La banalità dell’amore

Ogni amore segue uno schema, benché suscettibile di infinite variazioni; Iris, Sergio e Isa, del tutto involontariamente, partecipano della natura chimerica del destino. Queste le premesse.

Iris

“Quest’estate non ha niente di particolare, non merita una biografia”, pensa Iris, affondando i calcagni nella sabbia. Sotto certi aspetti ha conservato il rigore di un tempo, quando, sdraiata sul divano Chesterfield, provava a farsi un’idea di come affrontare l’imprevisto. Suo marito le allunga un drink, lei distoglie lo sguardo un istante, beve un sorso e torna a fissare il mare. Ha scorto un veliero, un’evanescenza più che una silhouette. L’inquietudine la spinge a contare – ma l’ha già fatto un’ora prima – i giorni rimasti, non perché le importi della vacanza agli sgoccioli, ma perché teme settembre, il vanire anzitempo dei pomeriggi.

“È ora di andare”, dice la voce che all’inizio la teneva tra le braccia tutta la notte.

“È ora di incorniciare il tramonto”, replica lei, senza che le corde vocali le usino la cortesia di tradurre il pensiero in parole.

A notte fonda – andare a letto in orari più congrui è fuori discussione – Iris si spoglia al buio; beve un’altra flûte e poi la posa sul tavolino, ignara del danno che la domestica, quando s’accorgerà dell’alone circolare sul cristallo, stigmatizzerà come una colpa capitale. Raggiunge il balcone, data l’ora può permettersi la nudità quasi totale. Dentro, un rimescolio che non può imputare all’alcol, e alla luna chiede:

“È colpa della blasfemia del tempo o dei sogni sacrificati al pragmatismo?”.

Ma quella, che è vera solo nella finzione, continua a dormire di un sonno senza sospetto. Ci pensa Orione a mettere una pezza, tirando a lucido le stelle per intesserle la trama di un nuovo amore.

Sergio

Portraits morcelés - Le accattivanti photo-sculptures di Brno Del Zou | Collater.al

A quest’ora della notte aspirerei alla femmina, ma devo accontentarmi della donna, per cui mi limito a covarla con gli occhi. È più di un’ora che si è raccolta nell’intimità del balcone, e potrei indovinarne i pensieri: dualismo luce-tenebre, oscurità come utero da cui tutto ha avuto inizio, movida convulsa incapace di attingere alla pienezza della notte. Robe così di cui mi parlava fitto fitto, fino a poco tempo fa; ora non più. Indipendentemente dall’argomento, mia moglie centellina le sillabe e aspetta che mi sia addormentato, prima di spogliarsi al buio: teme forse che non sappia controllare il mio inesausto stato di eccitazione? Beh, si sbaglia, e comunque io non dormo se lei non è al mio fianco; dovrebbe saperlo, e allora a che pro quella messinscena? Più e più volte ho pensato di affrontare la questione, dirle che sono ancora suo marito e che in fondo avrei diritto al sesso, ma non mi sembra una mossa saggia, mi apostroferebbe con una filippica delle sue, e inoltre mi sento in colpa a causa dell’altra. Per fortuna non sospetta nulla, quindi mi conviene restare calmo e vedere come evolve. Magari domani si sveglia di buon umore e ci scappa pure una scopata sul divano Chesterfield. Chi può dirlo. (I belong to you and you belong to me)

Isa

È molto bella e anche molto sexy, Isa. Con un patrimonio genetico di cotanto spessore avrebbe meritato di più, ma il destino, che non opera in base al discrimine della bellezza, le ha appioppato dapprima il ruolo di cassiera in uno scalcinato supermercato di provincia e poi, si direbbe con maggior perfidia, quello di moglie di un uomo immusonito. Da qualche anno evade i domiciliari tra le braccia di Sergio che è sposato con Iris; Iris è la spina nel fianco di Isa che, con petulante sicumera, va ripetendosi che quella snob è un’usurpatrice, e che dovrebbe ringraziare la clessidra del tempo per averla avvantaggiata. Sotto questo aspetto dobbiamo mostrarci compassionevoli con lei: la naïveté non le consente di comprendere che solo nei film gli esseri umani si incontrano nel posto giusto e nelle circostanze più propizie.

La bionda, come la chiamano tutti, è l’ossessione erotica di buona parte del testosterone paesano: il suo culo è leggenda; ne sa qualcosa il titolare del supermercato che dovrebbe darle un aumento a titolo filantropico.

Isa e Sergio si incontrano due volte a settimana, il martedì e il venerdì, a orari flessibili; solo la location e il modus operandi non subiscono variazioni. Nel boschetto che lambisce il lato nord del cimitero, scopano sul sedile posteriore del SUV di lui; dopo, tutto si risolve in un  Ti è piaciuto? Sì, sei stata fantastica, e via, a riacciuffare quella parte di vita zoppa e nevrotica che ci si potrebbe scrivere un’intera metafisica.

A volte Isa, mentre stira la divisa da lavoro o adempie ai doveri coniugali, dubita dell’amore di Sergio e si chiede perché non l’abbia mai baciata sulla bocca; sono pensieri di cui si vendica divorando pane e salame. Ma poi torna a cantare Quand il me prend dans ses bras

La banalità dell’amoreultima modifica: 2020-08-27T12:52:38+02:00da RunaLudmilla

Lascia un commento

Se possiedi già una registrazione clicca su entra, oppure lascia un commento come anonimo (Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog).
I campi obbligatori sono contrassegnati *.