Oscar Wilde diceva che se si riesce a resistere alle tentazioni è solo perché queste non sono abbastanza forti.
Wilde scherzava ma ovviamente non basta considerare la volontà individuale ma anche l’intensità dell’impulso: come direbbe Sapolsky la lotta è fra la corteccia frontale e il sistema limbico del cervello.
Qualcosa di analogo mi sembra si possa dire dell’influenza dei media e dell’intelligenza dell’opinione pubblica: non possono essere considerate separatamente ma in contrapposizione fra loro.
Poi, più che di intelligenza, sarebbe corretto parlare di infodinamica [E 3.10] ovvero di conoscenza applicabile e utile alle proprie scelte.
L’intelligenza di per sé dovrebbe solo servire a capire che quanto raccontano i media, in senso lato (compresi quindi, per esempio, le reti sociali, YouTube e altri siti Internet), è disinformazione e, più precisamente, il tentativo di manipolare in specifiche direzioni l’opinione pubblica.
Se l’intelligenza è sufficiente si va alla ricerca di altre fonti di informazioni non tradizionali (operazioni comunque non facile vista la difficoltà di trovare fonti affidabili) che, effettivamente, possono aumentare l’infodinamica della popolazione.
La guerra in Ucraina, dove la popolazione continua imperterrita a combattere una guerra inutile, da cui non ha niente da guadagnare e tutto da rimetterci, una guerra voluta dall’Occidente e combattuta col sangue della popolazione locale, già da sola dimostra quanto sia divenuta grande la forza dei media. Per qualche anno è stato coltivato l’odio contro la Russia e i russi e questo sembra ancora bastare e avanzare per mandare gli uomini a farsi massacrare al fronte.
Chiaro che in Ucraina non vi è solo una propaganda fortissima ma vi devono anche essere dei servizi segreti/reparti di polizia che da tempo devono scovare con grande abilità il dissenso ed estirparlo prima che si diffonda e diventi maggioritario.
È chiaro però che le nuove tecnologie, sia di comunicazione che di controllo, evidentemente rafforzano in maniera abnorme la capacità della propaganda dei media di manipolare la popolazione.
Partendo da questo dato era ovvio che in Ungheria un Orban isolato, con tutti i media contro, con l’UE guerrafondaia contro, con il “filantropo” Soros (e i suoi amici) contro, abbandonato dai presunti “amici” (Trump ma anche altre personalità politiche europee) perdesse le elezioni.
Non importa cosa ha fatto o perché: la sua vera colpa è stata quella di mettersi di traverso alla volontà di Bruxelles che non tollera che uno stato cerchi di rimanere sovrano facendo l’interesse della propria popolazione.
Da quello che ho saputo la sconfitta è stata schiacciante: questo significa solo che l’infodinamica della popolazione ungherese era bassissima.
Questo spiega anche il comportamento della Meloni che, obtorto collo, si piega ai ricatti di Bruxelles: sa benissimo che se l’UE le scatena contro i media, gli taglia i fondi e le mette di continuo il bastone fra le ruote (come del resto sta in parte già facendo) ecco che gli italiani la rimanderebbero subito a casa…
Signori, siamo in una dittatura democratica: [E 15.6]
PS: I riferimenti [E X.X] indicano i capitoli della mia Epitome (scaricabile gratuitamente QUI) dove approfondisco il relativo argomento.