Lucia Annunziata va

Lucia Annunziata, chi è il marito Daniel Williams: "Quando lo arrestarono, ho raccontato tutto"

È così che si comportano le persone serie, come ha fatto Lucia Annunziata: ha spiegato i motivi per cui lascia la Rai e ha chiuso un capitolo della sua vita professionale. Ma la questione non sarà liquidata in quattro e quattr’otto a imitazione del taglio netto operato dalla brava giornalista: l’occasione è troppo ghiotta per non gridare ancora una volta allo scandalo, quello che ci vorrebbe sudditi di un sistema retrivo e reazionario. Molto banalmente stigmatizzato con un unico aggettivo che non ripeterò.

Lucia Annunziata, chi è il marito Daniel Williams: "Quando lo arrestarono, ho raccontato tutto"

Arrivo a questa scelta senza nessuna lamentela personale: giudicherete voi, ora che ne avete la responsabilità, il lavoro che ho fatto in questi anni. Vi arrivo perché non condivido nulla dell’operato dell’attuale governo, né sui contenuti, né sui metodi. In particolare non condivido le modalità dell’intervento sulla Rai. Riconoscere questa distanza è da parte mia un atto di serietà nei confronti dell’azienda che vi apprestate a governare. Non ci sono le condizioni per una collaborazione dunque”.

Lucia Annunziata vaultima modifica: 2023-05-25T16:01:02+02:00da VIOLA_DIMARZO

36 pensieri riguardo “Lucia Annunziata va”

  1. “Riconoscere questa distanza è da parte mia un atto di serietà nei confronti dell’azienda che vi apprestate a governare. Non ci sono le condizioni per una collaborazione dunque”.

    Coerenza e, soprattutto, dignità.
    Brava Lucia.

  2. Mah, a me è stata sempre antipatica, soprattutto perché non fa parlare liberamente l’ospite, lo incalza in continuazione, con quello stile americano che a me da un certo fastidio, simil Santoro. Nulla da dire sulla sua appartenenza politica, tantomeno sulla sua preparazione, la cosa mi lascia indifferente.

  3. Lo stile di Lucia Annunziata è molto simile a quello di Riccardo Formigli, anche lui piuttosto aggressivo nei riguardi di chi è lontano dalle sue posizioni. Entrambi osano un piglio che danneggia la loro professionalità. È altresì vero che non c’è giornalista in tv capace di essere super partes, se non nella sostanza almeno nella forma.

    1. Di solito, durante un certo periodo dell’anno, sul Nove conduce in seconda serata La confessione. Sarà l’orario, ma lo trovo un intermezzo piacevole, di circa un’ora, prima di andare a riposare.

  4. Ma io dico di no. La pressoche’ totalita’ dei giornalisti Rai e’ sinistrorsa, alcuni sono dei veri pagliacci, altri tra cui la Annunziata almeno paiono capaci di fare il loro mestiere. Andarsene significa venire meno al proprio ruolo ed operare un ricatto corporativo (e dico io fascistoide ) nei confronti di chi non ti sta cacciando ma e’ semplicemente diverso da te. Vada Annunziata a dare via i piedi ed avanti un altro. Due Amen e così sia

    1. La Rai è stata da sempre lottizzata, a destra e a manca. Il fatto che sia un servizio pubblico dovrebbe esigere maggiore serietà, almeno rispetto ai lacchè di corte delle reti private a diffusione nazionale. Che poi se li scambino tra loro, questa è altra cosa arcinota.

  5. La tua è l’altra possibile chiave di lettura (non mi sembra ce ne siano molte), ovvero è la presa di posizione di una persona che sente di non aver nulla in comune col nuovo corso. Resta il fatto che, se non altro, Annunziata non sputa nel piatto in cui mangia, e questo è lodevole. Troverà altri contesti in cui lavorare se lo vorrà.

    1. Un professionista avrebbe (ha) il dovere di rimanere e dire la sua, anche e soprattutto se la sua voce sara’ fuori dal coro. Ma non la ascoltavo prima e non la ascolterò adesso. A dire il vero io non ascolto nessuno , leggo poco e male e sbaglio la punteggiatura, figurati le opinioni… 🙂

  6. “è la presa di posizione di una persona che sente di non aver nulla in comune col nuovo corso. Resta il fatto che, se non altro, Annunziata non sputa nel piatto in cui mangia, e questo è lodevole.”

    Infatti è proprio per questo che il tuo “lodevole” io l’ho diviso in due: da un lato “coerenza” verso il mio datore di lavoro e “dignità” verso me stessa nel non accettare di prendere ordini dal fascistume.
    Ora, potremo contare quanti altri si dimetteranno. Così, visto che si continua a parlare a vanvera di “sinistra”, sapremo quanti giornalisti di sinistra c’erano davvero in Rai.

  7. Il fascistume, conoscendola, non c’avrebbe neppure provato a darle ordini ma, nel caso l’avesse fatto, lei avrebbe potuto portare avanti la sua causa spingendo anche di più, e anzi costringendo i cattivoni a un passo falso. Io al suo posto avrei fatto così forse perché a differenza di tanti le palle le ho. E a quest’ora che le anime belle sono già mezze addormentate, il francesismo ci sta.

    1. L’Annunziata non ce la vedo proprio a fare del vittimismo. Con quel suo orgoglio…. Il problema sono i vari La Russa, Mantovano, Lollobrigida, Gasparri, ecc. Ossessionati dal comunismo strisciante ad oltranza, almeno stando alle loro ansie.

  8. La cosa che trovo patetica, al pari di questo continuo spauracchio destrorso, è un certo malcelato maccartismo fuori tempo massimo…. Ricordo quando Gasparri se la prese coi Pooh. Che io ricordi, ma potrei anche sbagliarmi, non si sono mai esibiti alle Feste dell’Unità.

  9. Riprendo il “filone” Annunziata perché nel frattempo ho avuto modo di leggere qualcosa e scambiare qualche opinione sull’argomento.
    Del personaggio non ho mai avuto un alto concetto per vari motivi: chi svolge mestieri come quello del giornalista in modo così apertamente orientato non è molto credibile; i modi di porgersi all’interlocutore sono spesso scostanti; certe gaffe sono state madornali, una per tutte quanto ebbe ad osservare sulle donne ucraine.
    Ora dice che se ne va perché non condivide nulla dell’operato dell’attuale governo. Poi parla della Rai. Viene quindi da chiederle: prima facevi il tuo programma a Viale Mazzini solo perché condividevi l’operato dei vari governi (di sinistra)? Guidavi “Mezz’Ora in Più” perché “in accordo” con la direzione presa da Palazzo Chigi o per fare servizio pubblico?
    Ancora in tema: muore una nota giornalista (vicina al centrodestra), Maria Giovanna Maglie, e da sinistra nessun cordoglio; Annunziata lascia autonomamente la Rai, senza che nessuno la cacci, e da sinistra si stracciano le vesti. Forse si voleva che li si pregasse in ginocchio di restare? Io credo che lei abbia già (come Fazio) qualche succosa alternativa (forse la candidatura alle europee nel PD?)
    Passando a cose serie, due in particolare: la Germania ha il PIL in negativo; non è una buona notizia, per tutta l’Europa, perché significa recessione. Secondo: l’Italia ha finalmente scaricato quel maxi carrozzone che abbiamo chiamato prima Alitalia e poi Ita Airways. Lufthansa forse riuscirà rendere la Compagnia remunerativa invece di bruciare miliardi anno dopo anno.
    Buon WE a tutti 🙂

    1. La defunta Maglie era in passato molto vicina a Craxi, quindi in origine non era a destra. Almeno l’Annunziata non ha cambiato vessillo. E allora cosa dire dei vari Giordano, Porro, Del Debbio, ecc.? Se ne facciamo una questione di appartenenze, allora non è credibile quasi nessuno. Poi si sa che ognuno si rammarica per i propri beniamini. Riguardo la Germania, i soliti dati in chiaro-scuro, ma credo che oramai, come timoniere UE, abbia fatto il suo tempo, orfana della Merkel, che ha fatto il bello ed il cattivo tempo, piegando l’UE alla sua volontà. Idem per Francia e Gran Bretagna, con quest’ultima in recessione nonostante l’uscita dall’UE. Infine sulla questione ITA/ex Alitalia, è un vero peccato non avere più una compagnia di bandiera. Se il governo di centro-destra in passato guidato dal Berlusca non si fosse ostinato nelle trattative con Air France/Sarkozy & coi capitani coraggiosi bipartisan, a quest’ora Alitalia già sarebbe stata in mano a Lufthansa, visto che già allora aveva manifestato il suo interesse. E probabilmente sarebbe stato meglio per tutti. Ma la cosa che mi preoccupa maggiormente è che molti Paesi per la ripresa economica stanno puntando sull’industria bellica.

      1. Beh…quanto al fatto che un po’ tutti questi personaggi siano schierati, inutile negarlo. La Rai peraltro dovrebbe in teoria fare storia a sé, trattandosi di tv pubblica, anche se ormai ci siamo abituati (come a tutto) all’evidenza che sia da sempre più o meno lottizzata. Nel caso di Annunziata mi sembra che si siano raggiunti livelli alquanto parossistici, montando un casus belli per delle dimissioni volontarie. Non ricordo, ad es., una simile levata di scudi quando nel 2017 andò via Giletti, di fatto epurato. Per onestà intellettuale non posso altresì non ricordare la cacciata di Enzo Biagi, che ricordo mi dispiacque molto benché fossi all’epoca molto giovane. Mi dispiacque meno che andassero via Luttazzi e Santoro, la cui caratura credo non sia minimamente paragonabile a quella di Biagi e che inoltre facevano (loro sì) un uso decisamente politico della tv di Stato, pur certamente non criminoso come disse Berlusconi. Ugualmente non credo sia il caso di disperarsi per la partenza di Fazio, la cui seduta dietro un acquario è la più remunerata di sempre e i cui importanti ospiti (saltuari o fissi) mi risulta fossero o ben remunerati o al più rivolti alla mancina.
        So che è utopistico, ma penso che la Rai non può considerarsi come Mediaset o LA7, e dovrebbe essere territorio pluralistico. E’ ovvio aspettarsi opinioni orientate da parte di un Porro o di un Giordano; meno normale mi sembra che intere reti pubbliche siano prateria di partiti.
        Dispiace ancor più se si considera l’alta qualità di certi contenuti (quello che è stato Quark, Ulisse, Sapiens e similari) che meriterebbero sempre fasce orarie di prima serata.

  10. Sottoscrivo ogni riga e in particolare l’ammirazione per Biagi il cui garbo resta ineguagliabile. Ma in tema di rimpianti come non citare il Circolo Pickwick di Baricco che andava in onda a tarda sera ed era una boccata d’aria per tutti coloro che come me amano la letteratura? E’ vero, resiste Rai cultura, ma l’appeal di un Baricco dov’è?

    1. Il programma Circolo Pickwick, Viola, purtroppo non l’ho mai seguito, principalmente per un fatto di orario, e me ne rammarico. Il libro invece, di cui possiedo una splendida edizione datata 1946, sarà la mia prossima lettura appena ultimato l’Ulisse di Joyce, che mi sta un tantino impegnando…:)

  11. L’Ulisse di Joyce? ma sei pazzo? 🙂 io avrei dovuto leggerlo ma non ne ho mai avuto il coraggio, e dire che con la prosa “porosa” ci vado a nozze. Va beh, colpe veniali. Ti invidio quella” splendida edizione datata 1946″, amo i libri anche in qualità di “oggetti” perché a tenerli in mano lavorano tutti i sensi…ah, che passione. p.s. Baricco rendeva oltremodo interessante la sua trasmissione perché è un affabulatore di razza.

    1. In effetti non conosco di persona qualcuno che abbia iniziato e ultimato l’Ulisse. Ci vuole un po’ di coraggio ad iniziarlo e un po’ di tenacia per finirlo, ma se riesci ad entrarci e ti rassegni al fatto che non puoi capire proprio tutto, dopo un po’ ti prende anche 🙂
      Ho scelto la recente edizione de La nave di Teseo, con traduzione e note di Mario Biondi.
      L’edizione 1946 del Circolo Pickwick invece è di Rizzoli, ci sono dei bellissimi disegni (credo a carboncino) e pesa quanto un volume del vocabolario Treccani! Ma di libri d’epoca ne ho ereditati parecchi…
      A proposito dei 5 sensi che lavorano quando hai in mano un libro, io per prima cosa un libro lo annuso (ma pare che lo facciano in tanti):)

      1. Io invece prima lo guardo, poi lo tocco, do un’occhiata a una pagina a caso (questo in libreria) e solo se diventa mio lo annuso. E quando comincia la lettura vado di matita con qualche nota a margine se serve… 🙂

  12. Mi risulta che i programmi di divulgazione scientifica continuino ad essere trasmessi in prima serata. Anche se, in qualche circostanza, anche in questo settore c’è stato qualche malcontento, dovuto ad un certo monopolio “angelico”. Ricordate la vicenda del defunto prof. Celli?

    1. Questo omaccione grosso e con la barba, oserei dire un gigante buono, era stato confinato su Rai3, e in un’intervista ebbe a lamentarsi perché in Rai c’era un monopolio sui programmi di divulgazione scientifica, che non ammetteva concorrenza, o meglio pluralismo nell’offerta del prodotto. A me il buon Giorgio piaceva. Purtroppo allora non c’era il digitale terrestre, e le reti Rai erano solo 3.

  13. Io mi soffermo sulle copertine, fronte retro. Quando mi chiedono di controllare una pagina, dico che mi fido. Più che odorarlo, mi piace pesarlo. E, fino ad ora, mi è andata sempre bene. Preferisco testi datati, che non siano dei mattoni.

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