Patrick Watson – “Better in the Shade” (Secret City Records, 2022).

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Solo sette tracce, disposte in sequenza come in un mosaico privo di una forma ben definita, anzi manchevole di contorni, onirica ed eterea come non mai. E’ racchiusa nella title track l’essenza di questo nuovo album del musicista di Montreal: una melodia che non esplode mai, avvolgendosi su se stessa, cullata da intense note di piano e violino e un canto affannato, svogliato, quasi un respiro. E’ un continuo fluttuare di colte citazioni musicali, “Better In The Shade”, che siano i grevi tocchi di piano e synth di “Ode To Vivian”, la magica saudade tinta di jazz della splendida “Blue” (Andrew Barr dei Barr Brothers alle percussioni) o gli ambiziosi e ambigui contrappunti di musica elettronica e inquietudine armonica in “Height Of The Feeling”, la sensazione è quella di trovarsi al cospetto di un disco straordinario eppur privo di straordinarietà. Tutto in questo nuovo album di Patrick Watson è volutamente fugace, quasi invisibile, poco percepibile, futile; ne è perfetta esegesi sia la beffarda cantilena di “La La La La La”, un attimo di leggerezza ancor più stridente in un contesto così breve, precario e malfermo, sia la fosca caligine elettronica che oscura il lirismo di “Little Moments”. Meglio nell’ombra, dunque, nel contempo ignari e consapevoli della caducità dei sentimenti e dell’energia che un’emozione può offrire a un cuore impavido e puro. Istantanee e ricordi; emozioni straordinarie e paure, racchiuse in un paio di ginocchia strette al petto. Quasi come se fosse vita.

Patrick Watson – “Better in the Shade” (Secret City Records, 2022).ultima modifica: 2022-11-27T08:56:49+01:00da clfanzine