Greta Thunberg non va in Francia e sciopera virtualmente

   Qualche giorno fa Greta Thunberg ha annunciato che non andrà a Grenoble né a Parigi per motivi famigliari. Le manifestazioni pro-ambiente, che erano state calendarizzate a ridosso delle elezioni amministrative che si terranno domenica prossima in oltre 30mila comuni francesi, compresa la capitale, avevano fatto storcere il naso a chi vedeva in quella scelta temporale un tempismo sospetto, ovvero che la presenza di Greta sarebbe stata espressione, benché implicita, del sostegno alla sindaca uscente Anne Hidalgo, socialista e ambientalista, favorita di poco sulla repubblicana Rachida Dati. Ma non si era detto che il movimento Fridays for Future è apolitico?

   Intanto va in scena il primo sciopero digitale per il clima, il #DigitalStrike, voluto sempre da Greta la quale, alla luce delle direttive che vietano gli assembramenti a causa della pandemia da Covid-19, ha invitato gli studenti a scioperare solo virtualmente.

Naomi Seibt, l’anti-Greta Thunberg

   È così che è stata ribattezzata la 19enne tedesca Naomi Seibt che attraverso il suo canale YouTube minimizza l’allarme climatico con l’assunto: “L’uomo e le attività industriali giocano un ruolo minimo, se non pari a zero, nel riscaldamento climatico che è invece un effetto naturale, frutto dell’evoluzione terrestre e di un’influenza maggiore dell’energia solare”.

   Naomi Seibt non è una ragazza qualunque; dietro di lei si muove l’Istituto Heartland, molto vicino al presidente Trump, e da tempo impegnato al fianco di una nota multinazionale nel confutare la tesi che il tabacco causerebbe il cancro; e se non bastasse, i detrattori di Seibt fanno sapere che ha fatto parte del movimento di destra Alternativa per la Germania. Ma com’è stato possibile che l’anti-Greta – definizione rifiutata da Naomi perché “io non sono una marionetta” –  sia stata investita da tanta visibilità? Il motivo è presto detto: nel convegno Climate Reality Forum, tenuto a Monaco nel dicembre scorso, fu notata da James Taylor, uno dei grandi dirigenti dell’Istituto Heartland. A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.