Il brandalism non basterà a cambiare le cose

Che cosa è il Brandalism applicato alle compagnie aeree? | Elle Decor

Ognuno protesta per come può, seguendo l’estro o le inclinazioni naturali, ma secondo Noam Chomsky, filosofo, linguista e attivista, lanciare un purè di patate contro un Monet o la zuppa di pomodoro contro i Girasoli di Van Gogh non serve a niente, così come non è destinato a fare la differenza il brandalism che sbeffeggia le campagne pubblicitarie di grandi marchi che a parole si dicono pro-ambiente, ma in realtà incidono gravemente sui cambiamenti climatici.

È un fatto: noi non siamo avvezzi alle rivoluzioni per questioni squisitamente anagrafiche, al massimo sappiamo distinguere una piccola protesta da un sit-in, ed è proprio questo il guaio secondo Chomsky:

Prendere in giro i brand nei social media va bene, ma tutto ciò ha davvero un impatto limitato. È come parlottare gli uni con gli altri. Il grande pubblico non presta attenzione alla presa in giro dei brand online“. Quindi ricorda che: “La protesta di massa funziona. Ha funzionato quarant’anni fa in Europa e in America contro le armi nucleari a corto raggio, come i Pershing. Il trattato Reagan-Gorbaciov del 1987 fu firmato sotto grandi pressioni dalle proteste di massa. Le cose cambiano solo quando la gente si espone in prima persona“. E ancora: “Il potere non vuole fartelo credere, ma è così. Il potere vuole che tu stia tranquillo, calmo, passivo, pacifico e conformista. Se non ti comporti così, in Paesi repressivi come l’Iran si usa la violenza, in Paesi come gli Stati Uniti si usano altri metodi, come squalificare il laburista Corbyn nel Regno Unito con false accuse di antisemitismo o marginalizzare nei media americani il messaggio di Bernie Sanders. La gente deve restare passiva, stare a casa, e non uscire per la strada a difendere i propri interessi. Questo è ciò che vuole il potere. Solo scendendo in massa nelle piazze si cambiano le cose“.

Tutto chiaro? Le rivendicazioni politico-sociali a colpi di slogan e immagini ben costruite sono l’equivalente di proposizioni secondarie senza una principale a raccordarle.

(il virgolettato è tratto da un articolo di Carlo Pizzati)

Protestors target Shell Festival with subverted ad campaign | Famous Campaigns

Anti-Advertising Street Art : Brandalism Billboards

Brandalismo: moda & vandalismo

ADBRAKE CAR SUBVERTS", le pubblicità di Brandalism | Collater.al

Brandalism Interview

Il brandalism non basterà a cambiare le coseultima modifica: 2022-11-02T12:46:29+01:00da VIOLA_DIMARZO

16 pensieri riguardo “Il brandalism non basterà a cambiare le cose”

  1. Da sempre aborrisco per indole la protesta di massa. Le masse sono facilmente manipolabili e piegabili agli interessi del piu’ forte o preparato a coinvolgerle. Lontano da me ogni manifestazione oceanica, mentre sono piu’ per la informazione corretta ed il coinvolgimento personale , in fondo per cambiare le cose basta che i molti, uno per uno si convincano a non dare il loro denaro ai brand ”antipatici”. Poi ognuno faccia cio’ che gli pare ma io mi chiamo fuori. Saluti

  2. Ma qui si parla di protestare con veemenza al fine di sovvertire l’ordine costituito che non funziona…personalmente credo che la rivoluzione a suon di “informazione corretta” non funzioni perché i giovani sono già soggiogati dal nonsense veicolato attraverso i social. Se solo si prendessero in mano i libri giusti, basterebbero i classici greci, cambierebbe molto.

    1. Rivoluzione? Mi chiedo quante proteste ”veementi” abbiano funzionato nella storia, nel senso che abbiano sovvertito un oprdine iniquo per portarne uno piu’ equo… a cominciare dalla rivolta del pane di manzoniana memoria.Secondo me nessuna, tranne quelle che e’ stato conveniente far passare per vincenti da chi ne aveva interesse. Ma ascolterei volentieri un parere diverso. 🙂

  3. Rivoluzione francese, guerra di secessione americana?
    Ma ovviamente, io che sono un’ingenua, mi bevo quello che ho studiato, gli illuminati come te hanno le chiavi di lettura giuste, sbaglio? 🙂

    1. Viola quelle non erano proteste veementi ma rivoluzioni (con annesse guerre civili e non ) per soppiantare un sistema e installarne ex novo uno opposto. Non credo di possedere la verita’ e brancolo al buio, ma questo lo sai quindi ‘ l’illuminato ‘non lo comprendo. Amen

  4. E quali sarebbero le “disquisizioni del cazzo”, Bruno?
    Ora lo dico una volta e non lo ripeto più, anche in considerazione dell’ultimo commento di bloggernick: esigo rispetto! se non siete in grado di garantirmelo, scordatevi questo blog.

  5. …e poi dove vanno…a scuoricinare i buongiornismi eh eh…No, credo che nell’ebbrezza di un contatto virtuale ci si dimentichi che il reale è sudato… che ciò che si traspone non è l’insignificanza …che si mettono in campo energie; vederle sprecate nel fancazzismo fa rimpiangere l’ottocento:):) Quanto al Brandalism, ma si , c’è brand e brand…l’autenticità scappa fuori – scusa la ripetizione – da chi suda, in senso lato per promuovere un prodotto e la sua esistenza, ovvero i piccoli: il resto è business e a volte merita la torta in faccia metaforicamente parlando. (scendere in piazza …ma si tutti al Sordello per uno Spritz:)

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