio non è decisivo per chiarire il reale rapporto fra i due presidenti.

3. Anche l’argomento della pressione politica in Russia contro Putin che sta crescendo perché lo si accusa di essere troppo remissivo e prudente nei confronti degli USA, del suo continuare a dialogare con Witcoff, mi sembra incerto: cioè bisognerebbe sapere quanto saldo è il controllo di Putin sulla propria poltrona, quanto cioè si possa permettere di fare di testa propria andando contro le aspettative della popolazione e/o dei suoi massimi dirigenti. Non ne so abbastanza per esserne sicuro ma io credo che da questo punto di vista abbia tutto sotto controllo: lo vediamo in Europa come il controllo dei mezzi di comunicazione permetta di convincere una popolazione ebete che le misure più liberticide servono, per esempio, ad aumentare la libertà. Perché la situazione dovrebbe essere diversa in Russia?

D. Europa

1. Mi diverte notare come alcune “mie fonti” seppure non specializzate/interessate nell’Europa si siano rese conto di chi siano i massimi esponenti politici europei: Asmongold riguardo la Baronessa Tedesca → “La burocrate non eletta”. E WillyOAM (australiano) riguardo ai politici europei in generale → “useless incompetent, fu##ing idiots”. Così, chi ha un minimo di cervello, pur senza seguire con attenzione l’Europa, ha ben capito la deriva democratica in cui si trova il Vecchio Continente.

2. A suo tempo ne volevo scrivere poi non ne ebbi voglia perché mi viene il voltastomaco quando scrivo dei nostri politici europei ma che ne dite dei 90 miliardi di euro buttati nel nuovo prestito all’Ucraina? Sapete chi li ripagherà? Pensate che la Russia, che ormai ha vinto sul fronte militare, accetterà di pagare i danni di guerra all’Ucraina? Ovviamente no: questo debito sarà pagato dai soliti fessi, i cittadini europei. Orsetta e gli altri geni “al massimo” ci guadagneranno qualcosa…

E. Guerra in Ucraina

1. Procede al rallentatore ma come sa chi mi segue la mia teoria è ormai che Putin NON voglia concludere rapidamente la guerra dato che una pace con i veri nemici europei non sarebbe possibile: devono cambiare i governi in Europa per aver una pace duratura in Ucraina.

2. Poi sul fatto che militarmente abbia già vinto mi pare che sia ovvio per tutti, no? Sì, ci raccontano che la Russia stia subendo perdite colossali ma ciò è incompatibile con i dati che abbiamo, soprattutto sulla sempre più ampia potenza di fuoco russa sotto tutti i punti di vista. La Russia ha 10 volte più artiglieria, 10 volte (anche 100) più droni, 10 volte più missili etc… come mai dovrebbe perdere 10 volte più uomini dell’Ucraina? Questo è possibile sono nei microcefali dei nostri politici e di chi crede alla propaganda più sfacciatamente bugiarda (quella che poi, cercando le fonti, si basa su informazioni dei servizi segreti ucraini!).

F. Iran

1. La guerra in Iran si avvicina. Io anzi pensavo che sarebbe scoppiata in autunno a causa dei problemi politici/giuridici di Netanyahu: invece sembra che i primi non fossero così gravi come pensavo mentre che i secondi vengano perdonati.

2. Già delle dichiarazioni fanno pensare che si stia preparando l’imbeccata per i media, per fargli giustificare una nuova guerra come necessaria e giusta: adesso non si parla più solo del pericolo nucleare (ma tale pericolo non era stato eliminato dalle potentissime bombe USA?) ma del pericolo dato dai missili balistici che l’Iran ha già.

3. Sulle proteste in Iran non saprei dire: non ho idea di quanto siano diffuse e significative. Chiaro che l’obiettivo di Israele (a cui gli USA sono subordinati) sarebbe avere un Iran in una situazione siriana, ovvero nell’anarchia e diviso. Ma gli attacchi esterni tendono comunque a compattare un popolo.

Una stranezza

Una stranezza su cui riflettevo qualche giorno fa e che voglio condividere.

Diciamo che uno sconosciuto vi faccia un torto molto grave. Non so: qualcosa che potrebbe cambiare profondamente la vostra vita a livello di salute o economico, qualcosa che vi segni permanentemente. Soprattutto immaginatevi una situazione che abbia molti elementi poco chiari: il perché, il come e il chi tutti molto incerti e dubbi.

Ora, se siete una persona comune non potrete fare più di tanto: informate la polizia, magari sprecate qualche soldo con un investigatore privato, chiedete in giro a chi pensate possa aiutarvi e poi… basta…

Ma se siete il presidente degli USA e avete ai vostri ordini due o tre agenzie di spionaggio o “intelligence” allora dovreste essere in grado di andare a fondo della vicenda e chiarire i vari “chi”, “come” e “perché”.

Come forse ricorderete, l’anno scorso, Trump subì un attentato alla sua vita che fallì per un soffio, per uno scherzo del destino. L’attentatore materiale morì ma la domanda fondamentale di chi potesse esservi dietro rimase. Soprattutto il comportamento poco professionale di chi avrebbe dovuto proteggere Trump (non di tutti gli agenti, quelli sul palco mi sembra che reagirono prontamente al meglio che erano in grado di fare) destò sospetti: come se si sapesse dell’attentatore ma che, invece di fermarlo, gli si fosse voluta offrire un’opportunità di riuscire nella sua impresa.

A gennaio del 2025 Trump ha preso effettivamente il potere ma, già dal trionfo elettorale,  dell’attentato non si parlava più. È prevedibile che uno dei primi compiti della Gabbard sia stato proprio quello di scoprire tutto ciò che c’era da scoprire sulla vicenda.

Ora ci sono due possibilità: o non c’era niente da scoprire o c’era qualcosa. In entrambi i casi, soprattutto se si fosse trattato semplicemente di un folle che aveva agito da solo, soprattutto senza aiuti dall’esterno per facilitarne il tentativo, mi sarei però aspettato un chiarimento ufficiale da parte di Trump. Qualcosa del tipo: “Ho controllato con i servizi, credetemi ho fatto controllare bene, ed è risultato che quel giorno tutti fecero il loro dovere e non c’è nessun mandante o complotto contro di me”

Eppure non ricordo niente del genere: non so magari è semplicemente sfuggito al mio “radar” ma ho la sensazione che una dichiarazione del genere avrebbe fatto abbastanza “rumore” da raggiungermi.

E se non ha detto niente che significa?

È soprattutto su questa ipotesi che almanaccavo.

Se sei il presidente degli USA non solo hai la possibilità di scoprire ma hai anche quella di colpire chi abbia tentato, o almeno favorito, il tentativo di assassinarti.

Oppure no?

Possibile che il potere che avrebbe indirettamente favorito l’attentatore sia abbastanza forte per cui, senza elementi e prove certe, lo stesso Trump non se la senta di andarvi contro? Che magari non avendo di avere la certezza di riuscire a tagliare tutte le teste dell’idra preferisca far finta di niente invece di  rischiare di ferirla e basta? Dopotutto il mandato presidenziale non dura per sempre.

Io credo sia possibile…

In definitiva credo che si dovrebbe ricordare anche questa possibilità, per quanto improbabile, quando si valuta o si cerca di interpretare il comportamento di Trump.

Ora voglio sentire chatGPT che informazioni ha al riguardo. Ah! Ebbene avevo ragione…

Inizialmente chatGPT non aveva capito esattamente la mia domanda e mi aveva rivogato ciò che fu detto all’epoca (fra cui la falla nella sicurezza e gli agenti sospesi dal servizio senza stipendio). Così ho dovuto ripetergliela: “Non ho controllato una a una le notizie che mi hai fornito ma ti avevo chiesto di darmi solo le informazioni dal 2025 in poi! Non mi interessa ciò che fu detto all’epoca: voglio sapere se ci sono state dichiarazioni ufficiali sull’attentato da quando Trump è divenuto presidente o, meglio, è entrato nella Casa Bianca nel gennaio del 2025.”

Mi ha risposto: “Non ho trovato dichiarazioni ufficiali pubblicate dopo l’insediamento del Donald Trump come presidente nel gennaio 2025 che facciano riferimento specifico e diretto all’attentato del 13 luglio 2024 (a Donald Trump) in modo distinto da policy generali o da attacchi politici più ampi. […]”

Strano, no?

La grande truffa

Che succede nel mondo? Difficile dirlo…

I media ci raccontano tutti la stessa versione ma poi vediamo che, almeno spesso, gli eventi si evolvono in maniera diversa da quanto anticipato. E ormai i media non si prendono più neppure la briga di spiegare cosa c’era di sbagliato in quanto avevano detto o quale sia stato l’elemento imprevisto che ha cambiato l’evoluzione dei fatti.
Vabbè, ormai la narrativa dei media non ha più niente a che fare con la realtà e i vari editori si sono resi conto che il loro pubblico, quello che gli è rimasto, è così fesso che non vale la pena ammettere di aver sbagliato in passato perché tanto la memoria degli spettatori e così debole che non si accorgono delle eventuali discrepanze. Anzi il pubblico è facile da gas lighting (che mi piace rendere col neologismo “gasbagliare”) ovvero convincerlo che la realtà non è come la vedono ogni giorno con i propri occhi ma come la raccontano alla tivvù…

Scusate la premessa, forse inutile dato che sono concetti che ripeto un articolo sì e l’altro pure, ma credo sia bene ribadire che cercare di capire la realtà attraverso la narrazione dei media è tempo perso. Anzi, probabilmente non solo descrivano i fatti in maniera inesatta ma volutamente fuorviante (*1).

Quindi a chi si vuole informare, in mancanza di fonti attendibili, suggerisco di pensare con la propria testa sui pochi fatti concreti e certi di cui viene a conoscenza.

Allora il vertice a Budapest è saltato e di nuovo Trump appare ostile alla Russia.
La mia teoria già la conoscete: Trump e Putin sono segretamente d’accordo per far fallire la UE e i principali governi che la sostengono e che sono, sostanzialmente, ostili a entrambi i presidenti. Inoltre Trump non potrebbe riappacificarsi apertamente con la Russia a causa della forte opposizione interna, trasversale al partito repubblicano e democratico, che sostiene invece la guerra e, soprattutto i vari interessi a essa annessi.
Il punto più debole di questa mia ipotesi è che Trump sta facendo la figura del mezzo scemo e del completo inaffidabile: e a nessun politico, soprattutto se chiaramente narcisistico come lui, piace fare brutte figure.
Ma Trump sta facendo davvero questa brutta figura?
Secondo me dobbiamo distinguere fra USA e resto del mondo.
Negli USA seguono con scarso interesse la politica estera e quel che conta è la politica interna: da questo punto di vista mi pare che il sostegno a Trump, soprattutto grazie alla lotta all’immigrazione illegale, sia alto (sebbene invece la mancata trasparenza sul caso Epstein l’abbia danneggiato sensibilmente).
In Europa e nel resto del mondo invece si guarda maggiormente alla sua politica estera ed è qui che appare ondivago e inaffidabile. Soprattutto i media europei, che non perdono occasione di istigare l’ostilità contro la Russia non perdono l’occasione per esaltare e amplificare ogni parola di Trump vagamente aggressiva verso Mosca. Quando poi i fatti vanno in direzione opposta ecco che i media giustificano il tutto non spiegando che probabilmente avevano frainteso Trump ma che è questo che cambia idea in base al piede con cui si alza al mattino… Questo perché i governi europei, come spiegato, sono sostanzialmente ostili a Trump e quindi sono ben felici di farlo passare per cretino.

Riassumendo quindi la mia teoria mi pare ancora credibile: da una parte a Trump interessa il giusto di ciò che si dice o crede di lui all’estero se non va a influenzare il sostegno della propria base politica statunitense. In particolare i media USA non riescono a farlo passare per un completo cretino come appare invece in Europa.
L’altro fattore decisivo sono invece i fatti: al di là delle varie minacce, che come detto sono amplificate all’eccesso dai nostri media, ancora di concretamente ostile verso la Russia Trump non ha fatto niente.

L’idea di fondo sarebbe, come ripetuto in altri articoli, quella di convincere gli stati europei a farsi coinvolgere militarmente in Ucraina: senza l’aiuto di Washington (che secondo la mia teoria sarebbe forse promesso ma poi nei fatti completamente assente) il tutto si tradurrebbe in un disastro militare e porterebbe alla caduta dei vari governi guerrafondai alla guida della UE.

“Fermo lì!” mi potreste obiettare “in altri pezzi e nella tua Epitome sostieni che a guidare le decisioni politiche della UE vi sono dei parapoteri economici o una loro associazione: perché questi parapoteri economici dovrebbero volere la guerra/sanzioni che stanno evidentemente danneggiando l’economia europea? Oramai questi parapoteri, che fessi non sono, avranno di sicuro capito che la guerra fra Ucraina e Russia è una causa persa! Perché quindi spingerebbero i vari politici che controllano a insistere con essa se è contro ai loro interessi?”

Fermo restando che i politici al momento al comando nei principali stati europei (Germania, Francia e Regno Unito) sono dei prodotti: creati per piacere al pubblico degli elettori, promossi dai media ma senza alcun spessore politico e completamente fedeli non ai propri elettori ma a coloro che hanno permesso la loro elezione. La questione dell’intelligenza e della capacità di discernimento di queste figure politiche neppure si pone: ciò che conta e li distingue è solo la loro cieca obbedienza ai propri veri padroni (*2).
Tenendo inoltre presente che i vertici di questi parapoteri economici sopravvalutano di molto le proprie capacità, bene che vada di pochissimo sopra quelle della media della popolazione, ma sono anche accecati da un hybris provocato dalla loro ricchezza e dal proprio effettivo potere (basato sulla manipolazione della democrazia al di fuori delle sue regole).
Ebbene, tenendo conto di questi due elementi, anch’io credo che ormai anche i parapoteri economici si siano resi conto che l’Ucraina, sanzioni o non sanzioni, sia destinata alla sconfitta.
Mi sono però altresì convinto che questo non andrà contro il loro interesse economico, almeno nel breve termine, ma che in qualche modo, con un qualche meccanismo finanziario, riusciranno a trarre un gigantesco beneficio dal fallimento della UE e degli stati che la compongono.
Ricordate come Soros guadagnò quando l’Italia fu costretta a svalutare la lira negli anni ‘90? Ecco mi aspetto qualcosa di questo genere ma enormemente più in grande.
Non seguo l’economia e non ne capisco niente ma sono sicuro che questi parapoteri si sono tutelati non solo per non perdere dalla sconfitta dell’Ucraina ma, addirittura, per guadagnare dal fallimento dell’UE.

Poi, magari, i soliti media che a questi parapoteri obbediscono, ci racconteranno che è giusto e normale che i super ricchi si arricchiscano ancora di più mentre il resto della popolazione si impoverisce notevolmente. Cercheranno di dar a intendere che questi parapoteri sono stati più intelligenti, che hanno colto l’occasione: non ammetteranno che l’hanno provocata fraudolentemente approfittando del proprio controllo sulla politica, che sapevano dall’inizio che la popolazione sarebbe divenuta più povera e loro più ricchi…
Questa sarà la grande truffa.

Nota (*1): almeno per le cose importanti: la cronaca sportiva, le telenovelle politiche nostrane e quella nera (se non coinvolge immigrati) è affidabile. È invece per politica estera, geopolitica, economia, UE che i telegiornali seguono una narrativa imposta altrove e sono completamente inattendibili.
Nota (*2): per esempio Macron si distingue da Starmer e Mercz a causa della sua personale ambizione che sfortunatamente (o fortunatamente?) è molto superiore alle sue effettive capacità.

L’isola ungherese

Ieri Trump e Putin hanno, a sorpresa, concordato un nuovo incontro fra un due settimane circa a Budapest, la capitale dell’Ungheria sede del “terribile” Orban. Orban infatti non è allineato alla UE e invece di essere un guerrafondaio cerca di favorire la pace.

Sull’incontro niente di speciale da dire: nei giorni scorsi abbiamo visto come Trump sembrasse deciso a concedere i missili Tomahawk all’Ucraina e i leoncini europei avevano preso a ruggire minacciosi. Come però da mia ipotesi Trump, dopo il colloquio con Putin (almeno due ore e mezzo), ha cambiato idea: “I Tomahawk sono potentissimi, precisissimi e ne abbiamo in abbondanza: ma ci servono e non possiamo darli all’Ucraina”.

Ecco semmai la mia teoria dell’accordo segreto anti-europei guerrafondai viene un po’ messa in difficoltà dal fatto che Trump fa sempre la figura del fesso che cambia continuamente idea: nessun politico vuole fare volutamente la figura dello stupido, anche se fa parte di un piano più complesso.

C’è da dire che questa sua inconsistenza politica viene particolarmente esaltata in Europa dove i media si affrettano a rilanciare e amplificare ogni affermazione vagamente a favore/contro l’Ucraina/Russia nell’interpretazione più bellicosa possibile. Credo che negli USA, e soprattutto nei media più favorevoli ai repubblicani (una minoranza in realtà ma sono quelli seguiti dalla base di Trump), questa sua inconsistenza sia meno avvertita.

Magari c’è da mettere in conto anche una certa dose di rincoglionimento senile e una particolare leggerezza nel fare affermazioni avventate: non l’ideale per un politico di cui ogni singola parola viene ascoltata e analizzata al microscopio…

Comunque l’argomento di oggi più che politico è semplicemente logistico.

Come farà Putin a raggiungere l’isola di pace ungherese circondata dal mare bellicoso della UE?

Dubito che volerà sopra l’Ucraina e la Romania, a occhio il tragitto più breve, ma anche passare dal nord, sopra la Polonia, non mi pare l’idea migliore…

Allora la mia previsione è un giro di visite (necessarie per giustificare un tragitto arzigogolato visto che il legittimo timore di attentati verrebbe letto come paura e debolezza): prima una bella visita in Turchia da Erdogan, poi volo sul Mediterraneo per raggiungere l’Italia con incontro col Papa (e inevitabilmente Meloni) e, infine, o volo diretto sopra la teoricamente neutrale Austria o magari visita anche in Serbia…

Vedremo: comunque un viaggio rischioso per Putin. UE e Ucraina sono abbastanza disperati da tentare azioni folli e un aereo non militare che passa sopra le loro teste è un bersaglio piuttosto appetitoso…

La farsa falsa tregua

La tregua fra Israele e Hamas non può reggere ed è una farsa: Netanyahu ha ribadito che uno stato palestinese è inaccettabile; altrettanto chiaro che Hamas non ha alcuna intenzione di deporre, anzi distruggere, le armi e fidarsi degli israeliani o degli USA.

Israele e palestinesi lo sanno, tutti coloro con un minimo di buon senso lo sanno; anche gli USA lo sanno e, probabilmente, anche Trump.

Allora per capire la vera ragione di questa farsa, esclusa l’ipotesi ufficiale di una vera pace, dobbiamo chiederci cosa hanno da guadagnarci le varie parti coinvolte.

Io credo che Hamas speri, dopo aver consegnato gli ostaggi e durante le trattative per la fase successiva, che vengano riaperti i corridoi per rifornire di cibo e medicine la popolazione. Insomma Hamas cercherebbe di far sopravvivere i palestinesi. Contemporaneamente gli ostaggi non si sono rivelati molto utili dato che l’esercito israeliano ha bombardato tutto il bombardabile (e oltre) infischiandosene dell’incolumità dei propri concittadini: del resto se bombardi ospedali e campi profughi hai parecchio pelo sullo stomaco. Al contrario gli ostaggi vengono usati dai media occidentali per giustificare i bombardamenti israeliani: senza più il fattore ostaggi in gioco i media dovranno trovare un’altra scusa e non sarà facile trovarla un minimo credibile.

Israele ci guadagna il ritorno dei propri ostaggi cosa che, probabilmente, non farà male al consenso interno di Natanyahu. Poi, comunque, si dà per scontato la ripresa dei bombardamenti e dell’occupazione di Gaza dato che Hamas non consegnerà le armi.

Gli USA non ci guadagnano niente ma Trump sì sebbene poco: la tregua, finché durerà, potrà giustificare la sua immagine di pacifista e giustificare così la sua aspirazione, credo reale (!!), al Nobel per la Pace. Contemporaneamente la sua base elettorale sta prendendo una posizione sempre più anti-israeliana e quindi la tregua potrà anche essere sfruttata per dimostrare il suo impegno attivo non solo nel fornire le armi a Tel Aviv ma anche nel ricercare una soluzione pacifica.

Chiaro che in questo scambio sono gli USA a ottenere poco o nulla: ma questo riflette i rapporti di forza fra Netanyahu e Trump che, ormai ne sono convinto, sta venendo ricattato perché presente sulla lista Epstein (quindi video e documenti compromettenti) o roba del genere. In pratica questa tregua sarebbe solo un “contentino” che avrebbe lo scopo di indorare la richiesta israeliana di guerra contro l’Iran. La tregua sarebbe una moneta di scambio per far andar giù a Trump l’ordine di attaccare Teheran dandogli l’illusione di aver ottenuto qualcosa di concreto.

Quando sarà l’attacco contro l’Iran?

Io credo presto perché il tempo gioca a suo vantaggio grazie agli aiuti militari russi e cinesi. Probabilmente si tratterà di una data che andrà a sovrapporsi con le vicissitudini giudiziarie di Netanyahu o con scadenze politiche che possano mettere in pericolo la sopravvivenza del suo governo (da inizio estate senza la maggioranza in parlamento).

Aggiungo poi che iniziano a circolare voci su un calo della salute, mentale e non solo, di Trump: specialmente sospetti il discorso all’ONU e quello ai generali che, io non l’ho ascoltato, ma sembra sia stato interminabile e pronunciato con voce monotona. Chiaro che ancora non sarebbe nelle condizioni di Biden ma questo aiuterebbe anche a comprendere la debolezza della sua guida del paese soprattutto in politica estera che lo fa apparire come una banderuola in balia del vento. Un giorno sventola da una parte e il successivo da un’altra.

Altrevarie

Una breve aggiunta a quanto scritto ieri in Varie ed eventuali.

In serata ho poi ascoltato il parere delle “mie” fonti sulle dichiarazioni di Trump: le “mie” fonti non sono media giornalistici (per quanto di nicchia) ma canali su YouTube che spesso registrano il proprio programma in mattinata il quale diviene disponibile nel pomeriggio/sera: il risultato è che sulla cronaca spesso sono in ritardo di un giorno. Vabbè, solo per spiegare come mai non avevo ancora la loro opinione quando scrissi il precedente pezzo.

Mentre per i media occidentali (beh, la 7 ma presumo che la sua narrazione dei fatti sia tipica di quella dei principali media occidentali) Trump aveva fatto una nuova capriola all’indietro presentandosi di nuovo come fermo avversario di Putin e della Russia, le “mie” fonti hanno letto le sue parole in maniera molto diversa. Un “fate voi con la NATO” che equiparano a un disimpegno diretto degli USA e, magari, a preparare il campo per affibbiare all’Europa la colpa della sconfitta di Kiev. Poi, successivamente, vi è stata anche una votazione per condannare l’attacco russo all’Ucraina e i favorevoli sono stati appena una trentina (meno dei soliti 40-50 di analoghe votazioni precedenti) fra cui NON c’erano gli USA.
C’è da dire poi che i media occidentali hanno almeno altri due motivi per presentare gli eventi come hanno fatto: 1. nella loro narrativa Trump viene raccontato come uno squilibrato mentale e quindi dire che ha fatto l’ennesima capriola conferma e rafforza quanto detto in passato; 2. l’altra narrativa che i media occidentali cercano di sostenere ogni volta che ne hanno la possibilità è la necessita di aumentare la spesa militare: ecco quindi che il Trump che dice “faccia la NATO” viene usata per giustificare più spese europee in NATO (*1).

Come quindi interpretare il tutto?
Hanno ragione i media tradizionali europei o le “mie” fonti?
Secondo me bisogna un po’ mediare fra le due interpretazioni: l’interpretazione dei media è più superficiale ma coglie il tono di Trump aggressivo e polemico nei confronti della Russia; ma anche le “mie” fonti sono corrette non trovando nell’esame approfondito di quanto detto/scritto da Trump alcun accenno a un possibile coinvolgimento diretto degli USA.
Io leggo quindi il tutto come una conferma della mia personale teoria, ovvero che Russia e USA vogliono spingere l’Europa a mandare truppe in Ucraina: al momento opportuno queste verranno rapidamente eliminate dalla Russia e questo dovrebbe portare a un crollo dei principali governi europei nemici sia di Trump che di Putin.

Nota (*1): è notevole, ma anche triste, come ormai sia chiaro il totale disinteresse dei media per la verità (o, meglio, per un tentativo di interpretazione veritiera) ma si vogliano solo sostenere specifiche narrative per, evidentemente, manipolare l’opinione pubblica.

Varie ed eventuali

Scusatemi il titolo del pezzo assolutamente non ispirato ma ogni tanto anche io non ho idee…

Sono da mio padre e quindi mi sta toccando di ascoltare una dose abnorme dei programmi politici e di “informazione” della 7: che poi, suppongo, la 7 non sarà peggio di RAI o Mediaset ma io sento praticamente solo essa. Per mio padre (87 anni e con un principio di demenza) un balsamo di verità, per me una specie di diarrea di disinformazione. A me Mentana non piace ma in confronto a certi suoi colleghi che ho avuto la sfortuna di ascoltare finisce per sembrare quasi bravo.

Già Mentana: circa 40 anni fa mio padre stabilì che Mentana fosse affidabile perché dava una visione delle cose spesso contraria a quella del suo editore Berlusconi. Insomma Mentana bravo perché contrario a Berlusconi senza considerare quanto fosse bravo Berlusconi a tenere un direttore contrario alla sua politica. Vabbè: inutile spiegargli che Mentana, se licenziato da Berlusconi, non sarebbe finito a dormire sotto un ponte ma sarebbe caduto in piedi e che quindi il suo “coraggio” gli era utile e funzionale al prepararsi un CV che avrebbe poi facilmente rivenduto.

Vabbè dovrei ormai essermi abituato alla mancanza di logica delle persone: a come l’odio (anche quello instillato artificialmente e immotivato) possa essere forte e avere la meglio sulla razionalità. Eppure è sconcertante quando accade a mio padre: vabbè, ora pensa al 50% delle sue passate capacità, ma anche quando stava bene…

Altro passo nella comprensione della guerra in Ucraina come spiegare il comportamento dei parapoteri economici, soprattutto di quelli europei, che spingono i politici europei (e Trump ma con molto meno successo) a continuare una guerra persa?

Sicuramente non per ragioni di principio, non perché sia la cosa giusta da fare (argomento che ho sentito ventilare in questi giorni dalla tivvù), non perché vi sia la speranza di vincere. E allora non rimane altra possibilità che questi signori, che manovrano la politica da dietro le quinte, abbiano da guadagnarci  che dal tonfo economico/sociale dell’UE . Un po’ come fece il filantropo Soros quando l’Italia fu costretta a uscire dallo SME e svalutare la lira: ovviamente stavolta il meccanismo economico sarà un altro ma sospetto che mentre il 99,999% degli europei andranno a stare peggio, lor signori troveranno il modo di arricchirsi (e molto) dal fallimento della UE.

Dichiarazioni all’ONU di Trump. Sembra abbia fatto una capriola all’indietro di 180 gradi, vero? Adesso sembra di nuovo pro guerra, anti Russia e anti Putin.

I casi sono due: o Trump è effettivamente di mente labile, incapace di mantenere una qualsiasi linea politica con fermezza ma direi pure una sorta di demenza senile o no (i suoi cambiamenti di direzioni politica sono troppo bruschi per poter essere spiegati in maniera logica) oppure la mia teoria (vedi i pezzi precedenti) è corretta.

Qual è la mia teoria (rimando ai pezzi precedenti per un maggior approfondimento)?

Gli USA e la Russia, quindi Trump d’accordo con Putin, vogliono che gli stati europei a loro (a Putin e a Trump) ostili finiscano a gambe all’aria nel tentativo destinato a fallire di aiutare l’Ucraina con la speranza che, al posto degli attuali governi venduti ai poteri economici, ne arrivino altri più favorevoli agli interessi della popolazione.

Ecco quindi che (a differenza di molte delle “mie” fonti) sospetto che le provocazioni che i media oggi attribuiscano a Mosca siano veramente tali e non mi stupisco che Trump inciti gli stati europei a reagire con la forza fingendo di essere dalla loro parte, ovvero che avranno il sostegno militare degli USA. Trump lo fa apparire implicito con le sue dichiarazioni ma, guarda caso, non lo dice mai apertamente…

E perché Russia e USA vorrebbero un intervento militare diretto e ufficiale dell’Europa? Perché far tornare dall’Ucraina molte bare piene di giovani europei sarebbe la maniera più sicura per mandare a casa gli attuali governi.

Poi, ovviamente, questa è una mia ipotesi “esclusiva”: ancora non la ho sentita altrove. Eppure l’alternativa a questa mia teoria è che, in pratica, Trump sia un debole di mente.

Decida il lettore cosa creda sia più probabile.

Ah, in un prossimo pezzo, lo scrivo adesso per cercare di non dimenticarmelo, voglio buttare giù delle idee sul perché spesso i grandi “capi” si scelgano degli eredi non all’altezza: anzi, o il vuoto o la persona sbagliata.