Childish Gambino – “Camp” (Island Records, 2011).

chidishgambino

Lungo le rive del lago Ontario, si consumano i giorni primaverili del campus giovanile in cui si incontrano-scontrano le forze che hanno segnato una generazione che negli anni 2000 si è andata spegnendo: quella degli amanti del rap e quella dei sostenitori dell’hip-hop. La giornata della marmotta, l’incontro con gli scoiattoli e romantiche passeggiate a piedi scalzi in riva al lago segnano un dannato addio al freddo inverno passato a riscaldare telefonate urticanti (“Outside”, “Firefly”, “Bonfire”). In copertina, mattino riverbero di luce tra gli alberi in fiore, di un’estate che (da li a poco) ha da venire. Nasce in questo clima tiepido (e sotto questa prospettiva fotografica) l’album di debutto di Donald McKinley Glover, 35enne statunitense di Los Angeles, tutto serie-tv e riscatto-time (“You See Me” e “Kids”). Tra Kanye West e Ne-Yo, Childish Gambino è qui il backpacer, l’uomo con lo zaino: un filino in bilico sull’underground nuova di pacca e la smargiassante boiata atomica che tutti spacciano per r’n’b.

Childish Gambino – “Camp” (Island Records, 2011).ultima modifica: 2019-04-27T15:41:10+02:00da clfanzine

Lascia un commento

Se possiedi già una registrazione clicca su entra, oppure lascia un commento come anonimo (Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog).