Incognita Contagi Sull’autunno

 

 

Rientro al lavoro, accordo in salita Green pass per le mense aziendali-  Corriere.it

 

 

 

 

 

 

 

L’export Fa Correre L’industria Incognita Contagi Sull’autunno

 

LA RIPRESA ITALIANA
L’export fa correre l’industria
incognita contagi sull’autunno
A giugno fatturato dei produttori a +3,1% grazie al traino estero Ma la Germania ora rallenta e la variante Delta potrebbe pesare sui consumi

MILANO — L’Istat conferma i segnali di forza dell’economia italiana. Lo dicono i dati positivi sul fatturato delle imprese a giugno, comunicati ieri, sui quali pesano però alcune avvertenze degli analisti. Da qui in avanti non sarà più l’industria a trainare la ripartenza, tocca ai servizi prendere in mano il testimone, come da indicazioni positive che arrivano dalla stagione estiva. E il quadro sanitario non si è schiarito del tutto, nonostante i vaccini: resta l’incognita dei contagi a gravare sull’andamento dei consumi delle famiglie e quindi dell’Italia Spa nella parte finale dell’anno. Una ragione in più per andare spediti con i cantieri del Pnrr. Andiamo con ordine. Ieri l’Istat ha diffuso numeri positivi sul fatturato dell’industria: +3,1% a giugno, archiviata la battuta d’arresto di maggio. Poco significativo, visto che si confronta con il 2020 pandemico, il rimbalzo del 28,4% annuo, più consistente quello del 5,2% nel complesso del secondo trimestre. A favorire la crescita c’è stata la vivacità sui mercati internazionali: gli affari del
Made in Italy sono andati a velocità doppia all’estero (+4,7%) rispetto all’interno (+2,1%). «Indicazioni che confermano come l’industria abbia superato i livelli pre-crisi», commenta Stefania Tomasini, economista partner di Prometeia. Numeri «ottimi» per l’Unione dei consumatori, che rimarca come il fatturato sia dell’8,4% sopra livelli pre-lockdown. «Ma in prospettiva ci sono elementi di cautela», rimarca Tomasini. Sul lato dell’offerta, rimangono i colli di bottiglia alla produzione che stanno funestando alcuni settori. I semiconduttori stanno mettendo in ginocchio l’automotive, e sono il caso più clamoroso. «Ma molti comparti sono interessati da problemi nelle forniture e aumenti dei costi di trasporto e materie prime». Per il momento l’Italia è rimasta al riparo, «ma qualche segnale di assestamento durante l’estate è emerso». Gli indici della fiducia non sono più spumeggianti come in primavera e le difficoltà delle economie partner – Spagna e, soprattutto, Germania – potrebbero deprimere l’export. Negli ultimi giorni l’economia tedesca ha acceso spiedi rallentamento: l’indice Ifo sulla fiducia delle imprese è sceso per il secondo mese consecutivo, ad agosto, per i timori sull’assenza di semilavorati e sui contagi. «Le nostre aziende sono state brave a diversificare i canali di
esportazione, ma risentiremmo di una frenata a Berlino», aggiunge Tomasini. Sul lato della domanda, l’incognita si lega ai consumi. Se durante i lockdown gli italiani hanno cambiato il Pc e la televisione, ora stanno tornando a viaggiare e cenare al ristorante. Della loro spesa beneficia il terziario più che le fabbriche, «che daranno qualche segnale di ripiegamento con i dati di luglio e agosto». Dinamiche che erano nelle previsioni, «ma non avendo messo alle spalle la pandemia, dobbiamo ancora essere prudenti per i prossimi mesi», dice Tomasini. Di fondo, resta un quadro di ripresa convinta, puntellato dal balzo del Pil nel secondo trimestre (+2,7%). «Una spinta che – per Tomasini – anche in caso di rallentamento nei periodi restanti dell’anno, ci tranquillizza sulla possibilità di superare il +5% di crescita nel 2021». Lucio Poma, economista di Nomisma, dipinge «un Paese trainato da un motore manifatturiero» che coglie «i frutti di un investimento strutturale in Industria 4.0». Per non disperderli, «le competenze sul mercato del lavoro devono quanto prima adeguarsi a questa trasformazione». Accelerare la formazione, dunque, mentre l’occupazione prova a ripartire: a maggio, dicono i dati Inps, c’è stato uno sprint di assunzioni che ha portato il saldo con le cessazioni da inizio anno in positivo per 620 mila posti. Forte, in questo dato, la spinta degli stagionali (+140mila).

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Fatturato dell’industria italiana
Gennaio 2016-giugno 2021, media mobile a tre mesi (base 2015 = 100)
120 2016 2017 2018 2019
2020
2021
A Per l’estero II fatturato da export del Made in Italy sale del 4,7%

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