Natale senza Amazon? Sì, ma si può fare di meglio

NOELSANSAMAZON - PETIZIONE FRANCESE A FAVORE DEI PICCOLI NEGOZI - VIVAFM

Da marzo 2020 il patrimonio di Jeff Bezos, fondatore e presidente di Amazon, è aumentato del 70%, attestandosi intorno ai 200 miliardi di dollari. Così, a seguito del tracollo economico causato dal lockdown, boicottare lo shopping online del colosso americano è stata un’idea dei commercianti francesi, lanciata con l’hashtag #NoelSansAmazon. L’iniziativa ha riscosso successo in molti Paesi compreso il nostro, dove ha entusiasmato i sovranisti e le associazioni di categoria come Codacons e Confesercenti.

La politica commerciale di Amazon è nota a tutti: schiavizzare gli impiegati e trasferire i guadagni in Stati con regimi di tassazione più convenienti, facendo spallucce al dovere etico di pagare le tasse dove il profitto viene realizzato. Ora, tenendo conto del fatto che l’e-commerce, solo per quanto riguarda l’Italia, interessa il 70% degli individui tra i 18 e i 65 anni, è lampante che indietro non si torna, per cui l’unica strada percorribile resta quella di aiutare i piccoli commercianti a fronteggiare lo strapotere di Amazon. Spetta al Governo offrire loro gli strumenti necessari e, qualora dovesse decidersi in tal senso, non sarebbe neppure uno sforzo eccessivo dal momento che, adducendo come pretesto la necessità di contenere la pandemia e costringendoli di conseguenza a continue chiusure, sta facendo di tutto per sfoltirli di numero.

Arctic Heroes

Ragnar Axelsson Arctic Heroes | Photo Article

Nato in Islanda, Ragnar Axelsson ama i ghiacci al punto tale d’averli fotografati per più di quarant’anni. Il suo ultimo libro si intitola Arctic Heroes: Where the World is Melting, ed è dedicato ai cani da slitta e agli uomini che vivono sottozero. Eroi, per l’appunto. Ma al di là dell’incanto suscitato da questi scatti, occorre fare una riflessione: il mondo cui Axelsson rende omaggio sta scomparendo insieme ai cani da slitta, una specie molto antica: originariamente presenti in 30mila esemplari, in Groenlandia ne restano 12mila. Vogliamo davvero che finisca così?

Quelli che sognano in grande hanno pensato di salvaguardare i ghiacci proteggendoli con diossido di silicio, lo stesso usato nell’industria del vetro; l’idea è di alcuni ricercatori californiani dell’Arctic Ice Project che vorrebbero trasformare il diossido in minuscole sfere di 65 micrometri di diametro per poi coprire le aree artiche. Non possiamo che augurarci che riescano nell’intento. Per quanto fantascientifico.

Ragnar Axelsson – Arctic Heroes - LOBA

Ragnar Axelsson – Arctic Heroes - LOBA

Ragnar Axelsson - Kehrer Verlag

Ci faremo perdonare facendo il vaccino?

Vaccino Covid, priorità a sanitari, anziani e fragili: a Verona sono 30mila...

La app Immuni per tracciare i contagi è stato un fallimento non solo in Italia, ma in tutta Europa. Molti non l’hanno scaricata temendo per la privacy (anche se poi in rete si accettano cookie senza personalizzare nulla), mentre altri se ne sono semplicemente fregati. Tutti però hanno dichiarato implicitamente di non aver fiducia nei governi e più in generale nell’informazione. Andrà meglio col vaccino anti Covid-19? Ovvero, chi non è obbligato, lo farà comunque in segno di altruismo?

Maschio o femmina? Meglio fluid

Cosa significa essere gender fluid? Facciamo chiarezza

Per i giovanissimi che oscillano tra maschile e femminile, la parola d’ordine è fluid perché, come spiegano i diretti interessati, le regole del gioco sono dettate dagli incontri e non dall’anagrafe; oltretutto, coloro che si riconoscono nella disforia di genere, dal 2015, grazie a una sentenza della Cassazione e a una della Corte Costituzionale, non hanno più bisogno di un intervento chirurgico per il cambio di sesso sui documenti.

La sfera dell’LGBT (che sta per lesbiche, gay, bisessuali e transgender) s’arricchisce dei transgender maschi, ovvero delle ragazze nate biologicamente femmine che, stanche di definirsi lesbiche, decidono di cambiare sesso, ricorrendo dapprima ai farmaci che bloccano gli ormoni femminili e poi alla mastectomia. La discussione si è riaccesa a livello globale dopo che Ellen Page (foto in basso) che molti ricorderanno in Juno, agli inizi di dicembre ha dichiarato su Instagram: “Ciao amici, voglio dirvi che sono trans. I miei pronomi adesso sono lui e loro. Mi sento fortunato. Da oggi mi chiamo Elliot“. Comunicato sobrio cui hanno fatto seguito queste parole: “Le persone non binarie sono un dono per il mondo“. Ora, pur rispettando una vicenda esistenziale dolorosa come quella in oggetto, sarebbe stato più corretto aggiungere un “ovviamente a fare la differenza è il singolo, non la categoria”. Ma tant’è. Tuttavia è sempre possibile che sia io, placidamente binaria, ad essere in errore.

Foto in alto: Kristen Stewart, ottimo esempio di gender fluid.

Actor Ellen Page comes out as trans, changes their name to Elliot | Her.ie

Ivanka Trump: a New York non la vogliono più

Ivanka Trump Is Just Not Wanted In New York Any More – Jewish Business News

Non sono tempi facili per Ivanka Trump: dopo il tabellone a Times Square con la sua foto e il numero di morti per Covid, da due settimane circa sono apparsi dei poster in stile Far West che la ritraggono in un bel primo piano con sotto la scritta “NOT WANTED”; è questo il modo in cui la Grande Mela saluta, o per meglio dire liquida, la figlia del presidente uscente. Le affissioni sono state realizzate da un gruppo di attivisti anti Trump, e di fatto annunciano l’imminente trasloco della First Daughter e del marito Jared Kushner molto probabilmente in quel di Bedminster, New Jersey, dove la coppia può contare sull’accoglienza del milieu dei ricchi ebrei ortodossi.

Ora, se è naturale che sia invisa agli attivisti di cui sopra, fa specie registrare che Ivanka non sia più ben accetta persino negli ambienti in cui fino a poco tempo fa veniva ospitata con tutti gli onori, e per la semplice ragione che ha ancora gli occhi del mondo addosso, come sussurrano gli ex amici; resiste comunque una ristretta cerchia di persone che continua a incontrare gli Javanka  in privato.

Chi vivrà vedrà, recita la saggezza popolare. Tuttavia non sia motivo di meraviglia il fatto che una stella così fulgida si sia offuscata in un arco temporale tanto risibile, perché è così che va quando si abitano cieli fuori dalla grazia di Dio e degli uomini.

E i commercianti chiudono nell’indifferenza di molti

Pin on I DO Remember When

Stipendiati, benestanti e pensionati (con pensione decorosa) durante la seconda ondata pandemica hanno invocato un nuovo lockdown, fregandosene bellamente dei lavoratori che per portare il pane a casa devono necessariamente alzare una saracinesca. La già avvenuta chiusura di tanti negozi (ma anche di ristoranti, bar, palestre, ecc.) non intenerisce le categorie di cui sopra, che però si struggono per i centri commerciali che restano chiusi durante il weekend, e per i centri sciistici fermi “proprio a Natale!” La sconcertante presa di posizione di questi signori trova una corretta chiave di lettura nelle parole di Pierluigi Battista che scrive:

Sui commercianti grava il sospetto: sono tutti potenziali evasori, non meritano solidarietà, e forse neanche rispetto. Eppure non hanno le tutele giustamente conquistate dal lavoro dipendente, non conoscono trattamento di fine rapporto, quando chiudono per ferie non incassano un euro, se si beccano l’influenza e devono stare a casa sono problemi, devono riempire ogni anno carte e scartoffie di centinaia di adempimenti fiscali. E non godono della simpatia diffusa che spetterebbe a chi è costretto a chiudere la sua attività per via del virus“.

Aggiungerei che chi non mostra un minimo di empatia per l’altro, mostra  per converso d’essere privo di coscienza. Patologicamente miserabile.

Genovese: Facile.it con Sentimento

I vicini di casa di Genovese e i party a Terrazza sentimento: Anni da incubo

Alberto Genovese, creatore della startup Facile.it, con all’attivo un patrimonio stimato intorno ai 100 milioni di euro, è stato arrestato per violenza sessuale aggravata, sequestro di persona e cessione di stupefacenti. L’ex nerd con la faccia da bravo ragazzo (foto in basso), ha dato la sua versione dei fatti in questi termini: “Mi drogo da quattro anni, da quando ho perso ogni ruolo operativo nelle mie società. Ora non sono più quello di prima: un grande lavoratore che ha costruito tutto dal nulla. Quando sono sotto gli effetti della droga non capisco più niente“.

Ma chi è davvero Alberto Genovese? L’imprenditore geniale o lo sbruffone che pagava come se niente fosse le multe per disturbo alla quiete pubblica che facevano seguito alla denunce dei condòmini, sfiniti dalla musica alta che arrivava da Terrazza Sentimento con vista sul Duomo di Milano? Saccheggiando Hannah Arendt, la risposta è semplice: Genovese è la banalità del male.

Caso Alberto Genovese, quando l'imprenditore arrestato raccontava il suo successo - Corriere TV

Covid-19 e libido: inconciliabili

Apprendo da varie fonti che i sex toys non sono più un tabù, e che i rapporti attraverso uno schermo sono diventati una consuetudine; tuttavia la vita erotica degli italiani, quella più carnale, è in crisi anche se, per correttezza informativa, va specificato che il deficit da calo della libido riguarda soprattutto i congiunti. Ma allora è solo una questione di stato civile? Sì, se si tiene conto del fatto che la pandemia, avendo imposto una convivenza forzata oltre il normale, ha penalizzato i conviventi giacché la sfera erotica si nutre di distanza e desiderio; per converso Covid-19 pare aver graziato i single tra i quali solo il 23% ha sofferto o soffre di astinenza sessuale, stando a un sondaggio di Meetic. Quindi tra le cavolate dette  e ridette durante il primo lockdown – una su tutte “a pandemia conclusa saremo migliori” -, è tempo di archiviare anche le previsioni che ipotizzavano per dicembre un baby boom dovuto a un ritrovato fervore erotico delle coppie stabili. Per gli ottimisti a oltranza non resta che sperare in un miracolo di Natale, mentre per i lettori che vogliono saperne di più sulle derive del sesso contemporaneo, sarà utile leggere il saggio di Elisa Cuter Ripartire dal desiderio, la cui copertina è una chiara dichiarazione di intenti: indagare attraverso la falce e il dildo, ovvero attraverso la lotta di classe e la sessualità, l’evoluzione del femminismo degli ultimi anni in un’ottica capitalista e dei consumi. Il libro si apre con un focus su Non è la Rai, e sulla strana coppia Gianni Boncompagni-Ambra Angiolini che secondo Cuter incarnarono la mascolinità che si femminilizza e viceversa. Non vengono dimenticati personaggi del calibro di Silvio Berlusconi e Harvey Weinstein, esponenti di un machismo imbarazzante e impotente. Auguri.

 

Kamala Harris, il destino nel nome

Sen. Kamala Harris gets warm reception at New Orleans conference of African-American women | | nola.com

Nomen omen? Beh, nel caso di Kamala Harris sicuramente sì, dal momento che Kamala è il nome sanscrito del loto, fiore che nasce dal fango e non s’arrende fino a quando non vede la luce. Non è stato dunque un caso se la neo-eletta vicepresidente degli Stati Uniti d’America, prima donna nera a rivestire un ruolo così prestigioso, sia stata anche la prima donna di origini indiane a diventare procuratore distrettuale di San Francisco, mentre il marito sarà il primo First Gentleman di origini ebraiche.

Ora che i giochi sono fatti, qualcuno si è chiesto se Kamala opterà per una particolare identificazione razziale, ma è un domandare ozioso giacché la stessa Harris ha dichiarato che, benché sia stata cresciuta come americana orgogliosa del proprio Paese, per nessun motivo al mondo rinnegherebbe le origini afroamericane e indiane, e le relative eredità culturali. Affrancarsi da ogni etichetta, ha chiarito, era già il mio diktat.

Apprezzata dai più importanti attivisti Lgbt per via delle posizioni su ambiente, sanità e controllo delle armi, Harris non ha paura di dire la verità, la sua verità, su ogni argomento, per cui senza imbarazzi sostiene che il sistema giudiziario americano è marcio, e che l’abissale differenza di retribuzione tra donne, bianche o di colore, e gli uomini va abolita, poiché è uno sproposito che le prime guadagnino di media 63 centesimi, e i secondi un dollaro.

Secondo alcuni commentatori, Kamala Harris passerà alla storia anche per essere stata la prima candidata a fare comizi elettorali indossando le All Star, ma a parte questo particolare che di bizzarro ha solo il contesto in cui è stato mostrato, Harris ama vestire casual, senza tuttavia rinunciare alla sobrietà di tailleur e bluse di seta. E al suo sorriso smagliante.

Kamala ha toccato le mie corde, ha un cuore enorme, modi innovativi per affrontare problemi difficili; è divertente (il premio Miglior Risata di Pancia in politica va a lei) ed è molto più saggia dei suoi anni“.

J.J. Abrams, regista e produttore di Hollywood

Che la Ghigliottina sia con te, Massimo (e ha vinto anche stasera!)

Chi è Massimo Cannoletta, il campione de L'Eredità: laurea, lavoro, vita privata, moglie

Per me che sono una fan della Ghigliottina, ovvero del rush finale dell’appuntamento giornaliero con L’eredità, Massimo Cannoletta è un mito, anche se è proprio quell’ultima frazione di gioco il suo tallone d’Achille. Quando, qualche sera fa, non ha indovinato la parola “bambagia” nella scalata doppia contro un’altra concorrente, gli  #ereditiers sono stati presi dal panico, ma grazie al bonus previsto dal regolamento, e concesso a chi vince sette ghigliottine consecutive, Massimo ha avuto il diritto di tornare a giocare. Finora il divulgatore, come lui stesso ama definirsi, ha vinto più di 200.000 euro, ma quello che sconcerta è la vastità del suo sapere, che spiega così: “Tenevo conferenze sulle navi da crociera e curavo il programma culturale per i viaggiatori; la compagnia per la quale lavoravo mi dava carta bianca sui temi, tenevo conferenze sui porti di scalo, gli ospiti erano entusiasti (…) Studiavo moltissimo, non potevo farmi trovare impreparato alle domande dei viaggiatori”. Per la cronaca: ha fatto due volte il giro del mondo.

Il bello di Cannoletta, originario della provincia di Lecce e attualmente disoccupato a causa del Covid, è che sa dare in pasto la sua cultura con simpatia e singolare umiltà; la scorsa settimana, quando ha preferito sbagliare una risposta del Triello per permettere a un altro concorrente, a suo vedere più meritevole, la possibilità di arrivare alla ghigliottina, rinunciando di conseguenza a giocare per 180mila euro, ha lasciato tutti attoniti, persino Flavio Insinna che conduce il programma con verve inossidabile. È un vero piacere seguire Massimo, un super campione che ricorda quelli di Mike Bongiorno, e che nonostante la notorietà che l’ha travolto, continua a lasciarsi ammirare con divertita sobrietà.