The Cure – “The Cure” (Geffen Records, 2004).

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Giunto dopo una lenta lavorazione, più volte posticipata, questo lavoro rappresenta il ritorno dei Cure sulla scena dopo l’album del 2000 “Bloodflowers”, uscito un po’ in sordina per colpa di una sottopromozione forse dovuta alla mancanza di fiducia dell’etichetta Fiction nelle potenzialità della band. Questo album è il primo, dall’esordio “Three Imaginary Boys”, a non essere stato prodotto quasi interamente da Robert Smith. Infatti Smith ha lasciato la produzione a Ross Robinson, famoso per aver lavorato con band nu-metal come Korn, Slipknot, Limp Bizkit, Deftones e At the Drive-In. Nonostante ci fosse un timore abbastanza nascosto che questo potesse voler dire una svolta verso il metal del gruppo, questo album contiene sì molte canzoni chitarristiche, ma che non tradiscono mai lo spirito vero dell’opera precedente dei Cure, soprattutto nei testi, che continuano a parlare di amore perduto, impossibilità di comprensione dell’altro e perdita di identità in una relazione, come canta esplicitamente nella opening track “Lost”, uno dei pezzi migliori dell’album insieme con la mastodontica “The Promise”, caratterizzate entrambe da un ritmo pesante, sottolineato dalle cupe chitarre e da esplosioni di rabbia finali in un crescendo mirabile.

The Cure – “The Cure” (Geffen Records, 2004).ultima modifica: 2020-04-08T09:16:14+02:00da clfanzine

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