Nu Genea – “Bar Mediterraneo” (Carosello Records, 2022).

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Napoli e il Maghreb: un disco questo, dei f.lli Nu Genea che apre porte, allarga gli orizzonti dell’esordio, porta lo sguardo a abbracciare l’intero bacino del quale siamo un molo reso irraggiungibile: è un’opera prodotta e confezionata con una qualità che non aveva bisogno di conferme e che ha il non trascurabile merito di creare connessioni e alimentarle. Avvolto da un alone di mistero e di jazz (lo spettro di Tony Allen alla batteria) era uno degli album tropicana, più attesi dell’anno.

Bloc Party – “Alpha Games” (BMG, 2022).

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Bloc Party return with their forthcoming sixth studio album “Alpha Games”, due 29 April 2022 via Infectious / BMG. “Alpha Games” is the band’s first studio album since 2016’s “Hymns”, and the first Bloc Party album written and recorded as this four piece; adding the musicality of Justin Harris (bass) and the unbridled energy and power of Louise Bartle on the drums to capture the spark of their live shows and to deliver the most exciting Bloc Party album yet. “Alpha Games”, produced by Nick Launay & Adam Greenspan (Nick Cave, Yeah Yeah Yeahs, IDLES), includes new single “Traps”, which sees the band returning to the raucous, high-octane sound of their earliest work in an outburst of propulsive post-punk. The album’s 12 tracks veer from the intense and confrontational (“Traps”, “Day Drinker”) to melodic and introspective (“If We Get Caught”, “By Any Means Necessary”), and marks a new and important chapter in one of music’s most important voices in Kele Okereke and important bands in Bloc Party. “Alpha Games was conceived on the road, playing in front of amazing crowds on our last tour and then brought to life with the fire and the frustrations of 2020,” says Kele Okereke on Bloc Party’s first new album in seven years. “We wanted to can what was happening at those massive gigs in 2019, to showcase what Louise can do, what Russell is capable of and most importantly the electricity coming off the audience. We knew that Nick & Adam were the right choice of producers to do that and the result feels like fire in a bottle”.

Sharon Van Etten – “We’ve Been Going About All This Wrong” (Jagjaguwar, 2022).

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Erano tempi non sospetti quando dicevamo che la giovane cantautrice  statunitense Sharon Van Etten, “a bordo” del suo “Are We There” (2014) per la Rough Trade Records sarebbe stato uno dei più grandi talenti folk del Duemila. Non ci sbagliavamo, perché torna e si conferma in questo Record Store Day 2022 con un sontuoso album, che mescola intimistica quasi come se fosse elettronica prestata all’acustica. Sarà la màlia del taglio corto, o di una copertina dal background cosi new wave, ma questa sublimazione della musica in 380 grammi di vinile marmorizzato è il racconto vero e mai ingannevole di una riflessione sull’amore (sugli amori), che viene e che va. E si eclissa e catalizza in atmosfere oscure come quelle dell’introduttiva “Darkness Fades” che generano non poche inquietudini alle orecchie dell’ascoltatore. Quando l’universo se la prende con Sharon Van Etten, lei supera l’ansia e cerca di diventare una buona madre. E svelare il suo bluff. Ogni album, ogni brano qui (nello specifico) è un capitolo del suo Universo: dramma, ritorno, cambiamento. Abbandonarsi al suo ascolto è come un po’ sporgere (di tanto in tanto) la testa fuori dal finestrino, e respirare.