AIR – “Original Motion Score from The Virgin Suicides” (Aircheology Records, 2000).

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“Moon Safari” (Source, 1998) per quegli sbarbatones di Nicolas Godin e Jean-Benoît Dunckel era stato un esordio col botto. Space-rock e french-touch cosi, non si sentivano da tempo. Ma gli Air, come Sofia Coppola, esteta moviemaker di una certa gioventù al femminile, figlia di una certa aristocrazia americana, sono i giovani del 2000: ragazzi in preda all’emo, e a nuovi guai ai quali la storia (come ogni volta) prima o poi torna a chiedere il conto. L’autolesionismo tra i più piccoli, la fame d’amore e una certa urgenza a tornare giovani a tutti i costi, sono solo alcune delle inquietudini che mettono dentro la loro arte. E cosi, questa soundtrack, volente o nolente, sembra risultare un mezzo passo falso. Un lavoro corale, orchestrato che a tratti, perde di lucidità. La musica alternative non si fa altro che noiosa, l’identità dei due francesi, dietro false tracce, sembra scomparire quasi del tutto. Se non fosse per un paio di brani elettronici sui quali porre attentamente attenzione (e orecchio!) e un lamentoso suono di basso che viene dal profondo dell’ultima traccia (“Suicide Underground”). Ma la solitudine è l’incomprensibilità, che per sua natura, non ha spiegazione.

AIR – “Original Motion Score from The Virgin Suicides” (Aircheology Records, 2000).ultima modifica: 2022-01-19T11:44:50+01:00da clfanzine