Sul malgoverno della pandemia

Il 2020 l'anno della pandemia,da Wuhan al vaccino - Biotech - ANSA.it

La notte delle ninfee, l’ultimo libro di Luca Ricolfi, uscito all’inizio di quest’anno, quando il governo Conte era ancora in carica, ha per oggetto il malgoverno della pandemia ed elenca, descrivendoli, i danni causati dalla superficialità di chi doveva salvaguardare la salute pubblica e l’economia nazionale. Dati alla mano, e avendo ben presente l’incapacità della classe dirigente, l’autore conclude che “nessuno sarà chiamato a rispondere delle sue azioni, né ora né mai“, e lo fa con l’amarezza tipica di chi ama il proprio Paese.

Ricolfi affida all’introduzione del libro una breve ricapitolazione dei fatti, e scrive:

Poi, verso metà novembre, è successo qualcosa. Qualcosa che mi ha fatto cambiare idea. Erano i giorni in cui le regioni ballavano la danza dei tre colori, quei giallo/arancione/rosso che corrispondono ai livelli di allerta della Protezione civile. Tutti avevamo capito che la seconda ondata era arrivata, e ci stava travolgendoIo non ne ero stupito. Del rischio di una ripresa dell’epidemia avevo parlato fin da maggio, durante il periodo delle riaperture, quando con Andrea Crisanti lanciammo l’appello (inascoltato) per aumentare al più presto il numero di tamponi. (…)

Che le cose si stessero mettendo per il verso sbagliato, a giugno poteva non essere chiaro a chi non fa lo statistico di professione, tanto più se è un politico. Ma da agosto in poi le cose erano diventate chiarissime, perché tutti gli indicatori ricavabili dai dati della Protezione civile segnalavano un sensibile rialzo della temperatura dell’epidemia. E chiunque avesse occhi per vedere poteva accorgersi che il governo nulla stava facendo per far rispettare le regole, a partire da quelle su discoteche, movida, assembramenti, e soprattutto nulla aveva fatto di ciò che sarebbe stato essenziale per garantire un rientro sicuro a scuola: saturazione al 50 per cento dei mezzi pubblici, nuovi spazi, assunzione di personale, orari di ingresso scaglionati, termoscanner e dispositivi di regolazione dell’umidità nelle scuole, protocolli efficienti per gli studenti sospetti positivi e i loro familiari. (…)

Dunque, quando a ottobre la seconda ondata arrivò, non ne ero affatto sorpreso. Come non ero sorpreso dal tracollo del sistema sanitario nazionale, un fatto che chiunque avrebbe potuto facilmente prevedere solo che avesse messo in fila tre dati: la mancata riorganizzazione della medicina di base, il mancato raddoppio dei posti effettivi di terapia intensiva, lo spettacolare aumento del numero di persone contagiosePuò sembrare strano, ma nella prima metà di ottobre, con una semplice calcolatrice da tavola, persino un bambino di quinta elementare si sarebbe potuto rendere conto che il rischio di contagio era dieci-quindici volte più alto che a luglio. In breve, per me non vi era il minimo dubbio che la seconda ondata era il frutto inevitabile delle omissioni dei nostri governanti. Il che significa: agendo diversamente, la seconda ondata si poteva evitare, o quantomeno trasformare in una modesta fluttuazione, risparmiando migliaia di morti, mesi di chiusure, perdite ingenti per l’economia“. (…)

È allora che faccio due più due. Quel che a me pare evidente, e cioè che la seconda ondata era evitabile, non lo è a molte persone che stimo. E soprattutto non lo è agli occhi della maggior parte degli italiani. A quanto pare la credenza che il virus sia una sorta di maledizione divina, o di catastrofe naturale, cui non ci si può sottrarre, e di cui si può tutt’al più sperare di mitigare gli effetti, è diffusa sia nell’opinione pubblica sia nella mente di molti studiosiÈ difficile sottovalutare le conseguenze di questa visione. Se si pensa che poco o niente si può fare contro il virus, l’unica via di uscita resta il vaccino o, se il vaccino non funzionerà (o non ci sarà per tutti), il mero trascorrere del tempo: prima o poi le epidemie finisconoE infatti è precisamente su questo registro che, dalla metà di novembre, si sono sintonizzati i media. Anziché pungolare il governo a fare ora quel che non ha fatto nella lunga estate delle “riaperture”, tutto il sistema dei media si sta spostando sulle mille problematiche del vaccino. L’attesa messianica del salvatore, si chiami Pfizer o Moderna, AstraZeneca o Sputnik, attenua la vigilanza dell’opinione pubblica sul da farsi, e così rischia di agevolare la terza ondata*“.

*(che infatti c’è stata)

A questo punto, riportare integralmente l’introduzione de La notte delle ninfee sarebbe un copiaincolla inutile perché ciò che sta accadendo è sotto gli occhi di tutti; ma a Ricolfi va riconosciuto il merito di aver offerto un resoconto veritiero dell’Italia durante il primo anno di pandemia. Che molti sottoscriverebbero senza esitazioni.

Vite arancioni o rosse. Comunque sospese

Nel primo semestre del 2020 il reddito da lavoro dipendente si è ridotto dell’8,7 per cento rispetto all’anno prima, i consumi sono scesi del 9,8 ed è aumentato il tasso di risparmio. Per quanto riguarda l’intero 2020, l’Osservatorio Findomestic riporta che gli acquisti di beni durevoli sono diminuiti del 10,3 per cento, ma la vendita di webcam, pc portatili e tablet ha fatto la differenza per via dello smart working e della didattica a distanza.

Al di là delle statistiche, di cui il paragrafo precedente è solo un pallido riflesso, il nuovo denominatore comune degli italiani, più o meno abbienti, è la prudenza perché quando si vive nell’incertezza non solo si compra meno ma si investe anche meno, quasi che ad aleggiare fosse la convinzione sottaciuta che la situazione attuale possa perdurare ancora a lungo.

Da oggi più di mezza Italia è di nuovo in lockdown. Per chi è al potere, chiudere ciò che non è indispensabile è più che altro un modo per togliersi dall’imbarazzo di aver gestito male un anno di pandemia. Per i comuni mortali, invece, frastornati da istanze contraddittorie, questo tempo sospeso è diventato una questione di vita o di morte.

2020: l’annus horribilis raccontato per immagini

Coronavirus, l'infermiera simbolo dell'emergenza: "Scusate se sono crollata, ero stremata" - Tgcom24

Se alla Regina Elisabetta venisse chiesto di definire in modo lapidario l’anno corrente, probabilmente ricorrerebbe all’espressione annus horribilis, già usata pubblicamente nel 1992 in riferimento agli scandali che avevano travolto la Royal Family. Noi, privi della raffinatezza che la contraddistingue, abbiamo già etichettato il 2020 come shitty time, restando consapevoli del fatto che non sarà la notte di San Silvestro ad archiviarlo, dal momento che non esiste “un prima e un dopo”, ma piuttosto, come insegna sant’Agostino “un presente del passato, un presente del presente e un presente del futuro”.

Ma ripercorriamo l’anno agli sgoccioli, ricorrendo ad immagini che non dimenticheremo.

Greta Thunberg manifesterà a Losanna il 17 gennaio | laRegione

Gennaio. Greta Thunberg a Losanna partecipa a uno sciopero per il clima.

US army brought coronavirus pandemic to Wuhan: Chinese diplomat - The Economic Times

Febbraio. Wuhan, Cina. L’epidemia è sotto gli occhi del mondo.

Coronavirus: colonna mezzi militari a Bergamo con feretri - Lombardia - ANSA.it

Marzo. Nella notte tra il 18 e il 19, mezzi militari attraversano le strade di Bergamo. Trasportano i feretri delle persone decedute in città a causa del Covid-19. Nell’immagine che apre il post, l’infermiera stremata, diventata uno dei simboli della tragedia.

Coronavirus, flashmob anche a Napoli: tutti sui balconi a cantare «Abbracciame»

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Maggio. Diodato, vincitore del Festival di Sanremo, si esibisce all’Arena di Verona. Deserta.

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Giugno. A New York il movimento Black Lives Matter protesta dopo l’uccisione dell’afroamericano George Floyd.

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Luglio. Un murales, a Trastevere, celebra il musicista premio Oscar Ennio Morricone.

Lacrime e arcobaleno. Genova ha il suo ponte. “Ma la ferita è viva” - La Stampa

Agosto. Un arcobaleno abbraccia il nuovo ponte San Giorgio di Genova.

California, provocano mega incendio durante la festa per il bebé: 30 chilometri quadrati di foresta in fiamme

Settembre. Vasti incendi devastano la California.

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Ottobre. A Bangkok manifestazioni pro democrazia.

Joe Biden ha vinto le elezioni - RSI Radiotelevisione svizzera

Novembre. Joe Biden è eletto Presidente degli Stati Uniti. Kamala Harris è la sua vice. Il 25 muore Diego Armando Maradona.

Diego Armando Maradona: biografia del Pibe de Oro - Diretta Napoli

Almost 140,000 people in U.K. have had coronavirus shot so far

Dicembre. È per Margaret Keenan, 90 anni, la prima dose di vaccino anti-Covid; dopo toccherà a William Shakespeare. Il 9 muore Paolo Rossi, indimenticato protagonista di Spagna 1982.

Le foto del funerale di Paolo Rossi - Il Post

Ultim’ora: Accordo raggiunto tra Londra e Bruxelles. Protagonisti Boris Johnson e Ursula von der Leyen.

Boris Johnson and Ursula von der Leyen have 'positive' meeting | Brexit | The Guardian

Ad meliora et maiora semper!

Coronavirus e privacy

Risultato immagini per monna lisa con mascherina

   L’epidemiologia, stando alla definizione che ne dà la Treccani, è  una “scienza medica che studia, a fini soprattutto preventivi, l’entità e le vie della diffusione delle malattie (spec. di quelle infettive), mirando a individuare le condizioni organiche, ambientali, demografiche e sociali che possono favorire o contrastare il loro sviluppo”. Va da sé che questa, come ogni disciplina che si rispetti, ha bisogno di raccogliere dati che, come spiega il fisico Alessandro Vespignani tra gli esperti più quotati nel campo delle predizioni scientifiche, danno poi vita ai modelli predittivi. Ma per quanto riguarda il Covid-19 chiarisce che: “Al momento le nostre previsioni sono basate sulla rete di mobilità e non sulla trasmissibilità interumana. Stiamo utilizzando modelli di “situational awarness”, che proiettano il loro stato dopo la modificazione di alcune variabili (ad esempio le strategie attuate dalle autorità cinesi). In questo modo è possibile stimare un numero di casi fino a dieci volte maggiore rispetto alle stime ufficiali, ma non si tratta ancora di previsioni. Sapremo proiettarci verso il futuro solamente fra qualche giorno, quando disporremo di dati più certi ed i numeri statistici saranno sufficientemente solidi da essere inseriti in algoritmi predittivi. Anche i social sono sul tavolo”.

   Possiamo forse trasalire, dirci sconcertati nel sapere che siamo sotto una lente di ingrandimento? Certo che no, non in questo caso, ma c’è chi ha fatto notare che la Cina, a causa dell’epidemia da cui è stata colpita tanto duramente, ha intensificato l’attività di sorveglianza sulla popolazione attraverso l’uso di droni per verificare l’uso delle mascherine e ha preso accordi con i colossi della tecnologia e delle telecomunicazioni per monitorare gli spostamenti dei cittadini e dire loro quanto stare in quarantena. La domanda è: a emergenza finita, le autorità cinesi rinunceranno a raccogliere dati indiscriminatamente o continueranno a farlo col pretesto di essere pronti quando si presenterà una nuova epidemia? E noi, sebbene figli di un background culturale completamente diverso, potremo dirci certi che non ci sarà un grande fratello che, a nostra insaputa, veglierà su di noi per proteggerci da un qualsivoglia emulo del coronavirus?