Il dolore dell’addio da mia madre.

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Nelle mie notti con gusto di ferro
Lacrime in lacrime, dimenticate nel gelo,
i loro occhi arrivano con lacrime asciutte
Versando luce nella mia cantina

Con labbra brucianti, drappeggiato
Per cantare i miei desideri Tutto
quello che ha trovato la risposta nella morte.
Vino e scintilla nelle preghiere,
si versa il sangue dalle ginocchia.

Tutti i morti vengono ad accarezzarmi
con migliaia di voci in echi santi
Con le ferite bianche delle ferite delle ferite
Spine sulle spine scavate
su una nuvola di lamenti e chiodi Fruste, dolori, amarezza
.
Sono emersi sopra il loro percorso.
Perso nelle tenebre, vano, celeste,
Cosa indossavano senza saperlo
per l’eternità.

Mi fa male il petto, l’artiglio si stringe, il
il dolore mi morde come una bestia. io
i denti mi tolgono i denti, mi strappano le unghie.

Soffia il mio fischio con migliaia di corde
. La mia carne è schiacciata, la mia pelle brucia
e le unghie nelle mie mani mi picchiano.

Ogni ferita, dolce luce.
A qualsiasi delle loro urla, una preghiera.
Su ogni paura, la mano buona
Il coraggio mi inverte. E la voce del
L’orecchio segreto mi sussurra: “Dai, osa!” Il
il mio cuore cresce, il mio cuore batte.

Ma non riesco più a sentirlo. L’Uno-Chi-E
la mia misericordia. Dico la preghiera,
e nella mia carne vivente vive il miracolo.
È la mia unica arma, dolce speranza.
Una profonda pace cresce in me.

La luce circonda la stanza nera.
Il volto di rabbia il nero, la mano ruvida
che non vedo. Sto andando in paradiso.

Nascondono il dono sotto il gusto del ferro.
Ricevo con amore tutto ciò che devo dare
viso e mano, lo chiamerò per
essere con me, per guarire la mia ferita.
La sua faccia santificherà tua madre!

I morti cantano tutti per me.
Non fa più male, la luce continua a crescere.
Apro leggermente gli occhi. Era solo un sogno!

Le grida alla luce sembrano estinguersi.
Tutto il mio corpo fa male e mi fanno male i denti,
ma il luogo del flusso è ora vuoto.
La stanza è vuota e silenziosa. Canta solo il mio cuore
Preparazione del.

Il mio richiamo vola leggermente. Non ho avuto ieri.
Un raggio di sole entrò nell’omaggio
“Dai!” Sembra dirmelo
uno scudo mi circonda, mi porta morto.
Le grida sante fluiscono di nuovo attraverso di me.

No, non era un sogno. Ero con loro nelle celle?
Sono morto con loro, i santi desideri e l’invio?
Sono davvero tornati? Sono vivi in me?
Nessuno risponde. Solo il cuore dentro
non si chiuse, dicendo la preghiera.

Lo sono e non lo sono.
Le lacrime si sentono in me e le lacrime piangono in me, germogliando vive dal profondo.
ascolto- una canzone segreta che non è stata ascoltata ieri.
E la fiamma santa, che in me non bruciava,
ti fai strada nel mondo, la stella santa è raggiunta.
Adesso con la mia mano.

ciao mamma mi manchi tanto.

Il dolore dell’addio da mia madre.ultima modifica: 2020-01-10T12:27:17+01:00da UlissediROMA

2 pensieri su “Il dolore dell’addio da mia madre.

  1. La descrizione del dolore niente simile a Poesie,favola,racconti illustri,troppo facile per descrivere cosa si sente usando i sentimenti di sconosciuti,i deboli riescono a farlo,tutti siamo pezzi unici,parte di esperienze vissute senza regolarmente ma con l’istinto,e niente è simile al nulla di altri. Si possono sbagliare gli articoli,oppure i tempi,ma scrivere i PROPRI PENSIERI è la perfezione chi legge errori su post,è un essere freddo che vive con le parole di personaggi vissuti in altre epoche,e la Poesia,racconti,vanno scritti al momento,e nessuno deve permettersi di giudicare se è scritto perfetto oppure no!!!Io ho un fisico perfetto,sono scelte,piacere di sentirsi sano,ma non giudico i miei amici che sono con fisico senza grandi diversità dalle masse,sono nato bello mamma lo ripeteva spesso,e la mia uniforme mi ha reso quello che sono oggi,poco conta se siamo laureati,e magari usiamo l’accento e il dialetto Romanesco,l’ignorante è chi giudica,è l’invidioso,persone negative deboli,avevo un maestro che non mi sopportava e mi metteva anche senza motivo fuori l’aula,fino a quando un bidello scrisse al dirigente scolastico e quel maestro fu trasferito e dovette anche rifare un esame e visita medica,io recuperai i mesi persi per modo di dire,35 anni fa i genitori non potevano dire il fatto suo ad un maestro,mi affidarono ad una maestra che mi fece anche da Catechista,una donna meravigliosa paziente quando è deceduta noi ex alunni eravamo tutti a salutarla e abbiamo pensato a tutto di tasca nostra era cosi povera ma così ricca di cuore si alzava alle 03 perché non era di Roma e tante volte che si sentiva stanca oppure perdeva il treno per farci fare i compiti,aveva una brandina e dormiva nel ripostiglio delle scope la mattina era proprio il bidello che gli portava il caffè prima di fare le pulizie,prima chi lavorava nelle scuole erano persone diverse da oggi,mio figlio cambia maestra fin troppo spesso,e i bagni sono sporchi.Saluto

    • Bello Ulisse che vivi nel cielo e buchi le nuvole,un abbraccio e devi credermi se scrivere ti fa conoscere meglio ben venga, sei sempre sorridente e all’inverso trattieni tante emozioni trovo quello che leggo meraviglioso,è verissimo quando si descrive quello che abbiamo in noi,diventiamo tutti Poeti e scrittori,infatti sono proprio costoro che cercano anime semplici da copiare. tvb ciao tesò

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