Naufragio migranti: quando i ‘negri bianchi’ eravamo noi

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Mi piacerebbe che nelle scuole italiane si leggessero i libri di Gian Antonio Stella “L’Orda” e “Odissee”
Che si guardasse lo splendido film “Nuovo Mondo” di Crialese.
Gli studenti sicuramente rimarrebbero stupiti nello scoprire le speranze degli emigranti italiani rispetto alle misteriose Americhe o ai paesi del nord Europa.
Per esempio il fatto che si facessero ingannare da cartoline che mostravano ortaggi enormi e strade piene di latte.
Così mollavano le loro terre e la loro povertà sperando di trovare ricchezza e soldi al di là dell’Oceano oppure semplicemente al di là delle Alpi.
Per recuperare i soldi delle traversate facevano collette in famiglia oppure svendevano le loro già povere terre.
Ai nostri figli farebbe proprio bene conoscere la cruda realtà dell’emigrazione italiana.
Quando gli italiani venivano schiavizzati e sfruttati come manodopera a bassissimo costo nelle fabbriche statunitensi o nelle piantagioni brasiliane o argentine e truffati da farabutti senza scrupoli.
Quando le donne italiane erano cedute ai bordelli di tutto il mondo e i bambini venduti ai pedofili.

Naufragio migranti: quando i ‘negri bianchi’ eravamo noiultima modifica: 2018-03-20T13:00:52+01:00da lacky.procino
  1. Colonizzazione è una parola ben precisa, nella colonizzazione c’è un dominio militare e/o economico verso terre e popoli colonizzati. Qui non vedo nulla di ciò se non il rispolvero del mito delle invasioni barbariche, della fine della stirpe e del crollo dell’impero.
    La popolazione nativa europea diminuirà in peso percentuale rispetto al resto del mondo? Non me ne preoccupo, il mondo cambia di continuo e gli europei sono già il frutto di miscugli di popolazioni dell’Asia centrale, mediterraneo, Balcani e nord Africa, sia dal punto di vista etnico che culturale e linguistico. La sfida sarà evitare conflitti più che trincerarsi con la tremarella. Negli ultimi anni c’è chi i conflitti li ha creati per puro calcolo materiale, dunque si va in direzione opposta.

  2. E’ necessario anche informarsi, per sapere che mentre noi cento anni fa fuggivamo solo dalla povertà rischiando la morte, oggi i migranti che partono della coste africane sfuggono dalle guerre e le persecuzioni. E chi scappa perché teme per la propria incolumità non è un clandestino ma un profugo e deve essere soccorso e aiutato. Non per spirito umanitario, ma per il diritto d’asilo, sancito da vari trattati

  3. Poi sul discorso cultura europea mi vien da ridere, ce la cantiamo fra di noi da decenni, intellettuali si arrovellano per cercare le radici comuni dell’Europa in sede UE per creare un’identità fittizia. Dopo decenni hanno trovato finalmente il bandolo della matassa: è la cristianità l’identità comune, ovvero un culto importato dalla Palestina, favorito dalle cosiddette invasioni barbariche ed imposto per legge da Teodosio e ci vollero secoli per imporlo sui diversi culti diffusi in Europa.
    Quindi il cristianesimo, il minimo per definirsi europei è qualcosa che si è diffuso proprio come qualcuno, impaurito, immagina che possa essere diffuso l’Islam in Europa.
    La cultura europea non esiste, esistono le culture europee, spesso appiattite ormai su degli standard anglosassoni dal dopo guerra in poi.

  4. I governi occidentali degli ultimi anni non hanno lavorato per la pace nel mediterraneo e la cosa mi sembra facilmente verificabile. Che la violenza e l’instabilità politica creino moventi delle popolazioni mi sembra inevitabile. Chi ha lavorato dall’Iraq in poi per questo disordine? La destra Usa ed europea. Le attuali richieste d’asilo, veritiere o fasulle che siano, non niente altro che l’effetto collaterale scontato di queste politiche che sono, dizionario alla mano, imperialiste.

  5. Io sono per l’accoglienza e per il multiculturalismo ma fino a quando non saremo in grado di organizzarci tra di noi non siamo in grado di accogliere nessuno e lo dico anche per evitare che coop rosse e mafia li sfruttino.

  6. Allora l’idea di sparare sulle barche non era soltanto enunciata: nel 1884, sulla nave italiana “Brazzo” con 1333 passeggeri a bordo, scoppia il colera. Venne respinta a cannonate a Montevideo. Nel 1888 sulla nave italiana “Carlo Raggio” con 1851 emigranti italiani, ci saranno 18 vittime per fame.

  7. Ma l’ecatombe continuò anche a causa della guerra: emigranti italiani morti nell’affondamento di piroscafi durante la prima guerra mondiale ad opera di sottomarini, 446 morti italiani nel 1940nell’affondamento di un piroscafo inglese davanti alle coste del Brasile, l’Arandora Star (tenete conto che noi eravamo alleati dei tedeschi).

  8. Mi sembra importante ricordare le vittime di quando i clandestini eravamo noi:

    24 agosto 1880 – Piroscafo italiano “Ortigia”. Affonda al largo della costa argentina per speronamento accidentale con un mercantile, 149 morti.

    17 marzo 1891- Bastimento inglese “Utopia”, partito da Trieste con scalo a Napoli. Urta contro una corazzata nello stretto di Gibilterra e affonda. 576 vittime, in prevalenza italiani provenienti da Campania, Abruzzo e Calabria.

    4 luglio 1898 – Nave francese “Bourgogne” affondata al largo della Nuova Scozia 549 morti, per lo più emigranti italiani.

    4 agosto 1906 – Piroscafo italiano “Sirio” affondato davanti a Capo Palos (Spagna). Vittime stimate 293, in gran parte italiani, ma la cifra è incerta perché erano molti i clandestini a bordo, per lo più emigrati italiani senza documenti.

  9. Forse conoscendo questi fatti i ragazzi e le ragazze imparerebbero quello che non bisogna mai dimenticare. Innanzitutto che siamo tutti essere umani. Poi che bisogna fare i conti con la storia, in questo caso la nostra storia di emigranti. Comprendendo le ragioni e gli stati d’animo che spingono migliaia di uomini, donne e bambini ad affrontare un viaggio in cui le possibilità di lasciarci la pelle sono superiori a quelle di scamparla.

  10. Sarebbe in effetti molto utile. Sarebbe il caso di illustrare la vita di questi migranti e le condizioni in cui dovevano vivere. Anche con immagini, ci sono filmati e fotografie in gran numero, dall’immagine si capisce di più che dai libri. Si vede ogni tanto una piccola mostra dedicata a questi temi, ma generalmente non se ne vuol parlare, perché allora bisognerebbe fare un’associazione mentale con altri migranti e questo scomoderebbe…
    Ciao Lacky!

  11. Con la fine della Seconda Guerra Mondiale, all’inizio gli italiani vennero attratti dal Belgio, successivamente si spostarono in Germania e in Svizzera che li sfruttavano come animali, e adesso abbiamo il coraggio di rifarci sui rifugiati? Vergogna

  12. Il vero intento dei migranti italiani era quello di fare fortuna all’estero e di usare i soldi guadagnati per fare la bella vita,
    i profughi per scappare dalla guerra.

  13. Quei viaggi per mare si trasformarono in un’ecatombe che è costata la vita a migliaia di inermi cittadini che chiedevano solo la possibilità di lavorare per sopravvivere. Guardando le immagini da Lampedusa, i nostri figli dovrebbero sapere che nel momento in cui la schiavitù degli africani è diventata illegale è cominciata quella dei “negri bianchi”, degli italiani praticamente ammassati l’uno sull’altro da armatori avidi e da capitani senza vergogna.

  14. I migranti italiani sono stati sottoposti al giogo di armatori senza scrupoli che pensavano solo ai loro sporchi interessi e ai quali non fregava di sporcarsi le mani.
    Che li ammassavano nelle stive e li stipavano peggio delle bestie. E adesso se la prendono con i profughi che schifo che fanno!

  15. Al di là della grande demagogia che guida le battute della maggior parte dei nostri politici, mi pare giusto che i nostri ragazzi e le nostre ragazze sappiano quanta somiglianza ci sia tra i barconi strapieni di migranti che arrivano (o purtroppo non arrivano) sulle coste della Sicilia e le traversate che hanno caratterizzato l’emigrazione italiana fin dalla fine dell’800.

  16. No c’è il tuo nick Raz_Vegan è l’avatar che non si vede, io però posto come anonimo e sono d’accordissimo con l’autrice del blog e con te 🙂

  17. Quei libri verrebbero letti nel caso in cui qualche professore prendesse l’iniziativa di proporlo ai ragazzi poiché dubito che possano far parte di un programma scolastico,ci si attiene alle informazioni dei comuni libri di storia che non si sbilanciano troppo.Non sarebbe una brutta idea…non c’entra niente con i migranti ma alle elementari la mia maestra ci fece leggere,in classe ovviamente,”Se questo è un uomo”di Primo Levi e posso assicurare che seppur giovani una presa di coscienza c’è…

  18. E non è finita, invece di adattarsi a fare qualsiasi lavoro e restare nel loro Paese con dignità, i giovani preferiscono andare all’estero a fare servi a lavare i piatti nei ristoranti dai tedeschi nazisti e neppure loro sono ben accetti

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