Pennywise – “Never Gonna Die” (Epitaph, 2018).

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Una giornata noiosa. Le nuvole tengono in scacco il sole. I social fanno il resto. Tutto è immobile e imperscrutabile, quando decido che è il momento giusto per il nuovo dei Pennywise. Le prime note fanno vibrare il cielo, il resto scompare. I Pennywise sono tornati! E con loro quel punk rock figlio legittimo e strettamente discendente dei Bad Religion. Il loro dodicesimo ‘Never Gonna Die’ non è altro che l’ennesima riaffermazione che il punk rock non cesserà mai di esistere. Poco importa se in certi momenti ti sembra di riascoltare sempre lo stesso brano o se oggi non siano di tendenza (tranne forse negli ambienti ska e snow). Quando le note della title-track ci colpiscono assieme alla voce perfettamente sgraziata di Lindberg (tornato con il chitarrista Fletcher Dragge, il batterista Byron McMackin, il bassista Randy Bradbury nel 2014 per l’album ‘Yesterdays’) ogni cosa diventa immediatamente necessaria. Ogni brano trova una sua collocazione e merita attenzione. Quanta energia si scoperchia con brani quali ‘Live While You Can’ oppure ‘She Said’? A pacchi. Quando poi i Pennywise diventano scherzosamente nostalgici in ‘Goodbye Bad Times’ non possiamo fare altro che sorridere…nostalgici. Ed è in fondo si tratta di un album dall’anima in vinile che attraversa tracce corrosive quali ‘I Can’t Save You Now’ oppure il brano che invece non scherza affatto, ‘Something New’. Questi sono i migliori Pennywise, quelli che sono uguali a loro stessi in ogni singola fottuta di traccia di punk rock. Quelli dall’anima indomabile e che saranno per sempre con noi anche grazie ad un ottimo album come ‘Never Gonna Die’.

Pennywise – “Never Gonna Die” (Epitaph, 2018).ultima modifica: 2020-04-29T19:12:08+02:00da clfanzine

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