Michele Bravi – “Anime di Carta” (Universal, 2017).

Nell’ultima notte di Carnevale, non c’è Solimano, Achab o Calibano (ma nemmeno Prospero e Miranda!) per il giovane vincitore di XFactor 2013, alla ricerca della conoscenza del grande Blu di cartapesta tra i suoi mille pensieri. E’ materiale breve, consumabile, di facile approccio e lenta distruzione: copertina, booklet, disco pulp (da una parte), traccie di 2 minuti al massimo, diy… e chi s’è visto s’è visto! In questo mare di carta straccia, una voce dolce, sensuale, effettatta (“come una chitarra rock”) e tridimensionale, che svaria dal melodico allo scat-swinging, prende nobilmente fiato; trionfano archi e tasti di pianoforte e ringraziamo quella gran messe di arcade e suoni elettronici che ci regalano un disco unico, breve ma sopratutto speciale nel suo genere: 35 minuti (nemmeno), 13 (brani) raccontano i 23 anni del più giovane Big di Sanremo 2017, nato a Città di Castello – un disco di inediti e due ep sinora sempre per la Universal – tra perse e vinte, lasciate (e lasciate andare) e un brano come “Cambia” che solo per un po’ si innalza a bandiera di una gioventù che ancora non ha saputo mettere in pausa la passione per le canzoni britanniche (“Shiver”, “Bones”) e le intro e gli interludi alla italiana. Se “Cambia” è molto radiofonica, “Due Secondi (Cancellare Tutto)”, lo è forse ancora di più. E in fondo al mare non ci sono solo pesci-haiku e origami di carta, ma “Il Diario degli Errori” (in posizione forte, traccia 4) che è paper-gods prodotto da Cheope e Francesco “Katoo” Catitti. A partire da maggio la sua prima tournée ufficiale a Firenze e Milano.

Michele Bravi – “Anime di Carta” (Universal, 2017).ultima modifica: 2017-03-01T11:10:22+01:00da clfanzine

Lascia un commento

Se possiedi già una registrazione clicca su entra, oppure lascia un commento come anonimo (Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog).