Garbage – “No Gods No Masters” (Stun Volume, 2021).

«È la fusione fra il primo e il secondo paradiso. Il primo è quello in cui gli esseri umani erano totalmente integrati nella natura. Il secondo è il paradiso artificiale, sviluppato dall’intelligenza umana, fino alle dimensioni globali raggiunte oggi con la scienza e la tecnologia» – Michelangelo Pistoletto.

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Ecco io credo nel terzo paradiso. E anche nel rock alternativo dei Garbage. Adoro questa copertina cosi vintage e sfacciata; trovo assolutamente straordinaria Shirley Manson che ancora una volta (col suo personaggio) riesce ad incarnare bene l’idea di un prodotto “estremo”: il trucco c’è ma non si vede. O meglio c’è tutto, nello splatter movie dei videoclip che accompagnano l’uscita dell’album, nell’after-party cosi “Rocky Horror Picture Show” che a mezzanotte in tutto il mondo ha tenuto incollato milioni di fan della band di Butch Vig & Co., nel pestaggio invasato della batteria, e nella produzione di suoni distorti e alienanti del mitico “sceriffo” Duke Erickson alle prese dietro consolle e chitarre. E Steve Marker fesso è? Da buon gregario fa come sempre la sua porca figura dietro al basso elettrico. Parlare di rock politico non è facile, specie se si è cresciuti a  base di “Milk” e “You Look So Fine”: nell’attesa che arrivi Dio… (o “Godot” come affermava l’altro teatrante storico del Novecento Beckett) , questo album parla di sesso, morte, e religione. Spazzatura, come sempre spazzatura (= garbage). Due album in uno: edizione deluxe con tanto di b-sides e viaggio nella musica elettronica degli anni Duemila. Forse un buon modo per trascorrere l’ascolto di un album in pace, forse tanta roba. Pure troppa, direi.

Garbage – “No Gods No Masters” (Stun Volume, 2021).ultima modifica: 2021-06-11T13:07:17+02:00da clfanzine

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