Qualche riflessione sparsa per chiarirmi le idee…
Nel precedente pezzo Trombetta e il Papa, alla fine del punto 2, avevo scritto: «Ora ha presentato una proposta di tregua chiaramente irricevibile da Mosca: io l’interpreto con la volontà di ottenere un “no” secco dopo di che se ne laverà le mani lasciando la patata bollente agli incapaci “alleati” europei. Trump invece con la Russia vuole farci affari non la guerra, mica è fesso.»
Ma a dire il vero non ne ero troppo convinto.
Nella proposta di tregua preparata da Washington (un’altra delle contraddizioni degli USA di Trump dove una parte in causa del conflitto si vuole presentare come imparziale e sopra le parti!) c’è qualcosa di strano: e ogni apparente stranezza nasconde un significato recondito che la spiega. Il fatto che tale significato sia nascosto è poi indicativo della sua importanza: quando vi è una significativa differenza fra la narrativa dei media e le vere intenzioni del potere c’è un qualcosa di molto importante per la democratastenia, ovvero per la popolazione in generale.
Dove è la stranezza di questa proposta di pace?
Sta nel fatto che Washington sa perfettamente che essa è irricevibile sia per la Russia che per l’Ucraina. Che senso ha quindi fare una proposta che si sa già non verrà apprezzata né da una parte né dall’altra?
Prima di addentrarmi nelle mie elucubrazioni credo sia bene partire dalla situazione reale sul campo.
Credo che ormai si opinione condivisa dalla maggior parte degli osservatori che la Russia sta vincendo sul piano militare. Semmai l’incertezza è quanto questa vittoria stia costando a Mosca sia militarmente (ovvero come prezzo di sangue) che economicamente. Per i media occidentali la vittoria russa è estremamente costosa sia in termini umani che economici: le perdite militari sarebbero di un ordine di grandezza superiori a quelle ucraine e l’economia sull’orlo del tracollo.
Una narrativa dei media, dato che i giornalisti finiscono per credere alle proprie bugie, era che la Russia avrebbe accettato la prima proposta di pace che le fosse offerta e che le permettesse, più o meno, di salvare la faccia con l’opinione pubblica interna. In realtà abbiamo visto come stanno andando le cose: la Russia non ha fretta di giungere a un accordo di pace che non soddisfi i propri obiettivi né è particolarmente interessata a una riduzione delle sanzioni economiche.
Da questo ne deduco, come per altro già pensavo, che Mosca sta vincendo e sta vincendo bene.
Altri due punti su cui c’è certezza: 1. La volontà di prolungare la guerra da parte dell’UE e di Zelensky; 2. L’impossibilità dell’Europa di sostituirsi agli USA nel fornire armi/denaro a Kiev in caso Washington si tiri indietro.
Altra certezza: gli USA, geopoliticamente, vorrebbero separare la Russia dalla Cina la cui alleanza, come scrissi a suo tempo, era forse il risultato peggiore che gli USA di Biden potessero ottenere. La Cina ha sete di energia e adesso la Russia gliene fornisce in abbondanza e a basso costo. Quindi Trombetta vorrebbe fare accordi con la Russia e tirarla dalla propria parte: chiaro che adesso, “grazie” alla guerra in Ucraina, non è facile. Gli USA hanno perso molta credibilità: hanno tradito gli alleati (sabotaggio North Stream), vogliono fare accordi economici con Mosca ma forniscono armi che uccidono russi a Kiev e simili.
Altro elemento. All’interno degli USA, e della stessa amministrazione Trump, vi sono elementi a favore del proseguimento della guerra e su cui puntano, suppongo, i geni microcefali europei e Zelensky.
Torniamo quindi alla “nostra” proposta di pace irricevibile da ambo le parti, ovvero Russia e Ucraina. Credo che a essa sarebbero state possibili tre alternative di cui due facili da realizzare e una terza forse non fattibile.
1. Proposta favorevole all’Ucraina accettabile da Kiev ma non da Mosca.
Questa alternativa avrebbe peggiorato i rapporti fra Mosca e Washington e, come detto, Trump vorrebbe mettersi questa guerra alle spalle e fare accordi economici con la Russia. Dell’amicizia con l’Ucraina e con l’Europa a Washington importa molto meno. Questo avrebbe implicato nuove spese che avrebbero esacerbato i rapporti con Mosca senza però cambiare l’esito finale del conflitto.
2. Proposta favorevole alla Russia accettabile da Mosca ma non da Kiev.
Anche questa possibilità sarebbe stata facilmente ottenibile. Onestamente a me sembrerebbe la più logica ma proviamo a considerarne i pro e i contro.
PRO:
– Avrebbe migliorato i rapporti fra Mosca e Washington
– Avrebbe posto effettivamente fine alla guerra perché l’Ucraina, data l’impossibilità dell’Europa di sostituirsi agli USA, sarebbe stata costretta ad accettarla obtorto collo.
CONTRO:
– L’UE sarebbe stata scontenta e avrebbe fatto le “bizze”.
– Zelensky sarebbe stato scontento.
– In patria i media tradizionali, legati alla precedente amministrazione, avrebbero attaccato Trump trasformando la sconfitta dell’Ucraina in una sconfitta per gli USA e per il suo attuale presidente.
Bo… a me, come detto, i pro mi sembrano molto più forti dei contro…
3. Proposta accettabile sia da Mosca che da Kiev.
Idealmente questa sarebbe stata la soluzione preferibile ma temo che non sarebbe stata possibile data la posizione, ostruzionistica quanto irrealistica, di Zelensky evidentemente persuaso dai suoi alleati europei di poter dire “no” alla pace. Credo insomma che anche proposte ragionevoli che riconoscessero però la vittoria russa non sarebbero state accettate dall’Ucraina a prescindere.
Cosa sta invece avvenendo con la proposta non accettabile da ambo le parti?
Beh, l’Ucraina ha fatto chiaramente sapere che questa proposta di tregua è inaccettabile mentre la posizione della Russia mi è invece parsa molto più defilata. Situazione fastidiosa per i media occidentali (soprattutto europei) che vorrebbero attribuire il fallimento dell’accordo alla volontà di guerra del “folle” Putin. Ve li immaginate i titoloni a tutta pagina dei nostri giornali? “Putin non vuole la pace” e sottotitolo per impaurire/educare i lettori “Non si fermerà se non raggiungerà Lisbona o non verrà sconfitto. Quindi più soldi ai produttori di armi, meno servizi, meno pensioni etc.”
Ma gli USA hanno anche fatto sapere che, in ogni caso, anche cioè in mancanza di ratificazione dell’accordo, cesseranno di gettare denaro nel “pozzo” Ucraina. Questo significa comunque porre fine alla guerra con la vittoria della Russia.
In pratica questo è il risultato che si sarebbe ottenuto anche con l’opzione due precedentemente elencata. Con il vantaggio di non dare il pretesto ai media americani di dare addosso a Trump e lo svantaggio di non migliorare però i rapporti con Mosca… a meno che….
A meno che questa proposta di pace non fosse stata precedentemente concordata proprio con Mosca puntando sul fatto che, comunque, sarebbe stata rigettata da Kiev.
A me pare plausibile.
E le dichiarazioni di Trump dopo il colloquio con Zelensky avvenuto per i funerali di papa Francesco?
Io credo che sia il solito spirito da giocatore di poker di Trump che ama bleffare e intorbidire le acque: adesso fa la voce grossa ma in realtà non darà seguito alle sue minacce… e Mosca è stata avvertita di non preoccuparsi: che si tratta cioè di una pantomima per i media occidentali.
Certo che quando l’Ucraina sarà costretta alla pace allora di nuovo i media occidentali/americani avranno l’occasione di attaccare Trump ma, suppongo, dato che vi sarà la pace, alla fine le loro armi saranno più spuntate soprattutto in confronto all’ipotesi numero due in cui invece ci sarebbe stato, nero su bianco, una proposta di accordo chiaramente favorevole alla Russia.
Quindi da tutto questo cosa ne ricavo?
Beh credo che si possa concludere che Washington e Mosca sono già d’accordo sulla fine della guerra in Ucraina: hanno preso atto delle resistenze europee e di Zelensky e hanno deciso di girarci intorno, di ignorarle senza però contrastarle attivamente. Il risultato finale tanto non cambierà.
PS: in questo pezzo ho sempre scritto “Zelensky” non vuole la pace e non l’“Ucraina” perché è la verità: oramai anche gli ucraini si sono resi conto di non poter vincere la guerra e, secondo recenti sondaggi, sarebbero favorevoli alla pace anche a costo di significative concessioni territoriali.
Questo oltretutto la dice lunga sulla bellicosità dei microcefali politici europei che vorrebbero il proseguimento della guerra a oltranza fatta però con il sangue degli altri.
A questo proposito da sottolineare la fuga dall’esercito del Regno Unito dei suoi militari: là dove sembra che la volontà di guerra sia più forte i soldati non hanno molta voglia di essere sacrificati per gli interessi politici ed economici di pochi. Sarebbe interessante sapere come vanno le cose in Francia da questo punto di vista: di sicuro la legione straniera non farà scappare i propri legionari ma il resto dell’esercito?