Nigel Kennedy – “My World” (Neue Meister, 2016).

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Arriving 32 years into the recording career of English violin virtuoso Nigel Kennedy, “My World” is his first album of original compositions. It comprises two multi-part works, “Dedications” and “Three Sisters”, with the former paying tribute to idols such as Yehudi Menuhin, Isaac Stern, and Stéphane Grappelli. “Three Sisters” is a suite inspired by the Anton Chekhov play. Expressive and staunchly melodic, the pieces land in an area of folky Romanticism that aims to please more than challenge, at least where listeners are concerned. “My World” features performances from the Oxford Philharmonic Orchestra, percussionist Orphy Robinson (Don Cherry, Wynton Marsalis), and guitarist Doug Boyle (Robert Plant, Caravan), among other contributors on guitar, bass, and drums.

Joycut – “Ghost Trees Where To Disappear” (Pillow Case, 2011).

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Piaccia o no, “Ghost Trees Where To Disappear” è un album importante per la musica indipendente italiana, un album nel quale il gruppo bolognese ha raccolto gli sforzi di dieci anni di passione mai nascosta per la musica inglese in un prodotto privo di incertezze. Dai The Cure ai Pink Floyd, passando per gli Slowdive e Nick Drake, i semi della loro musica sono germogliati con calma, un attesa che rende il loro quarto album il primo passo verso la maturità. Ritmi quasi onirici, voce in bilico tra dolore, rabbia e tristezza, chitarre sferzanti che raramente alzano la voce, un fluido ipnotico tranciato da squarci di luci al neon, questo è, in parole più semplici, il sound dei Joycut, nel quale una leggera trance elettronica compare tra le trame ingentilendo alcuni episodi. Stasera i Joycut suoneranno alla prima edizione dell’Open Sound Festival di Matera 2019.