I nuovi belli e gli anziani “kinky”

A dispetto dei desiderata comuni che costringono la bellezza in canoni rigidi, è in atto un cambiamento che porterà a percepire il bello secondo un iter affrancato dagli ideali estetici che sono andati sedimentandosi dalla metà dell’Ottocento a oggi. Se la cose andranno come le premesse promettono, la mente percepirà come bella, attraverso un iter empirico, la persona che suscita un’emozione, pur se non appartenente a stereotipi codificati. Del resto non si è sempre detto non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace? Eppure di quella stilla di saggezza è stato fatto scempio, al punto tale che gli adulti convivono con un costante senso di inadeguatezza non percependosi mai all’altezza di certi modelli di irraggiungibile perfezione, mentre giovani e giovanissimi si sentono così brutti da non postare mai una foto senza prima rimaneggiarla, peraltro mettendo in conto di ricorrere al chirurgo estetico appena possibile, e nei casi più gravi facendolo con reiterata perniciosità.

L’inversione di tendenza è già riscontrabile in serie tv e canali mediatici che ancora ieri rifiutavano l’accesso a corpi non esattamente perfetti; la buona notizia è che il percorso di sensibilizzazione sulle tematiche dell’inclusione è in corso a livello globale. Parallelamente sarebbe ora di abbattere l’ultimo grande tabù, ovvero l’esibizione di un corpo anziano in correlazione al desiderio sessuale che fino a prova contraria non ha data di scadenza né mai l’ha avuta. Eppure non se ne parla, con buona pace del corpo che continua a fabbricare umori di un certo tipo…

I nuovi belli e gli anziani “kinky”ultima modifica: 2021-05-04T09:59:15+02:00da VIOLA_DIMARZO
  1. Alcuni tuoi post li leggo sempre più di una volta per meglio comprenderli o per coglierne ogni dettaglio e sfumatura. E faccio bene, perché stavolta, ad esempio, stavo per commentare al volo quel:
    Se la cose andranno come le premesse promettono, la mente percepirà come bella, attraverso un iter empirico, la persona che suscita un’emozione, pur se non appartenente a stereotipi codificati., chiedendoti:
    “Perché, non succede già?”
    Invece, bene ho fatto a rileggere perché avevi scritto “iter empirico” ed io avevo letto “iter empatico”. Quindi, nulla da aggiungere o da sottrarre. Solo rileggerlo ancora un po’.

    • Succede anche alle lettrici di razza come me di fermarsi un attimo prima della fine del periodo, o di leggere una parola per un’altra perché involontariamente, anche se non sempre, ci si sostituisce allo scrivente. Che tu mi legga con attenzione, rimane un punto d’orgoglio per me. Grazie

  2. Dice bene : “il corpo continua a fabbricare umori di un certo tipo!”. In ordine all’argomentazione del post, riguardo l’attività sessuale in 3^ età- mi pare di aver capito – tutte le donne con la menopausa perdono gli ormoni Estrogeni, ma superata la soglia dei 50 anni perdono pure più della metà del Testosterone; presente anche nella donna, e qualcosa come il 70% del DHEA( Deidroepiandrosterone ) che è il genitori degli Estrogeni, del Progesterone e del Testosterone, che è prodotto dal Surrene. Quindi, la carenza di ormoni nella donna è un grande ostacolo sulla risposta sessuale, sia in sede cerebrale sia perchè favorisce la vasodilatazione, quindi favorisce la lubrificazione vaginale e l’erezione nell’uomo. Inoltre entrano protagonisti delle sostanze secrete dalle ghiandole sebacee e sudoripare, sia nella donna sia nell’uomo, che si chiamano Feromoni, sostanze sessualmente attraenti emessi dal corpo sia dell’uomo sia della donna ma percepiti a livello incoscio. In definitiva l’attività sessuale non ha una fine, ma una duratura permanente, purchè, ovviamente non vi siano patologie che la influenzano. Buona sera e scusi.

  3. Niente di cui scusarsi, anzi. Il suo intervento potrebbe costituire motivo di sorpresa per i tanti ottusi che ancora denigrano il desiderio nelle persone un po’ più in là con gli anni.

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