Suede – “Autofiction” (BMG, 2022).

S-1848

Onestà mentale, lyrics spaccacuore, e attitudine rock non sono mai mancate alla glamour London dei Suede. Le atmosfere rarefatte e troppo assuefatte degli ultimi album oscuri della alternative band di Brett Anderson, Richard Oakes, Mat Osman, Simon Gilbert e Neil Codling forse non davano giusto merito al loro blasone, e alla knowledge brit-pop marchiata anni 90. Si, forse si. E con “Autofiction” ce ne accorgiamo fin dalle primissime note. Un album in cui l’arduo tentativo di compiere un viaggio nel passato, ai 15 anni di Brett, alle sue amicizie e ai suoi amori, forse non sarà cosi punk come gli inizi, ma di sicuro power-pop. L’autofiction è un genere letterario, metà memoir e metà fiction. In un certo senso tutta l’arte è autofiction. Non esistono opere che non siano fittizie, cringe e intime e allo stesso tempo in pasto alla cultura popolare di massa. Bellissimi, “scamosciatissimi” e innamoratissimi in “Personality Disaster”, ho amato questo disco fin dall’inizio:

Feel my blue sky personality disorder
Feel me with your personality disorder
Feel fine, still mine personality disorder
Feel me with your personality disorder

E “Black Ice” e “Drive Myself Home” sono delle amabilissime sbavature di un album avidamente umano.

Suede – “Autofiction” (BMG, 2022).ultima modifica: 2022-09-21T10:15:42+02:00da clfanzine

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