Aphex Twin – “Collapse” (Warp, 2018).

aphex-twin-t69-collapse-1533651064-640x640

Stereogum = muro a cassa dritta = m’a-rimbarzi. Un vago senso di nichilismo e di noia ha sempre accompagnato il breakbeat di Richard D. James, che in questo 2018 esce con un disco parzialmente anonimo (una sleeve card arancio vomito), un eponymous black-n-white e 29 minuti di musica sperimentale. Dance, techno, jungle? Mah, chiamatela pure come vi pare, è connettività con il moderno, una vertigo cartesiana di sali-scendi sartriani e music-girl (“Abundance”) che parla ai giovani. Di “Collapse” si sono dette cotte e crude in anteprima, ma quello che realmente è, è un cinegiornale apocalittico di esperimenti sulla voce umana (“1st 44”), sul caos cosmico (“T69 Collapse”) e sull’equilibrio materico che ne ha consentito la nascita. Voli siderali e forme di estraniamento cognitivo, altre forme di vita e videogiochi intergalattici che provocano epilessia. Loghi ed adesivi rotondi su tutti i muri della metropolitana di città: Londra, Torino, Parigi… quale città europea non è stata testimone del passaggio di “Collapse”? E adesso, dei rulli martellanti, dei motori inceppati e delle sirene malate (“Pthex”)  ci ricordano che non siamo soli in questo universo. James ci ha sempre stupito per le sue trasformazioni, ma questa volta è riuscito (probabilmente) a meravigliare la sua stessa muta. E’ inutile, ma le grandi critiche non scalfiscono i grandi nomi della musica: stanno lì, per restarci.

Imelda May – “Life Love Flesh Blood” (Decca, 2017).

imeldamay

2017 release, the fifth studio album by Irish singer and songwriter Imelda May. The album was produced by T Bone Burnett, and features guest appearances by Jools Holland and Jeff Beck. The album marks a new direction for Maywho recently ended her marriage of eighteen years, making Life, Love, Flesh, Blood her most autobiographical record to date. Imelda May began her career in music at 16 by performing with a number of local bands and musician, before she formed her own band in 2002. Although known primarily as a singer, she also plays the bodhrán, guitar, bass guitar and tambourine. Described as “a unique vocal talent,” May is known for her musical style of rockabilly revival and has also been compared to female jazz musicians such as Billie Holiday. She won the Best Female Artist of the Year award at the 2009 Meteor Awards.

Michelle Williams – “Journey To Freedom” (Light Records, 2014).

williams

Le Destiny’s Child sono tornate? No. È solo l’ennesimo singolo di Michelle Williams: “Say Yes”, tratto dal suo ultimo disco realizzato in studio, il IV solo e fortemente influenzato da (ma guarda un po!) dalle ben più note, Beyoncé & Kelly Rowland. Sono 50 minuti di rhythm’n’blues americano rilassanti e piacevoli, senza particolari picchi, né cuspidi né inferni personali (…fa unica eccezione la banale voce di Lecrae (in più pezzi), che faceva meglio a non esserci!). La paura di restare sola, la voglia di scoprire, la passione, il “restare” – continuamente – “sul pezzo”. Ma ve la ricordate la Williams, ai tempi di “Survivor”? Dov’è finita tutta la rabbia di un tempo? Adesso è tutta un “Sù le mani!” e “Va-vo-va-vo-vai-va…”…