Cicciobello ungherese

Non ho sentito cosa ha da dire il nuovo primo ministro ungherese eletto al posto di Orban: aspetto che le mie fonti me ne forniscano una sintesi.

Ho però visto qualche foto e ho riconosciuto il “modello”: il prodotto costruito a tavolino per piacere alla popolazione. Giovane e bello che i media però avranno spacciato anche per super preparato e qualificato. L’idea è che piace alle donne ma anche gli uomini, comunque, lo giudicano più facilmente competente se è di bell’aspetto. In realtà la sua unica qualifica sarà quella di saper farsi bello agli occhi della popolazione e di obbedire puntualmente agli ordini di Bruxelles.

Sì, ho anche letto il titolo di un articolo in cui fa la voce grossa contro la Von Der Leyen: niente di che, è solo per mantenere l’apparenza di indipendenza e non scontentare una parte della popolazione che dà per scontato che l’Ungheria faccia il proprio interesse e non quello della UE. Ma vedrete che, nelle decisioni importanti, si schiererà senza incertezze (se non a parole) dalla parte di Bruxelles.

Poi, se si brucerà rapidamente con scelte tanto europeiste quanto scellerate, verrà “ritirato” dai suoi produttori e sostituito: stavolta magari da una politica, giovane e bella, spacciata anch’essa dai media per preparatissima e competentissima. L’idea sarà quella che piacerà agli uomini ma anche la donna la voteranno in quanto “è tempo che una donna guidi il paese”.

Meccanismi già visti altrove e che hanno un insospettabile successo dato che i media sono estremamente efficaci nell’esaltare le immagini senza però far “toccare con mano” la loro impalpabile nullità…

Wilde e Sopolsky

Oscar Wilde diceva che se si riesce a resistere alle tentazioni è solo perché queste non sono abbastanza forti.

Wilde scherzava ma ovviamente non basta considerare la volontà individuale ma anche l’intensità dell’impulso: come direbbe Sapolsky la lotta è fra la corteccia frontale e il sistema limbico del cervello.

Qualcosa di analogo mi sembra si possa dire dell’influenza dei media e dell’intelligenza dell’opinione pubblica: non possono essere considerate separatamente ma in contrapposizione fra loro.

Poi, più che di intelligenza, sarebbe corretto parlare di infodinamica [E 3.10] ovvero di conoscenza applicabile e utile alle proprie scelte.

L’intelligenza di per sé dovrebbe solo servire a capire che quanto raccontano i media, in senso lato (compresi quindi, per esempio, le reti sociali, YouTube e altri siti Internet), è disinformazione e, più precisamente, il tentativo di manipolare in specifiche direzioni l’opinione pubblica.

Se l’intelligenza è sufficiente si va alla ricerca di altre fonti di informazioni non tradizionali (operazioni comunque non facile vista la difficoltà di trovare fonti affidabili) che, effettivamente, possono aumentare l’infodinamica della popolazione.

La guerra in Ucraina, dove la popolazione continua imperterrita a combattere una guerra inutile, da cui non ha niente da guadagnare e tutto da rimetterci, una guerra voluta dall’Occidente e combattuta col sangue della popolazione locale, già da sola dimostra quanto sia divenuta grande la forza dei media. Per qualche anno è stato coltivato l’odio contro la Russia e i russi e questo sembra ancora bastare e avanzare per mandare gli uomini a farsi massacrare al fronte.

Chiaro che in Ucraina non vi è solo una propaganda fortissima ma vi devono anche essere dei servizi segreti/reparti di polizia che da tempo devono scovare con grande abilità il dissenso ed estirparlo prima che si diffonda e diventi maggioritario.

È chiaro però che le nuove tecnologie, sia di comunicazione che di controllo, evidentemente rafforzano in maniera abnorme la capacità della propaganda dei media di manipolare la popolazione.

Partendo da questo dato era ovvio che in Ungheria un Orban isolato, con tutti i media contro, con l’UE guerrafondaia contro, con il “filantropo” Soros (e i suoi amici) contro, abbandonato dai presunti “amici” (Trump ma anche altre personalità politiche europee) perdesse le elezioni.

Non importa cosa ha fatto o perché: la sua vera colpa è stata quella di mettersi di traverso alla volontà di Bruxelles che non tollera che uno stato cerchi di rimanere sovrano facendo l’interesse della propria popolazione.

Da quello che ho saputo la sconfitta è stata schiacciante: questo significa solo che l’infodinamica della popolazione ungherese era bassissima.

Questo spiega anche il comportamento della Meloni che, obtorto collo, si piega ai ricatti di Bruxelles: sa benissimo che se l’UE le scatena contro i media, gli taglia i fondi e le mette di continuo il bastone fra le ruote (come del resto sta in parte già facendo) ecco che gli italiani la rimanderebbero subito a casa…

Signori, siamo in una dittatura democratica: [E 15.6]

PS: I riferimenti [E X.X] indicano i capitoli della mia Epitome (scaricabile gratuitamente QUI) dove approfondisco il relativo argomento.

L’isola ungherese

Ieri Trump e Putin hanno, a sorpresa, concordato un nuovo incontro fra un due settimane circa a Budapest, la capitale dell’Ungheria sede del “terribile” Orban. Orban infatti non è allineato alla UE e invece di essere un guerrafondaio cerca di favorire la pace.

Sull’incontro niente di speciale da dire: nei giorni scorsi abbiamo visto come Trump sembrasse deciso a concedere i missili Tomahawk all’Ucraina e i leoncini europei avevano preso a ruggire minacciosi. Come però da mia ipotesi Trump, dopo il colloquio con Putin (almeno due ore e mezzo), ha cambiato idea: “I Tomahawk sono potentissimi, precisissimi e ne abbiamo in abbondanza: ma ci servono e non possiamo darli all’Ucraina”.

Ecco semmai la mia teoria dell’accordo segreto anti-europei guerrafondai viene un po’ messa in difficoltà dal fatto che Trump fa sempre la figura del fesso che cambia continuamente idea: nessun politico vuole fare volutamente la figura dello stupido, anche se fa parte di un piano più complesso.

C’è da dire che questa sua inconsistenza politica viene particolarmente esaltata in Europa dove i media si affrettano a rilanciare e amplificare ogni affermazione vagamente a favore/contro l’Ucraina/Russia nell’interpretazione più bellicosa possibile. Credo che negli USA, e soprattutto nei media più favorevoli ai repubblicani (una minoranza in realtà ma sono quelli seguiti dalla base di Trump), questa sua inconsistenza sia meno avvertita.

Magari c’è da mettere in conto anche una certa dose di rincoglionimento senile e una particolare leggerezza nel fare affermazioni avventate: non l’ideale per un politico di cui ogni singola parola viene ascoltata e analizzata al microscopio…

Comunque l’argomento di oggi più che politico è semplicemente logistico.

Come farà Putin a raggiungere l’isola di pace ungherese circondata dal mare bellicoso della UE?

Dubito che volerà sopra l’Ucraina e la Romania, a occhio il tragitto più breve, ma anche passare dal nord, sopra la Polonia, non mi pare l’idea migliore…

Allora la mia previsione è un giro di visite (necessarie per giustificare un tragitto arzigogolato visto che il legittimo timore di attentati verrebbe letto come paura e debolezza): prima una bella visita in Turchia da Erdogan, poi volo sul Mediterraneo per raggiungere l’Italia con incontro col Papa (e inevitabilmente Meloni) e, infine, o volo diretto sopra la teoricamente neutrale Austria o magari visita anche in Serbia…

Vedremo: comunque un viaggio rischioso per Putin. UE e Ucraina sono abbastanza disperati da tentare azioni folli e un aereo non militare che passa sopra le loro teste è un bersaglio piuttosto appetitoso…