“Avrò cura di te” di M. Gramellini e C. Gamberale

Una donna inquieta,
un angelo custode e la forza dell’amore,
sempre e ovunque.

 

Gioconda, detta Giò, è una giovane donna che affronta la vita dal punto di vista sbagliato. A tratti teatrale nei suoi sentimenti, convinta che ci sia una cospirazione degli affetti contro di lei, gestisce la sua nuova vita incolpando quella vecchia di ciò che non va in lei. Nella sua fragilità di donna inquieta, senza sapere come, inizia una corrispondenza surreale con un angelo, il suo angelo custode. Sono loro i registi di questa storia scritta a due mani da Massimo Gramellini e Chiara Gamberale: “Avrò cura di te”, un romanzo dalla soffice consistenza della preghiera e dell’ascolto che Giò e l’angelo portano avanti fra consigli e ricordi.

A dare il via a questa conversazione con Filèmone, così si firma il suo amico di penna astrale, è un biglietto della nonna paterna, figura importante nella figura della protagonista che vede in lei la perfezione dei sentimenti che si sono consolidati in un matrimonio duraturo. In questi scambi epistolari si dispiega la vita di Giò nelle sue imperfette quotidianità: dalla sua amicizia con Kiki (l’amica che trova un equilibrio d’amore nel tradimento) al suo rapporto difficile con i genitori, accusati da Giò di essere distanti da lei. E su tutti, il difficile epilogo del suo matrimonio con Leonardo e la convinzione di dover ricevere perdono prima di perdonare se stessi.

È un libro che si legge tutto d’un fiato, inseguendo i consigli di un angelo che intreccia la sua vita a quella di questa giovane donna alla ricerca di qualcosa che ha dentro di sé senza saperlo. La voce di Filèmone, gestita magistralmente da Granellini, ha il sapore delle cose sagge e antiche, ma non per questo vecchie: è la voce della coscienza, quella che spesso releghiamo nei luoghi più remoti perché scomoda e inopportuna. Abituati a incolpare il destino, la vita, dio delle nostre colpe non ci rendiamo conto, spesso, delle attese sciocche a cui ci abbandoniamo.

“Chi resta fermo ad aspettare che la vita gli restituisca ciò che gli ha tolto otterrà soltanto rancori mescolati a rimpianti.”

Il romanzo non ha la pretesa di mostrare vite perfette, di parlarci di scelte giuste o sentimenti eterni. Non porta il lettore a ricercare quegli idilli patinati d’oro che si ritrovano spesso nella letteratura o nei film: la vita, nelle sue pieghe imperfette, ha molto da insegnare e i due autori, attraverso una giovane donna come Giò vogliono solo mostrarci come, riuscendo a capire chi siamo davvero e cosa vogliamo, possiamo essere persone diverse, migliori a tratti. Solo così riusciremo a vedere la vita da un punto differente e godercela nella sua magnificenza.

Buona lettura.

“Avrò cura di te” di M. Gramellini e C. Gamberaleultima modifica: 2019-04-03T10:46:37+02:00da tersicone0

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