L’ultimo arrivato.

Vi è mai capitato di trasferirvi in un nuovo quartiere, città, nazione   e  di avere un’idea che possa dare soluzione, innovativa, efficace, risolutiva  ad un problema a cui nessuno dei nuovi vicini pone attenzione?

A volte siamo talmente presi a fare le cose di ogni giorno, con abitudinaria caparbietà, spesso non badiamo ai problemi che arrecano danno o impedimenti alla comunità.  Non pensiamo ad una soluzione perché diamo per scontato che sia normale “subire” lo stato delle cose, apparentemente senza soluzioni.

Intervenire in un contesto del genere cercando di informare gli (pseudo) interessati si può, ma  quando si è l’ultimo arrivato  scatta il meccanismo mentale di rifiuto classico di chi non cambia nulla perché  “non si può,  così è stato da sempre”.

Allora nonostante i tuoi sforzi non riesci ad ottenere l’adesione dei più, (la massa) che seguono ciò che  il “capoccia di turno” dice loro, grati per non caricarsi del problema , ovvero di scaricarlo, perché c’è chi pensa ed opera al loro posto, risparmiandoli l’onere fastidioso  di ottemperare all’ottenimento di una conduzione di vita decente.

Alla fine di tutto questo giro, per incanto, arriva l’intellingentone di turno che fa sua quello che era una tua idea. Questo fa rabbia, ma se alla fine abbiamo ottenuto che la nostra intuizione sia messa in pratica, ben venga il miglioramento.

Il tempo è galantuomo si dice. Sarà ma sta cosa mi fa girar l’eoliche. Direte energia pura, naturale, che non inquina l’ambiente, ma la mia temperatura sale, sale e continua a salire.

Quanta fatica e pazienza per farsi accettare quando subentri in un nuovo ambiente e sei inevitabilmente… l’ultimo arrivato.

Mastro

 

L’ultimo arrivato.ultima modifica: 2019-05-05T12:28:03+02:00da mastro.zero

15 pensieri su “L’ultimo arrivato.

  1. Sono stata “l’ultima arrivata” un sacco di volte. Nuova scuola, nuova città, nuova regione, nuovo lavoro. Non è bello, perchè come tale vieni vista e la tua voce va in coda alle altre. Però se sai farti rispettare e dimostri di valere, un po’ alla volta ti ritagli la stima di qualcuno, e l’invidia di qualcun altro. Certo, se si tratta di organizzare una rimpatriata, nessuno pensa mai di invitarti. Non avere radici da un lato è utile quando hai voglia di cambiamento, dall’altro è complicato, quando ti senti ramoscello al vento. Ci vuole un po’ più tempo della media a trovare una collocazione nel contesto e il senso di precarietà non ti lascia mai. Ma ci si convive. Buona domenica

  2. Il carattere c’è, come pure le capacità intellettuali e lavorative.
    Quello che mi è sempre mancato la vicinanza di chi ti conosce da tempo e alla bisogna ti sostiene, dando ulteriore forza alle tue intuizioni. L’unione fa sempe la forza.
    Trovi incompetenti ed incapaci che si pavoneggiano in mezzo ai loro simili e siccome sono in maggioranza devi “subire” la loro volontà-
    Il tempo è galantuomo ed ho avuto modo di testarlo. Con il tempo acquisisci la stima e la fiducia altrui, ma sei sempre un solitario e non sei abituato alla frequentazione di gruppi per più del necessario. Appari un orso, ma non lo sei 🙂 e chi se ne accorge ti ritiene persona seria ed affidabile.

  3. ho cambiato casa svariate volte … diciamo che in molte occasioni ho avuto la fortuna di avere vicini gentili ed educati… nell’ambiente di lavoro mi sono dovuta fare strada subendo a volte in silenzio ma quel silenzio mi è servito per osservare ed imparare…e passare moltoooo silenziosamente davanti agli altri…. e che soddisfazioni …

    ho cambiato casa da poco …sono ritornata nella casa di famiglia …. e ti dirò meglio gli estranei che i parenti e qui mi fermo… ma ci siamo capiti… buona serata Lady

    • Se è possibile farlo, mai tornare dove si è stati in passato. La gente cambia, i parenti poi sono i primi a parlare a sproposito.
      Se vuoi conoscere il carattere di qualcuno, guarda i suoi figli e capirai come sono.
      Gli amici conosciuti in tenera età sono i migliori, perché non hanno filtri e manifestano se stessi senza freni inibitori classici degli adulti.
      Sai sempre come sono, anche quando diventano grandi.
      Ciao Lady,
      Buon fine giornata 🙂

  4. Mi sono riscoperta poco tollerante all’indifferenza e all’insensibilità di “certe” persone (le chiamo persone non con l’intento di offendere il genere umano, bensì perchè definirle in altro modo sarebbe ingiusto verso ogni altro tipo di specie! Diceva una persona saggia a me molto cara, “ricordati…ciò che non fanno le persone lo fa il tempo..”. io non so quanto tempo mi sia concesso e quanto ne abbia. Sono di carattere forte, a volte sono stata “l’ultima arrivata” e accettata con riserva, ma lotto giornalmente facendomi rispettare e poi, ad essere sincera, io non ho molti peli sulla lingua e non mi faccio calpestare da nessun intelligentone di turno (come scrivi tu). Comunque sto imparando ad attendere e posso dire che, sin qui, ne vale la pena e che questo saggio detto (il tempo è galantuomo), a cui sono particolarmente e affettivamente legata per stretti motivi personali si dimostra veritiero, unica cosa, occorre aver tempo e non avere fretta, ogni cosa a suo tempo.

    • Infatti bisogna avere tempo ed il buon Dio ci ha concesso al massimo un centinaio di anni. Il tempo non ha scadenza e può essere troppo lunga l’attesa, per cui ogni tanto conviene “menare” e forte per tutelarsi 🙂 Sempre verbalmente naturalmente.

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