Jessie Ware – “Glasshouse” (Island Records, 2017).

jessie-ware-glasshouse-e1507156153699

Si potrebbero dire tante cose belle a proposito di questa III prova solista dell’artista nu soul e r’n’b di origine britannica: che assomiglia molto a Sade, ma anche ad Adele e che quando prendi tra le mani un suo album non sai bene se immedesimarti nello struggimento iniziale femminile di “Midnight” (tipico di Florence+The Machine) o ballare al ritmo dance di “Domino” (in perfetto stile Rihanna). Ancora: una tracklist semplice ed efficace dalla durata limitata ma essenziale di 46 min., e una booklet rosa da collezione, con poesie di Edward Thomas (1878-1917) a corredo delle lyrics ufficiali, fanno di questo oggetto fisico un memorabilia con i controfiocchi. Abbiamo parlato di Edward Thomas – poeta decadente e della guerra dei primi anni 1o del Novecento – e la domanda è da sempre rimasta la stessa: meglio da soli o male accompagnati? Su un’isola o in mezzo agli altri, è l’immaginazione quel che conta. E Jessie Ware ce la mette davvero tutta!

Jessie Ware – “Glasshouse” (Island Records, 2017).ultima modifica: 2019-01-19T16:14:32+01:00da clfanzine

Lascia un commento

Se possiedi già una registrazione clicca su entra, oppure lascia un commento come anonimo (Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog).