E se censurassimo anche Giannini e Sordi?

Mariangela Melato e Giannini travolti da una satira sociale - Corriere.it

La provocazione è divertente, e forse non è fine a se stessa tenendo conto di quanto ha potuto la cancel culture in America (Via col vento docet). Ci prova, a risvegliare le coscienze di casa nostra, Alessandro Chetta col saggio Cancel Cinema. I film italiani alla prova della neocensura, fornendo un elenco di 200 titoli che, se osservati con la lente di ingrandimento del politically correct, potrebbero non superare l’esame dei “correttisti”. Ad esempio, Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto, correrebbe il rischio di restare al palo perché la “bottana industriale”, Mariangela Melato, viene malmenata da Giancarlo Giannini (violenza di genere); sulla stessa china Alberto Sordi in Amore mio aiutami, in cui il nostro Albertone riempie di botte la consorte Monica Vitti. E perché no, mettiamoci pure Lino Banfi quando canta “benvenuti a ‘sti frocioni” (omofobia), Totò che si imbratta la faccia di nero e  prende in giro la parlata degli africani (parodia razzista), senza dimenticare un classico di Scola, Dramma della gelosia – nelle parole di Chetta un “femminicidio ridarello” – che in tempi non sospetti valse a Mastroianni il premio come migliore attore a Cannes. Da quale film vogliamo iniziare?

Palombelli, politicamente scorretta, niente di più

Barbara Palombelli beccata senza trucco: la trasformazione [FOTO]

Ma quando lo capiremo che viviamo nell’era del politicamente corretto, e che dobbiamo genufletterci all’ortodossia imperante? Se lo avesse fatto anche Barbara Palombelli non sarebbe finita nella bufera mediatica per questa frase pronunciata durante una puntata de Lo sportello di Forum:

 “A volte è lecito anche domandarsi: questi uomini erano completamente fuori di testa, completamente obnubilati? Oppure c’è stato un comportamento esasperante, aggressivo anche dall’altra parte? È una domanda, dobbiamo farcela per forza, in questa sede, un tribunale“. Per poi chiarire, il giorno dopo:

Non esiste alcuna giustificazione a un femminicidio, ma dobbiamo fare tutti un passo avanti e capire come disinnescare la violenza prima che diventi un femminicidio. Dobbiamo parlare per prevenire i comportamenti“.

Ora, posto che la violenza contro le donne – come stigmatizzato dalla stessa giornalista più e più volte – sia sempre da condannare, è mai possibile che in sede di dibattimento non si possa esprimere un dubbio, una perplessità che, lungi dal giustificare alcunché, aiuti a capire? Santa pazienza, se vogliamo un mondo basato sulla libertà di pensiero e parola, cominciamo con l’essere tutti onesti, uomini e donne, senza strizzare l’occhio alla piaggeria o al consenso trasversale.

Il gregge, riottoso a ogni voce fuori dal coro, si è unito alle note di biasimo che sono piombate su Barbara Palombelli con un’esaltazione emotiva che molto deve alla retorica. Ma al gregge va bene così: trovando conforto nella limitatezza superstiziosa, non ci pensa proprio ad abbandonare il suo misero feudo.