Zucchero Цуккеро Fornaciari – “Live at the Kremlin” (Polydor Rec., 1991).

Grinta, sudore, rabbia, stupore, scherzo. Partiamo da tutto questo oggi e da una iniziativa editoriale di Universal Italia e Mondadori Group per Tv Sorrisi e Canzoni. La pubblicazione di un dvd (già rimasterizzato nel 2005) di uno storico concerto al Kremlino. Si tratta del primo concerto internazionale di Zucchero in Russia, risalente ai tempi della caduta del muro di Berlino. Il tutto ad un prezzo super: 9,99 €, se ancora disponibile  nella vs. edicola di fiducia. Ecco, non c’è niente di popolare di questo. E non c’è niente di più nazional-popolare di Zucchero, nel pieno del suo periodo d'”oro” a testimonianza del trionfale Oro, Incenso, e Birra Tour e di un pezzo da collezione straordinario.

Non solo una galleria di immagini splendide, di pubblico in delirio, di una piazza che si accende sotto i riflettori del bluesman italiano che ha saputo “imitare” di grandi solisti soul degli anni ’50, ’60 anglo-americani (James Browne, Charlie Parker, Otis Redding, John Lennon, Miles Davis, Marvin Gaye etc.) ma anche un concerto che annovera tra le sue fila i featuring eccezionali di Randy Crawford, Toni Childs, Lisa Hunt, Jurj Kasparian dei Kino… 

Ok lo trovate anche su Youtube (è vero!) ma non è la stessa cosa questa volta.

Peter Gabriel – “Peter Gabriel 2 (Scratch)” , (Charisma/Atlantic, 1978).

Peter Gabriel is the second solo album by the English rock musician Peter Gabriel, released in 1978. The album is the second of four with the same eponymous title. Guitarist Robert Fripp served as producer, whose influence on the album is evident in the use of ‘Frippertronics’ on the track “Exposure”. The album did not sell as well as the first Peter Gabriel, but reached No. 10 on the UK charts.[1] “Mother of Violence” was written by Peter and his first wife Jill Gabriel. This album is often referred to as Scratch, referring to the album cover by Hipgnosis. This album was originally intended as part of a loose trilogy with Robert Fripp’s Exposure and Daryl Hall’s Sacred Songs (all three albums were produced by Fripp).

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La disco-festa dei Butler-Chassagne è cominciata anche se scomodare ABBA e Bee Gees, francamente, l’ho trovato un po’ troppo pop-revival(ista) per un disco che vibra di vita propria. Comunque mietere indie in questo modo non è da tutti, e l’allegra brigata (seppur con un prevedibile cambio di direzione musicale) sembra aver fatto lo stesso centro (anche senza brillare). Si consiglia l’ascolto di: “Put Your Money On Me” e “Electric Blue“.