Aneddoti.

Giovani ed inesperti io e la mia compagna ci trovammo in macchina, in pieno giorno,  alla ricerca di un posticino riservato dove stare in intimità. Dopo tanto girovagare, finalmente, trovammo quello che ritenemmo  fosse il più consono.

In piena campagna e nessuno all’orizzonte guardando a 360°. Finalmente soli! 

Presi dal piacere ci godemmo l’attimo tanto atteso.. Era la prima volta che stavamo insieme e fu  piacevolissimo. Vetri appannati ci impedivano di vedere fuori, ma non era un problema perché eravamo soli …credevamo.

Vero che all’orizzonte non c’era anima viva, ma il tempo era passato e ne avevamo perso la cognizione, presi dalla passione.

Finito il momento, ci apprestammo ad andar via dal luogo prescelto, pulimmo i vetri, misi in moto il motore, mi accinsi a partire, ma…non credemmo ai nostri occhi, eravamo bloccati!

Attorno a noi c’erano centinaia di pecore che ci impedivano di procedere. Erano aderenti alla macchina e con il loro vello dettero una bella quanto odorosa lucidata alla carrozzeria. Dovemmo aspettare non poco perché queste transitassero e ci lasciassero il passo! Il pastore passò per ultimo con  un ghigno dipinto sul volto, divertito dalla situazione.

Dapprima spaventati poi  rassicurati e divertiti tornammo, con sommo piacere,  nella civiltà, in mezzo alla gente. Fu una bella esperienza che ricordo sempre con un sorriso sul mio volto, quasi come il ghigno del pastore. 🙂 

P.S. Beata spensierata gioventù. Di aneddoti più o meno divertenti ne ho molti, forse ne scriverò altri.

Mastro

Vedere un film.

Vedere un film può sconvolgere o coinvogere.

Accendo il televisore,  voglio vedere se  la gara  di moto gp è iniziata, nello stesso canale  trasmettevano  un film che mi ha subito “rapito”. Un  film che racconta la storia della mia fantasia, mi immedesimo immediatamente nel personaggio. E’ come se mi vedessi. Una storia che avrei votuto vivere ma che non ho potuto. L’attrice ricorda, non solo nei lineamenti, una persona a cui mi ero affezionato e non poco, la cosa era reciproca.

Ho seguito la storia con grande commozione ed ho visto come avrebbe  potuto svilupparsi  la mia,  se si fosse concretizzata nella realtà. Un sogno non realizzato.

Ognuno di  noi,  almeno una volta nella sua vita, ha avuto una storia  a cui  ha dovuto  rinunciare   per causa di forza maggiore o per… mancanza di coraggio. Chi  è  riuscito a portarla avanti  è stato, indubbiamente, molto fortunato.

E’ stato bello vedere questo film, niente di speciale, la  solita trama romanticona con finale ad effetto, che ti fa piangere per la gioia o per i rimpianti. Unica variante la incredibile somiglianza dell’interprete femminile con chi ho avuto il piacere di incontrare nella realtà e gli atteggiamenti del suo compagno che sono anche miei. L’immedesimazione è stata immediata, totale, mi ha scaldato il cuore.

Sarà per una prossima vita, qualora ce ne  fosse un’altra, ma dubito fortemente possa accadere, resta una sensazione  di dolce  amarezza che si stringe al mio “io”.

Mastro

 

L’ultimo arrivato.

Vi è mai capitato di trasferirvi in un nuovo quartiere, città, nazione   e  di avere un’idea che possa dare soluzione, innovativa, efficace, risolutiva  ad un problema a cui nessuno dei nuovi vicini pone attenzione?

A volte siamo talmente presi a fare le cose di ogni giorno, con abitudinaria caparbietà, spesso non badiamo ai problemi che arrecano danno o impedimenti alla comunità.  Non pensiamo ad una soluzione perché diamo per scontato che sia normale “subire” lo stato delle cose, apparentemente senza soluzioni.

Intervenire in un contesto del genere cercando di informare gli (pseudo) interessati si può, ma  quando si è l’ultimo arrivato  scatta il meccanismo mentale di rifiuto classico di chi non cambia nulla perché  “non si può,  così è stato da sempre”.

Allora nonostante i tuoi sforzi non riesci ad ottenere l’adesione dei più, (la massa) che seguono ciò che  il “capoccia di turno” dice loro, grati per non caricarsi del problema , ovvero di scaricarlo, perché c’è chi pensa ed opera al loro posto, risparmiandoli l’onere fastidioso  di ottemperare all’ottenimento di una conduzione di vita decente.

Alla fine di tutto questo giro, per incanto, arriva l’intellingentone di turno che fa sua quello che era una tua idea. Questo fa rabbia, ma se alla fine abbiamo ottenuto che la nostra intuizione sia messa in pratica, ben venga il miglioramento.

Il tempo è galantuomo si dice. Sarà ma sta cosa mi fa girar l’eoliche. Direte energia pura, naturale, che non inquina l’ambiente, ma la mia temperatura sale, sale e continua a salire.

Quanta fatica e pazienza per farsi accettare quando subentri in un nuovo ambiente e sei inevitabilmente… l’ultimo arrivato.

Mastro

 

Quiete

Giornate, queste ultime, passate in tranquillità senza scossoni o distrazioni, serenamente, vagliando i pro e i contro di una qualsiasi situazione che mi si presenti.

Ogni tanto mi immergo  nei ricordi cercando di ordinarli, riesco a farlo e non subentra  la malinconia per quei giorni trascorsi,  carichi di avventura e spregiudicatezza.

Parafrasando una mia amica vivo serenamente la mia solitudine, senza patemi o tribrolazioni di sorta.

Scrivere i miei pensieri,  che  a volte ritengo sia inutile, stupido, è  mettere in calce pensieri vaghi, che non hanno riferimenti specifici.  Non vi è desiderio di essere giudicato da chiunque passi per averne la comprensione o la solidarietà.

E’ uno spazio privato e allo stesso tempo pubblico a cui mi rivolgo di tanto in tanto per scaricare l’accumulo di frasi che nella mia testa circolano,  mi fa sentire leggero dopo averlo fatto.