Così Un Terzo Dei Reddito Va A Famiglie Non Povere

Potrebbe essere un'immagine in bianco e nero raffigurante una o più persone, giacche e strumento musicale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Così Un Terzo Dei Reddito Va A Famiglie Non Povere
– Reddito Di Cittadinanza, Il 36% Va A Famiglie Sopra La Soglia Di Povertà

 

©L’INCHIESTA

I1 Reddito di dttadinanzá funziona bene? Solo II 44% delle famiglie povere percepisce il Rdc, mentre 3136% di chi prende il sussidio è ben oltre la
Così un terzo del Reddito va a famiglie non povere
soglia della povertà e non
ne avrebbe bisogno. E sono premiati i single, senza altri redditi, che possono avere fino a 78o euro al mese, togliendo risorse alle famiglie con più figli o agli immigrati che non
risiedono da dieci anni in Italia. Sono ancora pochi I controlli.
a pagina 13
Reddito di cittadinanza, il 36% va a famiglie sopra la soglia di povertà
Assegno minimo a 1,3 milioni di nuclei. Premiati i single
Le modifiche In media il contributo è di 551 euro al mese L’ipotesi di aumentarlo per i nuclei numerosi
Welfare
di Enrico Marro
noma Se da un giorno all’altro si abolisse il Reddito di cittadinanza (Rdc), l’Italia tornerebbe ad essere l’unico Paese europeo a non avere uno strumento di lotta universale alla povertà. Strumento che la commissione Ue sollecitava all’Italia già ben prima che i 5 stelle ne facessero un cavallo di battaglia. Forse anche per questo il presidente del Consiglio Mario Draghi ha detto che lui «il concetto alla base del Reddito di cittadinanza lo condivide. Del resto, la pandemia ha reso evidente che almeno una parte di vecchi e nuovi poveri si è tenuta a galla anche grazie a questa misura. Che, dice l’Istat, ha concorso, insieme con il Reddito di emergenza (Rem), la dg in deroga e altri strumenti, a ri
Le Regioni II 50% dei beneficiari in tre regioni. Uno su quattro in Campania: 737.849
durre — di poco, per la verità — «il valore dell’intensità della povertà assoluta», cioè
quanto la spesa media mensile delle famiglie povere è al di sotto della linea di povertà, insomma «quanto poveri sono i poveri». Valore sceso dal 20,3% del 2019 al 18,7% del 2020, 1,6 punti in meno. Ma questo non significa che il Rdc funzioni bene. Anzi. I dati dicono che, nonostante il Reddito e la Pensione di cittadinanza interessino 1,3 milioni di famiglie per complessivi tre milioni di persone, nel 2020 le famiglie in condizioni di povertà assoluta, cioè non in grado di acquistare un paniere di beni e servizi sufficiente a «uno standard di vita minimamente accettabile» (definizione Istat), sono aumentate da un milione 674 mila a due milioni, il che equivale a un milione di poveri in più: da 4,6 a 5,6 milioni. Certo, c’è stata la pandemia, ma siamo ben lontani dall’«abbiamo abolito la povertà» urlato dall’allora ministro del Lavoro Luigi Di Maio dal balcone di Palazzo Chigi il 27 settembre 2018. Normale, quindi, che l’attuale ministro del Lavoro Andrea Orlando (Pd) abbia costituito un Comitato scientifico per la valutazione del Reddito di cittadinanza, presieduto da Chiara Saraceno, che a ottobre consegnerà le sue proposte. Ma che cosa non ha funzionato? Tantissime cose. Oggi l’assegno, in media 551 euro al mese, arriva appunto a 3 milioni di persone, con una spesa per il bilancio pubblico di circa 8 miliardi l’anno. Grazie al Rdc, si legge nel recente

***

Rapporto della Caritas, il 579 dei percettori ha superato la soglia di povertà assoluta, in particolare tra i single. Ma la misura non è ben mirata rispetto al bersaglio. Intanto, dice il Rapporto, solo il 4496 delle famiglie povere riceve il Rdc, ma c’è anche un 36% di famiglie che prende il sussidio pur non essendo in povertà assoluta secondo la definizione Istat. Non che non ne abbia diritto, ma i criteri per concedere il Rdc non sono quelli dell’Istat. Questo 36%, spiega Cristiano Gori, docente di Politica sociale a Trento e membro del Comitato voluto da Orlando, «non è fatto di truffatori», ma prende il Rdc per via di come è disegnata la misura. Che concentra le risorse sulle famiglie con uno o due componenti, a scapito delle famiglie numerose. In sostanza, con gli 8 miliardi annui a disposizione, aver stabilito che il singolo senza altri redditi potesse avere 78o euro al mese ha costretto a limitare il beneficio per i nuclei con tre o più figli che sono quelli coi più alti tassi di povertà, ma che al massimo ricevono un assegno doppio rispetto a un single. Inoltre, il requisito della residenza in Italia da almeno io anni ha escluso gran
parte delle famiglie di immigrati, spesso le più povere. E
non aver introdotto importi differenziati sul territorio (al contrario di quanto fa l’stat nel calcolare il paniere della povertà assoluta) ha concorso al fatto che il Rdc si concentri al Sud, con Campania, Calabria e Sicilia che da sole raccolgono la metà dei beneficiari, cioè 1,5 milioni, mentre al Nord sono solo 578 mila. Ma non c’è solo questo. I controlli non funzionano. Le banche dati non vengono incrociate, per verificare col Pra il possesso dei veicoli, con l’anagrafe tributaria e col catasto i conti correnti e le case, col casellario giudiziario i carichi penali, con le regioni e i comuni eventuali altri sussidi erogati. I controlli vengono fatti dopo, a campione. Nel 2020 la Guardia di finanza ha denunciato 5.868 truffatori, tra i quali mafiosi e possessori di ville e auto di lusso. Infine, non si è avverata la promessa che i percettori del Rdc sarebbero stati avviati al lavoro. Non solo perché c’è stata la pandemia, ma fondamentalmente per due motivi: i) solo un milione di beneficiari del Rdc sono indirizzabili al lavoro (gli altri sono minori, disabili o con problemi di inclusione) ma 1172% ha al massimo la licenza media; 2) molti percettori del Rdc che lavorano in nero preferiscono continuare così e cumulare. Che fare? «Bisogna migliorare la capacità del Rdc di raggiungere chi ha veramente bisogno, intercettando il resto con altri strumenti, dall’assegno unico ai nuovi ammortizzatori — dice Gori —. Inoltre, vanno rafforzati, grazie alle assunzioni di personale, i percorsi di inclusione sociale e lavorativa. In sostanza, bisogna correggere la misura, ma considerare che è come se si partisse adesso, perché la pandemia ha finora condizionato tutto». Più drastico, invece, Natale Forlani, che ha curato per Itinerari previdenziali uno studio sul Rdc: «Se dopo aver speso solo per il Rdc 8 miliardi si è ottenuta una riduzione di appena i,6 punti dell’intensità di povertà e abbiamo un 36% di beneficiari che non sono poveri e i controlli non funzionano, e le politiche attive fanno ridere, o si cambiano le cose o si rischia una deriva parassitaria. Guardiamo agli altri Paesi, dove si punta meno sul sussidio e più sui servizi legati a una forte condizionalità».
e RIPRODUZIONE RISERVATA
Chi riceve il reddito di cittadinanza
Relazione tra reddito di cittadinanza e povertà assoluta di reddito INDICI SINTETICI
Efficenza 80%
Nuclei poveri raggiunti dal Rdc
Nuclei non poveri che ricevono il Rdc
0% 40%
44%
36%
Efficacia o% 40%
Quanti poveri che ricevono 57% il Rdc escono dalla povertà
80%

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Quante famiglie sono povere e quante ricevono il sostegno
2
FAMIGLIE POVERE ASSOLUTE
(valori in %)
• 2019 • 2020 Nord
Media Italia
Centro
0m
FAMIGLIE BENEFICIARIE DI RDC
(valori in %)
• 2019 • 2020 Nord
®®
Mezzogiorno Mezzogiorno – – –
Media Italia
Corriere della Sera
mil onl famiglie in condizione di povertà assoluta nel 2020, secondo d’Istat, per un totale di 5,6 milioni di persone. Si tratta di 333 mila famiglie e dl un milione di individui in più rispetto al 2019.
Tra coloro che sono in povertà assoluta 1.3 milioni i minori.

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