Cacciatori/collezionisti di figurine.

Non so cosa si possa provare ad avere centinaia di figurine allegate al profilo, senza che possa esserci un minimo di rapporto.

insieme-delle-icone-sveglie-dell-avatar-del-carattere-63403400Fastidiose e puntuali  arrivano  le notifiche che comunicano  che  Tizio ha fatto, ha creato, ha commentato a casetta altri. Questo è un   impedimento che non consente di notare le notifiche che protrebbero intreressarti.

Spesso ho tentanto di calcellare (quelle non rilevanti) ma a venti pezzi alla volta diventa un lavoro lungo e noioso; anche perchè nel giro di pochi giorni nuovamente vengono  superate le migliaia di comunicazioni.

Io che ho una decina di figurune appese al mio profilo. Non oso immaginare, chi ne ha migliaia, quante notifiche gli vengono propinate. Contenti loro.

Cacciatori/raccoglitori/collezionisti di icone colorate.sciò! N’ate altrove.

Non fa per me.

Mastro

Ignoranza ovvero non conoscenza, dettagli che fanno la differenza. Cirinnà dove vivi?

Spesso il termine “ignorante” è usato in modo denigratorio verso chi è indirizzato. A  ragione  veduta chi riceve il “titolo”  può risentirsi.

Secondo il mio modo di vedere credo che sia meglio, quando ci si rivolge a qualcuno, dire che non è conoscenza di un dato, cosa che non ha mai approfondito in quanto ha ritenuto, l’argomento, di poca importanza.

Quello che per qualcuno può avere valore, non necessariamente deve esserlo per altri.

Il termine ignorante viene usato da sempre nel senso spreggiativo. Ho conosciuto persone che non mettono la “mutina” (la H ) quando va messa, che non mettono un accento dove va “poggiato, che non conoscono le Haiwai o non sanno chi sia Cristoforo Colombo; non sono ne a conoscenza, non ne hanno avuto l’opportunità; ma in quanto ad intelligenza e capacità di valutazione del momento, sono capaci di dare il meglio del genere umano in barba a tutti i cultori dell’arte che vantano la loro conoscenza di questo o altro autore e della sua biografia, manco se li avessero conosciuti di persona.

Un padre di famiglia che manda avanti la stessa con sacrificio non può avere il tempo ed il denaro per farsi un giro in luoghi belli si, ma che per lui sono futili, inutili. Perché alla base di tutto c’è la vita e come fare per renderla possibile. Non può stare seduto su di una poltrona in salotto a leggere montagne di libri autobiografici, girare per mostre, partecipare a convegni. Non ne ha la convenienza. Deve badare in qualsiasi modo possibile alla sua famiglia. Non per questo deve essere denigrato alla stregua di uno straccio che non ha valore.

Cirinnà ha dovuto, durante le sue ferie, fare lavori che ritiene umili che non le competono,  perché la sua strapagata collaboratrice domestica, (servetta) l’aveva abbandonata e pensare che le dava un lauto compenso (strapagata) ed addirittura pagava tutti i  contributi. Pòaréta!

Ma dico dove siamo? E questa rapprensenta gli italiani al Parlamento?

Mastro

 

 

C’era una volta una comunità. Ora abbiamo una civiltà-

Sono molteplici le situazioni di cui vale la pena  ricordare come qualcosa che una volta era normale  quotidianità, ora è inusuale, inappropriata.

D’estate, quando il sole cominciava a nascondersi dietro i palazzi più alti, all’ombra di questi ci si affacciava sui balconi, alla ricerca di refrigerio. Ci si vedeva e “Buonasera” ci si salutava. Come una comunità che si rispetti si scambiava qualche parola e si socializzava.  Sino a tarda sera ci si intratteneva in discussioni varie a  volte con toni  accesi,   a volte sottovoce per essere riservati sull’argomento trattato.

Nei paesi, dove generalmente si abita al piano terra, le sedie davanti l’uscio indicavano che chi vi abitava era lì vicino. Chiacchiera più, chiacchiera meno ci si raccontava. Era un bel vivere. Difficilmente qualcuno rimaneva chiuso in casa.

Oggi se sei in casa tua affacciato alla finestra o seduto sul balcone a godere del panorama, perchè ti piace stare fuori all’aria aperta, ti senti quasi un intruso.

Commenti del tipo ” Ma questo sempre affacciato sta? Perché  non si fa gli affari suoi?” Oppure ho sentito dire “Quella è una persona riservata!” (Uno che sta sempre con le imposte chiuse e raramente esce sul SUO balcone, che probabilmente  dietro le imposte  spia gli altri.) quasi fosse un delitto usufruire dell’aria aperta sul TUO balcone!

Insomma oggi pur abitando a stretto contatto di gomito non ci si conosce e guai a scambiare due chiacchiere con il vicino. Non è appropriato. Vieni messo nella bad list.

Ognuno deve fare i xxxxx propri e non deve guardare quello che fanno gli altri. Praticamente se sei in casa tua e hai un balcone che è una terrazza non puoi godere di questo in quanto infastidisci chi vorrebbe fare altrettanto.     Il cane che si morde la coda!

E questa sarebbe la nuova civiltà?

Preferisco di gran lunga la comunità  che c’era una volta, libera, nel limite del possibile ovvio. Oggi ci fregiamo di essere liberi e siamo schiavi della  propaganda.  Io personalmente me ne frego, mi affaccio dal mio appartamento quante volte mi pare e rivolgo la parola a chiuque passi dalle mie parti senza problemi di sorta. Sopratutto quando  passano a pochi passi con la testa china come se non ti avessero notato.

Salutare è un piacere, rispondere è un dovere!  Mi diverto a volte ad applicare  questa regola non scritta  appresa in gioventù da  un  anziano saggio.