Kanye West – “Jesus Is King” (Def Jam Recordings, 2019).

kanyewest

“Jesus Is King” è un album gospel, non nel senso che suona come quelli di Mahalia Jackson o di Kirk Franklin, ma nel senso che ogni brano è una manifestazione della sua devozione nei confronti di Dio. L’idea era di pubblicare qualcosa di molto più profano, ovvero il famoso album “Yahndi” di cui si sono perse le tracce, ma poi, come racconta nel testo di “Selah”, “Jesus did the laundry” (letteralmente, “Gesù ha lavato i panni”) e il risultato di questo bucato divino, dopo vari ritardi, è oggi a portata delle orecchie di tutti. Negli ultimi anni Kanye West è stato protagonista di una vera e propria conversione sulla via di Damasco, che lo ha portato tra le altre cose a tenere una serie di Sunday Service – il nome che i protestanti danno alla nostra messa – in cui rifaceva molti dei suoi classici in versione gospel, cambiando il sound e in parte anche il testo, ad esempio eliminando parolacce e oscenità per non turbare il Signore e i fedeli. Sunday Service è diventato anche il nome del suo nuovo gruppo gospel, che lo accompagna sia dal vivo che su disco. Il frutto di questa spiritualità ritrovata è un album estremamente breve e compatto (27 minuti e una manciata di secondi), privo di artwork (la copertina è un semplice vinile blu su sfondo bianco), accompagnato da un ambiziosissimo lungometraggio girato all’interno di un’opera architettonica dell’artista James Turrell che si trova nel cratere di Roden, zona desertica dell’Arizona.