Aguzzini contro anziani malati e inermi: l’orrore si ripete

Sicilia, anziani maltrattati in casa di riposo. Gip: aggressioni sistematiche

Questa storia può essere narrata senza l’ausilio delle immagini. Basta la sceneggiatura.

Palermo. Casa di riposo “I Nonnini di Enza”.

Prima scena.

L’operatrice a un’anziana:

Non ho intenzione di parlare, non mi va! Statti zitta, statti zitta! Zitta!” (…) Se continui, pe duormiere ti do… Mi stai consumando la minchia, ti do una timpulata. (…) Mi deve far buttare il sangue! Prendi tre pillole, quella per lo stomaco, quella della pressione e un’altra, che te l’ha scritta la dottoressa per la vecchiaia. E come io ora vedo pillole a terra, io una timpuliata, ce la faccio tanta“.

Seconda scena.

L’operatrice a un’anziana:
C’è da morire, se non ci scassassi la minchia però, tutta la giornata scassi i coglioni, lascia stare, vuole questo, quello, tutta la giornata fa così, rimbambita… Minchia ti giuro ca ti pigliu a bastunate, io ti sto avvisando, minchia tortura tu da mattina fino a sira, proprio mi tortura, intossico o velienu, camina mancia e vatinni, mancia e tuossica“.

L’anziana osa replicare:

Senza denti come faccio a mangiare la pasta lunga?”.

L’operatrice glielo spiega tirandole i capelli e colpendola con una borsa.

Terza scena.

L’operatrice a un’anziana:

Che c’è? Ti sdivaco nel gabinetto, tu provaci, poi ti faccio vedere io“.

L’anziana ribatte:

Megghiu vive cchiù o canile, i cani sono rispettati“.

E l’operatrice risponde: “Appunto, vatti a chiudere al canile!”

Quarta scena.

L’operatrice a un’anziana che si sta lavando le mani:

Va iecca sangu e vatinni, cerca e scomparire, non ci rompere la minchia… Ancora ‘ntossica!“.

Quinta scena.

L’operatrice a un’anziana che le chiede cosa ci sia nel piatto:
Quarume, mangia, minchia che locca, pare che questa non ha mai cucinato nella sua vita, tu non hai mai cucinato nella tua vita, ieri non riconosceva la zucchina fritta!“

Sesta scena.

L’operatrice schiaffeggiando un’anziana:

Però l’ha finiri, ora ta zittiri, arrieri! Ancora parri?! A quarta vota ti iecco nna munnizza, t’ha stare zitta, picchì uora ci stai rumpennu a minchia“.

Settima scena.

L’operatrice a un’anziana per convincerla a ingerire le pillole:

Apri a vucca, ca fici cariri a pinulla, manciati u latte… Pigghia sti pinnuli e mittatilli mucca… Tu vivi stu cazzu i latte!”.

A cena i toni continuano a essere poco concilianti:

Mangia, mangia, mangia che un giorno saremo tutti mangiati, assiettati, minchia m’ha fare travagghiari sempre tu a sira a mia, ma come si fa? Io a lassassi riuna, tu giuru! Ti rugnu u prosciutto perché non ce n’è mozzarella, avete ruttu u sticchiu! Mangia, mangia, mangia, amunì, testa di minchia, ora chiamo a tuo figlio… A mangiare e ta stari zitta, ora mi hai rotto i coglioni, ammunì, minchia ogni volta che si assetta a mangiare m’ha fari schifiare, ora a fazzu iri a curcari senza canciarici mancu u pannolino se continua! Non parlare!“

L’anziana risponde
Ma che vuoi, io sugnu vecchia…”.

Ottava scena.

Un’anziana all’operatrice che la strattona:

Io vorrei solo avere a che fare con una persona più umana. E’ da ieri sera che picchi“.
Risposta:

Mangia e stai zitta Io sono umana, mangiati il latte, dai sbrigati!”. Alle 6.10 continua: “Tieni mangiati la fetta biscottata così ti si ottura l’intestino“.

Quanto tempo resta da vivere ai “nonnini di Enza”? Sicuramente più di quello che i loro aguzzini trascorreranno in carcere.

Per ulteriori particolari qui, da cui ho tratto il virgolettato.

 
 
Aguzzini contro anziani malati e inermi: l’orrore si ripeteultima modifica: 2021-02-23T12:47:44+01:00da VIOLA_DIMARZO

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