Noel Gallagher’s High Flying Birds – “Who Built The Moon?” (Sour Mash Records, 2017).

«Ho portato la grande sfera di cristallo; chi la può sollevare? Puoi tu penetrare nella ghianda di luce?» – EZRA POUND

Il terzo lavoro “solista” di Noel Gallagher, il più guerrafondaio dei Gallagher’ brothers, sembra paradossalmente il più vicino all’ultimo della storia Oasis – un po’ “Be Here Now” (Reprise Records, 1997), un po’ “Dig Out Your Soul” (Big Brothers Rec., 2008): un trionfo di colori, luci, immagini e suoni. Poi? Più niente. Soltanto terre desolate, promise-land asciutte e stormi di uccelli neri. Una donna si dispera in una foresta di echi e assoli di chitarra che si dipana lungo una storia di musica e cultura pop-rock che va dai The Velvet Underground – “The Velvet Underground & Nico” (Verve Records, 1967) ai Kula Shaker di “Pilgrim’s Progress” (Sony Music, 2010). E mentre Noel per Natale se la canta e se la suona, manco fosse Ricky Martin in “She Bangs!” (nel rollercoaster power-pop di “Holy Mountain”), Johnny Marr e Paul Weller, come al solito ci mettono lo zampino nella produzione di un disco molto allegro, “illuminante” per certi versi, e dal giusto grado alcolico. Un motore rock pulsante fin dagli inizi di “Fort Knox” e “Keep On Reaching”, si fa rotore di programmazioni e sintetizzatori, strumenti fiati e sperimentazioni ad infinitum. “It’s a Beautiful World” segna il ritorno di Noel Gallagher ad una voce ad imbuto, molto aeroportuale, nella migrante diaspora degli animi inquieti di quello che sembra essere il più politico dei brani del compositore di Manchester. Tante prove in solo, strumentali e acustica (la bonus track “Dead In The Water”): intanto cala la sera e al tramonto, tutto quel sole, tutta quella luce, cominciano a diventare freddo e a dar vita alla tragedia in musica della titletrack “The Man Who Built The Moon”. «E’ il disco più allegro che credo di aver fatto» – cosi ai microfoni – «e le canzoni tristi le lascio ai Radiohead» : si, ma in fondo un dramma; il lascito di una promessa non mantenuta, e un futuro incerto in cui non sperare troppo.

Noel Gallagher’s High Flying Birds – “Who Built The Moon?” (Sour Mash Records, 2017).ultima modifica: 2017-12-07T18:39:56+01:00da clfanzine

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