Youth Code – “Commitment To Complications” (Dais Records, 2016).

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Sta per cominciare la notte più lunga (e più attesa) dell’anno, e se la notte di San Silvestro cominciasse con la danza di un folletto-donna che mantiene tra le mani una lanterna? Vorrà dire di fare attenzione! Molta attenzione. E’ solo scaramanzia… ma io ci credo. Chi balla col folletto a Capodanno, ci ballerà tutto l’anno. O almeno cosi si diceva fino dalle origini dell’uomo… dall’età della pietra o dall’età del metallo. Non so. Comunque so che… Sono dolcezze infinitesimali ma anche complicazioni verso le quali doversi impegnare. Cosi cita il titolo del secondo disco degli Youth Code di Los Angeles, gli statunitensi Ryan George e Sara Taylor che illuminano il buio di una stanza vuota con musica ebm, electro-industrial e cyberpunk (a metà strada tra i Ministry, i Fear Factory e i Nine Inch Nails). Se vi siete fatti “gabbare” dalle retromanie sophomore accertate dal primo e dall’ultimo pezzo della tracklist ((armed) e Lost at Sea), sappiate che il succo è tutto rock. 10 tracce inarrestabili come noi, che pietra o metallo, ci spezziamo ma non ci pieghiamo (o era vero il contrario?). Vabbè, sono transizioni. Dirompenza espressiva e rimedio contro lo stress. Una notte tutta metallara è quello che non si era ancora visto, dalla notte dei tempi.

Youth Code – “Commitment To Complications” (Dais Records, 2016).ultima modifica: 2018-12-31T11:38:13+01:00da clfanzine

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