Io e il mare

VOCI


Le voci erano la sua fissa, più che l'aspetto fisico, le voci l'affascinavano. A Lucia piaceva sentire le voci al telefono e figurarsi le persone, immaginarsele esteticamente, indovinare i loro gesti, i modi. Attraverso la voce ricostruiva la persona, il suo stile, il modo di camminare, di gesticolare e gli sguardi... voce, poi occhi, bocca e mani...  gli elementi principali per lei, quelli su cui puntava l'attenzione, quelli che a volte le smuovevano qualcosa dentro e, quando succedeva, erano guai. Sì, perché all'inizio faceva finta di niente, ma poi finiva per doversi arrendere alla curiosità che la portava a conoscere meglio la persona. E non facciamo finta di niente, le voci più interessanti erano quelle maschili...  A quel punto doveva stare bene attenta, perché innamorarsi di una voce non significava automaticamente innamorarsi della persona, o almeno non sempre, anche se le voci che la colpivano di solito corrispondevano a personaggi quanto meno intriganti... Ma la voce che aveva sentito quel giorno l'aveva scombussolata a tal punto che continuava a risentirla e le sembrava che l'avvolgesse, l'abbracciasse, la frugasse... Lucia rabbrividiva al solo pensiero e si girava e rigirava nel letto senza riuscire a prendere sonno...