Coronavirus e privacy

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   L’epidemiologia, stando alla definizione che ne dà la Treccani, è  una “scienza medica che studia, a fini soprattutto preventivi, l’entità e le vie della diffusione delle malattie (spec. di quelle infettive), mirando a individuare le condizioni organiche, ambientali, demografiche e sociali che possono favorire o contrastare il loro sviluppo”. Va da sé che questa, come ogni disciplina che si rispetti, ha bisogno di raccogliere dati che, come spiega il fisico Alessandro Vespignani tra gli esperti più quotati nel campo delle predizioni scientifiche, danno poi vita ai modelli predittivi. Ma per quanto riguarda il Covid-19 chiarisce che: “Al momento le nostre previsioni sono basate sulla rete di mobilità e non sulla trasmissibilità interumana. Stiamo utilizzando modelli di “situational awarness”, che proiettano il loro stato dopo la modificazione di alcune variabili (ad esempio le strategie attuate dalle autorità cinesi). In questo modo è possibile stimare un numero di casi fino a dieci volte maggiore rispetto alle stime ufficiali, ma non si tratta ancora di previsioni. Sapremo proiettarci verso il futuro solamente fra qualche giorno, quando disporremo di dati più certi ed i numeri statistici saranno sufficientemente solidi da essere inseriti in algoritmi predittivi. Anche i social sono sul tavolo”.

   Possiamo forse trasalire, dirci sconcertati nel sapere che siamo sotto una lente di ingrandimento? Certo che no, non in questo caso, ma c’è chi ha fatto notare che la Cina, a causa dell’epidemia da cui è stata colpita tanto duramente, ha intensificato l’attività di sorveglianza sulla popolazione attraverso l’uso di droni per verificare l’uso delle mascherine e ha preso accordi con i colossi della tecnologia e delle telecomunicazioni per monitorare gli spostamenti dei cittadini e dire loro quanto stare in quarantena. La domanda è: a emergenza finita, le autorità cinesi rinunceranno a raccogliere dati indiscriminatamente o continueranno a farlo col pretesto di essere pronti quando si presenterà una nuova epidemia? E noi, sebbene figli di un background culturale completamente diverso, potremo dirci certi che non ci sarà un grande fratello che, a nostra insaputa, veglierà su di noi per proteggerci da un qualsivoglia emulo del coronavirus?

Coronavirus e privacyultima modifica: 2020-03-10T12:52:00+01:00da VIOLA_DIMARZO