Pensieri in volo

È più di un’ora che Tina se ne sta sotto lo spiovente del tetto che copre a malapena il suo balcone, ampio quanto basta da lasciarsi arredare con un tavolino e due sedie in midollino. Il sole – in conflitto con se stesso giacché va e viene come per un dispetto puerile – le ha arrossato lievemente le guance che ora fanno pendant con il ciclamino nell’angolo del balcone aggettante il vecchio caseggiato, il cui giardinetto contempla il portico smangiato dall’incuria, vociante di bambini quando non sono impastoiati con i compiti.

In realtà Tina sta lottando contro l’inerzia di un pomeriggio domenicale che le ha fatto il vuoto tutto intorno e che, esasperandola, l’ha indotta a parlare per qualche secondo a voce alta, come a una platea non disdegnante, ma anzi desiderosa, di conoscere i suoi pensieri. Il punto tuttavia è un altro: mentre seguiva ammirata uno stormo di uccelli aggregati in un’infinità di punti neri, le è tornato in mente il suo Antonino cristallizzato nella stagione della loro giovinezza, quando desiderava le sue carni molli e umide nelle notti dell’abbandono, innervato dal piacere che le rimodellava a piacimento il desiderio.

Ancora frastornata dal ricordo, Tina abbandona il balcone richiamata dalla voce del citofono che nulla tradisce dell’ospite inatteso. La luce è cambiata a poco a poco, addensandosi in un grigio livido, nell’immutabile pantomima di una domenica di periferia.

Pensieri in voloultima modifica: 2021-04-07T10:25:55+02:00da RunaLudmilla

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