Sylvie Lubamba dopo il carcere: “Volevo godermela, sono piombata in uno stato di tristezza. Salvata dalla fede”

“Venivo invitata alle feste, nei locali”, Sylvie Lubumba racconta come ha commesso il reato di uso indebito di carte di credito che l’aveva condotta in carcere: “AI tavolo ero in compagnia di varie persone – ha raccontato a “Vero” –  A volte chi pagava le consumazioni dimenticava lo scontrino della carta di credito e lo lasciava in bella mostra. Così, senza dare nell’occhio, lo prendevo io. Allora sulle ricevute erano riportati i numeri e le scadenze delle carte, dati che utilizzavo successivamente per fare gli acquisti”.

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Dopo 3 anni e 4 mesi è stata messa in libertà: “Sento ancora tanta sofferenza e pesantezza. Sono contentissima di essere tornata in libertà, ma non riesco a godermela appieno. Appena uscita, volevo fare mille cose. E invece niente, sono piombata in una tristezza profonda, fortemente abbattuta …”.

A salvarla dal carcere la fede: “Sono sempre stata credente, più per tradizione familiare che per convinzione sentita. Non ero praticante. Quando ero reclusa, ho letto per la prima volta la Bibbia. Adesso vado in chiesa la domenica, partecipo agli incontri di preghiera organizzati dai volontari che mi seguono nel mio difficile percorso di reinserimento sociale. Ho cambiato anche look, spontaneamente. Voglio mostrare rispetto ai luoghi e ai ministri di culto. Evito scollature vertiginose. Se mi rivedo in vecchi video su YouTube mi domando: “Ma come facevo esibire tutta quella “mercanzia” con tanta allegria?”…”.

Sylvie Lubamba dopo il carcere: “Volevo godermela, sono piombata in uno stato di tristezza. Salvata dalla fede”ultima modifica: 2018-02-19T16:55:23+01:00da ellenaellena73
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