Belladonna – “No Star Is Ever Too Far” (Belladonna Records, 2019).

«Come Babylon, Unconquered One, Remove Your Veil, the Holy Grail, no Star Is Ever Too Far For Love» – Luana Caraffa.

001

Com’è la Terra vista dalla Luna? Possono solo saperlo quei due poveri pazzi che Jules Verne lancia nello spazio a bordo di un cannone d’artiglieria da una catapulta spaziale: non atterreranno mai sul suolo lunare ma continueranno a girare “Dalla Terra alla Luna”, come il titolo dell’omonimo romanzo di fantascienza del 1870. Lo sanno anche i Belladonna (ottocenteschi nel nome, ottocenteschi nell’artwork dell’in-folio centrale), la giovane pop-rock band romana fatta da donne… per le donne: 13 brani scritti da Luana Caraffa e Dani Macchi a cavallo tra grunge dei Pixies e lo-fi elettronico degli Slowdive. Avete mai ascoltato “Surfer Rosa” (4AD, 1988)? Ecco, un punto di partenza può essere quello. Cosmico e fotogenico, sensuale e sessuale, ferito eppure ero(t)ico, il sesto disco dei Belladonna è un trionfo di suoni e di viaggi metampsicotici. Il mondo (la personale Babilonia) è per i sognatori e quando scambi i Belladonna per una band emo-punk forse la coppia Caraffa-Macchi è riuscita nel suo intento.  Primo Tempo. Quando la Terra sembra un inferno (traccia 6) è quello il momento del riscatto: da ascoltare subito “Astronomer of Life” (traccia 9), “Free” (traccia 10) e la conclusiva “Rising of Love”. La notte senza Luna, per noi umani, sarebbe buia. Ed è purtroppo proprio della stella luminescente più vicina di cui abbiamo bisogno e che ci manca.

Belladonna – “No Star Is Ever Too Far” (Belladonna Records, 2019).ultima modifica: 2019-04-03T15:15:02+02:00da clfanzine

Lascia un commento

Se possiedi già una registrazione clicca su entra, oppure lascia un commento come anonimo (Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog).