Enrico Nigiotti – “Nigio” (Sony Music, 2020).

enrico-nigiotti-enrico-nigiotti-copertina-disco-nigio-696x696

Il titolo “Nigio” prende spunto dal suo soprannome. Dopo l’esperienza a Sanremo con “Baciami Adesso”, Enrico Nigiotti pubblica un album che contiene parole e suoni che raccontano il suo mondo musicale, ancorato alle cose semplici e autentiche. Nel disco – che cita (anche) Pier Paolo Pasolini e Luigi Pirandello – c’è un cameo di Giorgio Panariello.

Diodato – “Che Vita Meravigliosa” (Carosello Records, 2020).

diodato

Il vincitore di Sanremo 2020 ha un messaggio per voi, sintetizzabile nel titolo del suo ultimo disco. “Che Vita Meravigliosa” ben riassume il momento che sta vivendo Diodato. Non solo per il (meritato) successo della sua “Fai Rumore”, ma anche perché le sue delicate parole sono ormai diventate di tutti noi. Undici canzoni che commuovono e fanno riflettere.

Julie’s Haircut – “Ashram Equinox” (Santeria Records, 2013).

julieshaircut

“Ashram Equinox” is the sixth album from Julie’s Haircut. It contains eight tracks that are merged to form a continuum of sound, which may either be listened without interruption from beginning to end as a complete suite, or each track can be taken individually, each with its own meaning. “Ashram Equinox” is a kaleidoscopic eclecticism that spans rock and psychedelia, from electronic to minimalism, with echoes of jazz, ethnic, dub and drone music.

The Strokes – “The New Abnormal” (RCA Records, 2020).

the_strokes_album-1581524170979-1-800x800

La band di Julian Casablancas la davano per spacciata e invece eccola qua, con il loro sesto album studio a spaccare tutto, il sentimento e il synth-pop della miglior wave elettronica degli anni 80 dei migliori Visage, passando attraverso le chitarrone e il parlato dei Psychedelic Furs. Non sono più gli enfant prodiges che ormai vent’anni fa ebbero il merito – secondo molti – di salvare dalla dannazione il rock and roll riportandolo alla sua essenza e, soprattutto, in classifica… ma per fortuna, parlano ancora, di ragazze della porta accanto! 7 anni fa, “Comedown Machine” (RCA Records) e poi nulla più. Un vuoto fatto di sogni sintetici e turbe adolescenziali, col moro capelluto a far da sparring partner ai Daft Punk in “Instant Crash” (pezzo significativo di “Random Access Memories”, album del duo techno francese per Columbia, 2013). “The New Abnormal” riprende quel dialogo triste allo specchio, nonostante le funkytarrate iniziali di “The Adults Are Talking” (05:10 che valgono da soli il prezzo del disco!). Un dialogo post-adolescenziale difronte a ragazzi che stanno “parlando da grandi”. Un album crepuscolare che ti fa crescere a malincuore. Non è l’unico momento epico: Julian gorgheggia all’auto-tune e non è più sé stesso come canta in “Bad Decisions” e “Not The Same Anymore”: la nostalgia, il distacco, l’invidia. Rick Rubin alla produzione, un velato senso di smarrimento e il resto della band ad emulare i tastieroni di Albert Hammond Jr. fanno di “The New Abnormal” il disco più intenso di questo 2020. O il migliore che abbia finora ascoltato. La copertina del disco è l’opera di Basquiat “Bird Of Money” e le sorti dell’indie music (termine, per quanto bistrattato!) sono salve.

Arctic Monkeys – “Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not” (Domino, 2006).

ARCTIC-MONKEYS-Whatever-People-Say-I-Am-Thats-What-Im-Not-Album-Promo-Poster

Anno 2006 primo, pazzesco, album delle scimmie artiche. Partendo da MySpace supera il record di “Definitely Maybe” degli Oasis come album di debutto più venduto. Manifesto inimitabile dell’indie rock contiene tracce come: “The View from the Afternoon”, “I Bet You Look Good on the Dancefloor”, “Mardy Bum” e “When the Sun Goes Down”.