Low – “Hey What” (Sub Pop, 2021).

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I Low sono tornati. Ed è una gran bella notizia. Perché credo siano poche le band del nuovo millennio che hanno creato un sound cosi denso, magmatico, avvolgente ma anche disturbante come il loro. Un sound che per tanto tempo è stato definito slowcore ma che con l’avvento del precedente “Double Negative” ha necessitato di nuovi termini, di nuove etichette. E qui i critici si sono sbizzarriti. Io per comodo definisco il nuovo corso dei Low il sound del nuovo millennio. Algido, robotico, spigoloso, cibernetico. Ma vedo queste caratteristiche come un complimento perché rispecchiano i tempi verso cui ci stiamo velocemente muovendo. Il sound dei Low post “Double Negative” è avvincente, davvero affascinante. Affascina perché disturba, perché ti sbatte in faccia il potere delle nuove tecnologie, ti sbatte in faccia che l’elettronica si è impadronita non solo delle nostre vite (possiamo uscire di casa dimenticandoci tutto, ma lo smartphone assolutamente no perché li su ormai c’è tutto) ma anche dei nostri suoni. I Low post “Double Negative” sono il sound del nuovo millennio. I clangori metallici delle loro derive industrial, i droni glaciali della loro personale visione della musica ambient sono le armi vincenti di questo nuovo gioiello. Perchè “Hey what” riesce nell’impresa di bissare la qualità del suo predecessore. Ma con una differenza. Qui i Low compiono un’operazione di natura jazzistica… Rappresentano il futuro ma non dimenticano il passato, la tradizione. Vedo i Low come una sorta di Art Ensemble of Chicago del rock (se rock si può ancora definire questa musica). Perchè se ascoltate bene, ma davvero bene questo album, se andate oltre la drone music, oltre l’elettronica, oltre le derive industrial, allora troverete (soprattutto nelle linee vocali) richiami folk, richiami spiritual, un senso religioso di intendere la coralità. E non sono neppure cosi nascoste queste urgenze espressive, sono li sotto la pelle metallica di questo suono. Forse il messaggio della musica dei Low è molto semplice. Dietro tutta la tecnologia che anima le nostre vite e i nostri suoni c’è comunque un cuore che pulsa. Basta volerlo ascoltare. Ma c’è. “Hey What” e “Double Negative” sono due lavori che non dovrebbero mancare in nessuna discografia contemporanea.  Rappresentano al meglio il nostro tempo. Credo non sia azzardato dire che i Low rappresentano per questi anni 20 del nuovo millennio quello che i Radiohead hanno rappresentato sul finire dei 90 del secolo scorso (cari millennials andate a ripescare quello che per voi è preistoria ma per noi fu un vero balzo nel futuro).

Low – “Hey What” (Sub Pop, 2021).ultima modifica: 2021-09-14T14:52:30+02:00da clfanzine

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